fine della storia dei marò, ma non del nefasto spirito dei marò in Italia – 269

to’, è finita la squallida storia dei marò, iniziata nel 2012, una delle pagine più vergognose della storia del nostro paese, non tanto per l’episodio in se stesso, pur se gravissimo, ma ancor di più per come è stato gestito.

ed è finita come doveva, con la Corte Suprema dell’India che accetta un risarcimento italiano alle vittime, dopo che il caso era passato ad un tribunale internazionale.

dunque l’Italia ha finalmente riconosciuto, impiegandoci nove anni!, che i nostri marò avevano assassinato nel sonno i pescatori del Kerala che per errore si erano avvicinati troppo alla petroliera privata che stavano scortando, scambiandoli per pirati forse – dico forse per semplice buonagrazia – o, forse e più che forse – per una applicazione ottusa delle regole di ingaggio.

infatti verranno risarciti con un milione di euro parte le famiglie delle due vittime, parte il proprietario dell’imbarcazione, che venne ferito.

. . .

l’ottusa resistenza italiana a riconoscere queste colpe, anzi la trasformazione del caso di cronaca nera in un affare internazionale e quella dei due sventati assassini in eroi nazionali, è stato uno dei fattori non secondari che hanno portato in India all’ascesa al potere di Modi, l’equivalente indiano di un Erdogan o di un Bolsonaro, un politico nazionalista, che in questo caso ha usato l’integralismo induista per il suo successo e come copertura di una politica ferocemente anti-popolare.

ma noi per anni abbiamo dovuto vedere e subire i piagnistei sovranisti di una politica trasversale senza nessunissima eccezione – dalle destre ufficiali a quell’altra destra che è Grillo, al Partito Demokrat -, che ha pressoché divinizzato o almeno vittimizzato non le vittime, ma chi le aveva sventatamente ammazzate.

ora, naturalmente, sarà lo stato a farsi carico del risarcimento, visto che del resto ha fin dall’inizio difeso quell’omicidio – come giusto, almeno in questo: che se ne dichiarava autore in prima persona.

e lo ha fatto non solo per voce della politica politicante, ma con l’autorevole esposizione in prima persona di due presidenti della repubblica, Napolitano e Mattarella, a favore della mancata assunzione di responsabilità nazionale e di una disputa insensata con l’India.

per non parlare dei capi di governo susseguitisi in questi anni, tutti senza distinzione neppure di sfumature: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Conte,

e aggiungeteci la voce dei ministri degli esteri, degli ambasciatori (uno lo conobbi di persona quando lavorava a Tehran ed era un’ottima persona, veramente eccezionale) e via via scendendo la scala gerarchica di ogni possibile autorità statale.

ma si doveva dare copertura alla scellerata legge bipartisan, approvata pressoché all’unanimità in parlamento, che prevedeva di destinare gli ufficiali della nostra marina come scorta a bordo delle petroliere italiane (perfino se battenti altra bandiera).

. . .

bene, questa farsa umiliante è finita, la mistificazione è caduta, i colpevoli sono stati riconosciuti e dunque anche premiati, e siamo tutti contenti.

ed io, personalmente, mi accontento di segnalare qui:

i 56 post che ho dedicato all’argomento nel blog bortocal, https://bortocal.wordpress.com/?s=mar%C3%B2&submit=Cerca

i 2 nel successivo corpus15, https://corpus15.wordpress.com/?s=Mar%C3%B2,

per non dire che ho avuto modo di occuparmene, marginalmente anche in questo: https://corpus2020.wordpress.com/?s=mar%C3%B2.

avessi tempo, mi piacerebbe raccoglierli, assieme alle accanite discussioni testimoniate dai ricchi commenti, in un specie di pubblicazione, che diventerebbe un volumone: quello dello spirito dei tempi in questo paese oramai abituato a mentire perfino a se stesso – nella ostinata volontà che il desiderio diventi realtà, per il solo fatto di essere tale.

ma mi accontento di proporre, a chi vorrà, la rilettura soltanto del primo post.

. . .

e intanto sorbiamoci anche l’ultima spudorata menzogna:

“Si chiude il caso con l’India. Un successo della diplomazia italiana”. Così su twitter il commissario europeo all’Economia ed ex premier Paolo Gentiloni.

Gentiloni non ha rinunciato con questo a coinvolgere perfino l’Unione Europea nella mala gestione di un tristissimo caso di cronaca nera, dove lo spirito del razzismo bi-partisan di questo paese ha trasformato gli assassini in eroi e le vittime in colpevoli, tanto erano indiani.

. . .

intanto l’Huffington Post, per fare un esempio a caso e non delle testate peggiori, pur se di destra essa pure, dà voce alla moglie di un marò:

Non riusciamo ancora a non sentire addosso il peso dell’ingiustizia subìta in tutti questi anni. Non riusciamo a capire come sia stato possibile considerare Latorre e Girone quasi alla stregua di due pistoleri, quando invece è evidente che siamo di fronte a due militari che hanno agito con lealtà e professionalità al servizio dello Stato italiano.

incredibile: parla di anni rubati la moglie di uno che ha cancellato due vite intere!

ma il quotidiano commenta solidale: Se si guarda indietro, pensa agli anni che sono stati sottratti a lei e alla sua famiglia.

. . . . . . . . .

ed ecco il mio primo post sul tema, del 17 febbraio 2012; ma vale la pena dare un’occhiata anche ai 30 commenti, cliccando sul link.

all’inizio trovate un video che riprende le operazioni di pesca all’alba dei pescatori di Anjengo, un piccolo borgo del Kerala che avevo vistato giusto due anni prima; le riprese sono del 6 gennaio 2010 e i due pescatori uccisi potrebbero essere stati tra questi.

questo forse aiuta a spiegare la forte partecipazione emotiva che ho sempre messo in tutta la vicenda: non era una questione astratta per me, ma parte della mia esperienza vissuta.

. . .

89. L’ITALIA E LA GUERRA AGLI INDIANI.

militari della Marina Militare Italiana, marinai del Battaglione San Marco, da bordo di una petroliera, evidentemente scortata per il pericolo rappresentato dai pirati nel Golfo del Bengala, ha sparato ieri contro un peschereccio indiano impegnato in una battuta di pesca al tonno, ammazzando due pescatori locali, uno di 50 e uno di 21 anni.

erano del distretto di Kollam, proprio quello del mio video in apertura di post: gente di quel genere, che qui si vede al rientro appunto dalla pesca.

che gente di questo tipo sia stata ammazzata, scambiata per pirati, la si potrebbe considerare in piccolo un equivalente del naufragio della Concordia, perché è indice della stessa approssimazione nazionale e della stessa indifferenza per la vita altrui, che appaiono un comune modo di procedere.

e infatti è crisi diplomatica fra India e Italia, a questo punto, perché l’India si domanda sia lecito che dei suoi cittadini vengano ammazzati in questo modo.

Secondo l’agenzia Press trust of India, l’ambasciatore italiano in India sarebbe stato convocato al ministero degli Affari esteri.

ma poiché le vittime di questo nostro abituale modo di procedere sono infimi abitanti del Terzo Mondo miserabile e la loro morte non si differenzia in nulla dalle situazioni normali della loro esistenza, e perdipiù non ha niente di scenografico e non ricorda il Titanic, chi se ne frega, a parte Bortocal, che è stato da quella parti, è innamorato di quella gente e cerca almeno di parlarne nel blog.

intanto la nave italiana è arrivata nel porto tra l’isola di Cochin, dove si trova il nucleo storico, e la città di Ernakulam, che complessivamente formano una conurbazione dal nome di Kochi, in un contesto lagunare, così che tra Cochin ed Ernakulam c’è vagamente lo stesso rapporto che esiste fra Venezia e Mestre – tutte cose che chi frequenta il mio blog e i miei video di viaggio conosce benissimo perché proprio a questi luoghi sono dedicati alcuni post e video del dicembre del 2009 e quelli del novembre 2010, tra l’altro ancora in corso di preparazione e pubblicazione proprio in questi giorni.

come risponde l’Italia?

“La dinamica dei fatti è ancora tutta da verificare. Al momento si può dire che l’equipaggio ci ha riferito che l’atteggiamento del peschereccio era stato giudicato chiaramente ostile, tipico dei pirati. Le modalità di avvicinamento erano le stesse già seguite in operazione di abbordaggio, caratteristiche di quei mari. Un esempio su tutti: non hanno risposto ai segnali di avvertimento”.

questo in una nota della Marina, che considera tipicamente piratesco non rispondere ai segnali, e sufficiente per scatenare un mitragliamento degli sventurati.

che stavano dormendo, sfiniti dal loro lavoro.

il capo dell’amministrazione del distretto ha dichiarato:

“Non c’erano armi a bordo dell’imbarcazione Le forze di sicurezza hanno sparato sui pescatori e il capitano ne ha informato la guardia costiera”.

più chiaro sullo svolgimento dei fatti il proprietario del peschereccio, che si trovava a bordo, quando sono partiti gli spari: l’equipaggio stava dormendo ad eccezione dei due marinai uccisi; gli spari sarebbero durati per due minuti finché il peschereccio non si è allontanato.

pescatori di tutto il Bengala tenetevelo per detto: non bastano i vigili di Milano che giocano a fare i terminator, né gli Spaccarotella alle stazioni di servizio; il pericolo non è solo in Italia: anche la Marina Italiana ha dichiarato guerra agli indiani.

* * *

aggiunta delle ore 20:30:

La procura di Roma procede con l’ipotesi di reato di tentato abbordaggio da parte di pirati. Gli inquirenti dovranno accertare se i marò siano effettivamente responsabili della morte dei pescatori. Al momento, secondo quanto si è appreso, risulterebbero delle incongruenze tra l’orario degli spari da parte degli italiani e il decesso dei due indiani. (Repubblica)

4 commenti

    • dire impuniti è dire ancora nulla: sono diventati i due eroi nazionali di un paese moralmente marcio.

      l’importante era comunque che due italiani non finissero in un carcere indiano.

      verranno processati in Italia a questo punto? mi scappa da ridere.

      la Corte dei Conti gli chiederà indietro i soldi del risarcimento?

      ma dai, va bene così.

      "Mi piace"

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