a proposito della lentezza della giustizia in Italia e della prescrizione – 316

in Italia abbiamo poco più di 10mila magistrati; in Germania sono il doppio.

in compenso in Italia ci sono il quadruplo degli avvocati che in Germania, e dunque anche un numero di cause presumibilmente più alto.

per avere un numero di magistrati corrispondente in proporzione a quelli tedeschi in Italia ne servirebbero 15mila, il 50% in più.

questo è uno degli aspetti della insopportabile lentezza delle cause in Italia e forse il principale.

ci si aspetterebbe che ogni discussione sulla lentezza della giustizia e sulla prescrizione partisse da questo dato, tanto elementare quanto fondamentale, e che il governo, come prima mossa per accelerare i processi, avesse deciso di aumentare gli organici della magistratura.

tra l’altro i magistrati in Germania sono pagati molto meno che da noi; un giudice non guadagna molto più di un preside, anche se questo guadagna quasi il doppio di un preside italiano; e dunque dovrebbe essere possibile assumere nuovi giudici a nuovi livelli di stipendio e senza dissestare il bilancio dello stato.

invece il dibattito sul problema della lentezza della giustizia da noi si svolge sempre fra toni surreali e partigiani e diventa subito uno scontro epocale sulla prescrizione, senza mai nessuna concretezza.

non vi dico, ad esempio, quanto c’è voluto per arrivare anche soltanto a conoscere i due dati da cui sono partito sopra.

ferma restando questa mia critica di fondo alle proposte Cartabia di intervento sul tema della giustizia, costa altrettanta fatica conoscere nel concreto le proposte che lei fa, mentre sulla stampa siamo chiamati soltanto a schierarci, senza dati concreti, a favore dell’uno o dell’altro, ma nessuno ha pensato però sinora all’uovo di Colombo di aumentare i magistrati bloccandone gli stipendi, troppo alti.

. . .

qualcosa sono riuscito a spigolare, tuttavia, ma non dai grandi giornali nazionali, che si stampano coi contributi dello stato e poi però pretendono anche di farsi pagare anche soltanto per farsi consultare online, ma dalla stampa locale, che sembra un poco più seria.

in realtà ogni discussione è prematura, dato che dobbiamo ancora vedere come questo parlamento illegittimo e corrotto emenderà le proposte Cartabia, ma il clamore mediatico è tale, che mi sento di dire qualche parola spero di buon senso.

partiamo dalla situazione attuale: i reati sanciti con l’ergastolo, ovviamente, non sono prescrittibili; per gli altri la prescrizione, intesa come estinzione del reato, arriva una volta passato il tempo massimo previsto per la pena, esclusi alcuni reati particolarmente gravi, per i quali questo tempo è raddoppiato; la prescrizione decorre dal momento in cui è avvenuto il reato e il tempo previsto per la prescrizione deve concludersi prima della sentenza di condanna; la prescrizione non esclude che il giudice si pronunci sul risarcimento del danno alle vittime.

nel Regno Unito non vi è prescrizione, ma solo un termine entro il quale devono essere avviate le indagini, variabile in base alla gravità del reato; in Germania la prescrizione è possibile soltanto fino alla sentenza di primo grado; in Francia l’inizio di qualunque attività giudiziaria, anche soltanto istruttoria, sospende la prescrizione.

con la riforma Bonafede, entrata in vigore il primo gennaio 2020, ma finora mai applicato di fatto, anche in Italia, come in altri grandi paesi europei, la sentenza di primo grado sospende la prescrizione.

la proposta Cartabia non elimina formalmente questa disposizione, ma fa un gioco di parole ed afferma che però subentra l’improcedibilità dopo due anni per i processi d’appello e un anno per quelli di Cassazione, con la possibilità di un’ulteriore proroga di un anno in appello e di sei mesi in Cassazione per processi complessi relativi a reati gravi, come associazione a delinquere semplice, di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, violenza sessuale, corruzione, concussione; esclusi sempre i reati punibili con l’ergastolo.

quindi avremo la prescrizione, che può subentrare fino al processo di primo grado, e l’improcedibilità, che può subentrare dopo.

in concreto potremo avere imputati condannati in primo grado che però non potranno essere puniti dopo, se i loro appelli si prolungheranno troppo, esattamente come prima della riforma Bonafede, ma con un altro nome.

. . .

ma come evitarlo? sempre che si voglia evitarlo davvero…

cercando di ridurre il numero dei processi (ma, ripeto, si può anche aumentare il numero dei giudici, se i processi sono troppi).

ecco come pensa di farlo la Cartabia:

in ogni fase del processo l’imputato può chiedere l’accesso ai programmi di giustizia riparativa, come prevede una direttiva europea (2012/29/UE); la vittima deve essere d’accordo; il consenso potrà essere ritrattato in ogni momento (perché?) e niente di quello che è avvenuto in questa fase potrà essere utilizzato contro di lui in seguito (buonismo!).

il pubblico ministero potrà chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato solo se ha le prove per una «ragionevole previsione di condanna» e non soltanto se vi sono elementi adatti a sostenere l’accusa, come oggi.

non vi potrà essere appello contro sentenze di primo grado, che assolvono per reati puniti con pena pecuniaria o condanna al lavoro di pubblica utilità.

i pubblici ministeri dovranno individuare priorità trasparenti e predeterminate nei reati da perseguire, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Superiore della Magistratura.

gli atti e le notifiche potranno essere depositati per via telematica.

le pene sostitutive del carcere fino a quattro anni di pena (detenzione domiciliare, semilibertà, lavoro di pubblica utilità e pene pecuniarie), saranno direttamente irrogabili dal giudice, senza passare più dal Tribunale di sorveglianza.

viene esclusa la sospensione condizionale – e questa è una vera bomba; vedremo se sopravviverà agli emendamenti del parlamento.

questa che si propone è comunque una legge delega al governo, che dovrà rapidamente emettere i decreti attuativi secondo i criteri che il parlamento fisserà.

. . .

basteranno questi ritocchi? non credo.

ha un senso riallontanare l’Italia dalle regole dei principali paesi europei? non credo neppure questo.

d’altra parte nella nostra Costituzione è stato introdotto il principio della ragionevole durata del processo.

art. 111 […]  La legge ne assicura la ragionevole durata. […]

in ogni caso ogni giudizio è prematuro: credo che il parlamento stravolgerà ampiamente questa legge.

vi è un nuovo fronte delle destra, nelle quali è oramai entrato organicamente anche Renzi, che può trovare i voti per farlo e peggiorare ulteriormente la situazione.

4 commenti

  1. Giusto l’altro giorno a lavoro si parlava del fatto che la giustizia in Italia è lenta perché ci sono processi per ogni stupidaggine… non ricordo chi mi raccontava che qualcuno (temo imbeccato da un avvocato) ha denunciato un ragazzino per un furto da 2 euro.

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    • giusto. e sai una cosa che manca in Italia? una sanzione per chi promuove cause a vanvera.

      rimasi colpito, in Germania, dallo svolgimento di una causa condominiale: un condomino, che aveva abusivamente trasformato 8 cantine in monolocali, fece causa al condominio che gli aveva intimato di riportarle allo stato originario. una sentenza di una pagina e mezza, arrivata in sei mesi, non solo respinse il ricorso, ma lo condannò a 50mila euro di multa per avere fatto causa senza nessun fondamento.

      io, denunciato come preside, assieme al Provveditore, da una mamma perché applicavo la circolare ministeriale sulla riduzione d’orario di 10 minuti per motivi di trasporto (avevo un alto tasso di pendolari) e ritrascinato davanti al giudice dopo il non luogo a procedere, per manifesta pretestuosità, e scagionato la seconda volta, mi dovetti comunque pagare l’avvocato dopo che venne comunque stabilita l’infondatezza manifesta del ricorso.
      in Italia non c’è sufficiente relazione tra il diritto e l’etica, e il nostro sistema premia manifestamente chi ha torto, per la gioia e la mangiatoia degli avvocati.

      un’altra follia tipicamente italiana è la spropositata lunghezza delle sentenze, ce ne sono che arrivano a migliaia di pagine… e ci sono giudici che credono di essere Alexandre Dumas…
      sarà banale, ma servirebbe un limite di legge.
      così come nella scuola francese c’è la cura della sintesi e assieme al tema si assegna la lunghezza massima in numero di parole…

      (io non l’ho frequentata, comunque, ahha).

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        • non immaginavo neppure che tu scrivessi anche verbali di PS. ma forse, se stai al Pronto Soccorso, succede.

          del resto la scrittura letteraria è per definizione una perdita di tempo e il lettore non ha altra necessità che di perderne almeno quanto l’autore ne ha perso a scrivere.
          quindi il problema non è la lunghezza, ma questa è perdonata, anzi apprezzata, se riesce a trattenere il lettore.

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