impiccato senza parole De Donno, il medico del plasma iper-immune – 351

lascia senza parole: trovato impiccato in casa Giuseppe De Donno, il medico già primario dell’ospedale di Mantova, che era diventato famoso un anno fa circa, quando aveva richiamato l’attenzione sulla possibilità di curare il covid con una terapia basata sulla trasfusione del plasma iper-immune ricavato dal sangue degli ammalati guariti.

non sono riusciti a trattenerlo in questo mondo né una moglie né la figlia: questa scoperta gli aveva rovinato la vita.

e per fortuna ho un blog, dove mi occupo di queste cose, ed è fondamentale per conservare la memoria e documentare in che razza di mondo viviamo.

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ogni suicidio è un enigma che merita un silenzio pieno di rispetto, perché ha dentro di sé l’insondabile; quindi mi guarderò bene dallo specularci su ai fini di non so quale propaganda, ma rivedere che cosa è successo a Di Donno dà un’idea di che razza di mondo feroce ci circonda e quali sono gli interessi indicibili e potenti che si agitano attorno a una pandemia che è diventata una speculazione da miliardi di euro e di dollari.

cito per primo un mio post del 3 maggio dell’anno scorso, senza nascondere l’ingenuità del titolo sbagliato: una cura per il Covid-19: non il fantomatico vaccino, ma col plasma – 160. 3 maggio 2020

la cura su cui lavorava De Donno era basata sugli stessi presupposti di quella a cui stava lavorando Lisa, la figlia di mia cugina che fa ricerca in un laboratorio di New York, uno dei tanti cervelli in fuga dall’Italia.

Lisa tra l’altro sta presentando il lavoro del suo laboratorio in un recente convegno americano…

anche su quelle ricerche di un medicinale alternativo ai vaccini, è calato il silenzio, ma almeno negli USA non ho notizie della persecuzione a cui invece è stato sottoposto De Donno.

dicevo in quel momento nel post che il vaccino sembrava un miraggio, e ne erano invece già pronti o quasi moltissimi, nei diversi laboratori del mondo, visto che già si stava lavorando ovunque per prepararsi ad una pandemia come quella che poi è effettivamente scoppiata, proprio producendo artificialmente nelle provette virus molto simili a quello che effettivamente poi ci siamo trovati circolante attorno.

la terapia di De Donno aveva dei risultati straordinari in termini di efficacia e di guarigioni, ed è notevole che nessuno abbia mai smentito i dati sui risultati: tra Mantova e il San Matteo di Pavia una sperimentazione su un nucleo di 45 persone, tutte curate con successo.

De Donno esprimeva il suo entusiasmo sulla terapia: «Costa poco, è fattibile e pure democratica. Abbiamo 7 o 8 donatori tutti i giorni». Sono circa 80 i pazienti del Carlo Poma di Mantova curati con successo. Sono entusiasta di vedere le persone guarite così velocemente. E’ l’unico trattamento razionale, sia biochimico che immunologico del coronavirus che c’è in questo momento. Non esisterà farmaco più efficace del plasma. Il coronavirus sparisce dopo un trattamento che va dalle 2 alle 48 ore, eliminando ogni traccia di sintomo. Non abbiamo un decesso da un mese. I dati sono splendidi. La terapia funziona, ma nessuno lo sa.

ma quando appunto si cominciò a parlarne sui media, venne attaccato da Burioni: Il noto virologo, quello che diceva che in Italia il pericolo era zero, ora va in tv (profumatamente pagato) a dire che il plasma ha un limite, e che sarebbe meglio un farmaco sintetizzato (chissà perché ).

De Donno gli rispose per le rime: Vedo che si sta già arrovellando a come fare per trasformare una donazione democratica e gratuita in una “cosa” sintetizzata da una casa farmaceutica. Non siamo mammalucchi!

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già, perché questo è il feroce funzionamento del sistema: e De Donno venne messo sotto indagine, in un paese dove le istituzioni pubbliche sono mafie al servizio degli interessi più potenti: una ispezione dei NAS, i nuclei anti-sofisticazione, e sarebbe interessante capire da dove è partita.

commentava l’amico fla: fu una delle prime cure che i cinesi continuavano a suggerire dall’inizio senza successo perché noi volevamo qualcosa di più complicato, sintetico e con maggiori profitti.

e io rispondevo: “il Covid-19 sta diventando l’enzima che fa precipitare lo scontro tra USA e Cina, trasferendolo sul piano sanitario come scontro tra sostenitori del vaccino e sostenitori del plasma; poco manca che questa terapia venga fatta passare come un tradimento dell’alleanza atlantica”.

fla replicava: Gli devi dire di stare attento. Ormai i medici coinvolti nel Covid19 o vengono fucilati come l’ultimo Bing Liu negli Usa, altri come quelli che volano dalle finestre in Russia e quelli che scompaiono nel nulla in Cina.

e io: “sembra che del Covid-19 oramai si debbano occupare più i servizi segreti e i militari che i medici”.

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il 10 maggio in un altro post riportavo un’intervista della Fondazione Nenni alla virologa Gismondo:

Che opinione ha del protocollo di cura che prevede l’utilizzo della sieroterapia messo a punto dal Prof. De Donno a Mantova e anche in altre realtà ospedaliere nazionali e internazionali?

Intanto cerchiamo di fare chiarezza sui termini. Si chiama protocollo ciò che ancora non è stato approvato dall’AIFA. Dal punto di vista scientifico, la sieroterapia è l’applicazione di qualcosa che è stato fatto sia nel tempo che per il Sars Cov2. Già da Wuhan vi erano degli studi pubblicati nei quali si raccontava e dimostrava il fatto che dei pazienti erano stati guariti utilizzando il plasma iperimmune ricavato dai soggetti guariti. Si tratta di far diventare questo protocollo una proposta terapeutica a tutti gli effetti attraverso, come dicevo, l’approvazione dell’AIFA. Personalmente ritengo (ed è una mia opinione) che il plasma iperimmune non potrà sostituire la terapia, perché non vi sono ancora scorte sufficienti per curare tutti coloro che ne hanno bisogno. Però in questa fase può essere molto utile. Sull’esito positivo dell’impiego, anche relativamente al fatto che moltissimi pazienti sono guariti, io prevedo ampi margini di successo. Si tratta di una evidenza scientifica lapalissiana, indiscutibile e di successo.

Perché, allora, parte del mondo scientifico ha avuto opinione contrarie alla sieroterapia?

Sinceramente non me lo spiego. Dal punto di vista virologico questo protocollo non ha nulla da eccepire. Io non capisco come si possa, prima ancora del risultato complessivo del protocollo e alla luce dei risultati che nel tempo si sono avuti, escludere l’efficacia della sieroterapia. Non riesco ad individuare alcun motivo scientifico valido per queste opinioni sfavorevoli.

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ma qui in Italia non c’è stato bisogno di azioni così eclatanti come quelle citate sopra da fla; o almeno lo spero.

Per il momento non sono chiare le dinamiche della vicenda. Gli uomini del comandante provinciale dei carabinieri di Mantova, coordinati dalla Procura di Mantova stanno indagando per escludere eventuali responsabilità di terzi.

magari indagano anche anche per induzione al suicidio?

De Donno è stato ben lavorato ai fianchi per un anno intero.

è stato accusato di essere leghista, forse lo era anche, ma che cosa importa in questo caso?

ecco, ad esempio, un titolo irrisorio di un anno fa: DE DONNO, IL PROF DELLA TERAPIA AL PLASMA CHE PIACE A SALVINI. E FA IMPAZZIRE “IL POPOLO DEL WEB”.

Repubblica, il principale dei media al servizio dei poteri forti, anche oggi dà la notizia con un articoletto che è poco più di un trafiletto, dove si dice che la sua terapia era controversa, ma a noi comuni mortali non è dato di sapere perché.

alla fine, esausto De Donno il 5 luglio ha dato le dimissioni dall’ospedale di Mantova e si era messo a fare il medico di base in provincia.

poi qualcosa si è rotto in lui, evidentemente, ma purtroppo non la corda alla quale è stato trovato appeso, arrotolata attorno al collo come la mascherina di questa foto.

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aggiunta ore 13: tra i quotidiani online solo Domani informa che un recente studio clinico chiamato “Tsunami” promosso dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) «non ha evidenziato un beneficio del plasma in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi trenta giorni», si legge nella nota. La ricerca ha coinvolto 27 studi clinici in tutta Italia e 487 pazienti, la maggior parte in Toscana, Umbria, Lombardia e altre regioni.

ovviamente il rapporto bisogna leggerlo: https://www.aifa.gov.it/-/covid-19-studio-tsunami-il-plasma-non-riduce-il-rischio-di-peggioramento-respiratorio-o-morte

infatti il giudizio globale negativo presenta una significativa eccezione, che peraltro viene a coincidere con quanto sempre dichiarato da De Donno, che l’efficacia della terapia era limitata ad interventi molto precoci:

Solo nel caso dei pazienti con una compromissione respiratoria meno grave (con un rapporto PaO2/FiO2 ≥ 300 all’arruolamento), è emerso un segnale a favore del plasma che non ha però raggiunto la significatività statistica (p=0.059). Questo potrebbe suggerire l’opportunità di studiare ulteriormente il potenziale ruolo terapeutico del plasma nei soggetti con COVID lieve-moderato e nelle primissime fasi della malattia. […] I risultati dello studio TSUNAMI sono in linea con quelli della letteratura internazionale, prevalentemente negativa, fatta eccezione per casistiche di pazienti trattati molto precocemente con plasma ad alto titolo.

va ricordato ancora che i medici hanno utilizzato queste trasfusioni per aiutare i pazienti a combattere le malattie già durante l’influenza spagnola del 1918 in modo da creare un’immunità passiva nel soggetto. Poi, come suggerisce Erin Goodhue, dirigente della Croce Rossa USA, questa terapia è stata usata per SARS, Ebola, H1N1 e altro. Ma sempre come una soluzione provvisoria. […] Secondo la ricerca del British Medical Journal, ad esempio, il plasma dei pazienti già interessati dal nuovo Coronavirus non è stato associato a una riduzione della progressione nei casi gravi di Covid-19 o della mortalità per tutte le cause, per quanto riguarda i malati gravi. https://www.sismed-it.com/covid-19-e-cure-al-plasma-iperimmune-riscontri-e-risultati/

agli stessi risultati pervenne una ricerca svolta l’anno scorso in Argentina: cura inefficace per i casi gravi, ma i ricercatori hanno anche sottolineato che rimane ancora da investigare invece il ruolo di questa strategia nelle forme lievi e moderate. https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/da-non-perdere/covid-19-il-plasma-non-funziona-nei-pazienti-piu-gravi

di fronte alla tenacia con la quale si continua a svalutare la ricerca di De Donno anche post mortem, non mi pare che questo possa togliere nulla alla generosità con cui De Donno svolse la sua ricerca né che possa giustificare in alcun modo l’indegno trattamento mediatico a cui è stato sottoposto da parte del solito apparato dei virologi cui viene dato il monopolio della comunicazione di massa, al servizio di ben precise tesi pre-costituite.

6 commenti

  1. Io ormai sono completamente demoralizzato. È in corso una campagna di disinformazione e deformazione della realtà degna di Orwell… A questo si aggiungono comportamenti estremisti e sbagliati di entrambe le frange populiste a confronto, sui quali gli organi di informazione fedeli al governo del momento sguazzano a loro piacimento.

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    • sono depresso anche io, ma non mi rassegno.
      non credo che sia possibile esercitare nessuna influenza sulle masse gregarie per intrinseca natura, però tenere viva una fiammella di ragione almeno in una piccola minoranza che non rinuncia a ragionare, questo sì.

      viviamo in questi ultimi anni in una pesante regressione fascistoide, particolarmente evidente in Italia, peraltro, che contro il fascismo non ha sviluppato anti-corpi, e avrebbe bisogno forse di trasfusioni ad hoc per averne.

      la storia ci aiuta a tenere dritta la barra della coerenza nei momenti bui, come fecero altri, a porre le basi di future Resistenze.

      (ho appena aggiunto una postilla importante al post…).

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      • Ho letto l’aggiunta. Va da sé che uno si domanda: ma perché invece della vigile attesa fino allo sfinimento e alla terapia intensiva non si può utilizzare questa terapia precoce nei soggetti in stadio iniziale?
        La domanda è come al solito retorica…
        Sì, giusto e sacrosanto tenere accesa la fiammella, ma per quanto mi riguarda mi sono finora scontrato contro muri di gomma.

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        • forse potresti anche considerarti fortunato, per non avere trovato finora i regolamentari muri di pietra… ;-(

          battuta a parte, è ben possibile che la terapia realizzata con discreto successo a Mantova presenti delle difficoltà consistenti nella realizzazione pratica, ad esempio perché applicabile soltanto a fasi molto iniziali dove niente permette di distinguere chi avrà uno sviluppo grave e chi se la sarebbe cavata comunque con le sue forze. per una terapia comunque onerosa e anche costosa questo potrebbe essere un handicap insuperabile.
          ma questo nulla toglie allo sforzo realizzato da De Donno e all’entusiasmo così mal ripagato che ci ha messo.
          l’odio e il disprezzo che gli hanno dedicato invece i virologi rigorosamente vaccinisti per dogma indiscutibile è quello degli eliocentrici aristotelici contro Galileo, solo attualizzato un po’ contro chi propone vie di ricerca eterodosse.

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