2020-2021: 9 giugno, si consolida il lieve peggioramento; un articolo di Nature sull’origine del virus – 257

il numero dei morti 2021 continua anche oggi ad essere leggermente maggiore rispetto a quello dello stesso giorno del 2020:

9 giugno 2020morti di Covid: 79

9 giugno 2021morti di Covid: 88

anche la media giornaliera 2021 dei morti negli ultimi sette giorni si sta avvicinando a quella del 2020:

2020: totale 513, media degli ultimi 7 giorni del periodo: 73,3

2021: totale 503, media degli ultimi 7 giorni del periodo: 71,9

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mi è stato segnalato un articolo molto utile di Nature dell’altroieri che cerca di fare il punto sull’ipotesi di una origine artificiale del virus e di un incidente di laboratorio.

però prima di riassumerlo, voglio ribadire ancora una volta alcuni punti:

1. si tratta di una ipotesi ed è legittimo fare ipotesi anche contro corrente, purché non le si prenda per affermazioni;

2. per formulare un’ipotesi non occorre avere prove a favore dell’ipotesi (altrimenti si farebbero non ipotesi, ma affermazioni): basta che l’ipotesi non sia palesemente irragionevole ed abbia qualche indizio a suo favore.

3. la scienza e la conoscenza procedono grazie a coloro che fanno ipotesi: sia benedetti!

4. un’ipotesi esaurisce il suo valore positivo di stimolo alla ricerca quando si trovano le prove che è palesemente sbagliata. (naturalmente a volte succede che anche queste prove siano sbagliate; il bello della scienza è che non dà quasi mai certezze del tutto definitive, ed è un campo di ricerca, non di dogmi).

5. dubitare che l’origine del virus sia la conseguenza di una ricerca di laboratorio non significa dubitare automaticamente che questo incidente sia avvenuto a Wuhan, per i motivi che si ricavano da questo breve dialogo di oggi su questo blog.

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ijk_ijk La presenza del virus in italia nell’autunno inverno 2019 mi sembra che sia stata confermata da piu parti o comunque esistono numerosi indizi in tal senso.
Anche fuori dall’italia
 https://www.lastampa.it/esteri/2020/06/26/news/tracce-di-covid-nelle-acque-reflue-di-barcellona-gia-a-marzo-2019-1.39013639
Alla luce di tutto questo perchè si continua a puntare il dito sulla Cina?

carissimo, la risposta è talmente ovvia…
oltretutto quello di Wuhan non è certo l’unico laboratorio al mondo dove si facevano e si fanno ricerche di questo tipo.
anzi, ti dirò che, mettendo assieme i pezzi, si arriva ad una tesi sconcertante, che ho paura ad esprimere e non soltanto per non essere definito complottista.

concentrerei l’attenzione sul laboratorio di ricerche mediche militari di Fort Detrick negli Usa: https://corpus2020.wordpress.com/2020/04/21/ma-il-covid-19-e-un-virus-artificiale-wuhan-e-dintorni-3a-parte-149/
questo è stato chiuso nell’agosto 2019, per motivi mai chiariti e dopo che si erano ammalati alcuni abitanti che vivevano lì vicino…
a ottobre 2019 a Wuhan si sono svolti i giochi militari internazionali.
a novembre 2019, secondo il Times di Israele, gli USA avrebbero comunicato a Israele l’esistenza del virus; in precedenza (QUANDO?) la CIA aveva avvisato il governo USA, ma Trump notoriamente non leggeva i rapporti…

a margine ci sta anche la notizia, che avevo presente anche io, di una presenza del virus (o di qualche virus simile?) addirittura a Barcellona a marzo…

ci sono poi le informazioni, chissà quanto attendibili, di presunti ricercatori di Wuhan: le ricerche su come inserire la proteina spike nel coronavirus di topi transgenici al laboratorio di Wuhan – 15

in questo guazzabuglio è molto difficile orientarsi, ma la stella polare sta nel rendersi conto, secondo me, che queste ricerche non sono specifiche di questo o quel laboratorio, bensì appartengono ad un backgorund condiviso di ricerche svolte in modo in qualche modo coordinato, pur se competitivo.
escludendo da questo quadro forse soltanto le ricerche in corso nei laboratori militari: sempre a fin di bene, naturalmente e per proteggersi meglio.

perché se tu trovi l’antidoto segreto ad un virus mortale e poi questo si diffonde e fa strage del nemico, hai trovato l’arma fine del mondo.

propongo di cambiare la definizione che Diamond proponeva di dare della nostra specie: da pan sapiens, cioè scimpanzé sapiens, come diceva lui, a pan paranoides.

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fine della citazione: non basta che la Cina sia stata il primo paese ad individuare il virus a Wuhan e che lì ci sia un laboratorio di ricerca sui virus per restringere la ricerca a questo laboratorio; ma pare oramai impossibile opporsi alla unicità di questa ipotesi, agitata sia per motivi politici sia per nascondere altre ipotesi scomode; resteremo quattro bizzarri cagadubbi a tenerci questa osservazione per noi.

e non basta nemmeno che questa domanda sia agitata a fini politici dalla nuova America di Biden, talmente decisa a difendere il proprio impero mondiale da studiare seriamente una guerra contro la Cina, da scatenare con qualunque pretesto, perché noi, poveri inessenziali, dobbiamo smettere di farci delle domande che sono semplicemente sensate.

e con questo fine anche della premessa

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l’articolo di Nature, un po’ sintetizzato: 08 giugno 2021 Amy Maxmen & Smriti Mallapaty, L’ipotesi della fuga dal laboratorio COVID: quello che gli scienziati sanno e non sanno

Il dibattito sull’idea che il coronavirus SARS-CoV-2 sia emerso da un laboratorio si è intensificato nelle ultime settimane, in coincidenza con l’annuale Assemblea Mondiale della Sanità, in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e i funzionari di quasi 200 paesi hanno discusso della pandemia COVID-19. Dopo l’assemblea dell’anno scorso, l’OMS ha accettato di sponsorizzare la prima fase di un’indagine sulle origini della pandemia, che ha avuto luogo in Cina all’inizio del 2021. – La maggior parte degli scienziati dice che la SARS-CoV-2 ha probabilmente un’origine naturale, ed è stata trasmessa da un animale all’uomo. Tuttavia, una fuga dal laboratorio non è stata esclusa, e molti chiedono un’indagine più approfondita sull’ipotesi che il virus sia emerso dal Wuhan Institute of Virology (WIV), situato nella città cinese dove sono stati segnalati i primi casi di COVID-19. Il 26 maggio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha incaricato la comunità di intelligence degli Stati Uniti di unire gli sforzi per trovare le origini della SARS-CoV-2, qualunque esse siano, e riferire entro 90 giorni. Il dibattito sulla “fuga di laboratorio” del COVID divide e mette in guardia i ricercatoriAnche l’Australia, l’Unione Europea e il Giappone hanno chiesto un’indagine approfondita sulle origini della SARS-CoV-2 in Cina. L’OMS deve ancora rivelare la prossima fase della sua indagine. Ma la Cina ha chiesto che si esaminino anche altri paesi.

per quel che vale l’opinione mia e di qualche mio lettore, la richiesta è giusta e va appoggiata. protestare contro la mancanza di trasparenza della Cina non può giustificare che di fatto si voglia stendere un velo fittissimo di non trasparenza sulle ricerche analoghe condotte in altri paesi, evitando di occuparsene.

Non c’è ancora alcuna prova sostanziale per una fuga di laboratorio. Perché gli scienziati la stanno ancora considerando?
Gli scienziati non hanno abbastanza prove sulle origini della SARS-CoV-2 per escludere l’ipotesi della fuga dal laboratorio, o per provare l’alternativa – che il virus ha un’origine naturale. Molti ricercatori di malattie infettive concordano che lo scenario più probabile è che il virus si sia evoluto naturalmente e si sia diffuso da un pipistrello direttamente a una persona o attraverso un animale intermedio. La maggior parte delle malattie infettive emergenti inizia con una fuoriuscita dalla natura, come si è visto con l’HIV, le epidemie di influenza, le epidemie di Ebola e i coronavirus che hanno causato l’epidemia di SARS a partire dal 2002 e la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) a partire dal 2012.Il pipistrello a ferro di cavallo intermedio (Rhinolophus affinis), che vive nelle grotte, è un animale notturno.
Gli scienziati hanno trovato il parente più stretto conosciuto della SARS-CoV-2, RATG13, in un pipistrello a ferro di cavallo. I ricercatori hanno alcuni indizi che supportano un’origine naturale. I pipistrelli sono noti portatori di coronavirus, e gli scienziati hanno determinato che il genoma di SARS-CoV-2 è molto simile a quello di RATG13, un coronavirus che è stato trovato per la prima volta in un pipistrello a ferro di cavallo (Rhinolophus affinis) nella provincia meridionale cinese di Yunnan nel 2013. Ma il genoma di RATG13 è solo il 96% identico a quello di SARS-CoV-2, suggerendo che un parente più stretto del virus – quello passato agli umani – rimane sconosciuto.

Resta comunque la possibilità che SARS-CoV-2 sia scappato da un laboratorio. Anche se le fughe dai laboratori non hanno mai causato una pandemia, hanno portato a piccole epidemie che hanno coinvolto virus ben documentati. Un esempio rilevante è accaduto nel 2004, quando due ricercatori sono stati indipendentemente infettati dal virus che causa la SARS in un laboratorio di virologia a Pechino che studiava la malattia. Hanno diffuso l’infezione ad altre sette persone prima che l’epidemia fosse contenuta.

Quali sono gli argomenti chiave per una fuga di laboratorio?
In teoria, il COVID-19 potrebbe essere arrivato da un laboratorio in alcuni modi. I ricercatori potrebbero aver raccolto il SARS-CoV-2 da un animale e averlo mantenuto nel loro laboratorio per studiarlo, o potrebbero averlo creato ingegnerizzando i genomi dei coronavirus. In questi scenari, una persona nel laboratorio potrebbe essere stata accidentalmente o deliberatamente infettata dal virus, e poi diffusa ad altri – scatenando la pandemia. Attualmente non ci sono prove chiare a sostegno di questi scenari, ma non sono impossibili.

Qualcuno sostiene che è sospetto che, a quasi un anno e mezzo dalla pandemia, il parente più prossimo della SARS-CoV-2 non sia ancora stato trovato in un animale. Un altro suggerisce che non è una coincidenza che COVID-19 sia stato rilevato per la prima volta a Wuhan, dove si trova un laboratorio di punta che studia i coronavirus. Alcuni sostenitori del lab-leak sostengono che il virus contenga caratteristiche insolite e sequenze genetiche che indicano che è stato progettato dall’uomo. E alcuni dicono che la SARS-CoV-2 si diffonde tra le persone così facilmente che deve essere stata creata con questa intenzione. Un altro argomento suggerisce che SARS-CoV-2 potrebbe essere derivato dai coronavirus trovati in una miniera inutilizzata dove i ricercatori del WIV hanno raccolto campioni di pipistrelli tra il 2012 e il 2015. Quindi, cosa dicono i ricercatori di malattie infettive e i biologi evolutivi di questi argomenti?

È sospetto che nessun animale sia stato identificato come trasmettitore del virus all’uomo?
Le indagini sull’origine dei focolai spesso richiedono anni, e alcuni colpevoli rimangono sconosciuti. Ci sono voluti 14 anni per individuare l’origine dell’epidemia di SARS, che è iniziata con un virus nei pipistrelli che si è diffuso negli esseri umani, molto probabilmente attraverso gli zibetti. Ad oggi, un virus Ebola completo non è mai stato isolato da un animale nella regione in cui si è verificata la più grande epidemia del mondo tra il 2013 e il 2016.
Le indagini sulle origini sono complicate perché i focolai tra gli animali che non sono i principali ospiti di un particolare virus, come gli zibetti nel caso della SARS, sono spesso sporadici. I ricercatori devono trovare l’animale giusto prima che muoia o elimini l’infezione. E, anche se l’animale risulta positivo, i virus trovati nella saliva, nelle feci o nel sangue sono spesso degradati, rendendo difficile sequenziare l’intero genoma del patogeno.

Un rapporto, inviato al server di preprint bioRxiv il 27 maggio, suggerisce che RmYN02, un coronavirus nei pipistrelli nel sud della Cina, potrebbe essere più strettamente legato alla SARS-CoV-2 che RATG13. Per quanto riguarda la ricerca di un animale ospite intermedio, i ricercatori in Cina hanno testato più di 80.000 animali selvatici e domestici; nessuno è risultato positivo alla SARS-CoV-2. Ma questo numero è una piccola frazione degli animali nel paese. Per restringere la ricerca, i ricercatori dicono che sono necessari test più strategici per isolare gli animali che sono più suscettibili all’infezione e quelli che vengono in stretto contatto con le persone. Suggeriscono anche di utilizzare test anticorpali per identificare gli animali che sono stati precedentemente infettati dal virus.

È sospetto che il WIV sia a Wuhan? I laboratori di virologia tendono a specializzarsi nei virus che li circondano, dice Vincent Munster, un virologo. “Nove volte su dieci, quando c’è una nuova epidemia, troverai un laboratorio che lavorerà su questi tipi di virus nelle vicinanze”, dice Munster.

Il virus ha caratteristiche che suggeriscono che sia stato creato in laboratorio?
Diversi ricercatori hanno esaminato se le caratteristiche del SARS-CoV-2 indicano che è stato bioingegnerizzato. Uno dei primi team a farlo, guidato da Kristian Andersen, un virologo della Scripps Research a La Jolla, California, ha determinato che questo era “improbabile” per alcune ragioni, compresa la mancanza di firme di manipolazione genetica6. Da allora, altri si sono chiesti se il sito di scissione della furina del virus – una caratteristica che lo aiuta ad entrare nelle cellule – sia una prova di ingegneria, perché SARS-CoV-2 ha questi siti ma i suoi parenti più prossimi non li hanno. Il sito di scissione della furina è importante perché si trova nella proteina spike del virus, e la scissione della proteina in quel sito è necessaria al virus per infettare le cellule.
Ma molti altri coronavirus hanno siti di scissione della furina, come i coronavirus che causano il raffreddore. Perché i virus che contengono il sito sono sparsi in tutto l’albero della famiglia coronavirus, piuttosto che limitato a un gruppo di virus strettamente correlati, Stephen Goldstein, un virologo dice che questo sito probabilmente si è evoluto più volte perché fornisce un vantaggio evolutivo. L’evoluzione convergente – il processo per cui gli organismi che non sono strettamente correlati in modo indipendente evolvono tratti simili come risultato dell’adattamento ad ambienti simili – è incredibilmente comune.

Un’altra caratteristica della SARS-CoV-2 che ha attirato l’attenzione è una combinazione di nucleotidi che sottendono un segmento del sito di scissione della furina: CGG (questi codificano l’aminoacido arginina). David Baltimore, un premio Nobel, dice che i virus di solito non hanno quel particolare codice per l’arginina, ma gli umani spesso lo hanno – una “pistola fumante”, che suggerisce che i ricercatori potrebbero aver manomesso il genoma di SARS-CoV-2. Ma Andersen dice che Baltimore si è sbagliato su questo dettaglio. In SARS-CoV-2, circa il 3% dei nucleotidi che codificano l’arginina sono CGG, dice. E fa notare che circa il 5% di quelli che codificano l’arginina nel virus che ha causato l’epidemia originale di SARS sono anch’essi CGG. In una e-mail a Nature, Baltimore dice che Andersen potrebbe avere ragione a dire che l’evoluzione ha prodotto la SARS-CoV-2, ma aggiunge che “ci sono altre possibilità e hanno bisogno di un’attenta considerazione, che è tutto quello che volevo dire”.

È vero che SARS-CoV-2 deve essere stato ingegnerizzato, perché è perfetto per causare una pandemia?
Molti scienziati dicono di no. Solo perché il virus si diffonde tra gli esseri umani non significa che sia stato progettato per farlo. Fiorisce anche tra i visoni e infetta una serie di mammiferi carnivori. E non era trasmissibile in modo ottimale tra gli esseri umani per gran parte dell’anno scorso. Piuttosto, nuove varianti più efficienti si sono evolute in tutto il mondo. Per citare un esempio, la variante altamente trasmissibile di SARS-CoV-2 segnalata per la prima volta in India (B.1.617.2, o Delta) ha mutazioni nei nucleotidi che codificano il suo sito di scissione della furina che sembrano rendere il virus migliore per infettare le cellule.
“Questo non era un patogeno estremamente adattato”, dice Joel Wertheim, un epidemiologo molecolare.

Durante l’indagine sulle origini guidata dall’OMS all’inizio di quest’anno, i ricercatori del WIV hanno detto agli investigatori che hanno coltivato solo tre coronavirus nel laboratorio, e nessuno era strettamente legato alla SARS-CoV-2. Anche se i ricercatori non hanno setacciato i congelatori del WIV per confermare queste informazioni, il basso numero di genomi e culture non sorprende i virologi. Munster dice che è estremamente difficile estrarre coronavirus intatti da campioni di pipistrelli. I livelli di virus tendono ad essere bassi negli animali, e i virus sono spesso degradati nelle feci, nella saliva e nelle gocce di sangue. Inoltre, quando i ricercatori vogliono studiare o alterare geneticamente i virus, devono mantenerli (o imitarli sinteticamente) in vita, trovando le cellule animali vive appropriate in cui i virus possano abitare in laboratorio, il che può essere una sfida. I ricercatori del WIV avrebbero dovuto superare alcune serie sfide tecniche – e avrebbero tenuto l’informazione segreta per un certo numero di anni e ingannato gli investigatori della missione guidata dall’OMS. Non ci sono prove di questo, ma non può essere escluso.

Qual è il prossimo passo per le indagini sulle fughe di laboratorio?
Biden ha chiesto alla comunità di intelligence degli Stati Uniti di riferirgli entro 90 giorni. Forse questa indagine farà luce sulle informazioni riservate degli Stati Uniti riportate dal Wall Street Journal che suggeriscono che tre membri del personale del WIV erano malati nel novembre 2019, prima che i primi casi di COVID-19 fossero segnalati in Cina. L’articolo sostiene che i funzionari statunitensi hanno opinioni diverse sulla qualità di quelle informazioni. E i ricercatori del WIV hanno sostenuto che il personale dell’istituto è risultato negativo agli anticorpi che indicherebbero un’infezione da SARS-CoV-2 prima del gennaio 2020.

La settimana scorsa, Anthony Fauci, il principale consigliere medico di Biden, ha chiesto ai funzionari cinesi di rilasciare le cartelle cliniche dei membri del personale del WIV. Altri hanno chiesto campioni di sangue dei membri dello staff WIV, e l’accesso ai campioni di pipistrelli e virus WIV, ai quaderni di laboratorio e agli hard disk. Ma non è chiaro cosa tali richieste produrranno perché la Cina non ha concesso alle richieste di un’indagine di laboratorio completa. Un portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Zhao Lijian, ha detto che i laboratori statunitensi dovrebbero invece essere indagati, e che alcune persone negli Stati Uniti “non si preoccupano dei fatti o della verità e hanno zero interesse in un serio studio scientifico delle origini”.

3 commenti

  1. Credo che questa volta non si arriverà mai ad una verità storica. La mole di documenti e prove e controprove da analizzare è talmente grande e talmente specialistica che non si arriverà a nulla. E l’inquinamento e le diversioni del processo di ricerca della verità da parte delle potenze farà la parte maggiore nel creare confusione.
    Perquisire un laboratorio biologico, ammesso che USA o Cina lo permettano, non è come perquisire un sito di ricerca nucleare. I campioni biologici segreti le puoi nascondere potenzialmente nel freezer di casa tua, un impianto di arricchimento dell’uranio decisamente no.
    Poi anche la natura mutevole e sfuggente dei virus ci mette del suo….

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    • credo che tu abbia ragione.

      soltanto in un caso potremmo avere una risposta attendibile: se qualcuno riuscirà a dimostrare fondatamente che l’origine è certamente ed esclusivamente naturale.
      e con questa parola intendo dire che il virus proviene da qualche animale selvatico.
      perché anche l’origine dagli allevamenti intensivi, o dalle catene del freddo, quantomeno come strumento di diffusione, ad esempio, non verrebbe divulgata troppo facilmente, dato che porterebbe a mettere in discussione alcuni aspetti dei nostri consolidati modi di vita.

      fino a che non ci verrà data questa prova, resteremo nel dubbio, ed è certo che chi ha code di paglia farà di tutto per distogliere l’attenzione e fare confusione.

      quindi teniamoci almeno i nostri dubbi, fino a prova contraria; e la mancanza di prove contrarie rimane un potenziale anche se debole motivo di dubbio in più.

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