scorie al cesio, il caso di Brescia – 413

ma basta con questo covid, non se ne può più! perché non proviamo a distrarci, parlando della vita com’era prima, come sarà dopo?

c’è anche chi progetta il nostro futuro, per fortuna.

ad esempio, ecco che nella provincia di Brescia sta arrivando un assegno cash da oltre 6,2 milioni di euro per incentivare la messa in sicurezza dei siti bresciani contaminati dal cesio radioattivo.

. . .

e chi lo sapeva che qui c’è la discarica radioattiva più grande d’Italia?

è la Metalli Capra di Capriano. Nel «sudario blindato» ai piedi del Montenetto dal 1990 sono stipate 82.500 tonnellate di scorie contaminate da Cesio 137, che hanno una attività radioattiva di mille Giga-becquerel, più che tutti gli altri 14 siti a «bassa radioattività» censiti nel Nord Est. La Metalli Capra era stata inizialmente esclusa dalla dote finanziata dal Ministero della Transizione ecologica. Ma al termine di un’articolata ed efficace opera di mediazione del prefetto di Brescia Attilio Visconti, l’area di stoccaggio di scorie radioattive di Capriano è stata riammessa al finanziamento.

e poi sta arrivando anche un milione di euro per realizzare un bunker alla I.R.O. Industrie Riunite di Odolo per contenere i fumi radioattivi dell’incidente del 2018. Ancora però dev’essere approvato il progetto.

Odolo è a una quindicina di chilometri da qui dove abito io: è il paese che vedo quando mi affaccio dal mio campo sulla Conca d’Oro della Val Sabbia, e l’oro non è quello degli aranci di Monreale, ma quello degli sghei, dei soldi…

ma guarda, e chi lo sapeva che c’era stato un incidente, radioattivo? a Odolo? ci voleva questa velina della prefettura. ma io dov’ero? e chi ne ha mai sentito parlare?

Odolo, l’acciaieria della Valsabbia dove il 5 luglio 2018 si è verificato l’ultimo incidente radioattivo italiano.

. . .

però precisiamo meglio, per non diffondere stupidi allarmi: non è che qui ci sia qualche mini-centrale radioattiva, è che si lavorano i rottami di ferro e qualche speculatore che gliel’ha venduto ha pensato bene di mescolare del ferro contaminato agli altri rottami che finiscono nell’acciaieria.

l’allarme scattò verso le 20 di giovedì 5 luglio e terminò alle 5 del giorno dopo: nei capannoni subito evacuati ci vollero nove ore d’intervento degli specialisti del nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico), dopo che il personale specializzato della ditta si accorse che il materiale arrivato in azienda aveva i valori della radioattività sopra il limite.

allora la stampa locale ci rassicurò che la situazione è tornata alla normalità: ma si vede che la normalità è questa, se tre anni dopo occorre un milione di euro, dei 6 destinati alla provincia di Brescia, per eliminare i depositi di scorie radioattive presenti da decenni sul territorio.

vedo che tra i destinatari c’è anche l’Alfa Acciai, di Anna M., una delle prime vittime del covid a Brescia, amica della mia ex-moglie che fu consigliera comunale dei Verdi a Brescia negli anni Ottanta…; e il problema fu lo stesso anche lì, nella sua azienda.

In provincia di Brescia ci sono 85.534 tonnellate di rifiuti radioattivi, 6.147 metri cubi,

il 20% delle scorie nazionali, distribuite in 9 siti contaminati, che rappresentano la gran parte dei siti lombardi: è sul territorio di questa provincia che si registra la maggior concentrazione di discariche contenenti scorie di questo tipo in Italia, grazie alla tradizione della lavorazione del ferro.

. . .

buona parte di queste notizie le ricavo da http://www.giornaledibrescia.it che, dandole, tra l’una e l’altra, domanda: Vuoi fare pubblicità su questo sito?

perché no? io la farei così:

Nell’ATS di Brescia i tumori maligni sono la prima causa di mortalità sia in termini di numero di morti che in termini di anni potenziali di vita persa. Nel 2017 nell’ATS di Brescia, i tumori maligni sono stati la prima causa di morte nei maschi (37,2% con 1.882 decessi) e la seconda nelle femmine (26,4% con 1.501 decessi). In termini di anni potenziali di vita persa (PYLL) l’impatto dei tumori è di gran lunga quello più rilevante, pari al 43,4% di tutti gli anni potenziali di vita persi nella popolazione.

quindi siamo a circa 3.400 morti all’anno di tumore nella provincia d’Italia più ricca di scorie radioattive.

purtroppo qui ci ricasco: il totale dei numeri di morti covid per anno viene dato nelle tabelle statistiche che ho trovato soltanto regione per regione; ma se pensiamo che siano bresciani un decimo dei 34mila morti circa in Lombardia nel 2020, ci accorgiamo che i due numeri sono all’incirca assimilabili.

solo che i primi non fanno troppo rumore.

9 commenti

  1. Certo che siete messi bene… oddio non so qua se è meglio, forse sì, le industrie maggiori erano tessili, hanno inquinato tanto (le bonifiche non finiscono mai) ma almeno (spero) non con rifiuti radioattivi…

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  2. Mauro non esiste più un rifugio…

    Testimonio l’esperienza locale

    A due passi da casa mia c’è una discarica “La Cornacchia “(povere cornacchie)
    raccoglieva di tutto ,non solo dalla regione Marche, anche da altre regioni.
    Doveva essere stata chiusa, da anni ,perché erano presenti scorie pericolose e falle .
    Invece si era arrivati a uno o due rinnovi oltre i termini di legge .

    Anni di lotte sociali e comunali sembravano inutili .

    Anche lotte tra comuni vicini per arrogarsi il primato – Siamo stati noi a spuntarla –

    Nessuno l’aveva spuntata .

    La SoGenus spa è la società che l’ha sempre gestita.

    Corriere Adriatico / Il resto del Carlino
    marzo 2020

    JESI
    Ampliamento della discarica La Cornacchia, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di due comuni
    .Poco cambia nello specifico, essendo sostanzialmente già autorizzata e impegnata la relativa cubatura, ma tale sentenza mette probabilmente la parola fine a eventuali futuri sviluppi dell’impianto di Moie, frazione del comune di Maiolati Spontini.

    In pratica non era possibile effettuare il lavoro di avanzamento

    Di fatto tutta la popolazione che abita e vive due passi ha constatato che la brutta storia continuava .
    Nonostante gli avvisi pubblicati dall’anno 2016, in successione, fino al 2020 ,dalla SoGenus che la discarica era stata chiusa , non chiudevano un bel niente.

    Dall’ inizio del 2021 abbiamo constatato che hanno chiuso !

    Non ho nominato l’incidenza dei casi cancro rilevati tramite l’Azienda Sanitaria di Ancona all’ospedale regionale in percentuale importante ,credo che basti.

    Grazie

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    • credo o almeno spero che queste radiazioni siano tenute sotto controllo; certo in ogni caso la situazione non è ottimale, e siamo una delle province con la maggiore incidenza di cancro.

      c’è poi il caso Caffaro, silenziato ad ogni livello, ma con livelli di avvelenamento centinaia di volte peggiori di Taranto.

      ma Brescia è una città molto omertosa, molto più della Sicilia, a quanto ho visto, dove ci sono pur sempre dei dissidenti; qui l’omertà è compatta e inattaccabile.

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        • la religione del lavoro è un tipico esempio di sopravvivenza dell’etica funzionale ad un altro momento storico come sovrastruttura culturale irrigidita, che diventa dis-funzionale.
          la mafiosità direi che appartiene ad un altro livello delle strutture mentali e non mi pare abbaia di norma un rapporto diretto col lavoro come oggetto di ricerca: è piuttosto un modo di gestirlo.
          questo non toglie per alcuni davvero è come dici tu: aderiscono alla mafia come organizzazione proprio perché dà un lavoro; ma non mi pare il fondamento ultimo del fenomeno. guarderei piuttosto alla continuità storica millenaria del clientelismo come regolamentazione dei rapporti sociali e anche del mondo del lavoro.

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