la selezione darwiniana dei virus: mio fuoriblog fuori sacco (un po’ meno egocentrico, ma un po’ più polemico) – 314

si sa già, vero?: in una discussione chi offende ha sempre la coda di paglia e quindi probabilmente anche torto.

e si sa anche, vero?, che in una discussione da blog, se io ho delle critiche aspre da fare su qualche post, le colloco qui e non presso l’interessato; così chi le riceve può fare finta di non vederle e fare a meno di rispondere.

e nello stesso tempo lascio intonse le paginette pulite e sorridenti che traboccano di like, in un universo blogghistico dove pure sono passate di moda le discussioni sane, anche accese, ma che aiutano a crescere entrambe le parti (se ne hanno voglia), oppure definiscono meglio i contorni psicologici reali dei nostri interlocutori e ci permettono di rompere i ponti con le persone moleste e improduttive.

già, perché non è un mistero, basta guardarsi attorno, che i social ci hanno costruito attorno un mondo di plastica che assomiglia molto ad un centro commerciale, ad un quartierino di villette a schiera oppure di condominietti dall’architettura tanto pretenziosetta quanto standardizzata ee eccoli frequentati oramai da chi ama le socializzazioni artificiali e melense: roba da paura…

insomma l’influenza nefasta di questo mondo artificiale arriva fin sulle soglie di questo blog scritto in una montagna abbastanza solitaria e anticamente frequentata da eremiti in rotta con la stupidità del mondo.

fine della filippica introduttiva di un post che voglio dedicare ad una battaglia di idee contro una blogger mulinante al vento, e vengo al dunque.

. . .

r.!

ci siamo conosciuti e frequentati già dieci anni fa, su questa piattaforma: personcina deliziosa al primo approccio, sensibile, piena di poesia, attraente nella sua femminilità virtuale, partecipe e perfino lusingatrice nella sua attenzione.

poi ci siamo scontrati sempre più ferocemente; non ricordo più esattamente il motivo del primo contrasto, ma credo fosse il mio giudizio negativo su un blogger se-dicente filosofo, che lei invece portava in palmo di mano.

dalla discussione emerse un mio giudizio su di lei, che mi è rimasto stampato in testa: saccente, fanatica, illogica, prepotente e dogmaticamente faziosa.

ma i tempi passano, le persone a volte evolvono – o almeno così crediamo; e poi c’è sempre la possibilità di avere sbagliato giudizio; perché non mettere da parte i pregiudizi e ritentare un dialogo con mente aperta?

è quel che ho fatto io, e credo anche lei, visto che è tornata da queste parti e abbiamo ripreso a discutere in maniera costruttiva; ma è durato ancora meno che dieci anni fa.

il problema è stavolta che r. è diventata una vaccinista del tipo vagamente buroniano (chi poteva dubitarlo? ci era già molto predisposta), mentre io sulla questione dei vaccini ho una visione problematica; non ho nessuna verità in tasca sulla questione, e ritengo che chi crede di averla sia un imbecille, qualunque sia la sua verità; ma insomma nel mio blog esamino soprattutto gli aspetti problematici della strategia vaccinista nella quale si è buttato l’Occidente, abbandonando del tutto la strada delle restrizioni sociali, che ritengo più produttiva; perché, secondo me, se un blog non serve a suscitare dubbi e pensiero critico, a che cosa serve?

naturalmente, ripeto, i mei sono dubbi, a volte credo abbastanza fondati, ma a volte detti magari con qualche svarione fatto da chi non è un tecnico del tema.

non ho problemi a misurarmi con chi ha una visione diversa dalla mia: qui scrivono e mi commentano criticamente su questi temi diversi lettori: krammer, fabio mombelli, roberto berardi, per dire i primi tre nomi che mi vengono in mente: mi hanno criticato, quasi sempre a ragione, e da loro ho avuto diverse cose da imparare; nessuno scontro con loro, nessun conflitto, neppure quando non mi convincono del tutto (perché sono un tipo piuttosto ostinato, lo ammetto, e ho anche io qualcuno dei difetti che rimprovero ad altri).

tra loro non posso mettere r., purtroppo, con cui la discussione è invece degenerata subito di nuovo, anche perché, per dirla nel modo più delicato possibile, secondo me non capisce una mazza delle mie considerazioni, obietta a sproposito e senza un filo di logica e inoltre condisce il tutto con una astiosità da sacerdotessa vestale violata.

ho quindi smesso di discutere con lei per la seconda volta e con un giudizio negativo sul suo modo di discutere che si è consolidato, anche se ho lasciato comunque aperto il mio blog ai suoi commenti; soltanto non le replico: diamole atto che comunque almeno non è mai stata direttamente offensiva né verso di me né verso altri commentatori, e dunque non c’è motivo di bannarla.

. . .

lei però non rinuncia ad essere offensiva sul suo blog, probabilmente senza neppure accorgersene, tanto è infervorata in quel filo-vaccinismo suicida di cui ho parlato qui e non sto dunque a ripetermi.

ecco una citazione dal suo blog, dove sta continuando una campagna inqualificabile e fascistoide contro la dissidenza che non si sia ottusamente indentificata col vaccinismo più becero e contro chi non si vaccina, per scelta che dovrebbe essere comunque rispettabile, visto che è libera (e ce ne sarà un perché).

sono parole pesanti per una blogger che è di sinistra, o almeno si sente tale: ma di sinistra come potevano o possono esserlo uno stalinista oppure un trotzkista dogmatici, giusto per essere bipartisan.

questa volta r. insulta per interposta persona: Stefano Giacovelli, che non so chi sia, e neppure mi interessa di saperlo.

ovviamente lei copia e incolla una suo intervento su Facebook, e basta questo, ai miei occhi, per squalificarlo.

dove, dopo un’analisi ampiamente condivisibile, si chiude con questa perla di pensiero: se le persone non snobberanno la vaccinazione per andare in vacanza o ancora peggio per credo ideologico (e vi risparmio il mio pensiero su questi decerebrati).

ora io penso che i vaccinisti ad oltranza ignorino consapevolmente molti aspetti problematici della situazione e penso anche che siano accecati dai peggiori pregiudizi cognitivi in circolazione, penso che siano dei fanatici resi ottusi dal loro fanatismo, penso che ragionino male; e insomma lasciatemene dire tutto il male possibile; ma non riuscirei mai e poi mai ad usare la parola decerebrati, che oltretutto rientra in un gergo tipicamente fascista.

capito, r.?

. . .

ma r. insiste, con un altro post insultante e provocatorio, questa volta intenzionalmente, e so che mi legge e mi risponde in questo modo; oggi ne posta uno dal titolo “dal pensiero debole al PEN-SIERO MONCO”: che sia autobiografico? un accenno di presa di coscienza?

ma no: prosegue sulla linea monca del pensiero sovranista che pensa che il proprio ombelico sia il centro del mondo.

Alcuni anti-vaccinisti, No-Vax e detrattori dei vaccini, sostengono che poiché il vaccino ha scarse capacità immuno-sterilizzanti – e difatti sappiamo che questa capacità per i vaccini di cui disponiamo è minore dell’efficacia di proteggere dalla malattia grave e decessi – ne consegue che vaccinare la popolazione con vaccini di questo tipo, aumenterebbe la pressione selettiva e quindi la possibilità che si formino varianti anche in popolazioni vaccinate.

no, non sono alcuni detrattori dei vaccini, sono alcuni scienziati responsabili che sollevano problemi che tu sintetizzi molto malamente perché mi pare che tuttora non li abbia capiti; ma tu tienti pure stretta la tua bacchettina magica vaccinale… e però prova a seguire questo ragionamento (se ce la fai).

. . .

ci sono sette miliardi e mezzo sulla faccia della Terra; quanti ne possono essere stati vaccinati finora nei paesi ricchi, con la doppia dose quasi sempre necessaria? mezzo miliardo? un miliardo? un miliardo e mezzo?

bene, prendiamo pure quest’ultima cifra, anche se irrealistica: restano sei miliardi di esseri umani non vaccinati, tra i quali il virus continua a circolare, a moltiplicarsi e inevitabilmente anche a mutare, perché è un coronavirus, non il virus del morbillo e del vaiolo, e immagino che tu sappia che cosa vuol dire questo.

tu pensi davvero che, anche se riusciamo a vaccinare un miliardo e mezzo di esseri umani, non una volta sola, ma due, e poi tre, e poi poi si vedrà, questo sia qualcosa di significativo dal punto di vista della circolazione del virus?

una riduzione della sua circolazione all’80% su 7 miliardi e mezzo di potenziali pazienti diminuirà in maniera significativa la sua capacità di moltiplicarsi e produrre varianti?

ed è altrettanto ovvio che men che nulla rilevano a questo fine i pochi milioni che nelle società avanzate faranno obiezione di coscienza verso una strategia insensata, per il resto cautelandosi particolarmente nei rapporti sociali con atteggiamenti prudenti, cosa che non faranno di norma molti vaccinati, che credono di essere ben tutelati e ai quali non si dice abbastanza che una discreta percentuale fra loro è comunque aperta alla circolazione del virus e anche al rischio di ammalarsi, sia pure in percentuale ridotta, e sono molto probabilmente un numero almeno pari o superiore a coloro che non si vaccinano.

. . .

quindi il virus circola nel mondo, non tanto per COLPA di coloro che tu tanto civilmente definisci portatori del pensiero monco, ma semplicemente perché i vaccini in questa società basata sul profitto vengono VENDUTI e la maggior parte dell’umanità non se li può comperare, neppure attraverso la mediazione di stati indebitati e sfruttati in ogni modo possibile.

quindi, se un paese non è in grado di chiudersi completamente ai contatti con l’estero (e finora l’hanno fatto soltanto Cina, Australia e Nuova Zelanda, mi pare, salvo ricascare subito nel contagio gli ultimi due, appena hanno riaperto), il virus circolerà nel pianeta e, dove troverà ad attenderlo una vasta platea di vaccinati contro alcuni tipi di varianti, li infetterà con varianti nuove che sfuggono ai vaccini usati, in parte oppure del tutto, non sia mai, ma prima o poi potrebbe anche succedere.

da brava, r., che il principio della selezione darwiniana della prevalenza riproduttiva del più adatto ad un nuovo ambiente non è difficile da capire, neppure se applicato ai virus.

12 commenti

  1. C’è un’altra cosa che trovo totalmente inconcepibile per un professore anche se in pensione: il tuo attacco alla mia persona – mi hai definito “saccente, fanatica, illogica, prepotente e dogmaticamente faziosa” – è una fallacia logica, definita come fallacia ad personam, che è una delle fallacie più comuni e odiose.
    Senza contare la descrizione che fai di me come “personcina deliziosa al primo approccio, sensibile, piena di poesia, attraente nella sua femminilità virtuale, partecipe e perfino lusingatrice nella sua attenzione. ”, è una descrizione maschilista che non posso condividere né accettare. Chiamiamolo anche giudizio sessista, veramente disgustoso. Che ne sai di me, tu non mi conosci. Potrei anche essere un uomo, per quel che ne sai, o qualsiasi altra cosa.
    Quindi mi hai dato della “fascista”, ah no, quello è Stefano, che non lo conosci nemmeno lui, e ti auguro non lo legga mai, dato che dare del fascista a qualcuno in particolare, con nome e cognome, può essere motivo per vedersi in tribunale.
    D’altra parte se ti ribolle dentro tutta sta roba, vuol dire che qualcosa ti rode.

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    • la chiudiamo qui?
      mi ribolle che tu e blogger simili a te diano dei “decerebrati” e del “pensiero monco” a chi non la pensa come loro, anziché misurarsi con gli argomenti: non hai ancora letto la parte finale del post, e dovresti farlo perché impareresti qualcosa.

      qui hai parlato a vanvera di diffamazione, quando ogni valutazione riguarda soltanto identità virtuali ed apparenti e non la persona reale, che non ho il piacere di conoscere; effettivamente potresti anche essere un uomo, e io una donna o una trans, che ne sappiamo? quindi si tratta di giudizi che riguardano soltanto il modo di esporre e di esporsi.
      e di diffamatorio non c’è nulla fino a che quello che sta tra le virgolette non viene artificiosamente deformato per mettere in cattiva luce chi viene citato; ma io non ne ho la minima intenzione, mi piace sempre e mi piacerebbe anche in questo caso mettere in luce il meglio; ma purtroppo sei tu che ti metti in cattiva luce da sol^.
      e dire che un aggettivo è fascista non significa dare del fascista a chi lo usa.

      e con questo credo di avere usato anche tutta la mia professionalità residua di ex-docente di italiano e di ex-preside.
      purtroppo ci identifichiamo sempre con le nostre idee e sentiamo l’attacco alle idee come un attacco alla persona; perfino quando la persona non c’è, come in questi scambi virtuali.

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      • Ma sia io che te sappiamo che dietro alle parole scritte c’è una persona in carne ed ossa che le ha scritte. Prendere di mira un movimento ideologico come ho fatto io quando attacco il sottoinsieme dei No-Vax, non si può lontanamente paragonare all’attacco personale di cui sono stata oggetto in questo tuo post. Per questo penso che tu mi debba delle scuse e che dovresti rivedere le tue accuse e i tuoi giudizi sulla mia persona.
        Io non ho mai fatto questo a te, né mai ti ho messo alla berlina in questa piazza che benché virtuale è pur sempre parte della realtà che condividiamo.
        Tra l’altro mi sembra che non di rado ti capita di prendere degli abbagli, non è la prima volta che proietti su di me cose che sono solo nella tua mente. La mente può fare brutti scherzi.
        Se ti può tranquillizzare, il titolo dell’ultimo mio post era riferito molto più in generale, ad un flusso di pensiero che ha come esponente un personaggio abbastanza noto, che ha nome e cognome, ma di certo non il tuo nome e cognome. E che di sicuro non conosci nemmeno.
        Ora sto preparando la valigia, se riuscirò ne parlerò più diffusamente in seguito nel mio blog, di questa che a mio avviso pare una transizione dal pensiero debole al pensiero monco – che poi non è che una battuta ironica, se riesci a cogliere l’ironia.

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        • “Non è nemmeno divertente se non conosci nemmeno le basi, e perseveri nel fare errori di conferma dei tuoi bias”. questo non l’hai scritto tu? critica più che legittima (sbagliata nel merito, ma qui non importa), ma mi pare critica altrettanto diretta, personale e dura. ma non dirò per questo che mi hai messo alla berlina, ci vuol ben altro.

          nessun giudizio sulla tua persona, solo giudizi sui modi in cui ti sei espressa qui; ma vedo che il concetto non viene recepito.

          al momento non ho elementi per modificare i miei giudizi su questo; se ne arriveranno, mi scuserò per avere sbagliato; ma, per farlo, dovrò essere convinto.
          abbagli se ne prendono, l’importante è riconoscerlo; il primo limite è comune, la seconda qualità un po’ meno.

          offendere qualcuno e poi dire che si stava scherzando è diventato un comportamento molto comune nella nostra destra; a me non piace; io ho dato giudizi molto netti su quello che hai scritto e che hai riportato; ma non mi pare di avere insultato nessuno. cosa che non posso dire di te.

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  2. ripeto: dimmi dove io ho parlato di te?
    dove in quale punto dei miei scritti avrei detto che TU sei un un “decerebrato” o “portatore di pensiero monco”?
    io non ho mai parlato di te: sei tu che telo attribuisci.
    mentre tu hai parlato di me in modo diffamante, e dove tutti possono leggerlo e venirne a conoscenza.
    Chiaro?
    Ti consiglio di cancellare il post.

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    • non me lo sogno neppure. di te non mi interessa né tanto né poco. ho usato alcune parole, che peraltro tu citavi da altri (quindi dov’è l’identificazione?) soltanto per fare un discorso di ordine generale perché mi sei sembrata un ottimo esempio di un modo di porsi distorto, tipico dei vaccinisti acritici. e questa tua ultima vaga minaccia legale contribuisce a definire il quadro.
      l’unica che è corsa ad identificarsi dietro l’iniziale sei tu: pigliatela con te stessa, potevi fare a meno di rispondere come faccio con te, quando rispondi post su post senza nominarmi.
      del resto, considerando le risposte che stai dando agli argomenti, un bel silenzio sdegnoso sarebbe stato molto più indicato.

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  3. @mauro: io non ho mai parlato di te, sei tu che ti sei identificato o ritrovato, non so, nella categoria che ho deciso di considerare in modo negativo. E continuerò a farlo. Anche eccessivo da parte tua pensare di essere in cima ai miei pensieri. Non è così. Le mie esperienze con anti-vaccinisti e no-vax contemplano un raggio molto più ampio e variegato. Se però tu ti ci ritrovi, e non ti piace, è un problema tuo. Detto questo, penso che tu mi debba delle scuse, perché questa volta hai proprio esagerato. E non ho letto nemmeno tutto quello che hai scritto, me lo risparmio, perché mi ha disgustato fin dal principio. La cosa certa è che io non mai parlato di te in nessuno dei miei post, mentre tu sì.
    Senza contare che tutti i giudizi gratuiti che hai espresso su di me, sulla mia persona, sono soltanto nella tua testa; e non so quanto possano interessare ai tuoi lettori. Sinceramente penso che hai ottenuto soltanto di renderti ridicolo.

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    • “decerebrati” e “portatori di pensiero monco”, e dovrei scusarmi io?
      fai del vittimismo femminile, ma sei tu che devi scusarti – e non solo con me: se anche riferivi questi epiteti a qualcun altro (facile scusa), non per questo diventano accettabili.
      male poi che tu risponda ad un post senza averlo letto (tutto) e soprattutto che ti sia persa gli argomenti di qualcuno che sta tra i “decerebrati” e i “portatori di pensiero monco” che giudicano certi vaccinismi ad oltranza ciarlatenerie simili a quelle degli anti-vaccinisti peggiori, cioè altrettanto fanatici.
      e ho qualche argomento per pensarlo, credimi.

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