il gran teatro dell’universo – borforismi 53

che incredibili messeinscena sono capaci di crearsi gli umani per ambientare le povere vicende delle loro esistenze!

quanti tipi di universo!

uno sempre più reale degli altri, salvo che per coloro che ne inventavano un altro, dopo.

. . .

c’era quello piatto che stava sulla schiena di una tartaruga e quello piatto che si reggeva da sé; quello sferico con nove sfere trasparenti attorno e quello sferico col Sole al centro e senza sfere più; poi quest’ultimo è stato ingoiato da una galassia e la galassia da altre galassie e questi dagli ammassi di galassie e il cielo attorno è diventato infinito, anche se non si capisce perché noi saremmo comunque sempre al centro; ma è ovvio se l’universo è quello che osserviamo!

via via che cresce la nostra megalomania dannata, altrettanto cresce l’universo attorno a noi, anche se adesso il palcoscenico delle nostre azioni è diventato così smisurato che le nostre azioni stesse sono diventate del tutto invisibili.

giusta punizione di un’ambizione smisurata: nella notte oscura non ci basta più neppure un universo solo, ne vogliamo infiniti.

. . .

e a me scappa un ironico sorriso pensando al tempo che verrà, quando anche questi nostri universi infiniti ci sembreranno una leggenda assurda.

quando qualcuno dirà; pensa che una volta credevano…, e invece oggi sappiamo che…

ma come sarà il nuovo universo che attende gli improbabili uomini del futuro?

2 commenti

    • se si facesse anche in Italia una legge per regolare l’ortografia, come in Francia o in Germania, io proporrei che fosse obbligatorio scrivere (D)Io.
      vedo che su questo siamo d’accordo.

      poi capisco (o credo di capire) che in un mondo a 4 dimensioni l’immaginato big bang ci colloca tutti nelle nostre tre dimensioni ad una equidistanza temporale esatta dal presunto evento.

      però non riesco a capire come questo si possa tradurre nello spazio ad un limite dell’universo osservabile equivalente in miliardi di anni luce spaziali, senza ammettere anche, allora, che l’universo esiste soltanto in quanto osservato.

      in altri termini, se l’universo è esploso 14 miliardi di anni fa, non è strano che io risalga indietro nel tempo esattamente di altrettanto.
      ma non è chiaro perché posso farlo anche nello spazio e scoprire che lo spazio che esiste è proprio quell di 14 miliardi di anni-luce in tutte le direzioni….

      e grazie del bel commento, come sempre scritto in uno stile che ammiro.

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