2 agosto: i morti da covid 2020-2021 e i problemi della terza dose – 362

la risalita del numero comunicato di morti covid di oggi è normale, dopo il solito crollo della domenica delle informazioni:

2 agosto 2020morti di Covid: 8

2 agosto 2021morti di Covid: 23

potrebbe parere impressionante rispetto ai 5 di ieri, ma il numero dei morti degli ultimi 7 giorni mostra invece che la situazione è stabile rispetto al 2020:

2020: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 47; media : 6,7 (+ 0,4 rispetto al giorno precedente)

2021: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 120; media: 17,1 (+0,1 rispetto ad ieri)

naturalmente ripeto che questa stabilità è di per se stessa un dato positivo e che è interessante che si confermi da alcuni giorni, anche se a livelli insoddisfacenti rispetto all’anno scorso.

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l’attacco hacker che ha disattivato i dati del portale Salute Lazio e della rete vaccinale della Regione Lazio, infettando con virus informatici i server, proviene da qualche no-vax, anche se appare gestito dall’estero?

se fosse così, sarebbe gravissimo.

manca soltanto questa dimensione alla crisi globale della strategia vaccinale; ma sono mosse che piuttosto la occultano, rendendola meno evidente e creano il clima isterico giusto per proseguirla trasformandola in un senso autoritario.

non ci bastano i piromani che bruciano ogni estate i nostri boschi?

il clima si deteriora, come del resto è tipico del nostro paese, abituato a trasformare i civili dibattiti (spesso anche incivili, in verità) in scontri che assomigliano a guerre religiose oppure alla guerriglia degli ultras.

una deriva di tipo terroristico, dove ci verrà chiesto di schierarci con lo Stato o con le Brigate No-Vax, sarebbe la ciliegina sulla torta di una situazione già pesante e difficile da sopportare.

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non rinuncio comunque alla solita rassegna giornaliera anche di informazioni raccolte nella stampa non specialistica sui problemi connessi alla pandemia; vivo da parassita informatico e non so quanto sia utile, dato che chi è interessato se le trova da sé, ma spero almeno di abbreviare le ricerche per chi ha meno tempo disponibile del pensionato che scrive qui.

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oggi ha colpito la mia attenzione la prosecuzione della campagna allarmistica sulla Cina, volta a farci pensare che mal comune è mezzo gaudio.

ma i 98 casi di positivi oggi a Nanjing, la “capitale del Sud”, città di sei milioni di abitanti, e 7 persone persone positive a Wuhan dovrebbero crearci allarme in un paese dove subito sono iniziati a milioni i tamponi?

(e per chi volesse farsi un’idea dal vivo della bellezza e vitalità di Nanjing, ecco qualche ripresa dal mio viaggio del 2010: https://www.youtube.com/user/bortocal/search?query=Nanjing).

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un articolo del Fatto Quotidiano che riporta varie dichiarazioni attorno all’ipotesi, che si va facendo sempre più stringente, che chi si è vaccinato debba ricorrere a breve ad una terza dose; anzi, qualcuno dice già: Terza dose del vaccino inevitabile. Non ci libereremo del virus come non ci siamo liberati dell’influenza.

ma Fauci dice: “Non penso sia necessaria” e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che “gran parte del mondo in attesa della prima”.

però Johnson in Inghilterra ha già deciso di iniziare a dare la terza dose in autunno, mentre la Germania si sta già preparando per lo stesso scenario, ma intanto evita accuratamente di rendere obbligatoria la vaccinazione dai 12 ai 17 anni; la consente solamente.

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di quell’articolo metto in evidenza in premessa l’aspetto più positivo:

“Un virus ha come obiettivo filogenetico quello di convivere con l’ospite, attenuando la sua aggressività. Ad esempio le scimmie africane ormai convivono con il virus dell’HIV senza problemi, eppure quando sono state contagiate le scimmie della stessa specie, ma che vivevano nel continente americano, queste sono decedute. Il fenomeno adattivo dei virus può essere anche lungo”.

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un secondo elemento positivo, che nella strategia del vacciniamo tutti subito viene trascurato, è che “le persone che hanno superato Covid 19 potrebbero avere un’immunità di lunga durata, come riportato anche da una delle ultime pubblicazioni di Nature. Questa potrebbe non essere legata direttamente ai valori degli anticorpi rilevati da un sierologico, perché ci sono le cellule B della memoria, e cellule T, che non sono rilevate da questo test, ma determinano una protezione di lunga durata”.

Uno studio di dicembre 2020 condotto da ricercatori di Singapore ha scoperto che gli anticorpi neutralizzanti (quelli ultra-specifici contro il virus) sono rimasti presenti da 9 a 17 anni negli individui guariti da SARS1 nel 2003.

Infine le reazioni avverse potrebbero aumentare proprio nei guariti se vengono vaccinati: “una precedente guarigione da Covid era associata a un aumento del rischio di qualsiasi effetto collaterale da vaccino”, secondo una ricerca dell’Università di Manchester di marzo 2021.

è vero che non abbiamo certezze assolute su tutti questi aspetti perché qualche studio isolato non basta a darcele; però è abbastanza importante prendere atto che ci sono dati favorevoli, che attendono ulteriori conferme.

del resto la scienza lavora col dubbio e non con le facili sicurezze.

ma il dato positivo di queste ricerche sta nel fatto che i più di 4 milioni di persone che in Italia hanno affrontato e superato il covid e i 200 milioni nel mondo potrebbero essere almeno più difesi dal virus e da sue varianti naturalmente prodotte, anche indipendentemente dalla vaccinazione.

in poche parole, l’idea che è protetto dal virus soltanto chi si vaccina potrebbe essere una mezza bufala propalata ad arte per imporne comunque l’uso.

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la terza informazione invece non è affatto positiva:

“Ci sono studi clinici su animali che inducono a ritenere che somministrazioni multiple di vaccini a Rna, potrebbero non essere accettabili senza una sperimentazione appropriata”: si tratta di molecole che attivano fortemente il sistema immunitario, ma, mentre questo è vantaggioso per le prime dosi di vaccino, se invece sono ripetute a intervalli brevi “possono addirittura causare una riduzione della capacità immunizzante”.

neppure questa è una informazione assolutamente certa, ma deve essere approfondita:

Una terza dose (e richiami) con vaccini a Rna messaggero potrebbero aumentare gli effetti avversi. Quindi, sarà necessario interrogarsi su quali tipi di vaccini usare per la terza dose, e quali soggetti è più utile e necessario vaccinare, sia sulle vaccinazioni ad Rna, sia sulle eterologhe.

“Non abbiamo ancora dati specifici su vaccinazioni a Rna ripetute per lunghi intervalli; i vaccini a Rna possono non essere l’ideale per multipli richiami, per il potere di indurre forte flogosi, cioè infiammazione”.

peraltro esperimenti di anni passati di vaccinazioni ad intervalli costanti per tutta la vita naturale di topine che erano geneticamente predisposte a sviluppare e a morire di un tumore alla mammella, con vaccini a Dna, quindi un po’ diversi ma per certi aspetti analoghi a quelli a Rna, hanno dimostrato che rimanevano efficaci nel proteggere le topine verso il tumore per tutta la loro vita senza evidenti effetti collaterali.

però i richiami per vaccini a subunità proteica (piccole parti della proteina virale, come Novavax) sono molto comuni (pneumococco, meningococco, antipertosse, ecc.); “su questa tipologia di vaccino abbiamo lunga esperienza di richiami, anche a breve distanza senza effetti collaterali di rilievo e possono essere potenzialmente più adatti a più richiami vaccinali”.

Una delle soluzioni potrebbero essere i vaccini a proteine ricombinanti, diversi da quelli a Rna: “è arrivato il Novavax, i risultati pubblicati su New England Medical Journal sono soddisfacenti. In arrivo anche un vaccino di origine vegetale, questo attrarrà molti. La soluzione ideale potrebbe essere uno dei 12 vaccini cinesi, il più convenzionale é fatto impiegando virus inattivato”.

al solito, occorre smetterla di parlare di vaccini come se fossero un tutto unico, e differenziare i giudizi, vaccino per vaccino: che impresa!

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la quarta nota della giornata (da un’altra fonte), e neppure questa è positiva, ma chi mi legge non resterà sconvolto, perché se l’è già sentito dire varie volte:

«Mi dispiace dirlo ma l’immunità di gregge in questo contesto non è assolutamente perseguibile. Il concetto che chi non è vaccinato è protetto da tutti i vaccinati, cioè appunto dal gregge protetto, non è applicabile nella nostra situazione. Chi è vaccinato è protetto, chi non è vaccinato non è protetto. Non abbiamo assolutamente nessun elemento per pensare di poter raggiungere l’immunità di gregge, visto che tutti i non vaccinati sono in fasce d’età ben definite e non sono mescolati completamente tra i vaccinati. Quindi questo concetto non è perseguibile ma non lo è stato fin dall’inizio», dice l’epidemiologa Stefania Salmaso.

del resto, lo conferma anche Bucci, noto vaccinista: Val la pena di ricordare che l’immunità di gregge è un’astrazione matematica che piace molto ai politici perché è un obiettivo o un traguardo rivendicabile, ma vale solo per una popolazione chiusa, omogeneamente immunizzata e nei confronti di un virus che, dal punto di vista immunogenico, non muti; tutte queste tre condizioni, nel concreto, sono impossibili o molto difficili da realizzare.

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e, dopo avervi frastornato, ma spero non troppo, vi lascio alla consapevolezza pienamente scientifica di quanto sia complicata la situazione e quanto sia difficile orientarsi; chi si sente mancare le forze, si affidi pure a questa o quella fede, anche contraria: il catalogo è ricco e le possibilità di scelta non mancano proprio.

23 commenti

  1. Bisognerebbe ricordare che SarsCov1 aveva una mortalità del 50% e il MersCov del 33%. Il SarsCov2 è su 1-2%. Quindi ha spazio per perfezionarsi.

    È relativamente nuovo nell’essere umano e riesce a saltare praticamente a tutte le specie di mammiferi col rischio di tornare indietro mutato. Inoltre osservando le attuali varianti sembra stia perfezionando la spike per adeguarsi all’essere umano. Tanto che le cariche virali della Delta sono anche 1000 volte superiori.

    Diventerà più blando? In realtà lo è già. A differenza dell’Sars1 e Mers, con l’1% di mortalità non ha alcun stimolo nel ridurre le vittime. Tanto che il 50% quasi è asintomatico. Soggetti che lo portino a spasso ne trova sempre facilmente.

    Sarà l’opinione di un pessimista… ma potrebbe benissimo essere solo l’inizio.

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    • puoi approfondire il discorso sul passaggio “praticamente a tutte le specie di mammiferi”? per ora mi pare si sia sentito parlare soltanto di visoni.

      per il resto, purtroppo, le tue considerazioni non sono infondate (il che non significa che siano certe).

      per ora sembra migliori più le capacità di infezione che la letalità, ma neppure di questo possiamo essere sicuri… e spazi di peggioramento ne esistono sempre.

      occorre anche dire che i virus diventano meno letali in due modi, che non sono proprio equivalenti, dal nostro punto di vista: o si indeboliscono loro, oppure sono gli esseri umani che sopravvivono che si sono adattati al virus acquistando la capacità di gestirlo; e in natura non c’è altro modo per farlo, che prenderselo e guarire…

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        • vero, ricordo la tua ostilità al mio gatto, ahah. ma a marzo 2020 io probabilmente avevo già fatto il covid da 4 mesi; era lui che doveva guardarsi da me, piuttosto. 🙂

          e in effetti è abbastanza noto che anche gli animali possono prendersi il covid (soprattutto dall’uomo), ma quello che non mi risultava noto era che potessero ritrasmettercelo (a parte i dubbi sui visoni).

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          • È sempre possibile a seconda della mutazione. Soprattutto nei gatti il virus sembra possa cambiare molto. Ma a differenza dei visoni non si possono uccidere tutti i gatti.

            Ora… l’animale che fa da ospite principale del virus ha come animale domestico l’animale dove il virus può modificare con più facilità. Cosa potrà mai andare storto?

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              • Sinceramente l’ospite intermedio, uno che eventualmente vada a cacciare qualunque cosa voli, inclusi pipistrelli, per me era il gatto sin dall’inizio.

                Però ora Draghi introdurrà l’obbligo vaccinale e tutto si risolverà, non c’è bisogno di incrociare le dita. I sindacati italiani hanno solo chiesto che non venga usato per licenziare. E infatti l’intenzione era quella di sospendere senza stipendio…che è persino meglio che licenziare.

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                • non hai nessuna prova, ma neppure nessun indizio, contro i gatti, a parte la tua antipatia evidente per loro… 😉

                  hai ragione su tutto il resto, ma questo non basta a dartela anche quando dai contro ai felini… 😉

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                    • O noi o loro… a te la scelta. Però mi sembra che sei sotto minaccia. Il tuo gatto mica ha la pistola puntata?…

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                    • nessuno dei due. Entrambe le specie non sono sostenibili. Ricordo uno studio in cui si dimostrava come i gatti fossero un pericolo enorme per tante specie di uccelli in via d’estinzione negli USA. Sono troppi…

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                    • questa è la tua risposta, caro fla, ma certamente non la mia.

                      i felini non si moltiplicano fuori misura (a parte quelli ridotti alla vita domestica e alimentati industrialmente; togli questa componente, oggi maggioritaria, ma sparirà assieme agli umani e l’equilibrio sarà ristabilito); e soprattutto non sembrano in grado di mettere in discussione il clima del pianeta…

                      se tra un secolo sopravviveranno alcuni eremiti, degli uomini, nelle zone circumpolari, e alcuni gatti, il merito sarà di chi avrà preferito salvare i felini che gli umani.

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                    • Non saprei. Almeno nelle prime fasi dopo la nostra scomparsa rischierebbero di innescare una lotta per la sopravvivenza sterminando la maggior parte dei roditori e uccelli. Senza dubbio sono l’estensione dei nostri difetti, ma sono anche l’animale che più ne ha approfittato. Molto più dei cani in ogni caso.

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                    • ma la scelta di cui stiamo discutendo non è fra i gatti e gli altri animali, ma tra i gatti e l’uomo!

                      i gatti sono l’animale più legato all’uomo, come dici? non saprei: negli ambienti adatti conservano una vistosa autonomia, anche in parte alimentare, che nessun cane domestico potrà raggiungere mai. la scomparsa dell’uomo significherebbe la scomparsa quasi contemporanea della maggior parte dei suoi amici fedeli, invece i gatti hanno più probabilità di sopravviverci, anche grazie ad un sistema alimentare molto più flessibile che consente l’alternanza di enormi scorpacciate con lunghi digiuni…
                      ma poi tu li critichi proprio per questo, dicendo che sterminerebbero roditori e uccelli… (ma allora non sei coerente… 😉 )

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                    • Non mi riferisco alla dipendenza affettiva. Da quel punto di vista i gatti sono indipendenti. La dipendenza materiale è quella più importante. E infatti i gatti di solito cercano una casa dove installarsi.

                      Possono anche cacciare ma il loro corpo felino consuma molta energia. E infatti i leoni o le tigri non se passano molto bene come dominatori del mondo. Molto spesso quando li vedi cacciare una gazzella pensi che la questa è in pericolo. Ma poi se la tigre fallisce avrà consumato energie e la prossima volta farà ancora più fatica a prendere un’altra gazzella.

                      Sono più resistenti i cani, che in genere fanno gruppo. Tendenzialmente se sparissimo potrebbero tornare verso la loro forma naturale più simile ai lupi. I gatti dopo una prima razzia disperata tra le altre specie verrebbero ampiamente ridimensionati.

                      Ma poi che i gatti siano pericolosi per la fauna è dimostrato. Infatti la conclusione di quello studio era di tenere i gatti in casa… che sembra un presa per il sedere Haha.

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                    • https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2021/08/04/in-usa-anticorpi-anti-covid-19-nei-cervi-dalla-coda-bianca-_5fd14ca0-ba7e-4905-b30e-b7ed89564162.html

                      i cervi c’erano nella lista? E poi questo virus passa con tanta facilità ad un numero enorme di specie ma non accettiamo che con la stessa facilità possa tornare indietro mutato. Però mi sembra di aver intravisto che Fauci è preoccupato della variante successiva a Delta…

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                    • be’, non è detto che tutti gli animali selvatici vengano infettati dagli umani, per poi restituirci il favore; per ora lo si è registrato soltanto per i visoni di allevamento; potrebbero anche infettarsi variamente fra loro…
                      ma in questo caso è giusto preoccuparsi soltanto di noi umani e non anche per loro?

                      certo, tutto questo via vai del virus tra specie diverse non è molto rassicurante,
                      e dal punto di vista di coloro che si preoccupano dell’immunità del gregge (al quale appartengono)?
                      non mi meraviglierei se a breve uscissero anche i vaccini per i pets di casa…
                      e poi di fronte alla prospettiva di dover vaccinare la natura intera, a Big Pharma si fregano le mani…

                      piuttosto, considerando che bravo segugio sei a scovare le notizie, che mi dici di questa, di fonte piuttosto incerta di una tabella pubblicata dal Corriere su dati ISS e Financial Time che attribuirebbero sia ai vaccinati sia ai non vaccinati una probabilità di prendersi il covid uguale del 2%? a me pare abbastanza irrealistica a meno che non si parli semplicemente di positività, e poi il dato non ha senso se non si specifica entro quanto tempo…

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                    • Immagina un orso che corre inseguito da un infermiere con la siringa. Che scena spettacolare…

                      Mi sembra strano che sia 2% sia per vaccinati che non vaccinati. Mi sarei aspettato che i vaccinati andassero meglio, almeno nei primi mesi. Che il dato in generale sia basso è certo. L’avevamo calcolato anche noi. Il problema è che la probabilità cresce rapidamente se c’è un positivo nella propria cerchia di amici e famigliari.

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                    • ma il 2% non mi sembra basso; anche se comunque dipende se è calcolato su un anno, su un mese o su un giorno; se è all’anno, ci potrebbe stare: 4 milioni di infetti finora in Italia su 60 milioni di abitanti quanto fa? il 7% circa su 18 mesi, circa il 4% in un anno…

                      quindi il vaccino dimezza la possibilità di prenderlo sia per i vaccinati che per i non? sarebbe una bella notizia, ma non troppo bella per chi si vaccina. purtroppo non riesco a vedere come sono stati impostati i calcoli…

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                    • Sarò anche bravo con la ricerca di informazioni ma questa volta non riesco proprio a trovare l’articolo.

                      In ogni caso hai ragione nel dire che senza specificare il tempo non puoi fare una previsione. Però magari sanno quando finirà la pandemia… mai sottovalutare gli esperti giornalisti e la cosiddetta “cabina di regia” (mi infastidisce talmente questo termine ripetuto allo sfinimento al punto che di riflesso mi sfugge un Vaffanc*lo spostaneo ogni volta).

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                    • stesso fallimento mio nella ricerca; sarà un articolo così rigorosamente a pagamento che non l’hanno neppure indicizzato…

                      quanto alla cabina di regia, l’espressione serve a far credere che abbiamo tutto sotto controllo (magari come il famoso direttore della Prova d’orchestra di Fellini, ma pazienza…).
                      peccato che la cabina di regia ce l’abbia chiaramente il virus.

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