d’accordo con Montanelli, qui: quindi di destra? – 344

intervista di Roberto Gervaso a Montanelli del 1981:

Siamo ancora uno Stato di diritto? «Non direi».

Chi ha messo in crisi il principio d’autorità? «Il fascismo, facendone un uso sbagliato».

Chi comanda in Italia? «Tutti e nessuno. Forse, i vertici di partito. Ma fino a un certo punto».

E chi obbedisce? «Nessuno».

Da noi, mangia solo chi lavora? «Chi lavora è l’unico che non mangia. Solo i traffici rendono».

Le colonne della nostra morale pubblica? «Non ne vedo più alcuna».

E privata? «Nemmeno. Anche se ci sono ancora dei galantuomini».

Quale virtù più ci difetta? «Un po’ tutte».

Ma più di tutte? «Il coraggio, la sincerità – ch’è un aspetto del coraggio -, il civismo».

E l’individualismo? «Non ne parliamo».

Come? «Gl’italiani credono d’esser individualisti, mentre non sono che pecore indisciplinate e asociali».

Abbiamo più intelligenza o carattere? «Intelligenza, o meglio sveltezza, prontezza di riflessi».

Perché gl’italiani parlano tutti assieme? «Per incapacità di vivere insieme. Ognuno fa il proprio monologo, infischiandosi di quel che dicono gli altri».

In Italia, è meglio aver torto in molti o ragione da soli? «Guai ad aver ragione da soli. È la cosa più pericolosa».

Il più italiano dei verbi? «Arrangiarsi».

C’è tolleranza, oggi, in Italia? «Ma l’Italia è tutta una casa di tolleranza».

Perché crediamo tanto ai miracoli? «Perché non abbiamo più alcun motivo di credere alla logica, alla ragione».

L’italiano è più cattolico a letto o in chiesa? «Ovunque: a letto, in chiesa, in politica. È sempre cattolico».

È più fedele alla moglie o al matrimonio? «Al matrimonio».

Come mai? «Il peccato gli fa compagnia».

Pensi anche tu che, nel nostro Paese, di progressivo ci sia solo la paralisi? «Certo».

La nostra classe politica è più inabile nel fare, abile nel non fare, abilissima nel disfare? «È abile nel non fare. Non che voglia disfare: disfa per inabilità a fare».

Le colpe degl’imprenditori? «Non alzare mai lo sguardo su quel che avviene fuori delle loro aziende».

Dei sindacati? «Ma i nostri non sono sindacati».

E cosa sono? «Corporazioni medievali, le quali non vedono che l’interesse di categoria».

Perché tanti somari in tanti giornali? «Non c’è più il filtro. Ma, ormai, avviene ovunque. La lotta alla meritocrazia significa l’appiattimento sul più sprovveduto». […]

Perché è così difficile scrivere come si parla? «Perché l’abitudine alla menzogna, in Italia, è istintiva, secolare. Bisogna coprire e, quando si copre, non si può scrivere come si parla».

Esiste l’obiettività? «Come ideale, quindi irraggiungibile. Cerchiamo, comunque, d’avvicinarlesi, o, almeno, fingerla».

È buon giornalismo l’arte di mentire, avendo l’aria di dire la verità? «È giornalismo abile».

Come mai i giornali di partito sono così indigesti? «Perché strumenti di propaganda, che è sempre, per natura, cattivo giornalismo».

Cosa vogliono i giornali dal potere politico? «Protezioni, coperture, finanziamenti, facilitazioni».

E il potere politico dai giornali? «La stessa cosa».

La stampa è sempre il quarto potere? «Ma come si fa a parlare di quarto potere in un Paese dove i poteri non esistono più, anzi esistono solo poteri usurpati, come quello esercitato dalla magistratura, che piglia iniziative anche legislative?».

Cos’è l’impegno? Solo incitamento – come diceva Prezzolini – alla bugia di gruppo? «Nella pratica, in Italia, questo è stato». […]

Perché tanti ex fascisti nei partiti antifascisti? «Perché tutta l’Italia fu fascista».

Anche per te, come per Longanesi, l’intellettuale è un signore che fa rilegare libri che non ha letto? «Sì».

A proposito di Longanesi: quanto gli devi? […] «Il gusto d’esser in disaccordo col gregge, l’anticonformismo, la lucidità».

4 commenti

    • non lo conosco, Gervaso; ho letto recentemente diversi volumi della Storia d’Italia che scrisse con Montanelli, ed è un mezzo capolavoro…
      ma credo che il merito sia più di Montanelli che suo.

      "Mi piace"

  1. D’accordo su tutto, tranne l’ultima parte. Personalmente non amo la dicotomia conformismo/anticonformismo. L’anticonformismo è solo un conformismo di nicchia. Ho conosciuto parecchi che si definivano “anticonformisti”, che alla fine non proponevano niente. Sarebbe meglio parlare di conflitti tra diverse idee, il fatto che poi siano maggioritarie o minoritarie è solo questione di numeri.

    "Mi piace"

    • d’accordo sulle tue riserve sull’ultima parte dell’intervista.
      aggiungo che, quando Montanelli dice che “tutta l’Italia fu fascista”, tace che lo era (lo è) ancora quasi tutta e che a lui, proprio a lui, toccò la parte di darle voce per ampia parte.
      sono le insuperabili contraddizioni della realtà, che non riesce ad accettare il bianco e nero o il sì sì, no no dei vangeli.

      sull’anticonformismo il discorso è più complesso sempre in base a questo stesso principio.
      non sono sicuro, come anti-conformista in pectore, che l’anti-conformismo sia SOLTANTO un conformismo di nicchia. direi che è un rischio, pesante, che corre, effettivamente, ma oserei sperare che ci sia una possibilità di evitarlo, sia pure ridotto.
      uno dei modi di riuscirci è di dare addosso anche al conformismo degli anti-conformisti, ogni tanto. io ci provo. 🙂

      comunque è giusto quello che scrivi sul conflitto delle idee.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...