fuoriblog dal 15 al 21 maggio 2021 – 217

settimana appesantita da una delle mie ricorrenti risse virtuali con qualche blogger che fino a questo punto mi era risultato amico: è evidente che qualche problema ce l’ho io, mica posso pensare come il pazzo che viaggiava in autostrada contromano che i pazzi erano tutto il resto del mondo; però la critica che mi faccio è piuttosto quella di scegliermi male le amicizie, attratto dalla ricerca dell’originalità, come so di essere, del resto, anche nella vita reale.

ovviamente anche stavolta mi viene rimproverato di essere un prepotente; e io mi interrogo sempre se sia vero: ma posso essere considerato prepotente perché non ammetto che sul mio blog un commentatore ne insulti un altro? sarò intervenuto anche in modo vagamente discutibile, ma la sostanza del problema è questo, non le paturnie di chi si sente leso nella sua maestà perché ho cambiato una parola, avvisandolo peraltro immediatamente e chiedendogli se era d’accordo; e lui no, voleva proprio offendere; ma allora non qui.

ma lascio al lettore eventuale di scoprire protagonista e dettagli di questa vicenda, da accantonare subito, e vengo al resto: 1. inerro.land, una sana abitudine di questi incontri settimanali di riepilogo della mia attività extra-mioblog, per tirare una boccata d’aria almeno virtuale nella natura; ma stavolta anche per qualche riflessione esistenziale: 6 e 9; 2. chiedoaisassichenomevogliono, per qualche discussione al confine tra politica e filosofia (ma la più interessante della settimana, sull’attualità di Marx è già finita in un post a parte); 3. gaberricci su arte e capitalismo; 7. Francesca sull’idea di Dio e la politica, a proposito di Israele e Gaza; 8. Rossatinta sulla nascita dei blog mezza generazione fa .

aggiungo qualche link anche a post che non sono riuscito a commentare, per evitare chiacchiere troppo generiche, ma che vale assolutamente la pena di leggere: 4. massimobotturi, 5. briciolanellatte, 10. mcc43.

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10. mcc43, Israeliani e Palestinesi, differenti storytelling da conciliare.

un contributo davvero fondamentale per il superamento della visione tradizionale e datata del problema ebraico-palestinese.

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su ricco&spietato, Finale 3 aprile 2021 una discussione alquanto accesa, generata da una correzione da me apportata ad un suo commento qui: Gianfranco Nuzzo: sui rischi delle traduzioni (nei testi cristiani e altrove): in effetti non accetto che si dia del cialtrone a chi ha una fede che a noi può apparire illogica.

corpus2020 20 maggio 2021 alle 22:15
di nuovo vengo qui per una comunicazione che non saprei altrimenti come mandarti.
nel tuo ultimo commento da me ho sostituito una parola pesante che hai usato contro il coautore di un mio post con una più leggera, cioè meno insultante, che spero però abbia salvato il nucleo concettuale. scusami per questo intervento e se hai di meglio da proporre fammelo sapere qui, e provvederò a una nuova correzione.
ciao.

ricco&spietato 20 maggio 2021 alle 23:33
“fammelo sapere qui” – e perché mai? non è questo il campo di battaglia. – (certo che ho di meglio da proporre: è la prima stesura)

corpus2020 21 maggio 2021 alle 08:07
semplicemente per essere sicuro che tu lo leggessi (l’ho scritto prima del tuo secondo commento da me).
non potevo essere sicuro che tu leggessi di nuovo il commento modificato da me e non volevo agire alle tue spalle.
ciao.
per il resto ora la discussione continua di là, ovviamente.

ricco&spietato 21 maggio 2021 alle 08:21
non volevi agire alle mie spalle? ma è quello che hai fatto. alle mie, e a quelle di chiunque avesse letto parole tue in bocca mia senz’altra indicazione, e prima della mia protesta.per il resto la discussione – per quanto mi riguarda – è chiusa, ovviamente.vorrei solo aggiungere le mie scuse al nuzzo: viste le “politiche editoriali” del tuo blog, non posso più essere sicuro del fatto che le dolci parole verso i credenti nel profeta maometto siano proprio sue e non siano state “malleate” da qualche manina.

corpus2020 21 maggio 2021 alle 14:30
occorreva intervenire subito – come ho fatto: un post, lo sai meglio di me, viene letto nelle prime ore e poi dimenticato. – le alternative erano due:
1) una modesta correzione silenziosa sul mio blog, che alleggeriva l’insulto e manteneva il concetto, contemporaneamente avvisandoti qui sul tuo, per vedere se poteva andarti bene. niente di scorretto mi pare, almeno secondo le mie prospettive etiche.
2) la stessa modesta correzione, evidenziando però da subito anche lì che l’avevo fatta. mi sembrava però molto peggio, perché avrei dovuto spiegare che pensavo che tu fossi stato offensivo verso una persona che peraltro neppure conosci. in questo modo ti avrei messo in una sgradevole cattiva luce, almeno secondo il mio punto di vista.
pensavo infatti che il valore offensivo del termine usato fosse non intenzionale. – dal momento che tu hai ribadito che invece volevi usare proprio quello, cioè volevi offendere, ti ho fatto un’ulteriore proposta, dato che vorrei evitare la degenerazione social del mio blog; prendo atto che neppure ti va bene.
e okkey, va bene anche questo. – probabilmente alla persona offesa non frega più di tanto essere offeso da te, che neppure conosce, e la cosa si risolverà da sé. – le osservazioni finali aggiunte in coda a quel mio post stamattina sono, ovviamente mie, e non di Nuzzo, che tuttavia mi ha fatto già avere parole di scusa per avere ecceduto nel giudizio su Maometto, trascinato dalla foga polemica: che siano mie lo si dovrebbe capire dal fatto di essere scritte un carattere normale, come tutto quello che dico io, anziché in corsivo, come quello che dicono coloro che nel mio blog vengono citati. – forse non si capiva bene; ora l’ho messo ancora più in evidenza. – se Nuzzo sarà d’accordo pubblicherò anche le sue. – se posso aggiungere un’ultima postilla, direi di abbassare i toni e tirare un respiro forte.

ricco&spietato 21 maggio 2021 alle 15:19
vedo che il punto continua a sfuggirti; rinuncio a illustrartelo nuovamente,
aho, amen.
edit:: vedo ora la tua aggiunta al mio commento-casus belli: è quello che avresti dovuto fare dall’inizio, invece di tentare di far passare per MIE parole che saranno certo migliori, non oso negarlo; ma che sono TUE. ancora uno sforzo: la nota del Moderatore inn un font diverso dal corpo del testo… magari solo in grassetto?

corpus2020 21 maggio 2021 alle 15:32
ti ho spiegato già perché non l’ho fatto; magari avrò sbagliato valutazione, può essere, ma non c’era malafede.
quanto al font, giuro che avrei voluto farlo, ma qui il diavolo ci ha messo la coda, perché, da una settimana, a me non riesce più a cambiare il font nei commenti; non so se è un problema solo mio o anche di altri. potresti verificare se capita anche a te sul tuo blog.
se vado in modifica commento e cerco di cambiare il font di qualche parola, ignora completamente la modifica.

ricco&spietato 21 maggio 2021 alle 15:53
ri-amen. va’ in pace.

corpus2020 21 maggio 2021 alle 18:22
in pace mica tanto: alla fine mi hai proprio rotto i coglioni.

ricco&spietato 21 maggio 2021 alle 18:40
n-amen. allora va’ e basta.

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9. wanderingitalia, Sulla strada 19 maggio 2021 – è sempre lui, Manuel Chiacchiararelli

su quel blog è impossibile mettere i like, ma il post è da leggere comunque.

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8. Rossatinta, I blog dei vecchi tempi 17 maggio 2021

corpus2020 17 maggio 2021 alle 4:54 PM
come sempre, i tuoi post mi intrigano, ma non saprei dire perché.
qui è più facile dirlo, però, perché nel pieno di una rievocazione storica dei blog, pressapoco dal 2005 in poi, ritrovo un pezzetto di me stesso, anche nelle dinamiche descritte; l’unica cosa che non mi appartiene è che non ho mai pensato, io che avevo quasi sessant’anni allora, che il blog non fosse per me per limiti anagrafici (c’era anche chi era addirittura più vecchio di me lì dentro).
ma di sicuro non eravamo sulla stessa piattaforma: io blogs.it, tu? – però è stato mio pure il gioco di affidarsi troppo, nel mio caso fino al punto di innamorarmi a distanza, ricambiato, di accorgermi un po’ tardi del terribile errore, grazie a un paio di incontri dal vivo, e di recuperare me stesso dopo una seconda adolescenza tardiva.
rapporti che sembravano molto intensi si sono dissolti quasi tutti, vero; e la chiave di volta è che si invecchia e l’idea che noi restiamo noi stessi attraverso le diverse età è soltanto una favola, e direi perfino un po’ triste. – neppure io credo di essere letto troppo dal giro di casa, ma qualche volta sì.
non me ne faccio un problema né nel primo caso né nel secondo, ma semmai lo troverei più un impiccio che altro. – ciao!

Rossatinta 19 maggio 2021 alle 7:06 am – Non so perché non riesco a commentare sotto al commento di Corpus2020.
Vabbè, lo faccio qua, scusami.
Eoni fa ero su splinder, ove sono approdata per caso e per gioco e mi ci sono abbastanza divertita. Da timida, la virtualità ha molto giocato a favore, da amante della parola il blog rappresentava il luogo ideale dove esprimermi, da lettrice curiosa aver da sbirciare nelle vite di persone differenti ma stimolanti era un invito a nozze. Per me era sfogo ma anche rifugio, sostegno, riparo. Mi andava male quasi tutto, ma non proprio tuttissimo, a quei tempi, ma tenevo duro anche grazie a questa strana cosa del diario pubblico nell’internet. “Lo scrivo sul blog” era il pensiero ricorrente quando mi sentivo particolarmente giù, perché sapevo avrei trovato un po’ di presenza, di aiuto. Ma a parte i drammi, ho trovato blogger interessantissimi, colti e molto disponibili a quello che definisco il cazzeggio intelligente ossia una sorta di dialogo a distanza sul filo del rasoio, un po’ perculaggio e un po’ citazioni dotte. Ho imparato l’arte della conversazione scritta, ironica e mai volgare, forse ho imparato perfino a conoscermi meglio. Ho conosciuto gente diversissima ma unita dal bisogno di uscire dal guscio e ci siamo pure conosciuti di pirzona pirzonalmente. Ma.
Ovviamente è stato un periodo chiuso, figlio dei tempi e ormai andato a vivere per conto suo.
Che ci piaccia o no, tutto passa.
Oh, io resisto a scrivere perché ne ho bisogno a prescindere, ma capisco che si tratta di un mio vezzo, di una delle tante scappatoie che adotto per non andar fuori di melone definitivamente.
Preferisco sfogarmi qua che mettere in chiaro le cose sui social, che peraltro non demonizzo (secondo me la tecnologia aiuta e non è il mezzo ma il contenuto casomai che va criticato). Preferisco occupare un angolo di web scarsamente frequentato perché ho la sensazione che qua nessuno può farmi del male, tutto qua. Se accennassi anche solo a un millesimo di sfogo, su feisbuc, provocherei slavine di critiche, rotture di rapporti, fratture insanabili e magari pure minacce. Lasciamo perdere. Sto qua e me la racconto, con parsimonia, evitando di esagerare con le confidenze e pace amen. Ciao.

corpus2020 19 maggio 2021 alle 11:24 am
neppure io riesco a commentare sotto il tuo commento, ma non è un problema né in arrivo né in partenza dei commenti, dato che in ogni caso vengono notificati; quindi, non servono scuse. – hai descritto di nuovo benissimo il clima di qualche anno fa su queste piattaforme; aggiungo soltanto che io mi accendo facilmente, e direi che nel blog di allora ho vissuto una adolescenza che definirei la seconda, se ne avessi avuta una prima degna di questo nome… – apprezzo quindi il disincanto tranquillo del presente, anche se trovo che i meccanismi di funzionamento di questo strumento siano rimasti sostanzialmente gli stessi, e siamo cambiati piuttosto noi: meno entusiasmo, maggiore reticenza o prudenza nei rapporti: nel bene e nel male, inseparabili, come sempre. – questo mi conferma su un punto su cui divergiamo: la valutazione degli altri social e di Facebook: sono infatti tra coloro che lo demonizzano, memore della frase di Mc Luhan, che il medium è il messaggio. in poche parole il primo messaggio che comunichiamo mandando un messaggio è lo strumento che usiamo per mandarlo.
dire una cosa a voce oppure per raccomandata cambia sostanzialmente il messaggio, no?
così oggi dire una cosa su Facebook oppure qui cambia del tutto il senso della comunicazione, almeno secondo me. – non è un caso che Facebook sia diventato quella cloaca che è, ed usarlo significa prima di tutto comunicare lì dentro che quell’ambiente non ci fa schifo: il mezzo della comunicazione non è neutrale ed ha il potere di contaminare anche un messaggio buono e di stravolgerlo. – si dovrebbe approfondire meglio perché, esaminando le sue regole interne, ma non è il caso, qui; mi sono dilungato già anche troppo scusami, – ciao.

Rossatinta 20 maggio 2021 alle 6:46 am
Ok, letto e approvato. Due note a margine, mi permetti? Si che mi permetti.“Siamo cambiati piuttosto noi” sicurissimamente. Aggiungo però che, per quanto mi riguarda, dei vecchi blogger che leggevo e frequentavo sono la sola sopravvissuta a postare roba blogghereccia. Molti sono finiti su Facebook: alcuni scrivono cose intelligenti, altri stanno zitti, altri ancora volatilizzati per cui mi sa che la mia situazione è un filo differente. A me le cose son cambiate eccome, non solo internamente.“Il medium è il messaggio”: giusto, e poi chi sono io per contestare Mc Luhan? (e siamo a due però, direi che il quorum è raggiunto a ’sto giro) Va però detto che esistono persone che scrivono trasversalmente su blog, Facebook, Instagram, twitter e magari pure su una testata giornalistica in modo sistematico, per cui. A parte gli scherzi. Non scrivo cose personali su quella che definisci una cloaca. Non mi sembra il luogo adatto. Lo frequento (a parte i motivi professionali) perché mi piace studiarne le storie: i profili sono talmente trasparenti, si raccontano anche solo per il tipo di selfie che si usa come avatar. Mi interessa (non ho detto mi piace) perché ci sono gli altri. Sto attenta, decifro ed è un po’ come guardare le persone seduta a un tavolino del bar, in disparte. Non faccio del protagonismo, non voglio emergere (ma mica solo sui social: in generale ho pochissima ambizione e me ne rammarico). Tutto qua. Anzi, sai che ti dico? Potrei farne un post.Sul blog son rimasta quasi da sola a raccontarmela il che sarà pure rilassante ma mi fa sentire la particella sospesa nel bicchiere d’acqua. Il soliloquio è un ottimo esercizio, ci mancherebbe, ma alla lunga intristisce.Detto questo auguro a te e – a chi ha l’intelligenza e il sapere adatti – di continuare sulla strada che hai intrapreso. Mi fa piacere che grazie a voi il mondo dei blog sopravvive, davvero.Dal canto mio tendo sostanzialmente a mantenermi a galla. Rossatinta è un soggetto che vola basso perché se si alza poi magari cade e son dolori. E poi, a parte tutto, se mi mettessi la maschera dell’intellettuale sopra quella chirurgica ma sai quanto sudo?Ariciao.

corpus2020 22 maggio 2021 alle 6:14 am
ehi, sei tu che permetti a me, sono sul tuo blog! 😉 – aspetterò il post, allora, se verrà, per un commento più ampio. – per ora vorrei dire soltanto che indubbiamente la maggior parte dei blogger che frequentavo allora sono finiti su Facebook oppure spariti, ma alcuni sono ancora su wordpress, ma sono come rarefatti nella scrittura e circospetti nell’interazione.
qui in compenso ho trovato contatti che non esito a dire più lucidi, indubbiamente più selezionati (auto-selezionati) di allora: chi scrive qui ha un certo disagio comunque ad usare i social comuni, anche se poi spesso lo fa, prima di tutto per non sindacabili motivi professionali, alcuni.
quindi non ho rimpianti, come non se ne possono avere passando dalle tumultuose ricerche di amicizia dell’adolescenza a quelle consapevoli e determinate delle età successive. – sulla maschera dell’intellettuale sento la definizione come riferita anche a me, e un poco mi dispiace, poiché non amo la figura, e in fondo scrivo da queste parti proprio per sfuggire a questa maschera; ma ne parleremo ancora, spero.

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7. Francesca, La Shoah è pura strumentalizzazione maggio 16, 2021

corpus2020 maggio 16, 2021 alle 7:57 PM
ma Dio è proprio il nome che ogni comunità usa per giustificare le proprie nefandezze. – a maggior ragione quando è un Dio unico, che cancella quelli degli altri; e a maggior ragione ancora quando questo Dio unico ama soltanto i suoi fedeli; se poi questi consistono in popolo solo, che considera inferiori tutti gli altri, perché non credono nel suo Dio, allora abbiamo definito l’essenza stessa di un certo ebraismo fanatico e religioso.

Francesca maggio 16, 2021 alle 9:56 PM
Ma possono i “potenti e non” dare i nomi che vogliono, resta comunque un’ invenzione. In questa situazione rimarco ancora di più l’invenzione idiota e falsa. La vera ragione è il dominio la sopraffazione la conquista cioè per sfruttare. In questo caso c’è una forma di razzismo incredibile. È un pazzo fanatico di Netanyahu che ha passato la palla al presidente Rivlin il quale in 24 h che l’ha rimbalzata all’opposizione, certo Lipid. La partita è ancora in corso… Però in una settimana sono morti 192 palestinesi, di cui 58 bambini e 34 donne.
Mauro per favore aggiornami con calma, ho i conati di stomaco! Sono pazzi furiosi. Il popolo che si è autoeletto in nome di dio invano….

corpus2020 maggio 16, 2021 alle 10:25 PM
evidentemente, parlando di invenzione, ti riferisci all’idea di Dio, una delle stranezze della mente umana, che fa molta fatica a farne a meno.
la facilità con cui gli esseri umani si rovinano l’esistenza e sono pronti ad ammazzare gli altri per privilegi miserabili e spesso neppure necessari, credo che faccia parte dello stesso quadro di un cervello dissestato: quello degli esseri umani in generale. non è un caso se questa nostra specie bizzarra, aggressiva e nevrotica sta arrivando all’autodistruzione.
(non so se come “aggiornamento” questo basta… 🙂 )

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6. http://www.wanderingitalia.it/terremoto-2016-non-dimentichiamo-non-permettiamo-che-si-provi-a-nascondere-lo-schifo/

il post non è segnalabile in altro modo.

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5. briciolanellatte, Sei d’accordo? 16 Maggio 2021

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4. massimobotturi, FORSE IL MARE maggio 16, 2021

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3. gaberricciPiù famosi di William Shakespeare May 14, 2021 – in prosecuzione da https://corpus2020.wordpress.com/2021/05/15/fuoriblog-dall8-al-14-maggio-2021-205/

bortocal May 14, 2021 at 4:59 pm – […] la questione shakespeariana […] a) cancella il mito dell’artista creatore di se stesso, equivalente estetico del capitalista che crea tutto da solo l’impresa e i suoi profitti, nella agiografia filo-capitalistica. […]

gaberricci May 14, 2021 at 5:19 pm
[…] quanto dici al punto a) meriterebbe una trattazione più ampia!

Cor-pus 2020 May 15, 2021 at 5:23 pm – […] la farei volentieri la trattazione più ampia, se ne fossi capace; però a me pare quasi immediatamente evidente ed intuitivo che l’artista moderno sia una variante dell’imprenditore capitalista, nella misura in cui butta la sua arte nel mercato.
la trasforma in merce e diventa uno spacciatore d’arte, che usa per realizzare profitti, da reinvestire anche nella produzione artistica: esattamente come un qualunque industriale oppure operatore nel campo dell’informazione mediatica e in rete.
per certe forme d’arte come il cinema, questo è diventato inevitabile; ma non ne vanno esenti neppure le arti figurative, la letteratura (nella misura in cui si pubblicano o si vendono); anche la musica è nello stesso circuito.
intendiamoci: un certo rapporto tra arte ed economia, o tra arte e potere è sempre esistito: Fidia non avrebbe fatto il Partenone senza Pericle né Virgilio avrebbe scritto l’Eneide senza Mecenate, che lo manteneva per conto di Augusto, e perfino gli aedi omerici giravano di corte in corte per campare; però come è evidente, queste forme di dipendenza erano indirette; oggi invece l’arte è una merce come le altre nel circuito delle merci e l’artista promuove se stesso in prima persona attraverso i profitti che realizza; quindi se l’economia diventa l’iper-capitalismo in cui viviamo immersi oggi, come potrebbe sottrarsi l’artista al comune destino?

gaberricci May 15, 2021 at 6:47 pm
Tutto giusto… ma non sono sicuro che Orazio fosse dipendente da mecenate in maniera “indiretta”:-). D’altronde, è pur vero che l’invenzione del diritto d’autore ha liberato gli artisti dall’obbligo di servire qualcuno (ne parlava Umberto Eco, mi pare, ne La bustina di Minerva, in un articolo che si intitola “Chi non viene pagato è a libro paga”, se non sbaglio)… certo è che poi il mercato ha trionfato anche sull’arte. Basta vedere lo stato miserando a cui è ridotta l’arte contemporanea.

Cor-pus 2020 May 15, 2021 at 7:56 pm
no, io dicevo che era Mecenate a mantenerlo, direttamente; infatti è lui che gli regala i famoso podere dove Orazio si ritira a vivere. in realtà il mio profe di letteratura latina all’Università, Cazzaniga, sosteneva che Orazio era poi un alto burocrate imperiale, insomma una specie di Draghi di quei tempi, ma non ne trovo traccia e secondo me gli piaceva inventare di brutto…
l’emancipazione dei musicisti dalle corti e la loro messa in proprio, grazie ad un mercato indipendente inizia con Mozart e prosegue con Beethoven: rivoluzione artistica in parallelismo perfetto con la rivoluzione industriale.
quindi il capitalismo artistico ha le sue luci e le sue ombre e la principale è che il pubblico oggi sembra diventato completamente privo di un gusto proprio. oggi il mercato domina completamente il gusto collettivo e decreta in maniera indiscutibile che cosa è bello e che cosa no. d’altra parte chi investe in un prodotto deve essere ragionevolmente sicuro almeno del rientro degli investimenti, come dargli torto?

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2. chiedoaisassichenomevogliono, La città ideale 15 maggio 2021

Cor-pus 2020 15 maggio 2021 alle 19:59
l’animale in gabbia, alla catena, ha qualcosa di più umano dell’umanità stessa, dici.
infatti non si è addomesticato, cioè imprigionato, da solo.
ma se l’uomo è il carceriere di se stesso, come potrà liberarsi?

chiedoaisassichenomevogliono 15 maggio 2021 alle 20:09
Forse, ma non ne sono certo, attrezzandosi a recuperare la sua follia come antidoto alla normalità imposta. O forse recuperando quella parte di naturale che è rimasta dentro di sé, la parte animale che lo renda nuovamente umano.

Cor-pus 2020 15 maggio 2021 alle 21:44
ma quanti possono farlo in un mondo dove il naturale e l’animalesco sono visti come qualcosa di negativo? almeno a livello di massa.

chiedoaisassichenomevogliono 15 maggio 2021 alle 21:46
Esprimendosi come folli, forse. Perché in una società malata il folle è il solo che riconosce la malattia.

Cor-pus 2020 15 maggio 2021 alle 22:09
sinceramente non ne sono sicuro. ma forse è il caso che io smetta di fare il bastian contrario… 😉

chiedoaisassichenomevogliono 15 maggio 2021 alle 22:11
E perché mai smettere d’essere bastian contrario? 😄

Cor-pus 2020 15 maggio 2021 alle 22:27
è il rischio di apparire bastiancontrario con te che “mi perplime”. 😉
per il resto no, l’ho fatto ampiamente per una vita, e devo dire sposso con qualche soddisfazione, perché il bastiancontrario spesso ha torto, ma il bastianconforme ha torto sempre. 🙂

chiedoaisassichenomevogliono 15 maggio 2021 alle 22:32
Nulla da eccepire.🙂

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chiedoaisassichenomevogliono, Il senso del possesso che fu pre-alessandrino 18 maggio 2021

il dialogo su questo post è stato già publicato qui: Nach Italien mit [verso l’Italia con] Franco Battiato – Youtube mio – 213

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1. inerro.land, Birdwatching in Sweden #2 (video) 15 maggio 2021

Comunque, qual è il tuo preferito? 

corpus2020 15 maggio 2021 alle 19:09
lo svasso maggiore, che trovo anche alla riserva ornitologica del lago d’Idro, non troppo lontana da casa.
ci piace sempre di più quello che si distingue e che sembra originale, no?

inerro.land 15 maggio 2021 alle 19:13
In che senso? Mi riferisco all’ultima frase 😉

corpus2020 15 maggio 2021 alle 19:28
nel senso, scusa se ti sembrerà che io bestemmi :-), che le altre specie in fondo sono varianti di anatre, all’occhio ignorante mio; mentre lo svasso, dai, ha un look molto bizzarro… ahaha

inerro.land 15 maggio 2021 alle 19:38
Ah, in quel senso 🤣🤣
Beh, diciamo che sta una spanna sopra gli altri 😊😃

corpus2020 15 maggio 2021 alle 19:52
🙂

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inerro.land, Impariamo dal fringuello! / Let’s learn from the finch! il 20 maggio 2021

corpus2020 20 maggio 2021 alle 20:38
si può cliccare due volte “mi piace” per questo post? 🙂

inerro.land 22 maggio 2021 alle 19:06
pure 100 🤣🤣 grazie mille Mauro 😊

11 commenti

    • tu hai vissuto le loro esperienze condividendole, e credo anche io che sia così.
      però questa è anche la risposta inevitabile ad una situazione bloccata da tutte le parti, che sid eve avere il coraggio di rimettere in movimento.

      stiamo ad aspettare che fra duemila o duecento anni i palestinesi diventino i nuovi ebrei che pretendono di tornare in Palestina per cacciarne chi ci vive?
      la situazione è davvero attraversata da una potente tragicità di tipo greco, perché sembra che non sia possibile sfuggire alla sofferenza in qualunque modo si agisca, e ci sarà sempre un torto in ogni riaggiustamento del torto.

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  1. Non dubitavo che tu avresti colto l’importanza di quel dialogo fra ebrei e arabi che, pur con le dovute riserve, ci dà una visione dei rapporti fra le persone reali, volutamente ignorato dai media. GRAZIE per averlo qui citato.

    Colgo l’occasione per applaudire la tua volontà di mantenere i blog nella diversità rispetto all’offensivo tono diventato usuale nel social media.
    Buon proseguimento del tuo lavoro.

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    • grazie mille; magari qualche volta razzolo un po’ male, però cerco almeno di predicare bene 😉

      mi pare importante una riflessione su un cambiamento di strategia per i palestinesi, oramai, settant’anni dopo la fondazione di Israele, alla ricerca della soluzione migliore per superare questa situazione.

      ho sempre pensato (forse per il trauma subito a 13 anni per la separazione dal mio Sued Tirol), che in qualche dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dovrebbe essere stabilito quello di restare nella terra dove si è cresciuti.
      essere privati dei paesaggi che sono diventati naturali e di quel clima particolare, delle abitudini e della cultura di quel posto è una lesione.

      non so se la soluzione del problema ebraico-palestinese possa ripartire da qui, più che dalla prospettiva dei due stati, che oramai si è arenata: una federazione con una costituzione particolare?

      certo, questo sembra ancora più irrealistico, ma potrebbe forse segnare una svolta, a condizione che si sconfigga il fascismo israeliano.

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      • Io non ho mai smesso di rimpiangere le mie colline astigiane e i tre fiumi di Torino, sebbene non sia stato un allontanamento forzato. Capisco benissimo quelle chiavi di casa passate dai nonni ai nipoti o quelle gigantesche costruite qua e là. Nostalgia unita al torto subito… deve essere spaventoso da vivere.
        La soluzione a 2 stati anche per me è assurda, da tempo, a meno di voler creare una contro-Nakba di coloni. Forse partire da Amministrazioni “provincia” per provincia e poi da lì creare una Costituente. Ma l’esercito con tanto di impianto nucleare, le aziende dei tanti brevetti medici e militari… quelli sono il vero potere che sarà ben difficile soverchiare.

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        • io ci arrivo un po’ tardi, ma ci sono arrivato; definitivamente direi, proprio grazie al tuo post, anche se ci stavo girando attorno da qualche tempo.

          dovrebbero arrivarci anche gli ebrei più sensibili e attenti.

          sì, quello che suggerisci mi sembra positivo: partire da una federazione di piccole province: alcune esclusivamente ebraiche, altre esclusivamente palestinesi, altre infine a composizione mista.

          e abbattere il muro, grande atto simbolico.

          creare una costituente delle province, dopo un periodo di sperimentazione dal basso.

          purtroppo quello che la rende così difficile è la convinzione ebraica di essere il popolo di Dio e quella opposta islamica che solo nell’islam ci sia la salvezza.

          altra obiezione è che questo lascia però anche aperto il problema dei profughi: solo ai vecchissimi nati in Palestina dovrebbe essere consentito il rientro.

          ma tutti gli altri dovrebbero essere integrati ormai negli stati in cui risiedono, come cittadini a pieno titolo.

          non vorrei sbagliare, ma questo potrebbe essere quasi più difficile che in Israele; questa costruzione rischia di essere intellettualistica. però non ne vedo altra possibile che non sia la continuazione della guerra civile fino all’estinzione fisica di una delle due parti.

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          • Sui Profughi c’è scritto da qualche parte, difficile ritrovare al momento, la scelta: ritorno o compensazione in denaro. Tuttavia… come stabilire il compenso, e poi quelli che vivono in campi profughi, Libano per esempio, o Palestina stessa, dovrebbero avere una cittadinanza assicurata. Ma nessuno li vuole perché per tutti: ebrei d’Israele, arabi degli stati arabi, Occidente sono il fantasma della collettiva cattiva coscienza. Un vero nodo di Gordio e non si può calare la spada senza ferirli…

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            • forse è il momento di dire che il diritto al ritorno non si può trasmettere per via ereditaria, è strettamente individuale.
              forse servirebbe una specie di piano Marshall internazionale (viste le responsabilità internazionali e dell’ONU in questa situazione) per sostenete l’integrazione dei palestinesi dove oramai si trovano da decenni e dove hanno diritto di vivere oramai non più come profughi.

              mi rendo conto, comunque, mi rendo conto…

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