fuoriblog dal 29 maggio al 4 giugno 2021 – 247

settimana di inter-azioni modeste fuoricasa con altri blogger, in concomitanza con un certo calo (estivo?) anche delle motivazioni a scrivere; spiccano, al solito, le discussioni con 2. chiedoaisassichenomevogliono, questa volta sullo stare in minoranza, e con 3. gaberricci, questa volta su aborto e demografia: ma la discussione abortisce a sua volta rapidamente, senza neppure interventi esterni.

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segnalo: 5. Kikkakonekka, Le mie foto. Foto #31: Fritz 2 giugno 2021

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4. Francesca, C’è ancora da scoprire sulla Terra ! Eppure la abitiamo da padroni. L’Uomo è davvero così piccolo … Sembra proprio che non ne sia consapevole giugno 1, 2021

corpus2020 giugno 1, 2021 alle 8:41 am
come, sul vecchio continente??? 🙂 😉 🙂 – ma l’articolo è molto interessante. del resto io sono convinto che la vita nell’universo sia presente soprattutto in contesti come questi, in nicchie ambientali adatte riparate e chiuse, molto diverse dall’ambiente terrestre.
e penso che la vita sulla superficie di un pianeta, come il nostro, sia una rarissima eccezione e molto improbabile dati i rischi numerosi e mortali che questo comporta.
è la mia risposta al paradosso di Fermi…

Francesca giugno 1, 2021 alle 10:43 am
D’accordissimo grazie Ciao

Francesca giugno 3, 2021 alle 5:35 am
Eh già Mauro, proprio così… Anche io ne percepisco l’enorme vulnerabilità. Al contempo la straordinaria pecurialità. È troppo presto ma sono sveglia da un po’. Intanto buondi 🤗

corpus2020 giugno 3, 2021 alle 6:15 am
sarà colpa del vaccino? anche io mi sveglio abbastanza presto, come vedi, ma credo che sia la luce.
buona giornata.

Francesca giugno 3, 2021 alle 8:31 am
Ahhhahhh Alle 3 di mattino il lume è piccolino, resta sempre il vaccino 🤭

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3. gaberricci, Sospensione ed incredulità May 31, 2021

[…] In occasione di quel mio post, il mio amico bortocal mi fece per altro notare che perfino parlare di diritto all’aborto, che pure è una terminologia giustamente cara ai gruppi realmente femministi (visto quanto questi ultimi hanno lottato perché questa possibilità venisse concessa a tutte, e non solo a coloro che potevano permettersi, alla chetichella, un viaggio all’estero) è fuorviante, poiché alimenta l’idea che l’aborto non sia qualcosa a cui naturalmente si può fare ricorso, ma una concessione alle donne dello stato (in gran parte dominato dai maschi).[…]

corpus2020 on May 31, 2021 at 7:48 am
condivido completamente questo articolo: chi se la piglia con una legge che regolamenta la libertà della donna di non gestire una gravidanza che non vuole, non solo dimostra una concezione davvero maschilista di questa libertà, ma ha un’idea delle libertà individuali veramente strana; del resto non è neppure strano che chi contrasta l’autodeterminazione femminile al momento della nascita – e solo femminile! perché quella maschile è garantita dalla natura, si direbbe -, alla stessa maniera contrata l’autodeterminazione senza distinzione di genere sessuale al momento della morte. e ci si chiede come facciano costoro a definirsi liberali.
ma certamente deviano completamente l’attenzione dal problema vero: pensare di sostenere le nascite vietando alle donne di abortire sarebbe un proibizionismo parte inefficace, dato che esiste persino la pillola del giorno dopo e hai voglia a proibirla!, parte stupido. significa poi pensare anche di aumentare il numero di bambini che finirebbero negli istituti (piuttosto che, non sia mai, affidati a coppie gay che li desiderano!)

ma qual’è allora il centro del problema? vado controcorrente, tanto ci sono abituato: non solo la precarietà, giustamente da mettere sul banco degli accusati, ma anche l’egoismo diffuso di chi ha completamente introiettato il modello di vita capitalistico e consumista e non fa figli o al massimo non ne fa più di uno solo, perché vuole degli standard di vita elevati per se stesso ed eventualmente anche per la progenie.
questo spiega bene come nel contesto attuale, l’unica vera alternativa al calo delle nascite sia l’immigrazione (e la conseguente necessaria integrazione civile e culturale a pieno titolo).
ma a quegli stessi ambienti non va bene in realtà neppure questa.
e dunque diciamo pure che la loro prospettiva è il suicidio della comunità che abita questo paese.

del resto, ultima nota controcorrente: un certo calo demografico è perfino necessario globalmente per evitare la catastrofe ambientale e quella in corso lo esige e lo prepara.
quindi di che cosa ci lamentiamo? se 140 anni fa l’Italia esisteva con 40 milioni di abitanti e funzionava bene, perché non potrebbe tornare a farlo nel 2050?
e ci rendiamo conto che clima ci sarà per allora qui? tante nascite di meno, tante morti di meno nei prossimi decenni.

gaberricci May 31, 2021 at 8:01 am
Il punto che sollevi potrebbe essere una concausa, ma secondo me i ricchi si stanno talmente contraendo come gruppo sociale che è una concausa marginale. Semmai, il punto potrebbe essere che una coppia fa un solo figlio perché così può garantirgli studi adeguati, vita tranquilla… cosa che con più figli non potrebbe fare.

Riguardo l’emigrazione: qualcuno nei commenti a quell’articolo scriveva infatti (giustamente) che ciò che preoccupa davvero chi lancia questi peana è la denatalità bianca. E se il caso è questo, vietare l’aborto è stupido, visto che altrove ho letto che la maggioranza delle donne che vi si rivolgono è straniera (probabilmente perché prive della possibilità di utilizzare altri metodi contraccettivi).

Sull’ultimo punto, sono d’accordo, ma solo perché l’Italia lo sta facendo “spontaneamente”. Non credo di essere d’accordo con soluzioni come quella cinese (che poi sarebbe tutto da dimostrare che un calo della popolazione porterebbe ad un calo delle emissioni, per dire).

corpus2020 May 31, 2021 at 9:59 am
indubbiamente l’egoismo è una concausa della denatalità e lo avevo anche scritto (“anche l’egoismo diffuso”); per paradosso, basterà che la povertà di massa torni ad essere un modello di vita comune ed accettato anche da noi, per vedere crescere di nuovo un poco la natalità (non a caso sono i paesi più poveri anche i più prolifici).

preoccupa la denatalità bianca? certo. però va anche sottolineato che, via via che gli immigrati si integrano, la denatalità si diffonde anche fra loro, e quindi neppure l’immigrazione è la soluzione definitiva, a meno che non sia continuamente rinnovata.

infine sulla Cina: la politica di un figlio solo imposta per legge è stata indubbiamente efficace a limitare l’espansione demografica, almeno per un periodo – comunque la si debba giudicare sul piano dei diritti civili. però è profondamente sbagliata, sta facendo rischiare il collasso del sistema pensionistico, è già stata abbandonata e proprio oggi viene approvata la nuova legge che consente tre figli per coppia. c’è da chiedersi però con quali prospettive future. va inoltre sottolineato che il problema migratorio esiste anche in Cina, ma è quasi esclusivamente interno, nel senso che le migrazioni che da noi oggi avvengono dall’Africa verso l’Europa, lì avvengono tra cinesi delle province povere verso le città.
non dimenticherei mai comunque che i diritti civili individuali sono assicurati esclusivamente dalla collettività e dunque vanno necessariamente subordinati a questa, da un punto di vista esclusivamente pratico.

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2. chiedoaisassichenomevogliono, La fatica di essere uguali 30 maggio 2021

corpus2020 30 maggio 2021 alle 19:40

la tua prosa lenta e distesa è contagiosa e invita a risposte sugli stessi ritmi; ma trasceglierò solo i punti che più mi toccano, magari per divergenze. – che io mi ricordi, è al culmine dell’adolescenza che ho scelto di essere minoranza, mai anelato il contrario, dopo. la cosa venne a coincidere col Sessantotto, ribadendo quella fastidiosa sensazione che il mondo esterno sia sempre stato una proiezione del mio io. sempre convinto che la luce toccasse i pochi e che questi – allora credevo – avessero il dovere di diffonderla. oscuro spirito aristocratico in chi teorizzava il potere delle masse? – il fatto che mi era e mi è tuttora chiaro è che solo l’essere minoranza consentiva amicizie vere: con chi faceva la stessa scelta, naturalmente. essere in maggioranza espone invece alla più desolante delle solitudini. e credo che questa, alla fine, sia stata la chiave di volta della mia scelta: scelta di autenticità. ma l’autenticità è della minoranza! – allo stesso modo non ho mai desiderato che mi si togliesse il rovello del pensiero, anzi, questa la sentivo piuttosto come una minaccia. e dunque ecco la bellezza di essere dentro minoranze dove peraltro si continuava a scontrarsi per quasi impalpabili variazione di convinzioni: eccelso! mai avrei potuto desiderare di più. – certo, su un punto concordo con te: che nessuno se lo sceglie che cosa essere, che cosa diventare. – e così, eccomi al bilancio: ho passato tutta la vita nella paura e nel rifiuto dell’omologazione maggioritaria, degli immaginari collettivi, nella paura che potessero togliermi i miei pensieri; che poi mi veniva anche bene, perché proprio il mio pensiero divergente, il mio progettare anti-conformista, la mio originalità giudicata un poco balzana, alla prova dei fatti risultavano vincenti, efficaci, avevano successo. – così mi riconciliavo col mondo del produrre, del realizzare, del fare: ma a modo mio, senza sacrificare la mia originalità. e le poche volte che mediavo, che rinunciavo all’originale per quieto vivere, che davo ragione all’impulso conformista della maggioranza, ecco che arrivava regolarmente lo scacco, l’insuccesso, perfino qualche barlume di senso di colpa per avere rinunciato, per una volta, ad essere me stesso. – eh sì, conoscevo anche io la rapidità della decisione e anche la forza di imporla, il trascinarmi dietro i renitenti, quando non se ne poteva fare a meno, come una zavorra di viveri necessaria per una lunga marcia; ma l’impulso realizzatore intuitivo ed istantaneo era pure mio, della mia originalità, di cui i tristi seguaci dell’ovvio che mi circondavano, restavano perplessi e a volte sgomenti che, nel mio anticonformismo, vedesse più lontano del loro quieto spirito gregario di massa e per giunta venisse anche premiato dalla prova dei fatti. – ne è venuta anche una certa supponenza arrogante, una presunzione di azzeccarla sempre, una fiducia non sempre verificata adeguatamente sull’eccesso delle mie forze rispetto ad ogni ostacolo. – ed ecco, qui davvero, alla fine mi sono ritrovato solo; ma non era previsto. – e scusa l’autobiografico sfogo retrospettivo; ma siamo in tema, vero?

chiedoaisassichenomevogliono 30 maggio 2021 alle 20:15
Siamo in tema, e senza tema di smentita. 😀 Poi, lo sai, che anche quando divergi mi fa piacere leggerti. In realtà ironizzavo sulla mia ricerca di stare nella maggioranza, non credo di essermici mai infilato lì, nemmeno di sgambescio, di sbieco, o in periferia. Ma nemmeno me ne sono mai fatto un cruccio – né del contrario, invero -, poiché le cose sono molto più complesse della semplice distinzione tra maggioranza e minoranza. Come facevi notare, si può essere minoranza anche dentro una sparuta minoranza. A volte trascendo quando scrivo, mi ritrovo vagamente borbonico, ma mi piace essere, almeno in quello, divergente. Mi inseguo, poi mi raggiungo, qualche volta, altre mi perdo. In realtà è capitato anche a me, nota biografica per nota biografica, di dovermi mettere a correre, cercare il massimo dell’efficienza. Senza averlo fatto, davvero, e non mi discosto molto da quanto ho scritto – lì ho ironizzato poco – forse avrei assaltato davvero i fattorini delle paghe, se non peggio, com’è capitato a molti con cui ho condiviso le mia età più tenera. Ho fatto fatica, tanta, e non sono in vetta al mondo, né anelavo di esserci, comunque. Però, credo, che qualche volta ci si debba fermare un attimo, senza stare a rincorrere un mondo che non ci piace nel tentativo (istintivo, talvolta, fatto di pulsioni estreme) di cambiarlo. Ci si debba riprendere quegli spazi che ci appartengono. Dentro quelli, talvolta, si fanno incontri mirabili, inaspettati. Il mondo è pieno di storie da raccontare, ma anche pieno di orecchie che non le ascoltano. Pure ci si emoziona di quelle, solo che si decida di farlo, solo che si smetta di correre, solo per farsi un bicchiere di vino ed una sigaretta su uno scalino a rimirare il bello che ci siamo persi, quando ci siamo arrovellati perché le secche ci perseguitavano. Ho imparato a farlo, ma non è stato semplice, direi piuttosto doloroso, pure se mi rende gratificazioni sorprendenti. Improvvisamente, quando ormai hai perso speranze che ciò avvenga, ti ritrovi non più solo, non troppo assembrato, come si dice adesso, ma non più solo.
I tuoi sono sempre interventi estremamente lucidi e pertinenti, anche quando fai il bastian contrario
😁

corpus2020 2 giugno 2021 alle 12:48
accidenti a wordpress che notifica le risposte quando vuole, o forse a me che mi sarò dimenticato (io) la spunta necessaria prima di cliccare invio… – i miei tempi personali accentuano l’urgenza di un bilancio esistenziale, e sono iper-critico con me stesso; qualcosa ne ricade anche sopra gli altri, ma non si è fatto apposta. – vorrei soltanto sapere scrivere come sai fare tu, ecco; ma grazie comunque della lode.

chiedoaisassichenomevogliono 2 giugno 2021 alle 12:52
Tu scrivi bene, in modo diverso, ma senz’altro più sintetico ed esaustivo di quanto non faccia io. Sempre un piacere leggerti, anche perché il tuo ipercriticismo nei confronti di te stesso trapela, dunque, i tuoi sono scritti di gran livello ma, soprattutto, sinceri. Un caro saluto.

corpus2020 2 giugno 2021 alle 19:55
la scrittura del vicino è sempre più verde della nostra. 🙂
delle scritture di chi non ci è vicino non ci importa nulla.
grazie! e ricambio il saluto.

vengodalmare 2 giugno 2021 alle 18:38
Sono nata che ero già minoranza e tale sono sempre stata e sono. Orgogliosamente tale perché ho imparato presto che minoranza è libertà. Addirittura di tutto ciò ho poi fatto mestiere e mi sono impegnata ad aiutare gli altri ad accettare la propria minoranza.
Come vedi, su questa pagina siamo già maggioranza…
🙂

chiedoaisassichenomevogliono 2 giugno 2021 alle 18:48
Aiutare gli altri è cosa per nicchie largamente minoritarie. Non prendiamoci gusto, però, ad essere maggioranza, dovesse finire per piacerci. 😀

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segnalo anche questo: chiedoaisassichenomevogliono, Goal! 2 giugno 2021

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assolutamente da leggere: 1. giannigatti6561, G20-salute: ipocrisia, cinismo e indecenza 30 maggio 2021

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su bortoround ho concluso la risistemazione dei vecchi post sul viaggio a Londra del 2004: https://maurobort48.wordpress.com/?s=Londra

4 commenti

  1. Mauro il “mio volo veloce continua” né mi consente di partecipare ora. Rientrerò al nido più tardi . Ho ripreso le lucciole dietro casa mia. Sono diminuite , peccato ! Eppoi si vede ben poco. Merci mon ami, à plus Plein de bisous 🤭

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  2. Le mie riflessioni sono sempre sintetiche per non dire elementari…

    1964
    ERESIA

    L’eresia è il motore
    che muove
    i mondi paralleli di pensiero e natura.

    E’ l’utile mutazione
    che adatta il credo
    alla realtà che sempre ribolle.

    La verità d’oggi già fu eretica,
    nuove blasfeme visioni
    la provano a soppiantare.

    Non è facile vivere l’eresia,
    perché solo il futuro premierà
    la nuova audacia.

    L’eretico non va perseguitato,
    monumenti di grata riconoscenza
    gli vanno invece innalzati.

    Epitaffio.
    Alla verità provvisoriamente vera
    che soppiantò verità ormai false.

    Piace a 1 persona

    • c’è un po’ di Popper qui dentro: sembra che la scienza non abbia affatto l’esclusiva delle verità che poi vengono dimostrate sbagliate…

      ad esempio tu definisci elementari delle tue riflessioni solo perché sono sinteticamente efficaci…; questo abbinamento verrà considerato falso in un futuro non troppo lontano. 🙂

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