il Vaticano az-Zan-na e c’è bisogno di Fedez per sopportarlo – 279

lasciamo a Fedez il ruolo di portavoce dello sdegno per l’intervento senza precedenti del Vaticano sul Disegno di Legge Zan per voce del Segretario per i Rapporti con gli stati della Segreteria di Stato?

in fondo lui è ascoltato, io non sono (quasi) letto da nessuno.

in realtà mi giustifico del mio ostinarmi a scrivere dicendo che lo faccio per me stesso, ma non è vero: le cose che avevo da dire sull’argomento le ho già dette tutte da tempo e non sono sicuro di averne di nuove.

però so anche che quello che dirò non lo si leggerà altrove né sui blog né tanto meno sulla stampa, quindi provo almeno a sistematizzare.

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1. uno stato straniero, il Vaticano, interviene pesantemente su una discussione parlamentare ancora in corso. come è possibile? chi credono di essere in Vaticano? gli Stati Uniti? l’Unione Europea? certamente si ritengono una potenza politica internazionale in grado di interferire e condizionare non dico altri, ma l’Italia sì.

2. gli esponenti di una confessione religiosa maggioritaria almeno di nome nel nostro paese intervengono per condizionare il dibattito politico e porre il veto sulla approvazione di una legge. come è possibile? chi credono di essere? gli ayatollah in Iran?

3. risposta alle domande 1. e 2.: queste cose sono possibili perché hanno la loro base nella nostra Costituzione. io non conosco nessuna altra Costituzione al mondo che contenga al proprio interno, come propria parte, l’accordo tra lo Stato e un altro Stato; e questo lo mette perfino nei suoi Principi Fondamentali, che sono considerati praticamente immodificabili per lunga tradizione (anche se poi nulla lo vieta).

4. questa cosa è talmente mostruosa che mi ci devo dilungare su: la Costituzione anti-fascista è nata inserendo nel proprio corpo il Concordato tra il fascismo e la Chiesa Cattolica! mentre affermava l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, la Repubblica che si diceva democratica riconosceva che vi fosse una religione di stato e, per fare un esempio, che chi veniva spretato dalla Chiesa Cattolica non potesse insegnare.

5. è vero che con Craxi nel 1984 il Concordato ha subito un restauro che ha eliminato gli aspetti più compromessi, ma l’aspetto fondamentale resta una causa di diseguaglianza atroce, ineliminabile: il fatto stesso che si ricorre ad un accordo con una religione particolare, sia pure quella dichiarata propria dalla maggioranza, e lo Stato introduce una diseguaglianza insanabile tra alcuni cittadini, più protetti di altri nelle loro convinzioni religiose, e altri.

6. questo dimostra definitivamente quanto sia grottesco il mantra ripetuto con ottuso spirito provinciale della nostra Costituzione, la più bella del mondo; alfiere quel guitto di nome Benigni, che peraltro dopo averlo lanciato, sostenne il tentativo di Renzi e Boschi di sconciarla.

7. la nostra Costituzione non è affatto una delle più belle del mondo, se non per il piacere tutto italiano di riempirla di belle frasi e sacrosanti principi non concretizzati. non bastasse la disattenzione per le soluzioni pratiche e concrete per realizzare le belle parole, basta a squalificarla questo condominio tra Stato e Chiesa Cattolica, degno di un paese islamico integralista che mescola religione e politica.

8. ma quel che è peggio è che questa Costituzione è così bella che contiene in pratica una parte non scritta, occulta, mafiosamente non detta e solo accennata con un cenno del capo; perché, una volta arrivati all’art. 7, dopo avere letto Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi, chi pensa di aggiungerli al testo questi Patti? che non si studiano nelle scuole, restano misteriosi.

8. così è misteriosa anche la sovranità che lo Stato riconosce alla Chiesa Cattolica, dopo avere detto all’art. 1 invece che appartiene al popolo, e quindi ha svenduto cosa non sua.

9. e come tacere che dobbiamo questo capolavoro di ipocrisia gesuitica, ben piantato nel cuore della nostra Costituzione, a Togliatti, al suo Partito Comunista Italiano? indifferente ai valori autentici della democrazia,, egli lo portò a questa nuova svolta, dopo quella di Salerno, che minò alle basi la possibilità stessa di uno stato pienamente laico in Italia.

10. quindi abbia pazienza chi mi scrive per annunciare Cari amici e care amiche, se pensate che la nostra Costituzione sia un punto di ripartenza e una certezza di identità e di orgoglio, se vi siete qualche volta chiesti/e che cosa si potrebbe fare per chiederne l’attuazione e l’attualizzazione, venerdì 25 giugno alle 18 vi aspettiamo in piazza Loggia. Conoscerete il lavoro di “Manifesto Costituente”, un progetto che ha come capofila l’Anpi e che è nato a Brescia in tempo di pandemia con la speranza in un futuro migliore! Sarà con noi Luciana Castellina! Un abbraccio resistente.

non ci sarò, ma auguro che i cari compagni di lotte di decenni lontani abbiano il coraggio di affrontare questi temi…

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ma detto tutto questo – e bisognava dirlo, in premessa, ancora una volta, non sono affatto entrato nel merito.

il blog si presta soltanto a letture frettolose e ho già superato di gran lunga i limiti della leggibilità.

fossi ancora un docente in classe a questo punto farei qualche battuta per risvegliare l’attenzione; ma la forza del docente è di avere ascoltatori obbligati a restare, se non proprio ad ascoltare.

qui invece procedo, magari da solo.

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cerco il testo dell’intervento vaticano, ma ne trovo solo smozzichi e bocconi; anche questo è un uso pessimo dei nostri media.

allora cucio insieme quel che ho trovato.

«Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla chiesa cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato», che garantisce alla chiesa «libertà di organizzazione, pubblico esercizio di culto»«ai cattolici piena libertà di riunione e manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»

Tali commi verrebbero violati dal Disegno di Legge Zan per via dell’istituzione della Giornata mondiale contro l’omofobia, ricorrenza che, con la legge, prevede l’introduzione e l’organizzazione di attività specifiche nelle scuole, privando i giovani e soprattutto le famiglie della libertà di scegliere se parteciparvi oppure no; e sarebbe messa in discussione in particolare la libertà delle scuole cattoliche (l’ultimo capoverso non consiste di citazioni letterali, perché non ne ho trovate). 

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allora, andiamo a documentarci tutti assieme rileggendo l’occulto Concordato?

Art. 2 c. 1. La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica. […]

c. 3 È garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

nessuno di questi due articoli si riferisce alle scuole private di impostazione cattolica; in tutta evidenza parlano di altro: una scuola cattolica non è una associazione o organizzazione, è una scuola.

ma, lasciando da parte le scuole, la vera domanda è in che cosa quel disegno di legge mette in discussione la libertà dei cattolici e della Chiesa che li organizza e pretende di rappresentarli (anche se non ha una struttura democratica! sono lontani i tempi in cui le vicinie, cioè le assemblee dei capifamiglia dei piccoli borghi di montagna di queste parti, si sceglievano i parroci!).

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il testo integrale del Disegno di Legge Zan lo trovate anche qui: Fedez: solo della Lega l’omofobia? col testo del DDL Zan – 180.

in che cosa è messa in pericolo la loro libertà di espressione e di manifestazione del pensiero se le tutele di legge previste per l’istigazione all’odio razziale, confessionale o di altra natura viene esteso anche a quella per motivi sessuali?

la premessa della proposta di legge è molto chiara a riguardo; Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compi mento di atti discriminatori o violenti.

ma allora chi si sente in pericolo sta rivendicando la propria libertà di istigare all’odio contro le minoranze sessuali o di discriminarle?

non arrivo a crederlo. non credo che l’eredità mentale dei roghi di finocchi e streghe finiti soltanto da 250 anni sia ancora così viva.

oppure la Chiesa, che ha la vista lunga, vuole tenersi aperta la porta per un ritorno, in futuro, a qualche persecuzione organica dei dissidenti?

però, certo, non sarebbe più possibile nelle scuole cattoliche mettere alla porta un docente o una docente soltanto perché appartenente a qualche minoranza sessuale malvista, come del resto continua a succedere.

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continuo a pensare che il Disegno di Legge Zan sia scritto male, con una logica bizantina di difesa di singole lobby sessuali minutamente descritte, lasciandone inevitabilmente fuori altre, anziché affermare semplice e chiaro e in due parole che qualunque discriminazione e istigazione all’odio per motivi sessuali va punita dalla legge come ogni altra.

anche l’idea di una giornata contro l’omofobia, che trovo alquanto infelice, sarebbe stata ben difficilmente attaccabile se fosse stata semplicemente una giornata contro tutte le discriminazioni, anche quelle sessuali.

ma queste mie critiche non hanno nulla a che fare con quelle strumentali di un Vaticano retrivo, ancora una volta: nemico del divorzio nel 1974, nemico della possibilità per la donna di non affrontare una gravidanza non desiderata nel 1981, nemico della possibilità di forme di convivenza e mutua assistenza diverse dal matrimonio a fini procreativi nel 2016 e oggi nemica del processo che accetta come normali le diverse forme di sessualità non lesive dei diritti e delle identità altrui.

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ma è ovvio che questo riporta alle considerazioni inziali e pone l’urgenza di una eliminazione del Concordato dalla nostra Costituzione, attraverso un normale processo di revisione costituzionale.

figuriamoci! l’Italia non sta dando nessuna attuazione alla sentenza della Corte di Giustizia Europea sull’obbligo per lo stato italiano di recuperare l’ICI dovuta per anni da enti economici riconducibili al mondo cattolico, che ingiustamente non l’hanno pagata, per un importo globale di 4-5 miliardi.

e voi vorreste che eliminasse addirittura il Concordato che serve da malinteso scudo anche per truffe economiche di questo genere?

ma queste cose le ha già dette Fedez, e dunque questa mia sbrodolata, sinceramente, è totalmente inutile.

tanto non sposterà di una virgola le idee di nessuna della ventina di persone che le daranno un’occhiata, non dico poi che la leggeranno tutta intera…

e questa polemica servirà soltanto a portare voti all’Immacolato Cuore di Maria della nostra destra, se riuscirà il tentativo di unificarla sotto Salvini… (ma meglio la Meloni, forse…).

10 commenti

  1. Non sono d’accordo su questa attribuzione di colpe storiche, la Costituzione fu concordata dopo una guerra civile, e non era il caso di aprirne subito un’altra. Ci furono compromessi tra punti di vista diversi come era ovvio; il cattolicesimo allora la religione praticamente unica, quindi non vedo lo scandalo. Craxi come giustamente ricordi la “ricontrattò”, andrebbe fatto ancora, ma chi può farlo? Lo faranno i musulmani quando saranno maggioranza ma sinceramente non me lo auguro. Della Costituzione più bella del mondo ci riempiamo la bocca, forse lo sarebbe se fosse applicata, non sono in grado di dirlo perché conosco poco le altre. Le varie “giornate per” hanno rotto le scatole, ogni giorno una giornata del ricordo, alla fine è tutto un calderone indistinto che non serve a niente, fa bene la Chiesa a rifiutare l’ennesima, io eliminerei anche tutte le altre. Per il resto mi meraviglia sempre di come questo paese scristianizzato e sostanzialmente ateo (o al più devoto al dio mercato) si preoccupi della Chiesa e le tiri la giacchetta come più gli fa comodo…

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    • ovviamente anche io dissento dal tuo commento, salvo che per l’ultima frase.

      io non credo affatto che la difesa della laicità dello Stato nel 1947 avrebbe provocato nessuna guerra civile tra chi aveva appena smesso di combattere il nazifascismo assieme.
      penso invece che Togliatti abbia fatto un calcolo politico meschino e sbagliato per carpire qualche voto cattolico. ma non servì a nulla perché la chiesa di allora, Pio XI, scomunicò chi votava comunista lo stesso.

      quindi, come vedi, ancoro il mio giudizio proprio alla tua ultima frase: l’inserimento del Concordato fascista in una Costituzione anti-fascista (ed era incompatibile!) fu un modo stupido di tirare la Chiesa per la giacchetta, come del resto aveva fatto prima Mussolini, firmandolo.

      la Chiesa dia i suoi insegnamenti e non pretenda di farne leggi dello Stato.
      ma capisco che per la chiesa cattolica questa è la negazione di tutta la sua storia.
      purtroppo abbiamo una chiesa integralista, anche con Bergoglio, così come abbiamo un islam integralista e un buddismo integralista, e da ultimo ora in India anche un induismo integralista, grazie a Modi: tutte religioni che pretendono di farsi stato e di imporre le loro leggi morali come leggi dello stato.
      il che è la fine della democrazia, ovviamente.

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      • Naturalmente non contesto la tua opinione, liberissimo di pensare quello che vuoi su Togliatti. Io al contrario penso che non lo fece (solo) per calcolo politico ma perché questo paese aveva bisogno di pacificazione, e anche di riportare i popolari alla vita politica. Poi se col senno di poi fu uno sbaglio… c’è anche da considerare che la guerra l’avevamo persa, e probabilmente dovevamo tener conto anche di altre indicazioni. Sulla fine della democrazia sono d’accordo, ma qui da noi si è suicidato da sola, il cattolicesimo c’entra poco…

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        • cerco di riflettere in modo più approfondito sulle tue obiezioni.

          non mi pare proprio che il problema fosse di riportare i popolari alla vita politica: erano il partito più votato alle elezioni della Costituente del giugno 1946 e avevano avuto 207 seggi su 556, praticamente il doppio di socialisti 117 e comunisti 104.

          il PCI era al governo con la DC e il PSI: governo di unità nazionale. in Italia c’era la fame: la razione del pane era scesa a cinquanta grammi giornalieri, gli allevamenti di bestiame erano decimati, non c’erano carne, latte, formaggi, pesce, riso, avena, legumi, patate mentre tabacco, sapone e lana si trovavano solo alla borsa nera. il viaggio in America di De Gasperi era avvenuto a inizio gennaio 1947 e aveva visto l’inizio degli aiuti americani.
          subito dopo ci fu la scissione del Partito Socialista e la nascita del Partito Socialdemocratico, con la crisi del secondo Governo De Gasperi.

          l’inserimento del Concordato di Mussolini nella Costituzione antifascista avvenne il 25 marzo 1947 nella Costituente, col voto favorevole di 350 costituenti contro 149: favorevoli 201 democristiani di De Gasperi, 95 comunisti di Togliatti e 54 tra qualunquisti (erano 30), liberali (!!! – erano 16 e all’opposizione, nel Blocco Nazionale della Libertà) e altri sparsi. contrari i socialisti, il Partito d’Azione (erano 7), e credo anche il Partito Repubblicano (23 costituenti) e altre forze minori.
          vero che il papa Pio XII era fascista in modo tale da far sembrare un comunista Wojtyla qualche decennio dopo; come nunzio vaticano in Germania, era stato il protagonista nel 1933, prima di essere eletto papa, del Concordato tra il Vaticano e Hitler, cioè dell’alleanza, visto che Hitler andò al potere col voto favorevole del partito cattolico; e adesso minacciava di riaprire la questione romana e di portare tutta la Chiesa all’opposizione del nuovo stato, come dici tu, vero; lo stesso De Gasperi non era amato in Vaticano e papa Pacelli gli faceva una guerra sotterranea. Togliatti dichiarò: «De Gasperi ci dichiara guerra. Nenni non l’accetta ed è vero che per fare la guerra bisogna essere in due. Ma per dichiararla basta uno solo. Per togliervi il pretesto di dichiararci la guerra, votiamo con voi l’articolo 7».
          Nenni, il capo del PSI, commentò nei suoi diari: «Mi sembra un calcolo sbagliato da cima a fondo. Sono lieto di avere votato “no”».

          il terzo governo De Gasperi durò soltanto fino all’1 giugno, quando comunisti e socialisti furono esclusi dal governo e iniziò in Italia la lunga epoca dell’anticomunismo di stato, delle madonne pellegrine, dei presunti miracoli usati a scopo politico, ecc. ecc..

          lasciò a te giudicare se fu una buona mossa e soprattutto se possiamo considerarla sbagliata soltanto col senno di poi.
          che cosa sarebbe successo se il PCI avesse votato contro? numeri alla mano i voti favorevoli sarebbero stati 255 (350 meno 95) e i contrari 244 (149 più 95). il Concordato sarebbe passato lo stesso; il governo De Gasperi terzo sarebbe caduto due mesi prima, ma i comunisti si sarebbero dimostrati coerentemente antifascisti.

          ma non lo erano, non potevano esserlo: il patto fra Stalin e Hitler era stato del 1939: solo otto anni prima; ed era stato Hitler a spezzarlo, non i comunisti.
          anche Stalin aveva fatto bene ad allearsi con Hitler per spartirsi la Polonia e occupare gli stati baltici, dando il via libera alla seconda guerra mondiale?
          sul Concordato lo stalinista Togliatti fece la stessa cosa: tradì la sinistra, la democrazia, i valori dello stato laico, per allearsi con la chiesa fascista di Pio XII, e non dovette aspettare due anni, ma solo due mesi, per essere ricambiato a calci.

          vorrei notare, alla fine, che i Concordati nel Novecento la Chiesa li ha fatti soltanto con gli stati fascisti; e non è neppure un caso, dato che in uno stato democratico il Concordato stesso non ha alcun senso, dato che è la Costituzione e non il Concordato che garantisce la libertà religiosa.

          ciao!

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          • Certamente la Costituzione garantisce la libertà religiosa. Il Concordato ormai c’è, è stato cambiato dunque si può fare ancora se c’è chi se la sente; per me tanto parlare di concordato quanto di ius soli etc. sono supercazzole per distrarre dal lavoro, la disoccupazione, i diritti sociali. Bandierine da sventolare a destra e sinistra, dato che sulla ciccia, ovvero sul governo dell’economia, sostanzialmente sono d’accordo. A proposito, non dovevano darci 209 miliardi? Ieri hanno annunciato quasi 200 miliardi. Hanno già perso per strada 10 miliardi, cos’è, la prima tangente pagata dai migliori?

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            • eh, purtroppo (dal mio punto di vista) la tua posizione è ancora quella della base comunista, indifferente alla democrazia e ai suoi valori: non per nulla credevano alla dittatura del proletariato.
              i veri problemi sono materiali, pensate: se i dissidenti dalla Chiesa ufficiale venivano perseguitati anche dallo stato, che problema vuoi che sia? se Bonaiuti, compagno di studi di Roncalli, e poi docente di storia del cristianesimo, venne licenziato dall’Università dopo il Concordato e neppure reintegrato dopo la caduta del fascismo, per lo stesso motivo, che cosa vuoi che importi?
              a noi interessano i NOSTRI diritti sociali, del resto ci importa poco, vero?

              ma perfino su questo piano hai torto (secondo me): la chiesa deve pagare alcuni anni di IMU arretrata per gli immobili di sua proprietà nella quale ha svolto attività commerciali: sono 5 miliardi di euro circa, dovuti per una interpretazione sbagliata del Concordato, ora contestata a livello europeo (dove sono laici e civili), che nessuno le sta chiedendo e che ci esporranno ad una procedura di infrazione per avere favorito una concorrenza sleale.
              intanto leggo repliche a Fedez, su questo punto, rivoltanti per consapevole menzogna. certo che da qualche anno la Chiesa sta pagando questa tassa, ma è di anni e anni di arretrati che stiamo parlando. e c’è una sentenza della Corte Europea che sarebbe da applicare.

              intanto altre religioni, come quella islamica, non godono degli stessi privilegi, perché loro, o gli ebrei, un concordato non ce l’hanno; per non dire che non valgono del tutto per loro neppure gli stessi diritti costituzionali.
              ma che cosa vuoi che importi?

              e noi non possiamo avere una legge sul fine vita perché si oppone la Chiesa, di fatto una minoranza su questo punto,
              a me importano i diritti civili come quelli sociali: forse mi ricordo della frase “non di solo pane vive l’uomo”? che cosa pensava perfino il Cristo evangelico di chi lo seguiva soltanto per la moltiplicazione dei pani?

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              • Se i diritti civili non camminano insieme ai diritti sociali a che servono? Sulla Chiesa sono d’accordo su tante cose che dici, ma di chiese ce ne sono tante, come del resto di comunisti. C’è sempre stato qualche puro più puro…Oppressori e perseguitati, ortodossi, conservatori, riformatori, progressisti… tanta gente che si rimbocca le maniche e qualcuno che pensa al poterr. In Italia si sono fatte tante leggi che la Chiesa cattolica non voleva, se hanno seguito popolare si faranno anche le altre, sempre che ci siano sponde politiche. I diritti sociali sono di tutti, perché “nostri”? Lavoro e dignitoso, sanità pubblica e efficiente, accesso all’istruzione, tutela della vecchiaia e degli svantaggiati, ordine pubblico, mi sembra siano di tutti. Ma tu pensi che nei pulpiti di tutte le chiese d’Italia si tuoni contro Zan e se legge sia, anatema su di loro? Non mi pare proprio, almeno qui non succede. Per la cronaca comunista non lo sono mai stato, ma solo per caso. Ai miei tempi andava di moda l’eskimo e faceva fico tra i figli di papà atteggiarsi. Io ero figlio di proletari, quelle pose non potevo permettermele.

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                • credo che dobbiamo dare per scontato che siamo entrambi d’accordo che i diritti civili devono camminare insieme ai diritti sociali (in questa discussione non c’è niente di personale, altrimenti fa la fine di altre…), però non è affatto vero, secondo me, che senza i diritti sociali i diritti civili non servono, come sembri suggerire.

                  facciamo i quattro casi possibili:
                  1. uno stato sociale che garantisce discreti servizi pubblici a tutti e nello stesso tempo una piena libertà civile, non solo senza discriminare nessuno, ma combattendo anche le discriminazioni (esempio che mi viene in mente, per esserci vissuto un po’: la Germania, ma diciamo anche altri paesi del nord-Europa);
                  2. uno stato sociale che garantisce discreti servizi pubblici a tutti, ma nello stesso tempo non garantisce una piena libertà civile ed ha precise discriminazioni, ad esempio, che dire, l’Italia…
                  3. uno stato che non garantisce servizi pubblici a tutti, ma almeno ammette una piena libertà civile (mi viene in mente l’Inghilterra);
                  4. uno stato che non garantisce discreti servizi pubblici a tutti e neppure nello stesso tempo neppure una piena libertà civile, ma si fonda su discriminazioni razziali (mi vengono in mente gli USA, chissà perché, visto il razzismo che ancora domina la sua vita civile concreta).
                  tu, comunque, preferiresti vivere in Inghilterra o negli USA?
                  io dico che, se non mi viene dato uno stato sociale, almeno mi vengano dati i diritti civili!
                  poi, certamente, la scelta tra vivere in Inghilterra o in Italia non è facile; però vedo che molti italiani ci scappavano lo stesso, anche se l’assistenza sanitaria fa schifo.

                  però è anche vero che di solito diritti sociali e diritti civili procedono di pari passo e chi è debole nei primi, tende ad essere debole anche nei secondi, fatti salvi diritti particolari che vengono usato per dividere chi ne ha pochi (e su questo ti do ragione).
                  però ci sono diversi paesi del mondo, direi la maggioranza, dove non ci sono né gli uni né gli altri; in questo senso parlavo dei diritti nostri, cioè di noi occidentali.
                  altrove, vedi la Cina, quel tanto di benessere che ha fatto uscire dalla fame atavica quasi un miliardo e mezzo di persone è stato ottenuto con una disciplina durissima e con un tipo di vita dove la libertà personale non ha spazio (come del resto in tutta quella cultura): comunque per ora funziona.

                  io non credo affatto che i cattolici, se cristiani veri, possano essere contro una legge che cerca di ridurre violenze e discriminazioni contro le minoranze sessuali, ci mancherebbe.
                  però la Chiesa pretende di parlare anche a nome loro.
                  trovo la legge Zan fatta molto male; oggi Flick ha spiegato benissimo perché e mi ritrovo completamente in quel che dice:
                  https://www.huffingtonpost.it/entry/flick-il-ddl-zan-puo-essere-criticato-ma-non-da-un-altro-stato_it_60d569a8e4b0600512a0ca15?utm_hp_ref=it-homepage
                  condivido le sue critiche completamente, anzi credo di averle anche anticipate, magari non con altrettanta chiarezza.
                  ma ogni volta che la Chiesa pretende di comportarsi come uno stato, bisogna bacchettare duro; ti rendi conto che Parolin ha dichiarato che sono pronti a MEDIARE, e tutti l’hanno lodato?
                  mediare con chi? che POTERE rappresentano?
                  usino i loro argomenti e, se sono buoni, li ascolteremo.

                  purtroppo, al momento, i loro argomenti non sono quelli di Flick e sono pessimi.
                  perché dire che Dio stesso ha rivelato che l’omosessualità è un abominio e su questo non sono disposti a discutere, ma via…

                  (per la cronaca non sono figlio di proletari, questo no, perché un ufficiale, pur se di basso grado, proletario non era, ma almeno nipote sì, e non me lo dimentico).

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                  • Non voglio fare il difensore d’ufficio della Chiesa, specialmente delle parti più retrive. Ma che si vuole da questa chiesa? Se papa Francesco parla di mercato che uccide non lo fila nessuno, se parla di Mediterraneo grande cimitero spallucce, sugli omosessuali ha parlato anche a favore delle unioni civili (non del matrimonio, ma mi pare sarebbe stato chiedere un po’ troppo).
                    Poi arriva una legge sgangherata, un cardinale troppo zelante e apriti cielo.
                    Il parlamento è sovrano, lo Stato è laico, che facciano se ne sono capaci.
                    Vedi Mauro io nonostante tutte le mancanze, connivenze e crimini anche, non penso che la nostra società è migliore della chiesa, anzi. Se vogliamo, crollato il muro sono crollate entrambe le grandi chiese (che il PCI era una chiesa anch’esso) e da una parte e dall’altra sono rimasti pochi uomini e tanti quaquaraquà.
                    Ah, sì, io in effetti non andrei a vivere da nessuna parte, è già tanto che mi sono spostato dal paesello, e ancora oggi mi chiedo se ho fatto bene.
                    Oggi sono trenta anni dalla dichiarazione di indipendenza di Slovenia e Croazia che diede il via alle guerre civili in Jugoslavia: una parte di colpa ce l’ha Wojtyla, per tornare alle colpe della Chiesa, e buona parte la Germania, con il loro riconoscimento improvvido dei due staterelli. Forse sarebbe andata a finire lo stesso così, chi sa.
                    Settimana prossima sarò in vacanza, uno dei privilegiati. Spero di non incocciare in qualche variante…

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                    • quanto ai rischi covid, io penso che tu abbia già dato e che possa sperare di startene tranquillo per un po’, fino a che non arriva la variante davvero cattiva…

                      credo che in linea generale non abbiamo grandi dissensi sul resto del discorso, per quel che dici in questo commento: d’accordo, la società non è migliore della Chiesa, tanto più che a volte è difficile perfino distinguerle.
                      ma la vera domanda è: come si fa a migliorare la società? come si fa a migliorare la Chiesa?

                      per il primo obiettivo, denunciando i passi falsi della Chiesa.

                      quanto al secondo, io credo che si debba distinguere tra la Chiesa come istituzione e perfino come stato e il mondo cattolico in generale; non credo che su questo si possa dare un giudizio univoco generale; significherebbe, ad esempio, condannare una figura limpida come quella di Giovanni XXIII, che arrivò a 77 anni, emarginato ed escluso, per poi ritrovarsi eletto papa.
                      ma, nonostante questo episodio e altri simili (rari, molto rari), il giudizio storico globale sulla Chiesa come istituzione credo che debba restare negativo; quindi non credo che la Chiesa sia granché migliorabile, senza escludersi però momenti di attenzione di speranza: è un mondo di potere, anche di corruzione e di perversioni, ahimè, e non sono affatto contento di dirlo, credimi. preferirei poter dire il contrario, perché allora anche la nostra società sarebbe più libera e meno corrotta.

                      sul caso specifico, non mi pare che il giudizio possa essere diverso da quello che è stato dato.
                      a questo punto toccherebbe alla Chiesa rimediare, non certo a noi annacquare il giudizio.

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