serve il green pass, quello vero – 376

mentre ci accapigliamo per qualche milione di morti di una pandemia che ha provato invano a dirci di cambiare modi di vita e ne parliamo ogni giorno (e anche il mio blog rischia di diventare monomaniaco), chiudiamo gli occhi sulla catastrofe climatica che incombe e di morti ne provocherà centinaia di milioni.

con un grande senso dell’ironia l’Europa ha inventato il green pass che, al momento serve soprattutto per divertirsi: meglio chiamarlo Green S-pass, allora…

ma qualcuno mi procura un green pass vero, contro il riscaldamento globale? grazie!

7 commenti

    • dev’essere colpa dell’età o del Sessantotto, ma sono sempre stato convinto che si possa vivere anche a vent’anni frequentando gli amici e le persone che si desiderano anche senza andare al ristorante, al bar o in discoteca.

      questa pervasività del modello consumista delle relazioni sociali mi lascia sempre perplesso.

      sono un vecchio bacucco se credo semplicemente che sia bello anche socializzare al parco, con una bibita portata da casa? e che il lockdown non ci impedisca delle belle camminate in compagnia nella natura?

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      • Assolutamente no, sono d’accordo con te. Ma andare ogni tanto al bar non dovrebbe essere considerato peccato mortale, quando fare 8 ore alla catena gomito a gomito con altre persone non lo è, ecco tutto.

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        • la differenza di fondo tra le due situazioni sta nel fatto che il lavoro è essenziale per vivere, e il bar no.

          detto questo, siamo ovviamente d’accordo sul fatto che dentro i luoghi di lavoro dovrebbero essere rese obbligatorie misure di monitoraggio del contagio ed adeguate protezioni.

          naturalmente occorre anche considerare l’età di chi si espone ai contagi, sia al bar, sia sui luoghi di lavoro.
          sto progressivamente riconquistando l’idea di don Milani e sessantottina che nulla è più ingiusto che fare parti uguali fra disuguali; qui, nel merito, imporre misure di distanziamento eguali per tutti a gruppi che in realtà corrono rischi completamente diversi per la pandemia.
          proteggiamo in particolare chi è a rischio maggiore, anche con forme particolari di isolamento sociale, che non vanno automaticamente estese a chi è più giovane e sano…

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