profezie logorroiche sulle catastrofi imminenti – 365

il crollo disastroso del capitalismo sarà il pieno trionfo finale del capitalismo, così come il suicidio della Germania nazista fu il vero trionfo della pulsione autodistruttiva e suicidaria che Hitler riuscì a trasmettere all’intero popolo tedesco: il capitalismo ha in se stesso l’autodistruzione inconsapevole (anche nella sua variante utopica marxista): è un delirio di grandezza che si fa tanto più ciecamente esaltato e parossistico di assurde fedi, quanto più si avvicina la fine.

e direi che la gestione vaccinista dell’epidemia covid ne rappresenta una buona esemplificazione: negazione furiosa della realtà e dei suoi problemi, ostinazione fideistica, ricerca di responsabili esterni della catastrofe e indispensabile, nevrotica caccia all’untore, che pone le premesse della fine evidente della farsa della democrazia occidentale.

il capitalismo ha vinto riassorbendo in se stesso l’oppositore: ha vinto già con Stalin e l’alternativa del comunismo maoista è franata nel 1976, così come sta franando quella cubana oggi.

il crollo del comunismo cinese sotto il peso di errori giganteschi, ma più ancora della pressione irresistibile del modello occidentale ha reso perfino poco significativo il crollo successivo dell’Unione Sovietica nel 1989: in fondo si trattava soltanto di una variante socialista dello stesso modello industrialista di sviluppo; l’alternativa era soltanto tra capitalismo privato oppure di stato.

tra il 1976 e il 1989 sono crollate tutte le alternative, vere o soltanto di facciata, alla cultura sviluppista.

I limiti dello sviluppo del 1973 non sono stati presi in considerazione in nessun punto del pianeta. la catastrofe climatica l’abbiamo già addosso; la crisi di questa civiltà sembra questione di mesi, perfino.

nessuno di noi è in grado di prevedere come avverrà il nuovo crollo delle immense torri gemelle planetarie costruite in questi decenni; ma ce lo può fare immaginare un filmato che gira in rete di quello che sta succedendo a Lopburi – la città thailandese delle scimmie, la più affascinante di quelle che vidi nel mio viaggio in Thailandia del 2007.



ridotte alla fame dal covid, che ha fermato il turismo, tra loro scoppiano scontri confusi e una specie di guerra civile dettata dalla fame.
ma lo sai che cosa mi ha più sconvolto di questo video? un breve fotogramma che mi fa capire che la scena si svolge proprio davanti all’antico tempio; avevo trovato alloggio in una guesthouse proprio lì, e il luogo è irriconoscibile, 14 anni dopo: è stato “monumentalizzato” distruggendo tutti gli edifici attorno al tempio: altro segno della avanzata della invincibile armada del progresso.
https://corpus0blog.wordpress.com/2017/06/08/foto-thailandesi-7-giugno-2007-cor-pus-200-err-208-520/
https://corpus0blog.wordpress.com/2017/06/07/la-bellezza-della-solitudine-6-giugno-2007-cor-pus-199-err-207-519/

questo fa capire che anche per noi vecchietti utopisti arrabbiati è giunto il momento di tirare i remi in barca: per quanto possiamo sproloquiare in maniera logorroica, abbiamo fatto il nostro tempo e le nostre analisi sono invecchiate e comunque inutili; del resto ci parliamo oramai fra noi, come i pensionati sulla panchina del parco.

quanto a Togliatti, fu lui a porre le basi della Democrazia Cristiana, inserendo i Patti Lateranensi fascisti nella Costituzione della Resistenza; ed il PCI fu sempre una falsa alternativa che teneva a bada le proteste e concorreva alla stabilità del sistema: appena il Sessantotto provò a mettere davvero in discussione gli equilibri, corse a difenderli, e restò alla pattuglia simbolica del Manifesto provare a farci i conti, prontamente espulsa peraltro.

certo, chi ce lo avesse detto cinquant’anni fa che avremmo finito col rimpiangere la vecchia Democrazia Cristiana, nella parodia che ne hanno fatto i 5Stelle, eliminando dal quadro perfino quel tanto di solidarismo e di universalismo dei diritti umani che la parola cristiano aveva con sé, almeno dopo il Concilio Vaticano Secondo.

devo comunque dire che un programma politico che non si occupa degli immigrati, cioè di circa un decimo della popolazione italiana, a me fa semplicemente schifo.

2 commenti

  1. Un’analisi molto interessante. La pandemia ha dimostrato a tutti noi quanto siamo fragili in ogni settore, specialmente quello economico e, mentre in alcuni punti ho visto cambiamenti, su altri noto ancora che le persone non vogliono cambiare assolutamente. Chissà cosa ci riserverà il futuro.

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