solita pantomima sulla prescrizione – 311

parliamo dell’esigenza di sveltire i processi?

e di evitare che si riesca a sfuggire alla condanna con i mille artifici di cui è ricco il nostro sistema legale – che ha anche la faccia tosta di definirsi quello della patria del diritto

allora il centro del problema è come sveltire le procedure del processo, non a quale altezza si pone l’asticella per dire che un processo è durato troppo e non vale la pena di continuarlo.

un processo che dura all’infinito è altrettanto offensivo per la giustizia di un processo che a un certo punto va abbandonato perché dura da troppo tempo.

e il principio della ragionevole durata del processo è nella Costituzione.,

. . .

per questo la sceneggiata che si è subito aperta per le proposte del governo di ieri sulla riforma della giustizia non mi entusiasma neppure un po’.

con questo non esprimo neppure nessun giudizio, per il momento, perché mi mancano i termini per giudicare; inoltre, per valutarli, occorre anche una competenza tecnica in campo giuridico, che non ho.

ho bisogno di studiarmi l’argomento, e del resto i media per ora non forniscono elementi concreti di valutazione, ma si divertono a dividerci in due contrapposti tifi sportivi, come al solito.

non fa per me.

. . .

so però anche che la spinta dei mascalzoni per eliminare ogni iniziativa che li metta un po’ più alle strette è molto forte.

il migliore esempio è il referendum dei radicali e dei leghisti sulla giustizia, a cui non a caso sta per accodarsi anche Renzi. referendum Radicali e Lega contro le leggi contro la corruzione – 248

secondo me ce ne sono anche fra quelli che strillano contro la reintroduzione della prescrizione in forme più limitate, oltre che tra quelli che difendono questo assurdo istituto tutto italiano.

tanto non è certo l’abolizione della prescrizione che sveltisce le sentenze, e gli avvocati bravi al servizio del diavolo possono essere perfino più contenti se i processi possono continuare senza limiti di tempo: tutte parcelle in più.

insomma, a me fa specie e disgusto che di tutto si parli tranne che dei modi concreti per rendere i processi più veloci, sia tra chi vuole ghigliottinarli il prima possibile, sia tra chi non pone limite alla pigrizia delle sentenze.

. . .

e se per cominciare provassimo a valutare nel concreto la produttività personale dei giudici?

e, per aiutarli, a porre un limite di legge alla lunghezza delle sentenze?

sentenze più veloci e secche, e meno tempo per stenderle; più tempo per i giudici di occuparsi di altri processi.

la lentezza inaudita delle decisioni si combatte a monte, non a valle.

dopotutto sono sentenze, non post….

così sentenziò il vostro blogger.

4 commenti

  1. Tutto vero si risolvono a monte il problema è sempre aperto. Le montagne di processi in essere, tra i quali ce n’è uno di mio interesse, credo che durerà altri sei mesi a voler essere molto ottimisti.
    Un altro molto più importante vide la conclusione con una sentenza dove non trionfo la giustizia ma la prescrizione del reato stesso. Il reato era ed è grave .Di fatto la condanna fu lievissima ,poi con tutti gli appelli che fece il colpevole … E giù ad ammucchiare carte. A spendere tempo per un innominabile per di più truffatore per non dare il sostentamento ai figli .Non esiste appello per certi reati né la prescrizione.
    Caro Mauro materia delicata

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