un problema chiamato processo – e uno Cartabia – 333

Costituzione Italiana Art. 111 c. 1: Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.

a voi sembra che ragionevole durata del processo significhi annullamento del processo?

a me pare di no: la Costituzione non dice che la legge può cancellare un processo avviato.

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la prescrizione è in se stessa un istituto ragionevole, se bene applicato: non puoi mandarmi sotto processo per un reato di vent’anni fa, se la condanna massima che mi posso prendere è a due anni mesi; se i due anni sono passati, a processo non mi mandi più.

ma se non sono passati e il processo è avviato, adesso lo concludi; la prescrizione vale fino a quando il processo non inizia, ma che senso ha farla dopo?

la legge deve assicurare la ragionevole durata, non l’estinzione del processo che è la giustizia negata; anche perché possono esserci delle parti coinvolte e danneggiate che hanno diritto al risarcimento.

non c’è forse un diritto umano della vittima ad avere giustizia?

la cosa che cancella il reato e il relativo processo già avviato è l’uso distorto della prescrizione, a processo avviato, che la riforma Bonafede ha corretto: con grande rabbia della destra, da Berlusconi a Salv(ini-R)enzi e Meloni.

ed ecco adesso l’unità nazionale che deve cancellare la cancellazione della prescrizione nel processo, con la scusa che i processi durano troppo a lungo.

ma non se la sente di ripristinare la prescrizione, soltanto la ribattezza come improcedibilità: nessuno sa bene che cosa sia, perché non è mai esistita prima, ma via via che la si capisce, risulta che è peggio ancora, perché mette in discussione i diritti al risarcimento dei danneggiati.

il giochino di prestigio, purtroppo, si chiama Cartabia; e qualcuno la vorrebbe Presidente della Repubblica! purtroppo in questa occasione ha dato il peggio di sé.

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quindi c’è un problema in Italia chiamato processo? sì, e ha due aspetti:

il primo è che ce ne sono troppi (mancano misure per dissuadere dal fare cause a papocchio, ma vi figurate gli avvocati? che da noi sono il triplo che in paesi simili al nostro…).

il secondo, contrario al primo, è – almeno per alcuni – che ce ne sono.

se si potesse evitare qualche processo pagando direttamente una tangente agli avvocati, la giustizia funzionerebbe molto meglio, almeno da questo punto di vista.

siamo un paese amante dell’illegalità, che deve convivere con una legge mostruosamente barocchizzata, che la crea, primo perché amiamo sentirci trasgressori, e poi proprio per dar da vivere agli avvocati.

di fatto la cosa funziona come ho detto sopra: si pagano gli avvocati per sfuggire alla legge: e loro ci riescono prolungando le cause e spennando il cliente, contando sulla prescrizione del reato.

la prescrizione è in realtà il vero fondamento del mondo giuridico italiano.

di fatto si paga la tangente all’avvocato perché ti faccia assolvere, oppure, se questo è palesemente impossibile, non ti faccia condannare mai.

ma il tutto avviene senza alcuna certezza, è un gioco della roulette, spesso russa.

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invano il mondo civile ci chiede di porre termine a questo stato di cose e di eliminare la prescrizione, come di fatto, avviene più o meno ovunque.

non si può investire dall’estero in un paese dove chiunque può trascinarti in qualche causa totalmente pretestuosa, che poi dura per anni e ti costringe a spese folli.

(a me hanno rovinato decenni di vita le denunce senza fondamento alcuno e quando finivo la trafila, sempre assolto, l’avvocato dovevo pagarmelo io, non chi mi aveva denunciato sapendo di avere torto e magari anche chi mi aveva condannato in primo e secondo grado di giudizio usando a vanvera leggi che non erano applicabili al mio caso, ma tornavano buone per punirmi di qualche sgarbo politico).

ma questi appelli dell’Unione Europea ad uscire da questo sistema marcio vengono stravolti dalla stampa e gli viene fatto dire quello che non sono: appelli a garantire col ripristino della prescrizione il ritorno alla totale impunità di chi può pagarsi gli avvocati.

riusciremo a venirne fuori?

certo non pare la Cartabia la più adatta a farlo: bella delusione.

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