covid 2020-2021: 11 giugno, la censura mediatica – 260

la notizia del giorno è che oggi la grande stampa online del nostro paese (Corriere, Repubblica, La Stampa) ha smesso di colpo di comunicare il numero dei morti da covid.

unanime, come rispondendo a qualche velina occulta di un rinnovato Minculpop: si deve voltare pagina, e se non lo fa la realtà, be’, che almeno lo faccia l’informazione.

per fortuna, esiste ancora un’altra fonte di informazione online che mi permette di continuare questo appuntamento giornaliero non del tutto trascurabile, visti i numeri di quanti continuano a morire per la pandemia.

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tutti gli altri numeri segnano un lento miglioramento della situazione, per ora promettente.

ma non è così per i morti: sono stati 426 tra lunedì e sabato della settimana scorsa; sono stati 456 negli stessi giorni di questa settimana, 30 in più.

anche il numero dei morti covid 2021 di ieri è di nuovo in lieve peggioramento rispetto a quello dello stesso giorno dell’anno scorso:

11 giugno 2020morti di Covid: 53

11 giugno 2021morti di Covid: 73

il totale e la media giornaliera 2021 dei morti negli ultimi sette giorni fanno altrettanto: mostrano un peggioramento rispetto a quelli del 2020:

2020: totale 478, media degli ultimi 7 giorni del periodo: 68,3

2021: totale 525, media degli ultimi 7 giorni del periodo: 75

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direi che per interpretare il logoramento della situazione, occorrerebbe forse fare attenzione alla variante Delta o indiana.

su di essa si stanno ripetendo in maniera veramente stupefacente gli stessi errori che si compirono a gennaio-febbraio 2020 rispetto al primo emergere della pandemia, ma aggravati da quel tanto di esperienza in più che si è fatta.

ma abbiamo lo stesso ministro di allora, possiamo aspettarci qualcosa di diverso?

con la variante Delta, abbiamo davanti una nuova fase insidiosa della pandemia: come previsto, l’avvio di vaccinazioni di massa in piena pandemia stimola la produzione di varianti del virus più pericolose.

si dovrebbe quindi certamente parlare molto meno di vaccini e molto di più su come provare almeno a proteggerci da quella che pare quasi una nuova pandemia, che esige risposte non soltanto vaccinali.

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ma tutta questa dimensione manca, e si guarda alla situazione inglese con una specie di distacco.

lì le infezioni si stanno moltiplicando in modo esponenziale e sono oramai determinate al 90% da questa variante; non cresce ancora in modo significativo il numero dei morti, ma non sappiamo ancora bene se è per una certa efficacia comunque dei vaccini contro le forme di covid più pesanti, oppure per un normale ritardo degli effetti più gravi.

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di questo ci si dovrebbe soprattutto occupare: come tenere lontano la variante Delta dal nostro paese e come individuare tempestivamente nuovi focolai, e quali azioni produrre contro di loro.

invece si continua a tenere concentrata l’attenzione sui vaccini e sugli effetti di questo o quello, come se il centro del problema fosse questo; e a volte mi pare quasi una consapevole strategia per la distrazione di massa.

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