30 luglio, verso la terza dose, ma basterà? i morti da covid 2020-2021 – 355

oggi è sostanzialmente stabile il numero dei morti giornalieri da covid rispetto a ieri, ma si accentua molto il distacco rispetto all’anno scorso:

30 luglio 2020morti di Covid: 3

30 luglio  2021morti di Covid: 18

anche il numero dei morti degli ultimi 7 giorni è stabile rispetto a ieri, ma aumenta il distacco rispetto al 2020, perché l’anno scorso era in forte calo progressivo: siamo quasi arrivati al triplo dei morti rispetto al 2021 nello stesso periodo.

e quindi si conferma la tendenza ad un peggioramento anticipato della situazione rispetto al 2020.

è un mezzo sacrilegio dirlo, ma partire per le vacanze in agosto potrebbe essere un rischio:

2020: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 40; media : 5,7 (- 1 rispetto al giorno precedente)

2021: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 110; media: 15,7 (+0,1 rispetto ad ieri)

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tutto questo suscita qualche dubbio sull’affermazione, continuamente ripetuta, che comunque la vaccinazione protegge almeno nel numero dei decessi; saranno anche prevalentemente non vaccinati, questi morti, come risulta; e i numeri sono comunque abbastanza bassi; però tutto questo dà da pensare.

e viene da piangere, per il confronto, quando leggi che “si riapre l’epidemia in Cina per la variante Delta” e poi vedi che si tratta di 145 casi di infezione su un miliardo e 400 milioni di abitanti: subito tracciati, messi in quarantena e in seguito ai quali interi distretti sono stati messi in un rigidissimo lockdown; noi più di 6.600, nella giornata di oggi soltanto, ma va tutto benissimo, a me gli occhi, ci ipnotizza il sistema dell’informazione; pensa che coglioni sono in Cina…; l’importante è che i morti non aumentano (ma aumentano).

anche nel Regno Unito che cosa è stato efficace? la campagna vaccinale? il lockdown che l’ha accompagnata? o quantomeno l’unione dei due provvedimenti?

serve a qualcosa una campagna vaccinale con debole tracciamento e senza restrizioni della vita sociale?

la mia domanda è, ovviamente, retorica.

. . .

Gli israeliani di oltre 60 anni già vaccinati potranno ricevere, a partire da domenica, una terza dose di Pfizer, a condizione che siano trascorsi oltre cinque mesi dalla somministrazione della seconda. Lo ha reso noto il ministero della Sanità che ha chiesto alle casse mutue di organizzarsi in maniera adeguata. Israele è il primo paese al mondo a compiere un passo simile. Ieri un team di esperti aveva consigliato al governo di passare alla distribuzione della terza dose dopo aver notato un calo nell’efficacia del vaccino fra quanti sono stati immunizzati sei mesi fa.

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video di fine dicembre dell’anno scorso e in francese (ma con i sottotitoli), segnalatomi da mcc43: Non mi capacito che un paese dove moltitudini controllano le etichette dei cibi per esser certi che non contengano, che so… olio di palma, coloranti, poi non si chiedono cosa è il liquido che si fanno iniettare. Ho trovato molto istruttiva questa lezione, tale è, sulle caratteristiche dei principali vaccini somministrati, è in francese […], ma se a qualche tuo lettore interessa c’è possibilità di traduzione.

questo video è illuminante! qui ci sono dietro i secoli della tradizione illuministica alla chiarezza dei francesi, e nello stesso tempo assolutamente terrorizzante. sul piano del metodo nella riflessione è totalmente da condividere.

il primo concetto chiave è che i rischi che possiamo accettare quando usiamo dei medicinali per combattere delle malattie in atto non posso essere equiparati ai rischi che si dovrebbero accettare quando si parla di una vaccinazione, dato che questa si rivolge, per definizione, a persone sane.
il malato può accettare delle controindicazioni, che però almeno contrastano i più gravi effetti negativi della sua malattia, la persona sana no. e nessuno può imporglielo nel nome di un (presunto) benessere sociale, che nel suo caso diventa quello di altri (tutto da dimostrare, comunque).

l’analisi dei diversi tipi di vaccino e delle loro caratteristiche intrinseche non sono in grado di valutarla nello specifico, nonostante i numerosi aggiornamenti scientifici ricevuti qui sul blog ad opera di commentatori ben più approfonditi e documentati di me nello specifico, tuttavia ne ho ricavato un elemento base di valutazione che ha confermato le valutazioni “spannometriche” da me ostinatamente ribadite per mesi ad alcuni miei critici: l’introduzione, per un virus nuovo, di strategie vaccinali nuove, presenta dei rischi inevitabilmente legati alla insufficiente sperimentazione di queste nuove tecniche.

molto interessante l’informazione sulle due diverse strategie vaccinali seguite dalla Cina e dall’Occidente nell’approccio alla vaccinazione, con la Cina che ha sviluppato – anche molto velocemente – vaccini lungo linee consolidate e tradizionali e l’Occidente che invece ha privilegiato diverse svariate strade innovative, anche trascurando le evidenti difficoltà e i gravissimi rischi documentati in alcune prime sperimentazioni di strategie simili.

la parte finale che evidenzia i rischi, rarissimi sul piano individuale, di una ricombinazione virale legata proprio alla strategia della vaccinazione di massa, conferma di nuovo sul piano rigorosamente scientifico una preoccupazione che ho espresso anche io, per una ben definita forma di intuizione. una ricombinazione virale che crea forme di virus molto più pericolose proprio a partire dalla presenza di frammenti di virus nelle cellule dei vaccinati, che vanno a combinarsi potenzialmente con altri virus simili, generandone forme nuove e mostruosamente peggiori, anche se si verifica in un caso ogni 100 milioni di vaccinati, diventa assolutamente CERTA se si vaccinano miliardi di persone.

stiamo dunque correndo un rischio enorme anche di varianti oncogenetiche, cioè di deformazioni dei nostri programmi genetici capaci di produrre il cancro.

totalmente da sottoscrivere la conclusione, che l’esperto francese, proponeva già diversi mesi fa, di indirizzare la ricerca verso farmaci specifici, combinati con le forme di distanziamento sociale, anziché verso la vaccinazione universale, che sottopone anche i sani a rischi di reazioni avverse non completamente giustificabili e pone le basi essa stessa di un rischio di evoluzione negativa del virus, con una corsa imprudente alla vaccinazione di massa con tecniche non completamente conosciute.

è un video che bisognerebbe far conoscere meglio e sul quale indubbiamente riflettere.

corsa spiegabile, peraltro, con una dimensione economica speculativa di utilizzo della pandemia per realizzare immensi profitti: quante volte il capitale investito? ah, 24 volte; e gli 8 miliardi di contributi pubblici?

. . .

qualche buona notizia, intanto, dal fronte della ricerca scientifica su medicamenti per aggredire la malattia e l’infezione quando si manifestano, anziché cercare di prevenirle (invano, si direbbe) con trattamenti generalizzati e dagli esiti incerti; ma la vedremo meglio domani.

10 commenti

  1. Condivido pienamente il video. Ho anche scoperto alcuni dettagli che fin’ora mi erano sfugiti.

    La sua ipotesi sulla formazione di virus ricombinanti è rafforzata dalla decisione di vaccinare un alto numero di persone in momenti di piena circolazione virale nella popolazione. Se combiniamo questo con il rischio che SarsCov2 riesca a perfezionare la spike per migliorare l’aggancio della cellula… direi che il disastro è servito sul piatto. Che poi le cose vadano per il meglio sarà solo merito del virus.

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    • abbiamo sempre la speranza data dal fatto che un virus che sterminasse completamente la specie o le specie che attacca si liquiderebbe da solo e ne seguirebbe la sorte.
      incrociamo quindi le dita…

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      • Lo stai antropomorfizzando troppo il SarsCov2. Non è una persona e non pensa di sopravvivere. Segue solo le dinamiche che gli si presentano… segue l’Entropia. Che questa lo porti a diventare meno letale è una supposizione probabile ma non certa.

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        • ma sì, stavo ironizzando un poco (non ho messo la faccina…). tanto è vero che la conclusione (identica alla tua) contraddice quanto appena detto, se potesse essere preso sul serio…

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  2. il primo concetto chiave è che i rischi che possiamo accettare quando usiamo dei medicinali per combattere delle malattie in atto non posso essere equiparati ai rischi che si dovrebbero accettare quando si parla di una vaccinazione, dato che questa si rivolge, per definizione, a persone sane.
    il malato può accettare delle controindicazioni, che però almeno contrastano i più gravi effetti negativi della sua malattia, la persona sana no. e nessuno può imporglielo nel nome di un (presunto) benessere sociale, che nel suo caso diventa quello di altri (tutto da dimostrare, comunque).

    Proprio così!

    E comunque delle cure già esistono contro il Covid, sarò curiosa di sapere se sono le stesse di cui ci parlerai domani.

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  3. Il video del prof velot è quantomai illuminante, anche perchè spiega chiaramente che ogni soluzione ha dei limiti e rischi di cui tenere conto. E’ questo un altro aspetto dei proverbiali limiti dello sviluppo tradotto in ambito sanitario. Che sarebbe a dire che per quanto ci sforziamo non raggiungeremo mai una protezione perfetta da tutti gli agenti patogeni, anzi…

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