17 agosto: morti da covid 2020-2021, nuovo record – 388

17 agosto 2020morti di Covid: 4

17 agosto 2021morti di Covid: 54

un nuovo record, purtroppo, paragonabile al numero dei morti del 17 ottobre dell’anno scorso, che preparò l’esplosione esponenziale dei giorni successivi della seconda ondata; oppure a quello di 53 che ci siamo lasciati alle spalle il 12 giugno scorso (continuo a pensare che il fattore principale di questi andamenti, più ancora che nei vaccini, stia nelle forme di distanziamento sociale).

ma per avere idee più precise, meglio guardare la media dei morti degli ultimi 7 giorni, che continua a crescere abbastanza leggermente, in modo esponenziale, ma con un indice basso:

2020: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 39; media : 5,6 (come il giorno precedente)

2021: totale dei morti degli ultimi 7 giorni 237; media: 33,9  (3,3 rispetto ad ieri).

. . .

l’amico Roberto Berardi mi manda un’informazione preziosa, che non mi pare abbia suscitato troppa attenzione nei media: l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato il 6 agosto le cure monoclonali: https://aifa.gov.it/-/modifiche-registro-anticorpi-monoclonali-covid-19; come commenta lui, l’autorizzazione doveva arrivare ad ottobre, ed è una bella differenza, adesso, nel caso uno stia male ed abbia bisogno di cure sia che abbia avuto il vaccino oppure no.

di mio aggiungo una coda polemica: il fanatismo vaccinista si vede anche nella svalutazione, decisamente anti-scientifica, di ogni cura alternativa, come se la ricerca di medicinali veri e propri per affrontare una malattia grave non fosse essa pure scientifica.

naturalmente non esiste medicamento che non abbia criticità e/o limitazioni; nulla funziona scientificamente come una bacchetta magica, ma è una buona notizia che la ricerca in direzioni diverse e non necessariamente alternative, ma integrative, produca i suoi primi risultati riconosciuti (forse anche con qualche ritardo): un tributo postumo alla memoria di Donno? ma che dire di chi lo ha ridicolizzato per mesi?

. . .

è un commento di Fla, forse la più assidua presenza critica sul tema su questo blog, che mi segnala invece questo articolo di Science: https://www.sciencemag.org/news/2021/08/grim-warning-israel-vaccination-blunts-does-not-defeat-delta, con una analisi della sorprendente situazione di Israele.

Un cupo avvertimento da Israele: La vaccinazione smussa, ma non sconfigge la variante Delta.
Di Meredith Wadman Aug. 16, 2021 , 6:55 PM

“Ora è un momento critico”, ha detto il 56enne ministro della salute israeliano […] mentre si sottoponeva a un richiamo di COVID-19 il 13 agosto, il giorno in cui il suo paese è diventato la prima nazione a offrire una terza dose di vaccino a persone a partire dai 50 anni. “Siamo in una corsa contro la pandemia”.
Il suo messaggio […] è un avvertimento per il mondo. Israele ha tra i più alti livelli di vaccinazione al mondo per il COVID-19, con il 78% delle persone dai 12 anni in su completamente vaccinate, la maggior parte con il vaccino Pfizer. Eppure il paese sta ora registrando uno dei più alti tassi di infezione del mondo, con quasi 650 nuovi casi al giorno per milione di persone. Più della metà sono in persone completamente vaccinate, sottolineando la straordinaria trasmissibilità della variante Delta e alimentando le preoccupazioni che i benefici della vaccinazione diminuiscono nel tempo. […] I non vaccinati hanno ancora molte più probabilità di finire in ospedale o di morire. Ma l’esperienza di Israele sta […] suggerendo che anche i paesi meglio vaccinati dovranno affrontare un aumento del Delta.

[…] Israele […] è stato uno dei primi […] con le vaccinazioni nel dicembre 2020 e ha rapidamente raggiunto un grado di copertura della popolazione che era l’invidia di altre nazioni – per un certo tempo. La nazione di 9,3 milioni ha anche una solida infrastruttura di salute pubblica […] consente […] di produrre dati di alta qualità e del mondo reale su come funzionano i vaccini. […] (Anche il Regno Unito fornisce una ricchezza di dati. Ma la sua campagna di vaccinazione si è sviluppata più tardi rispetto a quella di Israele, rendendo la sua situazione attuale meno significativa di ciò che il futuro può portare; e ha usato tre diversi vaccini, rendendo i suoi dati più difficili da analizzare).

Ora, gli effetti dell’immunità calante possono iniziare a mostrarsi negli israeliani vaccinati all’inizio dell’inverno; un preprint pubblicato il mese scorso dagli scienziati del MHS ha scoperto che la protezione dall’infezione COVID-19 durante giugno e luglio è scesa in proporzione alla lunghezza del tempo da quando un individuo è stato vaccinato. Le persone vaccinate a gennaio avevano un rischio 2,26 volte maggiore per un’infezione […] rispetto a quelle vaccinate ad aprile. (Potenziali fattori confondenti includono il fatto che gli israeliani più anziani, con il sistema immunitario più debole, sono stati vaccinati per primi). […] Quasi il 60% dei pazienti gravemente malati sono completamente vaccinati.
Allo stesso tempo, i casi nel paese, che si registravano a malapena all’inizio dell’estate, sono raddoppiati ogni settimana fino a 10 giorni da allora, con la variante Delta responsabile della maggior parte di essi. Ora sono saliti al loro livello più alto da metà febbraio
[…]. Quanto dell’attuale ondata sia dovuta all’immunità calante rispetto al potere della variante Delta di diffondersi a macchia d’olio è incerto. […] Al 15 agosto, 514 israeliani erano ricoverati con COVID-19 grave o critico […], il 59% era completamente vaccinato. Dei vaccinati, l’87% aveva 60 anni o più. “Ci sono così tante infezioni rivoluzionarie che dominano e la maggior parte dei pazienti ricoverati sono effettivamente vaccinati. […] I vaccini funzionano, ma non abbastanza bene'”. […]

Per cercare di domare l’ondata, Israele si è rivolta ai richiami, iniziando il 30 luglio con persone di 60 anni e più e, venerdì scorso, espandendosi a persone di 50 anni e più. A partire da lunedì, quasi 1 milione di israeliani hanno ricevuto una terza dose […]. I leader della salute globale […] hanno supplicato i paesi sviluppati di non somministrare richiami, dato che la maggior parte della popolazione mondiale non ha ricevuto nemmeno una singola dose. Le nazioni ricche che stanno meditando o già somministrando vaccini di richiamo finora li riservano per lo più a popolazioni speciali come gli immunodepressi e gli operatori sanitari. Eppure, gli studi suggeriscono che i richiami potrebbero avere un valore più ampio. I ricercatori hanno dimostrato che il richiamo induce un rapido aumento degli anticorpi. […]. Eppure è improbabile che i richiami siano in grado di domare da soli l’aumento del Delta. […] E’ anche fondamentale vaccinare coloro che ancora non hanno ricevuto la loro prima o seconda dose, e tornare al mascheramento e al distanziamento sociale che Israele pensava di essersi lasciato alle spalle, ma che ha iniziato a ripristinare.

Il messaggio […] per gli Stati Uniti e altre nazioni più ricche che stanno considerando i richiami è chiaro: “Non pensate che i richiami siano la soluzione”.

Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

16 commenti

  1. Peccato che anche queste cure tanto attese, i monoclonali, siano di provenienza delle stesse case farmaceutiche dei vaccini e che siano farmaci “sintetici” e costati ancora una volta tanto, troppo. Nel frattempo, in Israele si son svegliati e stanno provando con successo altre cure, quelle che portava avanti De Donno, quelle per nulla costose perché frutto dei donatori ammalati di Covid, il plasma…

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    • mi mancano le competenze tecniche necessarie per capire i motivi per cui i principi attivi prodotti naturalmente nel siero di chi ha avuto il covid e ne è guarito siano sintetizzati in veri e propri farmaci; non mi sento quindi di darne un giudizio negativo, non sono abbastanza documentato.
      certo mi pare che sia comunque uno sviluppo della via intrapresa da Di Donno ed altri con l’utilizzo diretto suo del siero.
      ammetto, per esempio, di essere fra coloro che superficialmente hanno sempre identificato plasma e siero; mentre ora, spinto ad informarmi meglio, apprendo che vi è una sottile differenza fra i due: “Plasma e siero vengono spesso usati erroneamente come sinonimi. Il siero è uguale al plasma, ma senza i fattori della coagulazione. Per ottenere il siero, al contrario della preparazione per il plasma che abbiamo appena visto, il sangue intero non viene trattato con anticoagulanti, ma viene lasciato coagulare spontaneamente per poi essere centrifugato. In questo modo i coaguli che contengono i fattori della coagulazione finiranno in fondo alla provetta assieme alle componenti cellulari, mentre la parte liquida rimanente sarà il siero.”
      preso atto della distinzione, rimango comunque a pensare che l’idea di base sia comune. utilizzare gli anticorpi prodotti naturalmente.

      e quindi mi pare tuttora che vadano messi alla gogna come totalmente inattendibili gli sbeffeggiatori di Donno, chiaramente strumentali e poco competenti, oppure manifestamente manipolatori consapevoli e spergiuri dell’opinione pubblica, contando sulla sua inerzia mentale.

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      • In realtà, la differenza sta qui:

        “Un anticorpo è una proteina prodotta naturalmente dal sistema immunitario in risposta a un’infezione.

        Un anticorpo monoclonale è una molecola sviluppata in un laboratorio progettata per imitare o migliorare la risposta naturale del sistema immunitario del corpo contro un invasore, come un cancro o un’infezione.”

        ( http://www.nbst.it/914-terapie-contro-effetti-covid-19-anticorpi-monoclonali-casirivimab-imdevimab-bamlanivimab-etesevimab-altri-in-sperimentazione.html# )

        Qui qualche notizia in più:

        https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2021/07/28/ue-firma-contratto-con-glaxo-per-terapia-monoclonale_74f82671-4a11-4349-8cef-b7bb61802afe.html

        Ci sono in ballo tanti soldi e si parla anche di conflitti di interesse, basta prendere una delle case farmaceutiche come la Glaxo, casa farmaceutica britannica, dove guarda tipo qui di cosa si parla:

        https://www.vacciniinforma.com/2016/04/14/glaxosmithklineleader-mondiale-nei-vaccini-investe-un-miliardo-in-italiasi-conta-di-incrementare-il-business/4215

        Casa farmaceutica tanto cara a Lorenzin, Ricciardi, Ranieri Guerra…

        Ed ecco che ancora questa stessa casa farmaceutica scende in campo con i monoclonali per la cura del covid che, a settembre, saranno tra i 5 farmaci autorizzati dall’Unione Europea.

        https://www.iltempo.it/attualita/2021/07/20/news/anticorpi-monoclonali-coronavirus-covid-variante-delta-rino-rappuoli-gsk-vaccines-28036289/amp/?_

        Inoltre non saranno queste terapie a togliere di mezzo i vaccini, dato che la stessa Unione Europea parlava di utilizzarli insieme ai vaccini.

        Per quanto riguarda la terapia al plasma di De Donno, lì è tutto un altro mondo che non parla di costi elevati né di nuove tecnologie, ma semplicemente di trasfusioni di sangue con il plasma dei pazienti guariti e quindi contenente un gran numero di anticorpi naturali prodotti dal sistema immunitario dei guariti.

        https://www.insanitas.it/coronavirus-de-donno-la-plasmaterapia-e-efficace-sicura-e-poco-costosa/

        Ma la cura di De Donno “non portava guadagni”, dicevano:

        https://corrieredelveneto.corriere.it/padova/cronaca/21_agosto_04/sospesa-terapia-col-plasma-guariti-non-piu-richiesta-non-porta-guadagni-c441ebb0-f48f-11eb-9b12-1662199f0577.shtml

        …e poi leggevo questo:

        La FDA autorizzazione per l’uso di emergenza degli anticorpi monoclonali:

        “Tocilizumab” (ACTEMRA)
        https://www.fda.gov/media/150321/download?fbclid=IwAR0wlP_bSGEqfI6wOiIGZhL5zPJZwLMsZv2ZotBFlj_mB2ZyuQrpgm-78S4

        La scheda riporta che “non deve essere somministrato se i pazienti hanno altri sintomi concomitanti infezione attiva, compresa l’infezione localizzata.”
        Le controindicazioni riportano che: “Infezioni gravi e talvolta fatali dovute a batteri, micobatteri, funghi invasivi, virali, protozoi o altri patogeni opportunisti sono stati segnalati in pazienti che ricevevano agenti immunosoppressivi compreso ACTEMRA. Le infezioni gravi più comuni incluse polmonite, infezione del tratto urinario, cellulite, herpes zoster, gastroenterite, diverticolite, sepsi e
        artrite batterica. Tra le infezioni opportunistiche, tubercolosi, criptococco, aspergillosi, candidosi e pneumocistosi sono state riportate con ACTEMRA. Altre infezioni gravi, no segnalati negli studi clinici, possono anche verificarsi (ad es. istoplasmosi, coccidioidomicosi, listeriosi).”

        Ma nonostante le controindicazioni, l’EMA ne avvia la valutazione:

        https://www.napolitoday.it/salute/farmaco-ascierto-covid-valutazione-ema.html

        “Sotrovimab” (della Glaxo)

        https://www.fda.gov/media/149532/download?fbclid=IwAR0cdl9pmOpjdTedtVlWbh1Ickm3CPvMZZ8gxyjJy2njsePD6ebutaFBEyw

        Sotrovimab non è autorizzato per l’uso nelle seguenti popolazioni di pazienti:
        • Pazienti adulti o pediatrici ricoverati in ospedale a causa di COVID-19, oppure
        • Pazienti adulti o pediatrici che necessitano di ossigenoterapia a causa di COVID 19, oppure
        • Pazienti adulti o pediatrici che richiedono un aumento dell’ossigeno al basale portata dovuta a COVID-19 in quei pazienti in ossigenoterapia cronica a causa di una comorbilità sottostante non correlata al COVID-19.
        • Sotrovimab può essere somministrato solo in ambienti in cui gli operatori sanitari hanno accesso immediato ai farmaci per il trattamento di una grave reazione all’infusione, come ad esempio anafilassi, e la capacità di attivare il sistema medico di emergenza (EMS), come necessario.

        Ma l’Aifa ha autorizzato anche Sotrovimab, anticorpo monoclonale neutralizzante umano sperimentale a doppia azione con attività contro il coronavirus.

        “Bamlanivimab” (Revocata autorizzazione da parte di FDA)

        https://www.fda.gov/media/143603/download?fbclid=IwAR3A_o56KxsQyccbRa0CTU5y-VEXx2B_kJnZJZaFptme0LDMBvN6n_F2Z9U

        LIMITAZIONI D’USO AUTORIZZATO
        • Bamlanivimab non è autorizzato per l’uso in pazienti:
        che sono ricoverati in ospedale a causa di COVID-19, OPPURE
        che necessitano di ossigenoterapia a causa di COVID-19, OPPURE
        che richiedono un aumento della portata di ossigeno di base a causa di COVID-19 in quelli in terapia cronica con ossigeno a causa di un sottostante non-COVID-19 comorbilità correlata.
        • Il beneficio del trattamento con bamlanivimab non è stato osservato nei pazienti ricoverato in ospedale a causa del COVID-19. Anticorpi monoclonali, come bamlanivimab, può essere associato a esiti clinici peggiori quando somministrato a pazienti ospedalizzati con COVID-19 che richiedono ossigeno ad alto flusso o meccanico ventilazione.

        Bamlanivimab è stato autorizzato dalla FDA per l’emergenza sopra descritti, Bamlanivimab è autorizzato solo per la durata della dichiarazione che le circostanze esistono che giustificano l’autorizzazione dell’uso di emergenza di bamlanivimab nella sezione 564(b)(1) della Legge, 21 U.S.C. § 360bbb-3(b)(1), a meno che l’autorizzazione non venga revocata.

        Eppure anche Bamlanivimab è tra i monoclonali previsti per i prossimi mesi.

        Poi, mi pare di capire che non tutti i monoclonali siano uguali e che uno di questi è stato usato per curare e guarire Trump. Monoclonali che a inizio pandemia l’Italia rifiutò e furono indirizzati ad altri paesi Europei. Quindi, quando successivamente li ha voluti anche l’Italia, li ha dovuti comprare.

        Era il febbraio del 2021 quando usciva questa notizia:

        https://www.avvenire.it/attualita/pagine/speranza-autorizza-anticorpi-monoclonali-cosa-sono-e-come-verranno-prescritti

        È stato perso molto tempo e nel frattempo si è data precedenza ai vaccini…

        https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/07/esclusivo-monoclonali-il-tar-accoglie-listanza-del-comitato-cura-domiciliare-covid-19/

        In conclusione, personalmente, non ho quindi una grande fiducia in tutti questi monoclonali artificiali, forse qualcuno se ne salva, boh, ma il dubbio resta, perché alcuni sono nuovi nuovi, altri invece pare siano già usati per curare altre malattie.

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        • grazie di questo commento informatissimo, che un po’ mi fa vergognare di scrivere sul tema senza informazioni adeguate.

          conoscevo però già tutto quello che scrivi sulla terapia di Di Donno.

          mi pareva di avere capito comunque che gli anticorpi monoclonali sono sviluppati a partire dallo stesso principio di fondo sul quale si sviluppa la cura Di Donno; la differenza sta appunto nel fatto che questa sua terapia è totalmente naturale, mentre nel caso dei monoclonali il processo viene eseguito in laboratorio: leggo infatti: “Un anticorpo monoclonale viene creato esponendo un globulo bianco a una particolare proteina virale”.

          però capisco meglio ora che questa vicinanza nella concezione di base è abbastanza vaga; e tuttavia mi pare lo stesso che confermi che la terapia Di Donno aveva delle solide basi scientifiche, che era quello che mi premeva.

          da aggiungere, semmai, che le varianti, se modificano la proteina spike, possono ridurre anche l’efficacia degli anticorpi monoclonali.

          rimane infine da confermare la preferenza per medicamenti, comunque siano realizzati, che aggrediscono il virus in chi è malato, che per vaccini, che costringono ad assumere un farmaco come il vaccino anche chi è sano, imponendogli comunque dei rischi almeno potenziali, e non esattamente quantificabili nel caso di vaccini sperimentali.

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          • Siamo tutti un po’ informati in alcune cose, mentre poco informate in altre… ma abbiamo la testa “aperta” per accogliere tutto e per comprendere 👍 a differenza di chi si affida ciecamente a ciò che ci propina la tv e i soliti quattro o cinque “medici vip” che occupano gli schermi.

            Sulla base di queste informazioni e anche sul punto che hai evidenziato, rispetto al fatto che c’è il rischio che le varianti possano ridurre l’efficacia pure degli anticorpi monoclobali, io tutta questa differenza con i “vaccini”, non ce la vedo!

            Certo, è ancora troppo presto per parlare e non conviene fasciarsi la testa prima di rompersela.

            Poi, sai? Io avevo letto che i monoclonali vogliamo darli non solo a chi si ammala, ma anche a chi è sano 😐 e tipo anche a chi si è vaccinato, ma non ha sviluppato abbastanza anticorpi. Perciò mi viene da dire che tutta questa differenza tra i “vaccini” e i monoclonali non la vedo. O qualcosa mi sfugge?

            Leggevo tipo questo:

            “Stiamo lavorando per avere le dosi di anticorpi monoclonali disponibili su larga scala per marzo 2021” ha detto Rino Rappuoli, direttore scientifico di GSK Vaccines e coordinatore del progetto di ricerca sugli anticorpi monoclonali. “Il vaccino e gli anticorpi monoclonali sono complementari: ci vogliono tutti e due, e solo se avremo tutti e due riusciremo a controllare meglio questa pandemia”. Rappuoli spiega che “entro fine anno dovrebbe partire la sperimentazione dell’anticorpo di seconda generazione che nasce dal lavoro del gruppo di ricercatori di Toscana Life Science, e sarà in due fasi: la prima, su un numero ristretto di volontari adulti sani, testerà se l’anticorpo è sicuro e se ha la durata giusta; la seconda fase, a distanza di una settimana, riguarderà invece 500 persone positive al Covid per verificare le capacità di cura dell’anticorpo”.

            https://www.univadis.it/viewarticle/anticorpi-monoclonali-per-covid-19-come-funzionano-e-a-chi-chi-servono-per-davvero-735263

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            • Poi tra i siti internet ci si perde davvero, e in alcuni ho letto che i monoclonali sono solo per i malati, mentre in altri siti ho letto che vanno dati anche ai sani… boh

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              • Trovo interessante anche questo breve articolo che fa un’estrema sintesi della situazione:

                https://www.corriere.it/salute/cardiologia/21_gennaio_20/eparina-plasma-monoclonali-quali-sono-farmaci-contro-covid-19-9ecdbf3e-5a99-11eb-89c7-29891efac2a7.shtml

                Unica cosa che dimentica, per me la più importante, è l’esistenza delle cure attuate dal Comitato di terapie domiciliari covid che intanto continua a curare i pazienti affetti da Covid… e ultimamente, pensa un po’, sta prendendo in carico anche pazienti vaccinati e poi ammalati di Covid. Perché non affiancare anche queste cure (per nulla costose e con farmaci conosciuti) ai vaccini? Perché, a mio parere, vogliono fare tanti bei soldi ora anche con i monoclonali…

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                • non mi addentro nell’analisi dell singole cure efficaci, a volte parzialmente, nel trattamento del covid, sempre per la mancanza di conoscenze specifiche. di recente ne ha trattato qui gaberricci sulla base della sua esperienza di medico, affermando di avere riscontrato personalmente l’efficacia soltanto, al momento, è il buon vecchio cortisone.
                  ho fatto una ricerca lunga per risalire al commento (purtroppo wordpress ha eliminato la vecchia funzione che permetteva di selezionare i commentatori), ma alla fine ho trovato il post dov’è: https://wordpress.com/comments/approved/corpus2020.wordpress.com/20120

                  non è una verità assoluta neppure la sua, ovviamente, però certamente dà un’informazione più fondata delle mie.
                  comunque sulla connessione oramai insuperabile fra medicina e profitto sono d’accordo con te.

                  (non riesco a leggere l’articolo del Corriere, non essendo abbonato).

                  "Mi piace"

              • grazie per le osservazioni inziali dell’altro commento; in effetti dobbiamo uscire dalla logica della competenza individuale per passare a quella della competenza condivisa; e il blog è uno strumento insostituibile per questo.

                la mia stella polare nel cercare di muovermi nel delirio dell’informazione è di mettere al primo posto l’interesse del soggetto e valutare la sua situazione concreta.
                il vaccino è concepito come un farmaco preventivo universale, da somministrare ai sani.
                il siero monoclonale mi pare di no: è un farmaco classico, che si usa per curare una malattia, anche se con molte limitazioni, tra cui l’usabilità soltanto in una fase iniziale.
                qualcuno pensa di distribuirlo a tutti preventivamente, comunque? mi pare un abuso. come quello di chi piglia la tachipirina senza avere la febbre, ma per evitare che gli venga.

                che si parli di produzione su larga scala mi pare giustificato dall’ampiezza dell’infezione, ma non basta a dimostrare che si vuole organizzare la distribuzione del siero anche ai sani.
                se poi il tentativo dovesse esserci, sarà più facile contrastarlo; perché un vaccino non puoi e non devi somministrarlo a chi è già malato, ma il siero nasce proprio per chi lo è e non per i sani.
                e lo stesso vale, se si dovesse dire che il siero va distribuito a chi non viene messo in sicurezza da un vaccino, perché non produce gli anticorpi; l’uso di un farmaco come preventivo non testato appare comunque abusivo.

                ciao!

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