pass falso del governo: la scelta perversa del poco green pass per i docenti – 368

per fortuna non faccio più il preside e per fortuna non lo faccio da abbastanza tempo (8 anni) da essere stato dimenticato e dunque poter dire abbastanza liberamente la mia opinione sul green pass obbligatorio per i docenti senza influenzare nessuno, e dunque con piena libertà di pensiero.

e per fortuna non svolgo più quella funzione, perché so che ancora una volta questa opinione sarebbe stata considerata bizzarra (la mia più cara amica mi definì in anni lontani un mattacchione e so che del suo giudizio posso fidarmi).

con tutte queste premesse mi azzardo e procedo per punti.

1. la società ha il pieno diritto e anche il dovere di imporre determinati comportamenti al singolo durante una pandemia per tutelare se stessa, cioè gli altri membri e lui stesso (molti esseri umani o poco umani vanno tutelati da loro stessi, non è una cosa strana e fa parte dei doveri della solidarietà farlo).

2. la società è rappresentata di fatto dal governo in carica, sia questo legittimo o illegittimo; siccome qualcuno deve rappresentare il volere della comunità, bisogna piegarsi a prendere atto di chi di fatto in quel momento esercita il potere, anche se non è legittimato a farlo.

se questa posizione vi sembra troppo islamica, riflettete che nessun altro può farlo al suo posto, e dunque questo è il male minore.

come corollario aggiungo che questa obbedienza o sottomissione (islam) a differenza che nell’islam vero e proprio non deve essere completa, perché non impedisce di dire chiaramente se un governo è illegittimo e di fare opposizione nelle forme più giuste, che comprendono anche la disobbedienza.

ma durante una pandemia la disobbedienza in campo sanitario non è lecita, perché mette in discussione la sopravvivenza, che è comunque un valore più importante.

poco importa quindi che in Italia via sia un governo illegittimo, come tutti quelli nati dal 2005 in poi, perché nominato da un parlamento eletto con legge elettorale palesemente anticostituzionale; e la Corte Costituzionale a sua volta è illegittima, essendo derivata da parlamenti illegittimi; ma in campo sanitario occorre obbedire lo stesso ai provvedimenti che tutelano la salute pubblica.

3) il governo illegittimo in carica ha comunque il diritto di emanare disposizioni per la tutela della salute della popolazione che comunque è sottoposta alla sua autorità di fatto e non di diritto, e tra queste disposizioni rientra anche quella di rendere la vaccinazione obbligatoria, pur se i vaccini in uso in larga parte non danno adeguata garanzia di sicurezza sanitaria a medio e lungo termine.

4) il diritto di fatto di dare queste disposizioni e il dovere di obbedirle, fino a che non mettano chiaramente e sicuramente a rischio grave la sicurezza dei singoli, non significa però automaticamente che qualunque disposizione data sia giusta, e il dovere generico di obbedirle non si estende fino al punto di trasformarsi in dovere di rischiare la propria vita.

5) nel concreto il governo ha stabilito che il personale della scuola debba essere munito del documento che attesta ciascuno si è vaccinato, per potere accedere alle aule ed entrare in contatto con gli studenti.

il provvedimento è irragionevole, dato che non commisura il divieto alla concreta verifica del rischio rappresentato dal personale.

ragionevole sarebbe interdire l’accesso a chi è verificato portatore, anche sano, del virus, attraverso strumenti sanitari adeguati (tampone bisettimanale, ad esempio), ma l’identificazione della mancata vaccinazione con la configurazione del rischio non è sana, senza verifica.

6) la sospensione dello stipendio al quinto giorno per assenza ingiustificata non corrisponde alla normativa vigente, anche se un governo legittimo può modificarla (ma questo non lo è): questa prevede il licenziamento al 15esimo giorno di assenza ingiustificata, ma senza sospensione precedente dello stipendio.

7) la sospensione del docente senza stipendio, ma senza neppure licenziamento, apre problemi gestionali di non poco conto: ad esempio, verranno nominati dei supplenti su cattedre e per quanto tempo? visto che il docente potrà vaccinarsi e rientrare in qualunque momento.

e se la resistenza a questo provvedimento male impostato continuerà a riguardare per esempio il 5% del personale, uno su venti, si troveranno facilmente i supplenti? e coin quali effetti sulla vita concreta della scuola?

e chi sarà concretamente addetto a verificare che il personale abbia il pass per entrare a scuola? il dirigente scolastico stesso in persona? o chi altro?

e – se Draghi non voglia – il dirigente scolastico facesse obiezione di coscienza o addirittura non avesse il pass neppure lui? chi prenderebbe il suo posto?

. . .

conclusioni: sono provvedimenti grossolani e sergenteschi, che non dovrebbero poter superare il vaglio della magistratura del lavoro, se questa fosse libera ed indipendente nel giudizio, cosa della quale spesso in ITALIA è lecito dubitare.

ma sono i provvedimenti che ci si possono aspettare da un capo del governo rozzo e decisionista, che ha deciso di far gestire la salute pubblica da un generale dell’esercito e non da un epidemiologo (italiani, svegliatevi dal sonno della ragione!).

ovviamente se fossi preside non potrei consigliare a nessun docente come comportarsi, ognuno del 10% che non si è vaccinato fino ad ora faccia la sua scelta in piena coscienza, anche se non in piena libertà, considerata la pressione che viene esercitata sul piano economico e professionale.

però ci sono tutti i margini giuridici per ricorrere, anche se l’esito concreto è molto incerto.

ogni insegnante poi sa benissimo, se è davvero tale, che il suo comportamento non è neutro, ma ha anche un implicito valore educativo rispetto ai suoi studenti…

forse non è il caso di aggiungere questo peso ai problemi della scelta; ma la scelta resti libera e responsabile.

certo, lasciatemi dire che c’è qualcosa di perverso nel definire verde, green, questo pass.

e che il governo ha fatto un evidente pass falso.

14 commenti

  1. Magari ne avesse fatto solo uno, di pass falso…

    Persino Draghi chiese alle sue conferenze di far fare tamponi a giornalisti già muniti di green pass…e perché mai? Perché forse sa benissimo che “green pass” non è sinonimo di “immuni dal virus”?

    https://www.iltempo.it/attualita/2021/07/23/news/mario-draghi-obbligo-tampone-conferenza-stampa-green-pass-vaccino-inutile-non-si-fida-28072432/

    Stiamo andando verso un mondo folle e assurdo.

    Nel frattempo, si abbandonano terapie non costose e che hanno salvato vite:

    https://corrieredelveneto.corriere.it/padova/cronaca/21_agosto_04/sospesa-terapia-col-plasma-guariti-non-piu-richiesta-non-porta-guadagni-c441ebb0-f48f-11eb-9b12-1662199f0577.shtml

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    • cara Maria, il sospetto che avvelena la ricerca scientifica prezzolata è il più distruttivo, perché mina alle radici la fiducia nella scienza, che dovrebbe essere la nostra migliore difesa.

      ma da sessantottino non pentito non dimentico le battaglie di cinquant’anni fa contro la falsa neutralità della scienza; pare che questa linea di pensiero sia stata cancellata nella mente delle generazioni successive.

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          • Mmh, io credo che siano la generazione dei TikTok 😅 hai presente? Quell’app dove si son riversati tanti giovani (ma pare anche diversi adulti) per postare video con balletti e musiche, e/o voci sotto con loro che muovono le labbra per fingere di avere quella voce e di cantare quindi quella canzone…
            Penso sia raro il senso politico, insieme allo spirito critico, nelle generazioni attuali. Ma tu che sei stato Preside, ne avrai viste tante!

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            • no, di TikTok non mi intendo proprio, rischio la mancanza di auto-aggiornamento, ehehe.
              però un ventenne conosciuto in treno in Sri Lanka l’anno scorso su whatsapp inonda il mondo di video di questo genere tramite Status e ora mi hai spiegato meglio il senso, che non capivo.

              come preside di licei in anni lontani, una delle cose che ho imparato è che all’incirca ogni 5 anni arriva una nuova generazione di studenti, che ha sistemi di riferimento, valori e anche linguaggi nuovi e differenti; mancando da otto anni, ho perso i contatti con le generazioni del presente. certo che allora dovevo aggiornarmi continuamente dal punto di vista mentale, se volevo mantenere il dialogo con loro.
              ora non ho più questo straordinario laboratorio vivo a disposizione e sono sicuro che il mio pensiero invecchia con me…

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              • Sinceramente, io ancora non capisco il senso di quei video 😛 ma ho capito che vuoi dire, scherzo 👍
                Uno pensa che un ventenne abbia una certa maturità, e invece? E invece è cosa rara!

                Doveva essere interessante notare questo cambiamento 😃
                Invece io ho notato un’altra cosa: frequentai lo scientifico e lì gli studenti ragionavano anche di politica e, quando decidevano di occupare la scuola, lo facevano con validissimi motivi; frequentai poi un istituto professionale e mi accorsi che l’interesse politico era molto basso, e inoltre occupavano la scuola più per divertimento che per far valere i propri diritti. C’è da considerare poi anche il fatto che quelli dello scientifico erano alunni provenienti da un quartiere più benestante, mentre quelli dell’istituto professionale provenivano dalle periferie della città. Non penso di cadere in qualche luogo comune… ma non so, nei primi vidi una maturità che non riscontrai mai nei secondi… e te lo dice una che proviene dalla periferia 👐

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                • purtroppo gli istituti professionali hanno subito un rapido processo di crisi e degenerazione e sono diventati ambienti altamente diseducativi, per una serie di motivi che sarebbe lungo elencare.

                  la serietà degli studenti dei licei di una volta era spesso anche legata al clima particolare che si viveva dentro l’istituto: mi capitò di fare esami in licei di Roma in quegli anni che erano spaventosi. però è vero che in generale le scuole per i figli della borghesia avevano le caratteristiche che dici tu.
                  vi era una selezione di classe anche nella qualità dell’impegno politico, per così dire…

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  2. Ubbidire non è sempre giusto altrimenti nulla cambierà mai.

    Svolgere le lezioni in un albergo, con ristorante e bar a disposizione si potrebbe fare senza Green Pass. È un’opzione valida.

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    • lo ammetto, e sono stato uno dei presidi, vincitori di concorso, più giovani d’Italia, e ho svolto questa attività dai 37 ai 65 anni per ben 28 anni. e credo di essere stato anche abbastanza amato dalle generazioni degli studenti attraverso cui sono passato… 😉 – molto meno da certi docenti, che a volte mi hanno anche duramente combattuto (alcuni), cercando di farmi le scarpe, come si suol dire…

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