1 agosto: i morti da covid 2020-2021 e i tracciamenti carenti – 360

oggi vi è il solito crollo della domenica del numero dei morti:

1 agosto 2020morti di Covid: 5

1 agosto 2021morti di Covid: 5

ma il numero dei morti degli ultimi 7 giorni mostra che la situazione è stabile rispetto al 2020:

2020: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 44; media : 6,3 (+ 0,6 rispetto al giorno precedente)

2021: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 119; media: 17 (-0,3 rispetto ad ieri)

naturalmente questa stabilità è di per se stessa un dato positivo e ci sarebbe soltanto da sperare che venisse confermata anche nei prossimi giorni.

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a questo punto servirebbe un grafico con l’andamento giornaliero del numero degli infetti comunicati, nel 2020 e nel 2021; per quanto arbitrario sia questo numero, permetterebbe di provare almeno a fare qualche considerazione ulteriore. l’ho trovato, ma l’aggiornamento ha un giorno di ritardo: https://www.google.com/search?q=numero+casi+covid+italia&rlz=1C1CHBF_itIT946IT946&oq=numero+casi+covid+&aqs=chrome.0.0i19j69i57j0i19l8.9497j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8

purtroppo i dati sono difficilmente interpretabili: nella prima ondata il picco dei morti fu altissimo, ma il numero dei casi giornalieri verificati davvero basso, a confronto; infatti raggiunse il massimo con 4.788 l’1 aprile (media degli ultimi 7 giorni: 5.170), mentre il 31 agosto, cioè ieri, il numero è stato addirittura più alto: 6.509 (media degli ultimi 7 giorni: 5.366); ma non c’è alcun paragone nel numero dei morti: 837 morti giornalieri contro 16 (media degli ultimi 7 giorni: 807 nel 2020 contro 17,3 nel 2021).

credo che questo dipenda da un tracciamento comunque più preciso attualmente, e che questo renda i due dati non confrontabili.

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può essere più utile piuttosto cercare lo stesso numero di casi successivamente:

il 13 ottobre dell’anno scorso si raggiunsero i 5.898 casi, con una media di casi negli ultimi 7 giorni di 5.029; cifre un po’ più basse di quelle di ieri, ma il giorno successivo entrambi i numeri era già schizzati verso l’alto.

i morti quel giorno, cioè il 13 ottobre, furono 41, la media dei morti degli ultimi 7 giorni 31.

se pensiamo che il tracciamento fosse impostato su basi simili (ma questa può essere soltanto un’ipotesi) e calcolando le proporzioni, guardando alle medie settimanali, questo dimostrerebbe che a ottobre dell’anno scorso si aveva un morto ogni 122,7 casi, e quest’anno se ne ha uno ogni 335,4.

su questa base si può ragionevolmente dire che la campagna vaccinale ha ridotto sinora il numero dei morti al 36,6% di quello di ottobre, il che pare un buon risultato, ma non un risultato eccezionale.

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ci vorrebbero calcoli più accurati, per procedere oltre, e servirebbe conoscere il numero esatto del rapporto tra morti vaccinati e non vaccinati, ma intuitivamente pare certo che la variante Delta presenti rischi maggiori di morte per i non vaccinati, come ci sentiamo dire ogni giorno.

ho già detto in un post precedente che però i numeri dati dall’Istituto Superiore della Sanità sono totalmente inattendibili (il 99% dei morti erano non vaccinati da febbraio ad oggi, cioè da quando la campagna vaccinale era ai suoi primi esordi: che modo di dare i numeri è questo?).

in Francia, dove i calcoli si fanno in modo presumibilmente meno propagandistico, è stato calcolato che l’11% dei morti era vaccinato con doppia dose.

e questo numero si approssima in maniera ragionevole con quello che sappiamo sulla percentuale di vaccinati per i quali il vaccino non produce anticorpi.

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quindi, se consideriamo valida anche in Italia una proporzione simile, chiudendo questo ragionamento largamente approssimativo per i numeri, possiamo dire che al momento la campagna vaccinale potrebbe avere ridotto la circolazione del virus nella variante Delta ad un quinto della popolazione, di cui la metà non si è vaccinata e lo sa (e presumibilmente cura attentamente le precazioni del caso), mentre l’altra metà si è vaccinata e ritiene di essere al sicuro, anche se c’è da sperare che abbia ben capito che deve mantenere ogni precazione nei rapporti sociali.

da qui la mia conclusione: diventa fondamentale testare periodicamente la popolazione, senza aspettare che si manifestino dei sintomi.

dopo un anno e mezzo di pandemia i tamponi sono ancora a pagamento (nonostante la riduzione dei prezzi) e totalmente rimessi all’iniziativa del singolo.

che razza di sanità pubblica abbiamo, che non si fa neppure carico di un tracciamento pubblico del contagio in presenza di una pandemia?

e questa è una domanda veramente fondamentale.

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trovo addirittura allucinante che non ci sia una sola forza politica che abbia posto il problema di una campagna di rilevamento seria, visto che è proprio questo il metodo essenziale per combattere il virus.

ma naturalmente un tracciamento statale di massa metterebbe un pochino in ombra la necessità di una vaccinazione universale e indirizzerebbe la strategia di lotta al virus verso forme di cura con farmaci di tipo diverso; ma è proprio questo che non si vuole.

l’aspetto sconfortante della pandemia in Occidente è che la sua gestione è totalmente condizionata dall’orda famelica degli interessi privati per gestirla: intanto Pfizer e Moderna hanno alzato i prezzi dei vaccini nell’Unione Europea, da 15,50 dollari a 19,50, la prima (4 dollari in più) e a 25,50 da 19 dollari la seconda (+ 6,50 in più).

non risulta che siano aumentati i costi di produzione, però è aumentata la domanda, dopo la campagna mediatica vittoriosa contro Astrazeneca, che ha rinunciato a realizzare profitti sui vaccini.

continuo a pensare che non ci vorrebbe un Lenin a nazionalizzare con effetto immediato questi speculatori sulla pelle altrui; perfino Mussolini ci sarebbe forse arrivato, nonostante la sua nota preferenza per nazionalizzare soltanto le grandi imprese in perdita, e Big Pharma non rientra certo nella categoria.

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