27 agosto: morti da covid 2020-2021, la sanità pubblica etica e il sogno del vaccino universale – 405

oggi un aumento così lieve rispetto a ieri, da apparire piuttosto una stabilizzazione:

27 agosto 2020morti di Covid: 5

27 agosto 2021morti di Covid: 45  

ma nella media degli ultimi sette giorni si ha invece una lievissima regressione del numero dei morti:

2021: totale 45; media : 6,4 (- 0,2 rispetto al giorno precedente)

2021: totale 319; media: 45,6  (-0,5 rispetto ad ieri)

è troppo presto per dirlo, ma non troppo presto per ipotizzarlo: forse siamo in una fase di stabilizzazione, sia pure ad un livello più alto della settimana scorsa.

ma quello che mi lascia piuttosto perplesso è che vedo moltiplicarsi ovunque le iniziative sociali, le feste in piazza, le attività di gruppo, come se già i vaccini ci avessero fatto lasciare l’epidemia alle spalle; spero di essere smentito prestissimo e quindi di chiudere questo blog che continua a lanciare grida d’allarme vane, ma temo che vedremo l’effetto di questa estate spensierata fra non non molte settimane.

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c’è da notare intanto il diffondersi nella canaglia dei social delle sparate di chi vorrebbe che d’ora in poi i costi delle cure sanitarie di chi non si vaccina vadano fatte pagare direttamente a loro, sulla base del principio che se la sono andata a cercare.

insomma stiamo tornando non direttamente allo stato etico di fascista memoria, ma almeno alla sanità pubblica etica, che distribuisce le cure in base ai presunti meriti etici di chi ne ha bisogno.

è abbastanza ovvio che un presidente della repubblica, se dichiara un paio di volte che “vaccinarsi è un dovere civico e morale” e fa appello al senso civico dei cittadini, scatena nel popolaccio impulsi di questo genere.

e magari strilla di più contro gli untori preferibilmente in chi è stato in piazza a festeggiare le partite di calcio o le Olimpiadi, di chi va a fare la movida, di chi gira senza precauzioni tanto è vaccinato, chi fuma come un turco, si sbronza ogni fine settimana, fa sesso promiscuo, corre come un matto con l’auto o magari va anche a fare spedizioni alpinistiche pericolose o pratica qualche altro sport estremo.

la spinta verso una società autoritaria cresce e il covid potrà essere ricordato come l’occasione storica per mandare in soffitta la solidarietà sociale una volta per tutte.

non mi stupirei neppure se qualcuno chiedesse di far mettere qualche segno di riconoscimento a chi non si è vaccinato, così finalmente si potrà rispondere che cosa si prova a vivere in una società dove si può anche SCEGLIERE di essere tra i discriminati, tra i nuovi ebrei del nostro tempo.

(io comunque so da che parte stare).

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intanto Bucci sul Foglio scrive un interessante articolo su uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine su un piccolo gruppo di pazienti di Singapore.

poiché Sars-CoV-2 è un sarbecovirus, cioè dei coronavirus beta di tipo Sars, ci si è chiesti se esistono anticorpi in grado di neutralizzare in generale i sarbecovirus, il più possibile diversi fra loro, e quindi non solo Sars-CoV-2, ma quante più sue varianti possibili.

se esistono anticorpi umani contro tutti i sarbecovirus, allora, dice Bucci, è possibile che coloro che sono stati esposti a un primo sarbecovirus, se vaccinati contro Sars-CoV-2, generino non solo una risposta specifica contro questo virus, ma riconoscano qualunque sarbecovirus (e dunque anche l’antigene di Sars-CoV-2 somministrato con il vaccino contro Covid-19).

e in effetti il siero di soggetti infettati molti anni fa da Sars-CoV-1, si è dimostrato in grado di neutralizzare un ampio spettro di sabercovirus, quando sono stati vaccinati con il vaccino a Rna contro Sars-CoV-2, dice sempre Bucci.

però io non capisco che bisogno ci sia stato del vaccino per suscitare questa risposta.

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comunque la cosa ha interesse immediato pressoché nullo, considerando quanto sono rare precedenti infezioni con altri virus della famiglia: i soggetti precedentemente infettati da Sars-CoV-1 hanno mostrato ampia risposta immunitaria neutralizzante contro tutti i sarbecovirus citati; ma i vaccinati contro Covid-19 con i vaccini a Rna, che non fossero previamente stati esposti a Sars-CoV-1, hanno mostrato scarsa capacità di riconoscimento degli altri sarbecovirus.

ulteriore conferma, dunque, che l’immunità conseguita naturalmente è molto più efficace di quella prodotta dal vaccino.

ma la cosa invece avrebbe un’utilità grandiosa se servisse a trovare un vaccino per così dire generalista, capace di neutralizzare tutti i virus e tutte le varianti della famiglia.

naturalmente questo interesse nasce dal fatto, sostanzialmente sottaciuto da Bucci, che i vaccini attuali sono poco efficaci.

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ma qui anche Bucci deve sospendere i suoi desideri, perché lo studio riguarda un numero insufficiente di persone e mancano conferme più significative di quella che al momento resta una sua speranza.

naturalmente come non auspicare un vaccino universale contro una intera categoria di virus, da prendere una volta sola e che ti dà una immunità per tutta la vita?

peccato che il migliore vaccino di questo genere è il virus, se solo riesci a scampargli.

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e poi alla fine è chiaro che quando una epidemia DIMOSTRA la non praticabilità naturale di certi modi di vita, tutti coloro che non intendono cambiare le loro abitudini insalubri concentrano le loro speranze su vaccini o altri farmaci che permettano loro di continuare, in barba alla malattia.

un diabetico alcolizzato a cui verrà proibito di bere alcolici, pena la vita, non dismetterà la sua droga giornaliera, ma moltiplicherà l’assunzione di pillole per ridurre l’alcool nel sangue, pur continuando a bere.

35 commenti

  1. @ Walter Carettoni

    mi hai spinto a qualche approfondimento e verifica e ho trovato un riferimento ad una relazione AIFA del 2017.
    http://www.vita.it/it/article/2018/07/10/vaccini-quante-sono-davvero-le-reazioni-avverse/147535/

    trascurando considerazioni di contorno, che, volendo, si trovano direttamente sull’articolo linkato, per quanto riguarda noi, l’essenziale è questo: I decessi di bambini segnalati nel 2017 dopo vaccinazione sono stati 10, di cui tre bambini morti dopo vaccinazioni obbligatorie; 8 sono risultati “non correlabili” con la vaccinazione e 2 “indeterminati”.
    è vero che stiamo parlando di bambini, ma in sostanza su diversi milioni di vaccinazioni non abbiamo un solo caso di morte attribuibile con certezza alle vaccinazioni, solo 2 casi dubbi.

    questi dati rendono del tutto anomali i numeri dei morti certi per vaccinazione contro il covid riscontrati nell’indagine di Heidelberg.
    ora, qualunque farmaco ha delle controindicazioni e può provocare reazioni avverse, a volte anche mortali, ma la differenza di fondo tra i normali farmaci e i vaccini è che i primi si usano per malattie in atto e i secondi invece si rivolgono a persone sane.
    nel primo caso il confronto fra i benefici attesi e i danni potenziali è più semplice; nel caso dei vaccini confrontiamo qualcosa di più sfuggente, che sono le probabilità di ammalarsi e anche quelle di morire.

    in linea astratta e teorica nessun vaccino dovrebbe far rischiare la morte, dato che ogni morte appare evitabile non vaccinando; nel concreto verifichiamo però appunto le probabilità.
    ma queste non sono una misura universale standard: possiamo usare delle percentuali con valore puramente indicativo; nella realtà il rischio concreto varia da persona a persona, sulla base dei comportamenti, delle relazioni sociali, dello stato di salute complessivo, e poi infine anche in relazione alla maledetta casualità.

    sulla possibilità di curare il covid e anche di prevenirlo con metodi alternativi non ho dubbi; io sto usando un integratore alimentare di cui ho parlato diverso tempo fa; sulla efficacia generale di queste terapie, invece, i dubbi sono aperti e possibili; ma sul fatto che l’OMS, potentemente finanziata da Bill Gates il filantropo che investe sulla salute, abbia individuato nei vaccini una linea terapeutica e preventiva sostanzialmente sbagliata dal punto di vista concettuale non ho dubbi.
    i vaccini non sono da demonizzare, ma questo non significa neppure che si possano divinizzare; ne andrebbe fatto un uso calibrato ed individuale, salvo che per emergenze drammatiche; e il migliore giudice, nelle situazioni normali, è il singolo, che deve essere libero di decidere.
    l’intervento statale nelle questioni che riguardano la salute del singolo è sempre un’intrusione grave e da limitare a casi davvero gravi.

    la situazione della pandemia giustifica un intervento statale? io dico di sì.
    non è il principio che contesto, non mi sento un anarchico, e la collettività ha diritto di difendersi anche limitando i diritti del singolo, dato che il diritto alla vita è in fondamento di tutti gli altri diritti e viene necessariamente per primo.
    non è quindi l’intervenire che rifiuto, ma le forme concrete di questo intervento.

    ma qui ci ritroviamo d’accordo, e non è necessario dire di più.

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  2. È tutto sbagliato. Il SarsCov2 non verrà fermato dai vaccini. Il problema è l’INF (interferone) che non viene espresso nelle vie aeree superiori. Il sistema immunitario risponde in ritardo e il virus fa in tempo a spegnerlo completamente in questo intervallo.

    Come sospettavamo a marzo 2020, il problema è il sistema immunitario innato.

    https://www.nature.com/articles/s41587-021-01037-9

    “Our data provide clear evidence that the epithelial and immune cells of the upper airways (nose) of children are pre-activated and primed for virus sensing. This is likely a general feature of the children’s mucosal immune response, but of particular relevance for SARS-CoV-2.”

    I nostri dati mostrano chiaramente che le cellule epiteliali e immunitarie delle vie aeree superiori (naso) dei bambini sono preattivate e innescate per la ricerca di virus. Questa è probabilmente una caratteristica normale della risposta immunitaria a livello di mucosa nei bambini, particolarmente rilevante per SARS-Cov-2.

    E con questo è chiaro che il virus blocca l’INF se non viene aggredito subito. Troviamo il modo di sbloccarlo e non dovremo più scappare dal virus. Ci camuffiamo da bambini.

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    • insisto che questa rubrica qui dovresti tenerla tu! davvero hai letto e capito quell’articolo? io ho usato il traduttore automatico, ma il testo mi è risultato incomprensibile anche in italiano!
      mi fido della tua sintesi…

      allora sembra in buona sostanza che questo virus abbia l’intenzione di liberare l’umanità soprattutto di un bel po’ di vecchierelli…

      il che potrebbe spiegare come mai colpisce meno nei paesi più poveri, dove i vecchietti scarseggiano… (ma non capisco il Brasile…)

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      • A grandi linee sì, l’ho capito. Devo però approfondirlo perché spiega il meccanismo che sospettavo sin dall’inizio.
        Finalmente eccolo qua. Combacia con tutte le mie osservazioni.

        – bambini pressoché immuni
        (non avendo esperienza del mondo devono tenere il sistema immunitario innato sempre attivo ma questo consuma tanta energia e i vecchi che sperano di aver incontrato tutti i virus del proprio ambiente iniziano a spegnerlo e si affidano al sistema immunitario addattivo)

        – vitamina D e altri farmaci o tecniche che stimolino il sistema innato (in particolare la vit D viene prodotta per esposizione al Sole, momento in cui si va a caccia e si esplorano nuovi territori per cui meglio tenere un “naso in forma”)

        – la quantità del virus conta
        (il tutto si gioca sulla capacità del virus di spegnere la risposta immunitaria del primo livello, se arriva in quantità maggiori ha migliori possibilità)

        – reazione scoordinata/autoimmune
        (è chiaro che andando a impattare e spegnere parti del sistema immunitario si avranno reazioni sproporzionate da parte del sistema immunitario, tempesta di citochine. Anche con i tumori impazzisce allo stesso modo)

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      • i vaccinati che finiscono in ospedale perdono la battaglia in prima linea. Il sistema immunitario addattivo ha bisogno di tempo per rispondere soprattutto passati alcuni mesi e diminuita la quantità di anticorpi a disposizione oppure avendo incontrato qualcosa di leggermente diverso. Di fatto il virus prende il sopravvento sul sistema immunitario. Per cui il più fondamentale di tutti è il sistema immunitario in prima linea, l’unico in grado di combattere in fretta con una minaccia generica.

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        • Quindi in pratica l’arma migliore contro un virus di questo tipo è potenziare il nostro personale sistema immunitario, giusto? (chissà perchè mi sembra naturale)
          Magari aiutandosi, oltre che con l’esposizione al sole, con una giusta alimentazione e con l’attività fisica, anche con quegli integratori che i professori televisivi stanno iniziando a demonizzare? Ma tu guarda…

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          • è strano che dei medici non ricordino che questo è il fondamentale strumento della buona salute fisica e mentale: ridurre il consumismo alimentare, introdurre della sana e piacevole fatica nella nostra vita quotidiana, ad esempio con escursioni e camminate, cioè viaggiando in una dimensione quotidiana, stando all’aria aperta.
            però dovremmo riflettere si come sono fate le nostre città, che paiono la negazione stessa delle condizioni necessarie ad una vita sana…

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          • Diciamo che una sola cosa non basta. Gli integratori o anche il vaccino da soli non bastano se uno poi è completamente imprudente.

            Però io ricordo l’anno scorso all’inizio della Pandemia, e ne avevo parlato anche con Mauro, come qualcuno aveva scoperto che anche facendo un vaccino contro un’altra cosa si aveva una certa protezione. E infatti veniva proposta come possibile soluzione d’emergenza al personale sanitario.
            Il motivo è che alcune sostanze contenute nei vaccini tradizionali o proteici sono degli stimolatori immunitari (adiuvanti). Pertanto attivavano una migliore risposta di prima linea.

            Il vaccino in ogni caso da solo non può bastare. La risposta specifica del sistema immunitario contro SarsCov2 si sviluppa in ritardo e se non c’è nulla che nel frattempo possa contenere il virus alla fine l’esito è lo stesso del non vaccinato.
            Ma a dimostrazione di questa basta a pensare che ci vuole ben 1 mese e mezzo e 2 dosi separate per sviluppare gli anticorpi con la vaccinazione stessa.

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            • Ok, ammesso e non concesso che questi cosiddetti vaccini funzionino e non abbiamo sgradevoli effetti collaterali. L’esperienza di Israele sembra far capire che la loro efficacia sia destinata a durare pochi mesi e la marea di segnalazioni avverse tra cui decessi (che restano insabbiate dai media) non sono incoraggianti.

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              • ciao, Walter: vedo questo tuo commento, dopo avere replicato a Flavius, ma la risposta data a lui vale un po’ anche per te; dai un’occhiata; non sto a ripeterla.
                questi vaccini – ma dovremmo poterne parlare distintamente ciascuno per quel che è, e non come un tutto indistinto – parzialmente funzionano; gli effetti collaterali evidenti sono abbastanza circoscritti, ma non sappiamo nulla di effetti a medio e lungo termine.
                dovrebbero essere usati soltanto con molta prudenza ed in situazioni effettivamente a grave rischio: l’uso generalizzato (che qualcuno vorrebbe persino estendere ai bambini) è folle, perché cerca di raggiungere un obiettivo impossibile: l’immunità di gregge.
                ben che vada, potranno forse ridurne temporaneamente la circolazione del virus, ma il prezzo è il rischio di spalancare le porte a varianti peggiori.

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              • Gli attuali vaccini andrebbero fatti per sempre finché ci sarà il virus. Dopo il primo ciclo da 2 dosi a 6 mesi. Successivamente dicono 1 ogni 6 mesi, ma per me è più 1 ogni 4 mesi. È vero che il boost lo fai partendo con un residuo ma è pur sempre una sola stimolazione.

                Nonostante questo in Italia hanno deciso per 12 mesi. Ho la sensazione che romperanno le statistiche dei vaccini. Incrociamo le dita.

                Per gli effetti collaterali se chiedi a chi l’ha fatto ti alza le spalle. Non so se e indifferenza o fiducia in se stessi.

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                • bello il conflitto di interessi per cui chi produce i vaccini ha tutto l’interesse che non ci sia immunità di gregge, per continuare a rivenderli. e non deve neppure fare chissà quale fatica, visto che è irraggiungibile.

                  il problema dell’Italia e di altri che hanno la campagna vaccinale ancora in corso non è tanto quello che succede adesso, che i vaccini tutto sommato arginano l’infezione, ma verso fine anno, quando saranno passati i sei mesi dalla prima vaccinazione.

                  effetti collaterali immediati? c’è chi l’ha fatto praticamente senza accorgersene e chi è stato malissimo due giorni: probabilmente ci sono anche differenze genetiche nelle reazioni individuali.

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                    • grazie della segnalazione, è indubbiamente utile.

                      tuttavia noto due impostazioni scorrette nel discorso di Porro:

                      1) i dati VAERS sono ufficiali, vero, ma non indicano quanti sono morti con certezza a causa dei vaccini anti-covid, ma registrano soltanto le morti avvenute entro alcuni giorni dalla vaccinazione; il nesso causale resta ancora di stabilire e non è automatico.

                      2) non ha senso dire che i morti per vaccini covid sono 65 volte quelli di tutti gli altri vaccini messi assieme: si devono confrontare le percentuali, non i numeri assoluti.
                      se vaccini 150 milioni di persone contro il covid e registri 13mila morti sospette, sei a meno di un caso di morte sospetta ogni 10mila persone.
                      ovviamente vaccini distribuiti molto meno, possono avere numeri molto più bassi di morti sospette.

                      piuttosto sottolineerei il fatto che, se hai avuto 636mila morti da covid negli USA su 330 milioni di abitanti, il rischio di morire per covid riguarda circa 20 persone ogni 10mila.
                      quindi i vaccini diminuiscono il rischio di morte di un fattore un poco inferiore a 20, anche nel caso che tutte le morti seguite a vaccinazioni fossero da attribuire alle medesime.

                      non mi sembra, comunque, un tasso di protezione entusiasmante.

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                    • aggiungo questo dato parziale ulteriore. in un articolo su Welt, il principale quotidiano tedesco, Il capo patologo dell’Università di Heidelberg, nel Baden-Württemberg, Peter Schirmacher, riferisce di una analisi compiuta mediante autopsia di 40 persone morte entro due settimane dalla vaccinazione; secondo lui dal 30 al 40 percento di loro sono morti a causa della vaccinazione. A suo avviso, la frequenza delle conseguenze fatali delle vaccinazioni è sottovalutata. La vaccinazione è una parte essenziale della lotta al virus, chiarisce. Ma devi valutare individualmente le ragioni mediche per la vaccinazione. Dal suo punto di vista, alla «considerazione di protezione individuale» si sovrappone l’idea di una rapida vaccinazione della società.

                      le sue affermazioni sono state contestate. però il punto centrale mi pare l’idea che la vaccinazione come scelta di protezione individuale, da ben ponderare nel rispetto dell’autonomia decisionale del singolo, è stata trasformata in strumento sociale di lotta all’epidemia e non è chiaro il rapporto che si vuole stabilire fra queste due dimensioni del problema.

                      la limitazione dei diritti individuali è possibile e anche giusta in situazioni di vera emergenza sanitaria; ma siamo oggi in una situazione tale da rendere indispensabile questa scorciatoia semplificatrice e probabilmente non risolutiva?

                      comunque, se applicassimo anche ai numeri USA del VAERS la percentuale riscontrata in Germania, dei 13mila morti registrati in concomitanza con la vaccinazione, ne resterebbero circa 4mila attribuibili alle vaccinazioni stesse sulla metà della popolazione americana vaccinata; questo in confronto ai 636mila morti provocati dal virus sull’intera popolazione.

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                    • Ooook, allora, possiamo affermare che questi vaccini (o terapie geniche che dir si voglia) non sono così sicuri ed esenti da rischi come continuano ad affermare Speranza & Co.
                      Giusto?
                      A questo possiamo aggiungere che il covid19 probabilmente (secondo me sicuramente) non è stato e non è tuttora curato nel modo più efficace possibile e questo ha creato (se non continua a creare) più morti del dovuto?
                      Insomma mi domando come una malattia che ha il 99 e rotti percento di guarigione, curabile a quanto pare con medicinali economici e disponibili, abbia potuto innescare una Pandemia che ha portato all’adozione di misure liberticide che sarebbero sicuramente bene accette se, appunto, questa malattia fosse ben più pericolosa.
                      Scusami, so che in buona parte la pensiamo allo stesso modo. Quello che io non riesco a digerire è questa assoluta fiducia (non da parte tua nello specifico ma da parte della maggioranza della popolazione) in una terapia vaccinale che presenta più ombre che luci.
                      Ah, mi sembra di aver capito che l’OMS qualche tempo fa ha cambiato i termini per la definizione di pandemia. Non viene più contata l’incidenza dei casi ma solo la presenza in più parti del mondo. Questo rende più facile poterla dichiarare…

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            • ecco, però una certa efficacia (provvisoria, pare, purtroppo) dei vaccini nel limitare le conseguenze più gravi va riconosciuta.
              ne abbiamo una prova indiretta nella situazione della Sicilia, ultima per numero di vaccinazioni e prima per numero di infezioni.

              il problema che poniamo noi che critichiamo la strategia vaccinista e non siamo dei no-vax è appunto quello che dici tu: i vaccini da soli non bastano, e tutte le esperienze internazionali lo confermano.

              ma c’è di peggio: in Italia si sta facendo un uso politico della campagna vaccinale per accontentare la nostra destra purtroppo negazionista: la proroga del green pass ad un anno con vaccini che danno una protezjone di qualche mese ne è la manifestazione irresponsabile e criminale.

              criminale è stato il governo Conte nella sottovalutazione iniziale della pandemia l’anno scorso; ma questi, che ricadono in errori ripetuti, che cosa sono: agenti diabolici?
              ma a me è chiaro che alla radice di questi errori sta la figura di un ministro della Salute come Speranza, debole ed inetto, oltre che poco competente e mal consigliato.

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              • Certo. Fino a 4 mesi dovrebbe garantire qualche vantaggio. Fino al 6/7 l’efficacia si annulla quasi. Per cui è diabolico il Green Pass a 12 mesi. Le regioni cge pensano di avere 70% di copertura ne hanno di copertura vera 30/40%. Ma hanno finito i soldi anche per i vaccini?

                Piuttosto sarebbe interessante se ci fosse qualche medicinale spray, magari usato già per qualche allergia, che possa svolgere una funzione di stimolatore del sistema immunitario similmente all’adiuvante nei vaccini tradizionali. In Israele ne studiavano uno e l’avevamo visto anche noi. Devo però indagare meglio.

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            • giusto.
              non solo la sollecitazione immunitaria generica è utile per la produzione di interferoni come prima linea di difesa innata.
              conterebbe inoltre anche per il mantenimento delle cellule di memoria specifiche: da quanto avevo letto di recente ci sono due teorie su come facciano a restare in vita per anni i linfociti di memoria.

              una teoria dice che sono gli antigeni rimanenti nell’organismo (in quantità irrisorie) a tenere in esercizio le cellule di memoria: inizialmente si pensava che servissero proprio gli antigeni specifici sui quali la cellula si era specializzata, ora si ritiene piuttosto che potrebbero essere sufficienti un ambiente di antigeni correlati, non per forza solo quello specifico.

              l’altra teoria dice che invece siano gli interferoni stessi a mantenere attive le cellule di memoria.

              non c’è ancora una risposta sperimentale schiacciante a queste due teorie, che peraltro non sono neanche alternative. potrebbero essere valide entrambe.

              ciò che si evince in ogni caso è che in mancanza di sollecitazione immunitaria perdurante anche le cellule di memoria dopo un po’ di tempo vengono eliminate dall’organismo.

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    • “È tutto sbagliato. Il SarsCov2 non verrà fermato dai vaccini. Il problema è l’INF (interferone) che non viene espresso nelle vie aeree superiori. Il sistema immunitario risponde in ritardo e il virus fa in tempo a spegnerlo completamente in questo intervallo.”

      per quanto ne so il sarscov2 non spegne alcunché, a meno che non mi dai qualche fonte che dica il contrario.
      semplicemente, una delle caratteristica del sarscov2 è quella di essere poco riconoscibile dalle nostre cellule che producono interferoni (in particolare le cellule epiteliali delle vie aeree superiori), che sono a loro volta essenziali per innestare e regolare la successiva risposta immunitaria adattiva.

      come si legge nell’articolo che hai linkato, altri virus (come il sarscov, il virus sinciziale o il virus dell’influenza A) sono più riconoscibili e scatenano facilmente la produzione di interferoni. così non è per il sarscov2, che invece negli organismi adulti passa per lo più inosservato inosservato alla prima difesa innata.
      soltanto gli individui più giovani hanno una risposta innata preparata a rilevare efficacemente il sarscov2.

      caso bambino: il sarscov2 entra nelle vie aeree, il sistema innato infantile è pronto al rilevamento e scatta immediatamente producendo interferoni, che distruggono buona parte della carica virale introdotta ed innescano inoltre subito il sistema immunitario adattiva su quella parte di virus che resta, se ne resta.

      caso anziano: il sarscov2 entra nelle vie aeree ed è quasi invisibile al suo sistema innato, che non produce interferoni. la carica virale nelle vie aeree si diffonde in massa nei tessuti ed il sistema immunitario adattivo non è ancora stato allarmato. quando infine si attiva – gli interferoni sono prodotto anche dai linfociti – potrebbe essere troppo tardi se l’individuo non ha mai conosciuto l’antigene specifico del virus (ovvero se non si era mai ammalato prima e se non è vaccinato).

      cosa stanno tentando di fare i ricercatori?
      attraverso farmaci tentano di riprodurre la risposta innata peculiare dei bambini anche negli adulti, di modo che anche questi possano produrre interferoni non appena il sarscov2 entra nelle vie aeree, prima che questo penetri nei tessuti infettando le cellule.
      per ora stanno facendo esperimenti in vitro.

      copio-incollo pezzi molto chiari dal tuo link (traduzione automatica google):

      “I nostri dati mostrano chiaramente che le cellule epiteliali e immunitarie delle vie aeree superiori (naso) dei bambini sono preattivate e innescate per la ricerca di virus. Questa è probabilmente una caratteristica normale della risposta immunitaria a livello di mucosa nei bambini, particolarmente rilevante per SARS-Cov-2.”

      si, e toglierei il probabilmente.
      non ci trovo nulla di strano o di inaspettato in questa evidenza sperimentale: è la diretta conseguenza di come funziona il sistema immunitario di tutti gli animali superiori che posseggono immunità acquisita/adattiva.
      ovviamente un neonato NON HA ancora conosciuto gli antigeni del suo ambiente esterno (non solo virus, qualsiasi agente patogeno) e dunque inizialmente l’organismo conta solo sul sistema innato pompandolo al massimo.
      man mano che l’organismo viene a conoscere gli antigeni del mondo esterno, specializzandosi ad essi, sposta gradualmente le risorse dalla costosa risposta immunitaria innata alla più economica, mirata ed intelligente risposta immunitaria specifica.

      quando è che casca l’asino?
      nel momento in cui un adulto o peggio un debole vecchio si trova a contatto con antigeni sconosciuti: a quel punto non ha più un sistema innato efficiente come quello dei bambini, e quando il virus è particolarmente “sfuggente” come il sarscov2 da non innescare affatto gli interferoni nella prima barriera protettiva (nelle vie aeree superiori) poi, in mancanza di immunità precedentemente acquisita, farà molta fatica a controbattere la replicazione virale, in particolar modo se ci si è esposti molto al virus.
      se invece l’adulto è vaccinato o guarito, e quindi l’organismo è già specializzato nel controbattere l’antigene specifico, con una nuova esposizione al virus anche se si riammala – mancando del filtro della risposta innata è probabile – ha comunque il tempo per contenere e neutralizzare l’infezione prima che faccia danni.

      “E con questo è chiaro che il virus blocca l’INF se non viene aggredito subito. Troviamo il modo di sbloccarlo e non dovremo più scappare dal virus. Ci camuffiamo da bambini.”

      ripeto: non è il virus a “bloccare” l’INF.
      è la risposta innata dell’organismo che non riconosce l’antigene virale e dunque non produce INF. senza interferoni la carica virale si introduce in massa nei tessuti e il nostro organismo a quel punto non ha ancora fatto scattare l’allarme generale (anch’esso generato dagli interferoni). no interferoni -> no allarme -> no linfociti vergini pronti ad entrare in azione.
      un perfetto cavallo di troia.

      una puntualizzazione visto che potrebbe non essere così chiaro.
      ho scritto che il sistema innato risponde a tutti gli agenti patogeni per semplificare il discorso.
      in realtà anche il sistema immunitario innato si attiva con un meccanismo di riconoscimento degli antigeni: la differenza è che il riconoscimento del sistema innato si attiva su una gamma molto variegata di antigeni, mentre il sistema adattivo si attiva su uno specifico antigene.

      nel caso del sarscov2 abbiamo sperimentato che il sistema innato dei bambini è ancora in grado di riconoscere l’antigene e scatta subito producendo interferoni, mentre il sistema innato degli adulti non è più in grado di farlo ed il virus irrompe in massa nelle cellule, senza neanche un preavviso.

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        • grazie! non solo elude quindi, ma con le sue proteine interagisce “direttamente” anche sugli INF, come i cugini sars e mers!
          ancora peggio dunque. in questo modo, se ho ben capito, l’organismo finisce per produrre TNF infiammatori ma insufficienti INF. magari li eludesse soltanto gli interferoni, li sbarella proprio! non sarebbe così bastardo altrimenti…

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          • A quanto pare sì. Ma è anche il suo punto debole. Perché bloccagli l’entrata e al massimo riuscirà a penetrare nel profondo in quantità tale da non poter dominare in alcun caso. Ed infatti molti provano a trovare degli spray per le vie aeree che facciano questo.

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            • mah, che possa essere un punto debole non saprei. tutti i virus respiratori se gli blocchi l’ingresso dal portone principale (le vie aeree superiori) poi non fanno paura.
              il problema è bloccarli, magari in modo tanto efficace quanto potrebbe esserlo l’uso di una buona mascherina.
              sulle soluzione nasali era il prossimo punto in cui volevo intervenire, vediamo se riesco a rispondere a tutto quello 😛

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              • Sono curioso del parere sulle soluzioni nasali. La mascherina scordatela perché chi si è vaccinato l’ha fatto per toglierla. A voglia obbligarli a rimetterla.

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                • guarda, della mia zona e del mio cerchio di amicizie, praticamente tutti ci siamo vaccinati e praticamente tutti ci mettiamo la mascherina a meno che non stiamo all’esterno.
                  tra l’altro da noi la mascherina dentro ai locali è obbligatoria proprio come prima, anche se sei vaccinato ed hai il greenpass.

                  poi, in generale, ognuno fa come gli pare proprio come prima del vaccino. a lavoro da me non si sono mai messi le mascherine, salvo rare eccezioni, e continuano a non metterle adesso.
                  io continuo a metterla sempre anche se sono vaccinato, non è cambiato nulla per me (tanto lavoro 99% da casa)

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