censura! presunti rischi del DDL Zan e omogenitorialità – 236

questo post consta di tre parti:

1. la censura del sistema social-mediatico è politically correct?

2. pericoli per la libertà di pensiero nel Disegno di Legge Zan per il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi sessuali?

3. Postilla sull’omogenitorialità.

si può essere interessati solo a un tema: la numerazione delle parti permette di scegliere; naturalmente si può non essere interessati neppure ad uno dei tre; e allora, prossimo post, spero!

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1. la censura del sistema social-mediatico è politically correct?

Facebook ha tolto il blocco ai post che sostenevano la tesi che il virus del covid fosse nato nel laboratorio di Wuhan.

certo, ora è Biden il democratico ad avere il dubbio, mentre prima era Trump il fascistoide a darlo come certezza.

tutto naturale, allora?

tutto risponde non certo ad una ricerca disinteressata della verità, ma alle esigenze della politica estera americana, ma dovrei dire meglio della politica estera dell’american way of life, del modo di vita americano. perché un paese che ha costruito la sua ricchezza anche sul dominio neocoloniale di buona parte del mondo non può cambiare passo tanto facilmente.

(naturalmente, tutto questo non dovrebbe avere la minima incidenza sui ragionamenti di una mente pensante che semplicemente dovrebbe capire che l’ipotesi rimane in piedi fino a che non si hanno ragionevoli evidenze di una qualunque spiegazione che la esclude.

e ne rimangono in piedi anche altre, come quella perfino della nascita o creazione del virus altrove e della sua diffusione a Wuhan, in occasione dei giochi militari internazionali di ottobre.

è mancata effettivamente finora una indagine internazionale davvero seria, che forse non si può neppure pensare che sia affidata a grandi enti condizionati politicamente).

ma non è questo di cui mi voglio occupare oggi: mi interessa di più notare come l’episodio rivela che i grandi social hanno acquistato una capacità di condizionamento dell’informazione e dunque anche delle menti assolutamente priva di precedenti storici e semplicemente mostruosa.

e, siccome sono gestiti privatamente, sono società commerciali che devono soltanto realizzare profitti, possono esercitare forme di censura del libero pensiero di tipo sostanzialmente fascista, che non trovano neppure opposizione: chiunque insorgerebbe se fosse lo stato in prima persona a vietare la libera manifestazione di un pensiero critico, ma se lo fanno Facebook o twitter la cosa risulta normale.

ed è normale che siano dei privati speculatori, cioè dei capitalisti dell’informazione di massa, che guidino il pensiero collettivo nel nostro mondo del profitto trionfante.

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annidati nei nostri telefonini sono una televisione che ti bombarda la mente capace di accendersi da sola e di guidarci nella giornata passo passo per dirci che cosa dobbiamo pensare.

e soprattutto che cosa NON dobbiamo pensare.

la notizia della rimozione della censura su questo punto nei principali social è semplicemente enorme, così come lo era quella della sua introduzione, ma non viene neppure colta: siamo troppo impegnati con le storie di quella mitologia mediatica di massa che ci conduce per mano nei sentieri dell’inessenziale, tacendoci ogni volta la verità.

sarà la funivia caduta per speculazione che nasconde le tonnellate di rifiuti tossici fatti passare per fertilizzanti nella bassa bresciana e questi assassini per soldi che pensano ai bambini che mangeranno quel mais avvelenato?

sarà semplicemente una famiglia regnante dove un certo Harry, figlio illegittimo di una moglie adultera, se ne è andato da un padre e da nonni che non sono i suoi?

oppure è arrivato il momento di lanciare una campagna mondiale di distrazione di massa riscoprendo gli UFO?

e la solita bambina sparita decenni fa?

quale sarà la bufala di massa che bisogna sparpagliare oggi nell’atmosfera come un qualunque agente inquinante?

insomma, il sistema social-mediatico è diventato così oppressivo e onnipotente che l’unica testimonianza che si può dare è di starsene ai margini, utilizzare qualche spazio residuale ed insignificante per dirsi e dire.

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mi scrive un recente amico – non ne farò il nome al momento, per riguardo, ma è Psicologo clinico, psicoterapeuta: Gli articoli e i libri che scrivo, non sono diretti a convincere. […] Scrivo, facendo uno sforzo su me stesso, solo per testimoniare che ci sono voci che si sottraggono al coro.

ha dato voce esattamente a quella che è anche la mia personale posizione: non scrivo per convincere, l’esperienza di una vita mi ha dimostrato che volerlo fare è soltanto una pretesa tanto arrogante, quanto irrealistica, e quando sembra che il miracolo riesca è soltanto un caso di autosuggestione, come la maggior parte dei miracoli, del resto.

e aggiungo che non scrivo neppure per trovare la verità; mi sono rassegnato all’idea che il mondo è incomprensibile e perdiamo tempo, sempre per presunzione antropocentrica, a cercare una spiegazione di quello che succede o per ricostruire qualche verità storica sfuggente; possiamo riconoscere l’errore, a volte succede, ma non nel nome di qualche verità, che non abbiamo.

del resto, se è l’osservazione che crea il mondo, non può sfuggirci che la mente umana è contorta, confusa ed emotiva, e dunque il mondo che crea condivide la sua stessa natura.

il mondo in cui viviamo è incomprensibile e probabilmente del tutto casuale, perché la nostra mente che lo osserva e lo crea è simile.

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ma, aggiunge l’amico, Il dominio del Politicamente Corretto è così schiacciante, che ha creato un nuovo senso comune.

e qui mi trovo d’accordo nella sostanza, ma con un importante distinguo: non sono convinto che il politically correct sia diventato senso comune; forse mi illudo o guardo soltanto alla mia generazione, però a me pare che anzi una discreta parte dell’opinione comune se ne tenga lontana con un certo raccapriccio: il suo dominio è quasi totalitario solo se ci facciamo condizionare a nostra volta dall’immagine distorta che il sistema social-mediatico dà di noi.

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2. pericoli per la libertà di pensiero nel Disegno di Legge Zan per il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi sessuali?

ma poi l’amico continua con qualche riflessione sulla proposta di legge Zan, che lui definisce contro l’omofobia.

e io trovo questa definizione già in se stessa sbagliata; la legge in discussione parla di Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità; la parola omofobia compare soltanto all’art. 7: Istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia – ho riportato il testo integrale del DDL Zan qui: Fedez: solo della Lega l’omofobia? – 180

ora, si può discutere dell’opportunità dell’introduzione di questa Giornata e del coinvolgimento della scuole nella sua celebrazione (io avrei preferito una Giornata nazionale contro le discriminazioni, sessuali e di altro tipo), ma questo non basta a definire la legge in quel modo, secondo me.

l’amico critica dunque un mio post sul tema e afferma: Non è vero che la legge contro l’omofobia non rappresenterebbe un pericolo per la libertà di pensiero e di espressione. 

io infatti questo lo nego, anche se critico questo disegno di legge per altri motivi.

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per confermare i pericoli rappresentati dal questa legge, se diventerà davvero tale, S.G. cita un episodio di qualche anno fa (che dunque con la legge non c’entra): Qualche anno fa il collega Gian Carlo Ricci, partecipando ad una trasmissione TV su omosessualità e omogenitorialità, ebbe a dichiarare che i bambini hanno bisogno di un papà e di una mamma (ovviamente che siano anche buoni genitori). Il poveretto è stato denunciato da LGBT all’Ordine per “omofobia”. Ne è seguito un lungo accertamento disciplinare che, alla fine, ha assolto Ricci, che ha però derivato dall’estenuante vicenda vari danni. In ogni caso la sua disavventura (ci sono stati alcuni altri casi del genere) hanno certamente contribuito a scoraggiare posizioni non allineate alla moda corrente.

correttamente S.G. afferma anche che La legge Zan, di per sè, non dovrebbe colpire la libertà di opinione; ma poi prosegue, dicendo: ma in realtà la sta già limitando, per quanto non ancora promulgata.

solo che stiamo andando a sbattere contro l’obiettivo sbagliato: non è quel disegno di legge che può colpire la libertà di opinione, anzi, per paradosso, potrebbe perfino aiutarla, visto che nei primi articoli delimita il campo dell’azione penale alla discriminazione e alla violenza (e per discriminazione si deve intendere qualche azione attiva) e all’art. 4 precisa appunto che sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti.

certo, questo non libererà mai dal rischio di subire denunce e traversie varie, magari anche giudiziarie, per accuse inconsistenti, e anche da quello di trovare qualche giudice che dà spago alle accuse, per fanatismo o interesse; ma proprio il dettato della legge, se approvata, potrebbe rappresentare semmai una garanzia.

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la garanzia che non abbiamo, invece, è su quello che può fare il sistema social-mediatico che non siamo in grado di controllare democraticamente, perché è privato; e questo spiega anche il senso della mia lunga premessa.

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3. Postilla sull’omogenitorialità.

del tutto a margine, non sono affatto convinto che i bambini hanno bisogno di un papà e di una mamma dal punto di vista psicologico; possiamo discutere se sia meglio per loro avere entrambe le figure – e ritengo che la discussione non abbia alcun senso, se non si va a vedere nel concreto come queste figure si comportano.

ci sono milioni di bambini su questo pianeta che vivono solo con una mamma, solo con un papà, senza nessuno dei due (nella migliore delle ipotesi in famiglie allargate senza i genitori biologici, ma anche in istituti appositi e perfino, per così dire, per strada, senza nessuno);

e ci sono bambini che vivono con i genitori in famiglie allargate, dove i ruoli genitoriali sono diversi da quelli standardizzati della famiglia nucleare; e ci sono anche bambini (pochi) che vivono con la tata o da una istitutrice oppure sono allevati dalla balia: modello peraltro molto diffuso in passato;

senza dire dei bambini abbastanza numerosi che vivono con un papà che però non è quello biologico, che lui lo sappia o no.

vorrei dire che i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà sostanzialmente soltanto dal punto di vista biologico, ma poi non è più vero neppure questo.

insomma, la forza della vita è tale che la nuova esistenza si afferma e trova la sua strada ovunque.

possiamo anche pensare che una coppia omosessuale di genitori inclini meno il bambino alla riproduzione eterosessuale (ma non è neppure certo) e dunque essere preoccupati del destino di una specie che legalizzi completamente le relazioni omosessuali.

ma credo che nell’attuale situazione demografica del mondo dovremmo essere preoccupati semmai del contrario.

possiamo anche pensare che la genitorialità eterosessuale sia socialmente bene accettata e quella omosessuale no – cosa indubbiamente vera; e che questo esponga il bambino a rischi di discriminazioni ambientali, e purtroppo questo rischio c’è.

possiamo anche pensare soggettivamente che non vi sia tutta questa urgenza di mettere gli omosessuali che lo desiderano nelle condizioni di farsi una vera e propria famiglia col proprio partner, gestendo dei figli che nascerebbero inevitabilmente quasi soltanto da pratiche ripugnanti come l’utero in affitto.

e anche credere che le unioni familiari omosessuali possano essere più fragili di quelle eterosessuali e dunque esporre più facilmente il bambino al trauma di una separazione dei genitori.

ma tutto questo non basta a rifiutare razionalmente l’ipotesi di famiglie omosessuali, ad esempio per bambini adottati.

insomma, il modello della genitorialità eterosessuale ha indubbiamente una fortissima base biologica e una culturale forse perfino più forte, ma affermarlo come unico modello valido secondo me è l’effetto di un pregiudizio.

con questo non mi sognerei mai di sanzionare che afferma il contrario, in termini civili e rispettosi delle identità di tutti, naturalmente.

e a me non pare che questo DDL Zan ci esponga davvero a questi rischi.

20 commenti

  1. Allora, anziché saltare in qua e in là, scelgo di ripeterti informazioni che già hai.
    O riflessioni antiche .
    L’ho fatta lunga, vedi tu.
    È trattato in modo semplice.

    Gli uomini e le donne sono davvero diversi per me.
    Ci sono uomini che riescono a comunicare con le donne, più da vicino scambiandosi le proprie diversità .
    Se la comunicazione non avviene sin dall’inizio, è comprensibile: bisogna imparare a conoscersi. Piano, piano.
    Se uno dei due avverte disinteresse o mancanza di considerazione, o paletti che impediscono o limitano troppo la comunicazione, non serve insistere. Anzi è controproducente, è meglio lasciar perdere. Non si può essere amici, né vicini né lontani. Magari buoni conoscenti che si rispettano, sì. Anche nel considerarsi buoni conoscenti si va avanti, seguendo il proprio modo di essere e di esprimersi e i propri tempi.

    La società odierna cerca di mitigare queste differenze tra maschio e femmina basandosi su dati scientifici oppure lo fa solamente per raggiungere una posizione “politically correct“?

    “Mettiamoci d’accordo sul significato della parola ‘Noi’. Per una donna significa ‘Io e Te’, per un uomo ‘Io e i miei Amici’.” (G. Cucciari)

    Differenza tra Uomini e Donne: parliamone
    Ti sarà capitato più volte di trattare l’argomento “differenza tra uomini e donne“.

    Una cena con gli amici, una chiacchierata con i colleghi, una telefonata, una conversazione con il proprio partner.
    Solitamente succede che l’intenzione sia di partire con il “piede giusto” ma si finisce poi per perdere di vista l’obiettivo di un sano confronto.
    Ci ritroviamo a fare a braccio di ferro con il nostro interlocutore: ognuno cerca d’imporre le proprie credenze e i propri punti di vista all’altra persona.
    Obiettivo?
    Dimostrare che uno ha ragione e l’altro no. Dimostrare che l’uomo è migliore della donna o viceversa.
    “Voi donne vi fate prendere dall’ansia. Noi uomini invece siamo più razionali e riusciamo a rimanere calmi anche sotto pressione.”
    “Voi uomini siete fin troppo razionali e non usate mai il cuore. Avete difficoltà persino ad emozionarvi.”
    “Se emozionarsi significa piangere per qualunque cosa passi in TV allora sono contento di essere così.” “Noi uomini diciamo ciò che pensiamo. Voi invece dite l’esatto opposto di ciò che vi passa per la testa. Vi sembra una cosa logica?”

    “La donna è la rovina dell’uomo ma resta il fatto che l’uomo senza la donna è rovinato.” (M.Monroe)
    Click to Tweet
    Queste frasi, che enfatizzano la differenza tra maschi e femmine, le abbiamo sentite milioni di volte, ce le hanno propinate in tutte le salse, ma c’è qualcosa di vero oppure si tratta, in gran parte, di aria fritta?
    I luoghi comuni che gravitano attorno ai rapporti tra uomo e donna hanno effettivamente una base di verità o sono soltanto la rappresentazione di antichi (antichi?) stereotipi?
    Le incomprensioni tra uomini e donne sono solamente la conseguenza di punti di vista diversi oppure esiste una marcata differenza biologica che può aiutarci a spiegarne i motivi?
    Prima di proseguire nella lettura t’invito a dimenticarti per un momento dei tuoi preconcetti in merito al rapporto uomo – donna.
    I dati che riporto qui di seguito sono il frutto di studi scientifici e in quanto tali li considero attendibili.
    Ti chiedo inoltre di non utilizzare le seguenti informazioni per stilare una classifica “di chi vince e chi perde” perché non è questo il mio obiettivo in quanto lo reputo assolutamente privo di significato.
    Leggi invece le informazioni che ti riporto per comprendere la differenza tra uomo e donna… questo sì che è importante per vivere meglio.

    Valutiamo insieme la differenza tra maschio e femmina da varie angolazioni:
    Differenza tra Uomini e Donne: due mondi diversi – Differenze Biologiche
    Differenza tra uomini e donne – UYM
    Se andiamo oltre l’aspetto fisico scopriamo che la differenza tra uomini e donne non si ferma ai soli caratteri distintivi dei due sessi. Ecco una significativa lista:
    I 5 sensi
    orecchio Udito: gli uomini, se interessati, riescono ad ascoltare di più della donna in quanto tendono a concentrarsi maggiormente, escludendo eventuali altri rumori di sottofondo.
    naso Olfatto: il naso della donna ha una conformazione tale per cui funziona meglio rispetto a quello dell’uomo. La donna ricorda meglio gli odori e ha maggiori capacità di distinguerli.
    gusto Gusto: il numero di ricettori del salato e dell’amaro è minore nell’uomo rispetto alla donna.
    tatto Tatto: le terminazioni tattili nella donna sono più sensibili di quelle dell’uomo.
    Occhio Vista: la memoria visiva della donna è considerata migliore rispetto a quella dell’uomo, infatti riesce a ricordare meglio la disposizione degli oggetti e le fisionomie delle persone.
    Differenza tra Uomini e Donne: i colori
    Rimanendo sull’argomento Vista sono sicuro che avrai sperimentato più volte, caro uomo, cosa accade quando facciamo shopping con la nostra partner.
    Luca: ”Elisa, prendo questa polo rosa o questa viola?”
    Elisa: “Sono carine entrambe ma sono color salmone e lavanda.”
    Gianni: “Questa camicia rossa come ti sembra? Meglio quest’altra violetta?”
    Serena: “Una è carminio e l’altra è pervinca. Meglio la prima.”
    Lorenzo: “Mi mancano dei pantaloncini corti. Questi jeans marroni come ti sembrano?”
    Valentina: “Sono cachi però.”
    Gli uomini utilizziamo una tavolozza di colori molto contenuta.
    Utilizzano due modi e per cercare di avvicinarci in maniera comunque molto approssimativa a una precisa sfumatura di colore:
    1) alterare l’aggettivo: rossiccio, giallognolo, verdino, ecc..
    2) aggiungere la parola chiaro o scuro.
    Guarda quest’immagine e arrenditi… non ce la possiamo fare.
    Differenza tra Uomini e Donne – Colori – UYM

    Cervello
    Ipotalamo: l’area ipotalamica anteriore nell’uomo è grande il doppio rispetto a quella femminile e tra le sue funzioni risiede il controllo del comportamento riproduttivo.
    Serotonina: nella donna la produzione di serotonina avviene molto più lentamente rispetto all’uomo e questo sembra spiegare la maggior tendenza all’ansia da parte della donna.
    Emisferi: l’uomo durante la lettura, per decodificare le parole, utilizza il solo emisfero sinistro, quello “razionale”. La donna invece utilizza anche quello destro, detto “emotivo”. Il centro della parola nell’uomo si trova nell’emisfero sinistro e quello dell’orientamento spaziale soprattutto in quello destro. Nella donna questa netta separazione tra i due emisferi non esiste in quanto sono collegati da un numero di cellule nettamente superiore.
    Orientamento
    Abbiamo fatto un bel giro a piedi in una nuova città e dobbiamo tornare alla macchina: “Dove abbiamo parcheggiato?”
    Il comportamento di uomini e donne è molto diverso. La donna sfrutta i punti di riferimento incontrati lungo il cammino.
    “Giro a destra al negozio di alimentari, avanti fino al benzinaio e poi giro a sinistra al cartellone pubblicitario. Poi incontro il parco giochi, lo attraverso e giro a destra alla fontana.”
    Labirinto – UYM L’uomo invece sfrutta quella che viene definita “memoria vettoriale”.
    Il cervello memorizza lo spostamento nello spazio. Registra quindi la direzione in cui ci siamo spostati e per quanto tempo lo abbiamo fatto.
    Quello che ne viene fuori è: “mi sposto in avanti per 4 minuti, poi giro a sinistra e proseguo per 3. Poi avanti per 8 minuti e infine giro a sinistra per 4.”
    Questo è quanto emerge dallo studio di alcuni ricercatori dell’Università di Rochester (Usa).
    La ricerca coinvolgeva studenti di entrambi i sessi che venivano fatti entrare in un labirinto.
    Le ragazze si dimostravano più abili rispetto ai maschi a trovare l’uscita quando il percorso era ricco di punti di riferimento.
    Diversamente, quando le pareti venivano rese tutte uguali, i ragazzi riuscivano ad orientarsi meglio.
    Intelligenza
    Nel periodo scolastico in base ai risultati dei test le ragazze mostrano di avere “una marcia in più”, raggiungendo punteggi mediamente superiori rispetto ai ragazzi.
    Non è chiaro se questi risultati siano dovuti ad aspetti biologici oppure sono la conseguenza di una maggiore dedizione allo studio da parte delle ragazze.
    Quello che è certo è che anche in questo caso abbiamo un’ulteriore differenza tra uomini e donne.
    Linguaggio
    Avete presente com’è diverso il modo di parlare di una donna rispetto a quello dell’uomo? Questa differenza riguarda sia il linguaggio verbale sia quello del corpo.
    Ormoni
    Gli ormoni cominciano a svilupparsi già dai primi mesi di vita intrauterina.
    Oltre a differenziare gli organi genitali influiscono nell’organizzazione cerebrale del feto e sembrano “fissare” in qualche modo alcuni comportamenti tipicamente maschili o femminili.
    Sono proprio gli ormoni estrogeni presenti nella donna ad esempio a influenzare l’attività neuronale dei lobi frontali.
    Quest’area è preposta all’apprendimento delle regole e al controllo dell’attenzione e dei riflessi.
    Il testosterone invece, prodotto in quantità decisamente superiori nell’uomo, influenza i suoi comportamenti rendendoli più rischiosi e impulsivi.
    Succede infatti che a dispetto del detto “Donna al volante…” il numero di incidenti causati dal gentil sesso sia inferiore del 15%.
    Le donne risultano essere molto più prudenti dei maschi, mai competitive e raramente superano i limiti alcolici imposti per una guida sicura.
    Longevità
    L’aspettativa di vita di una donna è superiore a quella dell’uomo.
    L’aspetto ancor più interessante è che questa caratteristica è riscontrabile non solo nei paesi industrializzati ma anche nei paesi in via di sviluppo.
    Non solo, 200 anni fa in Europa, nonostante le morti per parto fossero elevate, la donna continuava ad avere un aspettativa di vita più lunga rispetto all’uomo.
    La scienza non è riuscita ancora a dare spiegazione di questa differenza tra uomini e donne e ciò che possiamo però affermare è che la donna sia in qualche modo “programmata geneticamente” per vivere più a lungo.
    “Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla Terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi.” (John Gray)
    Differenza tra Uomini e Donne: due mondi diversi – Gli ultimi studi scientifici
    Differenza tra uomini e donne ricerche – UYM
    Dal web ho trovato presso il National Center for Biotechnology Information i risultati di una recente ricerca condotta nel 2012 su un campione decisamente rilevante: 10.261 persone. (“The Distance Between Mars and Venus: Measuring Global Sex Differences in Personality” – Marco Del Giudice, Tom Booth, Paul Irwing)
    “I nostri dati ribaltano la concezione secondo cui le differenze di genere nella personalità sono trascurabili. A differenza di altri studi, noi abbiamo esaminato le caratteristiche dei due sessi in modo più preciso. E abbiamo osservato che le differenze aumentano nettamente se invece di misurare un solo tratto alla volta si prendono in considerazione tutte le variabili insieme”.
    “I profili di personalità tipici dei maschi e delle femmine si sovrappongono solamente per il 10%-20%. Si tratta di una differenza molto rilevante, anche se ovviamente stiamo parlando di profili statistici che non possono descrivere il singolo individuo e che lasciano quindi spazio alle eccezioni.”
    Nonostante si cerchi di promuovere l’uguaglianza dei sessi alcuni lavori sono dominati dagli uomini: “partendo dal presupposto che non ci siano differenze fra i due sessi, è normale che questo dato preoccupi; ma il nostro studio dimostra che le differenze sono enormi. Le persone scelgono la loro professione in base a ciò che va d’accordo con le proprie caratteristiche personali, il che è completamente l’opposto di ciò che le persone hanno pensato negli scorsi 100 anni”.
    I dati che emergono dallo studio evidenziano senza ombra di dubbio una netta differenza tra maschi e femmine nei tratti della personalità: ogni sesso ha le sue caratteristiche.
    “Quando un uomo dice: ‘Tesoro, mancano soltanto due minuti alla fine della partita’, equivale come durata di tempo, a quando la moglie dice: ‘Tesoro, sarò pronta tra due minuti’. (Ann Landers)
    Stereotipi Uomo e Donna… sono veri?
    Un altro studio interessante è quello condotto dalla neuroscienziata Ragini Verma dell’Università della Pennsylvania.
    Lo studio sottolinea ulteriormente la differenza tra uomini e donne.
    Utilizzando delle avanzate tecniche di neuroimaging sono riusciti a visualizzare le concentrazioni di connessioni nel cervello.
    Il campione coinvolto era di 428 maschi e 521 femmine di età compresa tra gli 8 e i 22 anni.
    Immaginati queste connessioni come delle intricatissime strade sulle quali viaggiano le informazioni.
    Differenza tra Uomini e Donne due mondi diversi –
    cervello – UYM
    Lo studio ha evidenziato nelle donne un numero di connessioni elevato tra i due emisferi mentre negli uomini è emersa una maggiore interconnessione all’interno dei singoli emisferi.
    “Ho constatato con stupore che i risultati confermano molti stereotipi che crediamo di avere sul cervello.” riporta la neuroscienziata “Per esempio se volessi andare da uno chef o da un parrucchiere, sarebbero più che altro uomini.”
    Il cervello maschile infatti è strutturato per facilitare il coordinamento tra percezione e azione. “Mentre le donne si dimostrano più efficienti nelle azioni che richiedono il coordinamento di entrambi gli emisferi: sono più intuitive, hanno migliore memoria, sono più emotivamente coinvolte quando ascoltano qualcuno”.
    Differenza tra Uomini e Donne: siamo diversi!
    Ancora oggi nonostante i numerosi studi scientifici in merito si cerca a tutti i costi di smussare, di ridurre al minimo la differenza tra uomo e donna.
    Siamo diversi, lo siamo sempre stati e sempre lo saremo.
    Basterebbe solo rendersi conto che tutte le differenze che contraddistinguono i due sessi sono un importante valore aggiunto dal momento che è proprio questa diversità a rendere uomo e donna unici e perfettamente complementari
    Le incomprensioni sono la conseguenza di un banale quanto rilevante errore che facciamo a monte: considerarci appunto uguali.
    Prova a parlare per 10 minuti con qualcuno che non conosce la tua lingua e poi dimmi quanto siete riusciti a capirvi. Ciò che succede tra uomini e donne non è molto diverso.
    Siamo diversi biologicamente, i nostri cervelli funzionano in maniera differente, la percezione del mondo attorno a noi non è uguale, la gestione degli stati emotivi è diversa, le priorità non possono essere le stesse, i nostri schemi mentali e il modo con cui elaboriamo le informazioni sono diversi.
    L’uomo e la donna sono due mondi diversi!
    Queste importanti differenze ci aiutano a capire come mai l’uomo e la donna hanno una percezione diversa del mondo che li circonda.
    Hai presente le incomprensioni che si creano con il tuo partner e alle quali non riesci a trovare spiegazione?
    “A volte mi sembra di parlare un’altra lingua.” – “Possibile che non riesci a capirmi?” – “Ma non ho detto questo, intendevo…”
    Gli uomini e le donne commettono l’errore di aspettarsi dall’altro sesso reazioni e comportamenti uguali ai propri.
    Apri bene le orecchie perché ti devo svelare una segreto: mettiti l’anima in pace, questo non succederà mai.
    Come può capirti una persona che parla una “lingua” diversa dalla tua?
    Uomini e donne fraintendono continuamene le effettive esigenze dell’altro e questo porta ad un’inevitabile e lenta corrosione nei rapporti.
    Partendo proprio dalla consapevolezza che siamo diversi andremo a capire come sia possibile comunicare in maniera efficace ed essere felici, evitando inutili e logoranti incomprensioni.
    The National Center for Biotechnology Information – The Distance Between Mars and Venus: Measuring Global Sex Differences in Personality
    Focus – Uomini e donne hanno cervelli “diversamente connessi”

    Ho pensato per conto mio ho letto sulle differenze ed ho riportato dei pezzi qua.
    L’amicizia è un po’ impegnativa e non ci può sempre interessare.
    Marco Camilleri mica ricordo
    Grazie buon riposo 😘

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    • ciao Francesca. sarò franco, ma mi sfugge il nesso del tuo commento col mio post, che non si occupa di questo problema.
      anzi – per dirla tutta – di questo problema tendo ad occuparmi piuttosto poco in generale, anche se qualche volta ho toccato il punto fondamentale, che è la profonda differenza tra il maschio e la femmina nella percezione del mondo e nei comportamenti, ma anche nelle esigenze sessuali. ne ha parlato a fondo cinquant’anni fa Desmond Morris, nelLa scimmia nuda.
      questa differenza innegabile arricchisce la coppia, se la coppia funziona; ma pone le premesse di contrasti insanabili se non funziona; ma soprattutto nella vita sessuale pone le premesse, tendenzialmente, di frustrazioni e insoddisfazioni, dato che le esigenze sessuali dei due sessi sono molto diverse.
      in altre parole, la nostra specie sembra programmata per una monogamia instabile, cioè per fare in modo che il maschio, dopo un certo tempo, senta il bisogno di allontanarsi dalla femmina e di cercare le sue soddisfazioni sessuali altrove rispetto alla prima partner.
      nella mia esperienza personale ho toccato molto di più questa seconda possibilità che la prima e non ho nessun dubbio che in buona parte dipenda da una cattiva esperienza di partenza, un imprinting materno negativo.
      anche per questo, probabilmente, evito l’argomento, che per me è doloroso.,

      ma vengo alle osservazioni, che hai riportato prendendole da fonti di valore molto diverso, e in parte le conoscevo, in parte no.

      1. la premessa è che le tue considerazioni inziali non valgono soltanto per un rapporto uomo – donna, ma per qualunque tipo di rapporti tra persone diverse, indipendentemente dal sesso: ci sono meccanismi psicologici, in parte inconsci, che ci avvicinano oppure no; ci sono rapporti, anche non necessariamente fra sessi diversi, che funzionano fin dall’inizio e altri no; succede anche nei rapporti tra uomini o donne, ma non è un’esclusiva.

      2. sono d’accordo con te che la società odierna cerca di occultare, negare, ridurre le differenze fra uomo e donna, anche in nome del politically correct, ma questo è negativo. però se affermi queste differenze come maschio, rischi di passare per un sostenitore della sottomissione femminile.
      il modello vigente della cosiddetta eguaglianza tra uomini e donne è infatti quello della “emancipazione” femminile: solo diventando maschili le donne vedono riconosciuta la loro eguaglianza di diritti, peraltro in modo molto paternalistico.
      non si riconoscono volentieri diritti ad una donna che resti molto femminile, meglio si mascolinizzi.

      3. le strutture del cervello maschile e di quello femminile sono effettivamente diverse soprattutto nel cosiddetto ponte di Varallo che collega i due emisferi.
      credo che questa sia la differenza fondamentale, dalla quale dipendono molte delle altre.
      le differenze di genere non sono affatto trascurabili: chi lo dice?

      4. ma tutto questo c’entra qualcosa col disegno di legge Zan?
      molto marginalmente mi pare, ma il centro del problema non mi pare affatto questo.

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      • Mi hai detto ,vorrei capire per questo ti ho risposto. Sinceramente non ne avevo alcuna voglia perché mi aspettavo una risposta con un finale di questo tipo. Come da copione .

        Trovo molto interessante il libro di Doris Lessing camera 19 . O meglio ” To room nineteen” dove si evidenzia che si recita come da copione “I suppose ” cui ricorre l’autrice. È un processo di de- costruzione riferito a tutta la narrazione .
        Il narratore ci introduce i protagonisti della storia, e con l’uso di specifiche formule (statements) si permette di insinuare giudizi e di condurre il lettore ad interpretare gli eventi in un modo ben preciso: fin dall’inizio egli richiama il lettore all’idea di ipocrisia che lega la vita dei due protagonisti, uomo e donna. Le formule narrative da lui utilizzate.

        Quando ho evidenziato il mio pensiero, naturalmente discutibile su ciò che il mondo maschile preferisce e parlavo di razionalità e di affinità nell’universo maschile , confermo il mio pensiero perché è evidente . Sulla legge Zan ho risposto . Se utilizzi la mia risposta per farmi un’altra domanda potevi evitare di scrivere la risposta precedente in cui chiedevi un chiarimento e già non era inerente.
        Riguardo Allo svolgimento dei punti concordo in parte.
        I maschi giovani e giovanissimi, purtroppo investe molti ,fanno meno sesso rispetto ai sessantenni e settantenni . Crisi giustificabile per atteggiamento femminili particolarmente aggressivo
        Le giovani e giovanissime per contro desiderano di più fare sesso .
        Non ha grande importanza il genere.
        Le esigenze sono diverse io dico che una femmina sana fa sesso sempre con il maschio sano .
        Generalmente la femmina tende a non cercare altro.
        Il maschio sano o non sano cede più facilmente alle lusinghe di altre femmine
        Ma cede anche la femmina .
        E se la femmina è sana prova desiderio e cerca di fare sesso pure da grande. Certo è più cauta del maschio per educazione del minchia .
        Finale sottolinei ne parlavo 50 anni fa
        Ma dai Mauro ,già questo basta per comprendere tanto e poi il finale ad hoc completa…
        Allora,
        Mi scuso per essere andata fuori tema nel tuo blog ma il linguaggio vi rientra . Punto . Stai benone questo infine conta di più di inutili chiacchiere . 🤗✌️

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        • boh…

          forse prima di “rispondermi”, bisogna leggermi?

          se io scrivo che ne parlava Desmond Morris cinquant’anni fa e tu mi rispondi che io ho scritto che ne parlavo io cinquant’anni fa, questo è un dialogo?

          ed è solo un esempio, eh…

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          • Tu hai scritto che generalmente te ne occupi poco
            Che in passato hai affrontato la questione di fondo.
            Che il mio non è un dialogo perché non ho letto bene.
            Ti rileggo meglio con la
            convinzione che le differenze investono inevitabilmente il linguaggio . Anche il dialogo. Ti rileggerò meglio solo per me stessa. Grazie felice serata 😘

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            • certamente l’uso del linguaggio è diverso nel modo maschile e nel femminile. basta che questo non porti ad un dialogo fra sordi, ma forse noi non correremo questo rischio.
              la donna parla per intuizioni, di solito, e l’uomo, salvo eccezioni, cerca di cavarsela con la logica… le intuizioni non sono necessariamente estranee alla logica, ma la logica fa fatica a seguire le intuizioni, questo è certo.

              ciao.

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  2. Mauro il mio commento che fine ha fatto? Lo avevo pubblicato perlomeno, così mi ho letto. E non parlava solo di DDD L Zan. Tanto meno di Fedez.
    C’è molto da dire sulle leggi e sulle sentenze. Ancor più da fare. La legge di cui parli è incompleta, non tutela tutte le parti deboli. Per questo non è giusta. Le cronache riportano i dati riguardo alle parti deboli. Siamo sempre e comunque arretrati e in arretrato.
    La legge non è uguale per tutti e troppo spesso la Giustizia non trionfa. Quando puoi e se vuoi, mi rispondi.
    Il pensiero al maschile non è mai completo come quello al femminile. Sono indubbiamente diversi. Le tue scelte, a mio avviso, favoriscono il pensiero e il confronto al maschile. Perché?
    A te la scelta, è il tuo blog.
    Grazie

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    • ho controllato lo spam, ma è totalmente vuoto (strano…). capita anche a me, a volte, di postare un commento su qualche blog altrui e di non vederlo comparire. la cosa è parecchio antipatica, perché fa pensare che il blogger lo abbia cancellato, invece è probabilmente una defaillance tecnica della rete oppure di wordpress.
      non credo che tu l’abbia salvato da qualche parte, se no ti chiederei di rimandarmelo, ma puoi sempre provare a ridire, anche se è sgradevole; io almeno di solito faccio così.

      non dubito che, vista da occhi femminili, la mia posizione sembri al maschile, anche se io non ne sono consapevole, però dovresti spiegarmi meglio perché, per permettermi di pensarci su,

      io non scriverei mai la Giustizia con la maiuscola, e sono già in imbarazzo a usare la parola con la minuscola. la giustizia è l’altra faccia della forza. c’è una moneta: su un lato ha la faccia dell’imperatore, sull’altro una bilancia, il simbolo della giustizia, che è comunque e sempre il diritto del più forte, solo gli si cambia il nome per renderlo un po’ meno odioso.

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  3. “dovrebbe capire che l’ipotesi rimane in piedi fino a che non si hanno ragionevoli evidenze di una qualunque spiegazione che la esclude.”
    Ma questo vale per qualunque ipotesi, anche per quella che sostiene che il Covid non esiste? Uno può fornire a qualcuno che ci crede tutte le prove che vuole, ma se quel qualcuno è “credente” nessuna sarà definitiva (e nessuna lo è, in senso stretto, teste Popper… e tra l’altro lo scrivi anche tu).

    Per il resto… la libertà d’opinione non dovrebbe essere pure quella di ritenere che uno ti abbia offeso con la sua opinione? E poi, che significa che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre? Per fare cosa? E poi secondo chi?

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    • ciao, gaber. ti rispondo per punti.

      1. sì, l’idea che una ipotesi rimane in piedi (se non trova prove contrarie riferite a lei direttamente, ovviamente) fino a che non si dimostra chiaramente che è vera un’ipotesi diversa, vale in generale, e non soltanto per questo caso.

      2. questo non vale per la tesi che il covid non esiste, perché abbiamo prove certe del contrario. non vale neppure per chi ritiene che la Terra sia piatta, per dire.

      3. i negazionisti dell’evidenza esistono comunque, ma non possiamo occuparci di loro se cerchiamo di fissare delle regole logiche del ragionamento: ubriachi, allucinati naturali o artificialmente e fideisti non fanno parte del dialogo razionale; se ci dovessimo preoccupare di loro dovremmo smettere di ragionare anche noi.

      4. l’obiezione popperiana è forte, ma è riferita alle teorie globali che interpretano i fatti, non alle verità parziali, che possono essere accertate. ogni teoria globale che va oltre i fatti è sempre provvisoria. ma che la velocità di caduta dei gravi non dipende dal loro peso (a differenza di quel che pensava Aristotele) resta valido anche se la teoria della forza gravitazionale di Newton viene sostituita da quella della curvatura dello spazio di Einstein.

      5. certo, è libertà di opinione ritenere che qualcuno mi abbia offeso, e a nessuno deve essere impedito di dirlo. ma la legge che si occupa delle offese e più ancora delle violenze e delle discriminazioni non si deve occupare delle opinioni, ma fissare dei parametri chiari, nei limiti del possibile.
      non chiunque si ritiene offeso è effettivamente offeso dal punto di vista giuridico e spesso i tribunali devono occuparsi proprio di questo.
      (cito due casi autobiografici che mi vengono in mente? una volta un avvocato italiano mi fece mandare i carabinieri a casa perché in una lettera gli avevo scritto di prendersi una camomilla; in Germania vinsi una causa contro un politicante italiano locale (del PD) che aveva scritto in un giornalino che stampava lì in italiano che come dirigente dell’Ufficio Scuola del Consolato non lavoravo).

      l’ultima osservazione non deve essere rivolta a me: io credo che un bambino abbia bisogno di qualcuno che si occupa di lui con affetto, e basta. l’opinione contraria è un pregiudizio.
      la dialettica maschile – femminile nei genitori è indubbiamente positiva (in linea generale, direi), ma non assolutamente indispensabile, a parere mio.
      ma, siccome il mio interlocutore è uno psicologo, dovrò ammettere che abbia qualche argomento più di me per questo?

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      • Si può ancora sostenere (e con ragione, da un certo punto di vista) che il Covid non causa le polmoniti che abbiamo visto in questi mesi, che sono polmoniti “normali”, che stiamo trovando perché le stiamo cercando, in cui “casualmente” si trova anche questo virus nuovo che non fa assolutamente niente a nessuno… siamo ancora nel campo dello “scientificamente valido”, sia pure in modo folle.

        Quello che voglio dire è che non puoi arrogarti il diritto di dire “ci vogliono padre e madre” senza accettare che qualcuno ti risponda “quello che dici è offensivo”. Di solito, la difesa della libertà di pensiero è difesa della libertà del MIO pensiero… e d’altronde non può essere che così. Quello che voglio dire è che chi sostiene un’opinione dovrebbe prendersi la responsabilità di quello che dice.

        Non so, dipende. Su che basi lo dice?

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        • della tua prima obiezione, che hai fatto evidentemente per amor di tesi, non sono convinto: dove sono i batteri o gli altri virus che provocherebbero queste polmoniti. l’obiezione può essere fatta, e per il bene della scienza è bene che venga fatta, dato che la scienza procede proprio in questo modo, facendo ipotesi e smentendole, come diceva Galilei. ma una contro-teoria di questo tipo può essere facilmente “falsificata” (popperianamente).

          sul secondo punto, il mio interlocutore si limita ad affermare, in un suo articolo che mi ha mandato, che “ci sono anche ricerche che, invece, comproverebbero tale “danno”. Il fatto è che non sono quasi mai citate in letteratura dove invece abbondano citazioni e fonti che negano il danno”. però non ha detto di più.

          invece si è dilungato su un aspetto connesso, sul quale credo che abbia ragione: “In relazione alla rivendicazione della cosiddetta “omogenitorialità” si pone però il problema” del rapporto necessario, almeno secondo alcune impostazioni – aggiungo io – con “le varie forme di genitorialità assistita o surrogata che la scienza medica è in grado di offrire”.
          e aggiunge: “Ricordo che in Italia la cosiddetta “maternità surrogata” o “gestazione per altri” (GPA) è tuttora vietata (Legge n ° 40/2004)”. “la Corte Costituzionale, nella sentenza n 272/20017, è arrivata ad affermare che la surrogazione di maternità “offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”.

          condivido questa valutazione, perché sono pratiche che trasformano la nascita stessa di un nuovo essere umano in una merce.

          però sono convinto invece che una coppia di genitori o genitrici dello stesso sesso sia per un bambino sempre migliore che una vita in istituto e dunque sono favorevole all’adozione da parte anche di coppie dello stesso sesso.

          (ovviamente i cattolici non sarebbero d’accordo, soprattutto quelli che gestiscono tali istituti).

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          • Ma se la teoria è falsificabile popperianamente, allora è scientifica.

            Be’, allora non posso esprimere un giudizio. Riguardo la genitorialità surrogata, invece… dipende. Se è a pagamento hai ragione; altrimenti, può anche non darsi il caso.

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            • sì, potrebbero darsi casi, rarissimi peraltro, in cui la genitorialità surrogata non è a pagamento; ma sono talmente rari e quasi impossibili che vanno comunque proibiti dalla legge, dato che sarebbe poi nella pratica molto difficile distinguerli dagli altri e aprirebbero un varco.
              qui però si apre un discorso enorme, che accenno appena: il proibizionismo, come sappiamo, non funziona mai bene e viene SEMPRE aggirato; agisce solo da modesto dissuasore, a volte neppure efficace e a volte tale da creare fenomeni sociali ancora peggiori .
              (quindi dobbiamo accettare l’idea della generazione umana come merce fra le altre?
              ma in fondo, quando la scienza interviene, a pagamento ovviamente, per aiutare a generare una coppia sterile, in barba ad ogni legge darwiniana di selezione della specie, non siamo già esattamente dentro lo stesso fenomeno di commercializzazione della nuova nascita?
              e come mai questo non ci indigna alla stessa maniera? ecc. ecc.).

              sul primo punto, non vedo perché non riconoscere all’ipotesi dignità scientifica, se viene formulata con parametri interni comunque coerenti e accettabili logicamente.
              però perde questa qualità appena viene falsificata o semplicemente smentita dall’osservazione.

              occorre sempre tenere ferma una distinzione tra una semplice ipotesi (che deve essere coerente con la teoria globale adottata nel momento storico) e la teoria, che è una interpretazione globale dei fenomeni.
              mi spiego meglio: se uno venisse a dire, come nel Seicento, che il covid non esiste, perché le morti sono dovute ad una INFLUENZA degli astri e che si cura con adeguati salassi, questa ipotesi non è scientifica e non va neppure presa in considerazione (in mancanza della formulazione di una nuova teoria scientifica globale adeguata), perché è a priori incompatibile con la teoria scientifica vigente.
              se invece viene a dire che è dovuto ad altri batteri o ad altri virus, allora l’ipotesi è scientifica e non può essere respinta a priori, ma solo dopo una verifica sperimentale che nei malati non ci sono o ci sono in forma molto più casuale e ridotta del nuovo virus.

              è per questo che l’ipotesi del virus nato in laboratorio (a Wuhan, ma forse anche altrove – come continuo invano a dubitare) al momento è una ipotesi scientifica non ancora smentita da osservazioni definitive, e deve restare aperta come stimolo al progresso della conoscenza scientifica – aldilà dei giochetti di potere con i quali la si agita a volte sì e a volte no, a seconda della voglia di colpevolizzare la Cina.

              ma se l’ipotesi verrà confermata e la fonte verrà individuata a Wuhan, a finire sotto processo deva andare l’intera ricerca scientifica attuale, dato che il laboratorio lavorava anche per gli USA ed era perfino monitorato da loro con visite periodiche (incredibile!).
              naturalmente non ci sarà mai, però, la possibilità di far passare nell’opinione pubblica l’idea che pericolosa è la ricerca scientifica come la stiamo conducendo (alla ricerca del profitto) e non la Cina cattiva.
              perché l’opinione pubblica è semplicemente idiota e, come sanno bene quelli che l’hanno studiata, ha la mente di un bambino di nove anni.

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              • Ed è per questo che si dovrebbe consentire la natalità surrogata: così non sarebbe obbligatorio pagare per farvi ricorso. Per altro, se vogliamo applicare il criterio della selezione darwiniana… uccidiamo le persone con la sindrome di Down? È altrettanto coerente…

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                • non mi sento pronto a gestire fino in fondo una discussione sulla maternità surrogata.
                  ammetterla, “così non sarebbe obbligatorio pagare per farvi ricorso?” non capisco questa frase, probabilmente troppo sintetica per la mia mente analitica.
                  in ogni caso l’idea che una donna gestisca una gravidanza per qualcun altro mi pare sommamente disumana; la potrei ammettere soltanto in casi davvero particolari: rifiuto di abortire dopo una violenza sessuale subita, per esempio. oppure preesistente decisione di portarla a termine, ma di abbandonare il bambino.
                  ecco, troverei naturale dare in adozione anche a coppie omosessuali i bambini abbandonati: non mi sento disposto ad accettare altre forme di maternità surrogata.
                  l’idea di una benefattrice, anche disinteressata, che partorisce un bambino solo per darlo via, comunque mi disgusta, e per ora non vado oltre.
                  però capisco che, se la società è dominata dal denaro, qualunque legge morale viene travolta dalla legge del denaro.

                  sulla seconda obiezione, pure non la capisco: sopprimere qualcuno con sindrome di Down non è selezione darwiniana, è il suo contrario!
                  la selezione darwiniana lo ha messo al mondo e ce lo mantiene, se non viene disturbata.
                  la selezione fatta dagli umani è comunque anti-darwiniana, soprattutto se dice di esserlo.

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                    • non necessariamente, però: sorella, amica, madre ancora giovane che si prestano all’inseminazione – artificiale o naturale – da parte dell’amante del fratello, amico, figlio, per semplice amore. caso estremo, ma non del tutto impossibile.
                      d’altra parte, dove l’inseminazione è artificiale, necessariamente ci sarà sempre di mezzo il denaro.

                      sono contrario ad OGNI forma di inseminazione artificiale: è una ribellione arrogante contro la natura ed esprime incapacità di accettare il limite. le conseguenze biologiche a lungo termine sulla specie non sono chiare, ma potrebbero essere negative.

                      in particolare poi, posso accettare che anche un/a omosessuale provi il desiderio della paternità/maternità, ma sul versante maschile trovo che sia un capriccio deplorevole il pretendere anche che la paternità sia anche biologica e condivisa con il partner dello stesso sesso. lo stesso vale anche al femminile, naturalmente se si ricorre a tecniche di laboratorio per produrre uno zigote condiviso con la partner nel DNA.
                      se non si è in grado di generare naturalmente dei figli e si vogliono provare le gioie e gli oneri della paternità si adotti qualche bambino rimasto solo. punto.

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                    • magari le alzo anche io.
                      ho detto il mio sentire, ma poterebbero esserci degli argomenti contrari che fanno presa, chissà.
                      la mia reazione emotiva è netta, ed è quella che ho detto; però so anche che le posizioni che si prendono non devono necessariamente coincidere con le reazioni emotive, e anche io avevo premesso che trovo il tema molto complesso e difficile da sbrogliare.

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