i finocchi, la Bibbia, il Corano e il DDL Zan – 223

vi è opposizione dei cattolici al Disegno di Legge Zan, sinteticamente definito contro l’omofobia, ma credo in modo erroneo, perché non si può criminalizzare un istinto o una paura, ma soltanto dei comportamenti; e l’omofobia non è un comportamento, ma uno stato d’animo o una visione culturale.

si devono invece punire, oltre alle violenze fisiche contro le minoranze sessuali, anche le istigazioni all’odio e le discriminazioni.

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questo non dovrebbe essere inaccettabile da un punto di vista cristiano; e invece…

ma questa opposizione cattolica ha due aspetti, che non sono convergenti: da un lato c’è una critica, che a me pare condivisibile, ai bizantinismi tecnici del testo; dall’altro lato una opposizione viscerale e preconcetta alla legge in sé; e questo rifiuto non può essere accettato.

questo però non significa che questo disagio cattolico non possa essere capito, come proverò a fare.

il post infatti segnalerà le difficoltà, quasi insuperabili, per un cattolico legato alla sua tradizione, di accettare non tanto il DDL Zan, quanto l’omosessualità in se stessa e nelle sue varianti.

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18, 1 Il Signore parlò a Mosè e disse: 2 «Parla agli Israeliti dicendo loro: «Io sono il Signore, vostro Dio. 3 Non farete come si fa nella terra d’Egitto dove avete abitato, né farete come si fa nella terra di Canaan dove io vi conduco, né imiterete i loro costumi. 4 Metterete invece in pratica le mie prescrizioni e osserverete le mie leggi, seguendole. Io sono il Signore, vostro Dio. […]
22 Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. […]
24 Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. 25 La terra ne è stata resa impura; per questo ho punito la sua colpa e la terra ha vomitato i suoi abitanti. 26 Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete nessuna di queste pratiche abominevoli: né colui che è nativo della terra, né il forestiero che dimora in mezzo a voi. 27 Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi e la terra è divenuta impura. 28 Che la terra non vomiti anche voi, per averla resa impura, come ha vomitato chi l’abitava prima di voi, 29 perché chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo. 30 Osserverete dunque i miei ordini e non seguirete alcuno di quei costumi abominevoli che sono stati praticati prima di voi; non vi renderete impuri a causa di essi. Io sono il Signore, vostro Dio»».

19, 13 Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.

bene, questa è la Bibbia ebraica, libro del Levitico, e per un cristiano è ispirato da dio.

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eppure qui rivela, in modo persino imbarazzante, il segreto di ogni morale religiosa: 3 Non farete come si fa nella terra d’Egitto dove avete abitato, né farete come si fa nella terra di Canaan dove io vi conduco, né imiterete i loro costumi; una religione diverse, una morale diversa sono l’elemento essenziale per la identificazione del proprio gruppo come diverso dagli altri e superiore a loro.

e questa contrapposizione diventa fondamentale in particolare se si è un popolo conquistatore che deve cacciarne un altro o almeno sottometterlo.

questo è talmente vero che oggi gli ebrei dello stato di Israele, immersi in una cultura islamica che considera gli atti omosessuali immorali, per reazione si distinguono invece proprio per l’atteggiamento opposto, pur se il loro testo sacro di riferimento dice il contrario.

matrimonio omosessuale civile in Israele nel 2008 alla presenza di un rabbino

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il popolo ebraico si costituisce attraverso una propria religione specifica come popolo conquistatore della Palestina in particolare; la morale anti-omosessuale, assieme ad altri ritualismi molto specifici e al monoteismo contrapposto al politeismo circostante predominante, gli consente di sentirsi unico e prediletto da Dio, premessa di ogni violenza giustificata.

nessun altro popolo antico aveva un rifiuto dell’omosessualità; gli dei dell’Olimpo greco erano chiaramente pansessuali, visto che facevano sesso, spesso e volentieri, non solo con persone dello stesso sesso, ma persino con animali; e anche nel mondo romano l’omosessuale passivo era oggetto di disprezzo sociale, ma non di una specifica esecrazione religiosa; a quanto sembra una mal conosciuta legge Scantinia puniva solamente gli atti sessuali fatti con un minorenne se fosse stato libero.

e conta poco che nel cristianesimo nascente vi fossero le premesse possibili di una visione anticonformista del sesso: Quando farete un unico essere del maschio e della femmina, sicché non vi sia più né maschio né femmina […] allora entrerete nel Regno. Vangelo di Tommaso, 22; e il concetto è vagamente richiamato nella Lettera ai Galati, 3, 28, attribuita a Paolo: Non c’è Giudeo né Greco, né schiavo né libero né maschio né femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.

il rifiuto pieno di orrore dei comportamenti omosessuali che caratterizzava gli ebrei fra i popoli dell’antichità penetrò a fondo nel cristianesimo e vi prevalse, facendolo considerare come peccato contro la natura creata da dio, così che per secoli si festeggiavano i roghi degli omosessuali sorpresi nel fatto e cosparsi di semi di finocchio, fino a che il termine stesso è entrato nella lingua comune per definirli spregiativamente, forse proprio per questo.

e al giorno d’oggi un orrore simile attraversa egualmente l’islam, in genere, che lo deriva esplicitamente dalla bibbia ebraica a sua volta, nonostante un atteggiamento meno severo nel suo testo base: E se due di voi commettano atto indecente puniteli; ma se si pentono e migliorano la loro condotta lasciateli stare, ché Dio è perdonatore benigno. Corano 4:15-16; ma poi le interpretazioni si sono moltiplicate e differenziate, con esiti anche divergenti.

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ma ora, per quanto riguarda noi, la domanda che dobbiamo farci è un’altra: queste espressioni che sono a fondamento della morale non solo ebraica, ma cristiana e islamica, o altre frasi simili, che attraversano le tre culture e le tre religioni, possono essere considerate istigazione all’odio contro gli omosessuali?

non è possibile negarlo.

andrà dunque punito chi le ripete oggi?

in altri termini, se qualcuno afferma che Dio ha detto che gli omosessuali compiono azioni schifose e che per questo vanno legalmente eliminati dalla faccia della Terra, si sta macchiando di istigazione all’odio contro il genere sessuale e va punito dalla legge?

probabilmente nessun giudice arriverà mai a tanto, ma a prezzo di stravolgere il testo della legge con interpretazioni palesemente arbitrarie, perché chiaramente andrebbe vietata quanto meno la Bibbia ebraica, non come testo e documento storico, ma per chi ci crede ancora letteralmente e cerca di diffonderla.

sogghigno pensando ai testimoni di Geova, che andrebbero arrestati sul fatto…

ma qui la cancel culture che ruolo esercita, allora? e una cultura, che per secoli si è identificata con l’odio e il disprezzo contro gli omosessuali, può rinnegare se stessa solo perché oggi questo odio ci appare più innaturale e grottesco dell’omosessualità stessa?

cancelleremo secoli di omofobia religiosa perché oggi non la consideriamo più attuale? perché oggi è nata e si sta diffondendo una religione nuova, che è l’ateismo democratico del politically correct?

anche io penso che dobbiamo farlo, ma come possiamo farlo? perché dove la religione e la morale sessuale si definiscono come elementi di una identità contrapposta, ogni forma di repressione o di polemica diretta ottiene il risultato paradossale di rafforzarla.

quanto più inorridiamo di fronte alla impiccagione perfino di minorenni sorpresi a fare sesso omosessuale in Iran o alla lapidazione di donne adultere in Afghanistan, tanto più rafforziamo l’attaccamento a questi comportamenti, che noi non possiamo che giudicare aberranti, ma che tuttavia, per chi li pratica, sono il modo di distinguersi e di sentirsi orgoglioso di sé e del proprio gruppo.

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bene, se questo post vi ha confuso le idee, mi pare inevitabile.

ma quel che voglio dire è soltanto che non è possibile porre fine alle persecuzioni odiose contro ogni comportamento sessuale tra pienamente consenzienti senza fare i conti con la cultura tradizionale e col suo radicamento.

l’opposizione dei cristiani tradizionalisti non è strana, storicamente è un aspetto necessario della battaglia per una nuova morale, in qualunque modo essa vada fatta.

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ma per riconciliarmi con i miei sparutissimi lettori cattolici, vorrei concludere con un’altra citazione della loro Bibbia sacra, che però pare che gli stessi tradizionalisti dimentichino volentieri:

33 Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. 34 Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio. Levitico, 19

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