noi sudtirolesi di Meran/Merano e il nuovo fascismo Green – 417

È vaccinato?

«No, ma ho avuto il covid».

Perché non vuole avere il green pass?

«Perché lo considero un’imposizione antidemocratica».

Come farà senza stipendio?

«Io vivo di poco».

Il professor Christian Stadler, 55 anni, insegnante di Diritto all’istituto commerciale di Meran/Merano – la città dove sono cresciuto – ha appena comunicato la sua decisione all’intendenza scolastica dell’Alto Adige.

Fra quattro giorni riceverà la lettera di sospensione dal servizio, al suo posto cercheranno un supplente.

. . .

se tutto questo vi ricorda vagamente il confino di cent’anni fa, sappiate che non è un caso.

lo stato ha il diritto e perfino il dovere di allontanare dal contatto con gli altri qualcuno che è portatore di un contagio: ci mancherebbe!

(ma senza privarlo dello stipendio, per dio! e qui siamo arrivati all’aberrazione che anche chi finisce in quarantena perde lo stipendio, perché non è considerato in malattia!)

ma lo stato non ha nessun diritto di allontanare qualcuno dal lavoro sulla base di una presunzione cervellotica non dimostrata e senza prove.

è la nuova Tessera del Fascio il Green Pass?

misura non la reale condizione di salute, ma l’adesione a un mezzo regime; non è verificata la reale condizione del vaccinato (se ne sono anche di non protetti che diffondono il contagio) e viene data a chi si è sottoposto, magari anche entusiasta, al rito della vaccinazione.

e se vuoi ottenerla senza esserti vaccinato, allora ti devi pagare personalmente l’esame che te la farà avere quasi di straforo, perché lo stato ti presume infetto.

ma che vuoi? la Costituzione parla di presunzione di innocenza, non di presunzione di buona salute: se non sei vaccinato, sei malsano e tocca a te scagionarti dall’infamia.

. . .

escludere dal lavoro una persona perfettamente sana soltanto perché non ha dato la sua adesione volontaria ad una vaccinazione tuttora sperimentale e autorizzata soltanto in via d’emergenza è l’azione più fascista dello stato, a cui io abbia assistito nella mia vita oramai non breve.

e fascisticamente conforme è questo silenzio degli ex-difensori della libertà, confluiti oramai a pieno titolo nello schieramento neo-autoritario.

smettetela pure di commemorare i partigiani, se non sapere neppure difendere la libertà di scelta di un vicino di casa o di un collega sulla gestione del suo stesso corpo.

11 commenti

  1. Comunque non è che ce l’abbiamo solo noi in Italia. In quasi tutta europa è necessario per accedere a eventi e servizi. Forse noi siamo quelli che lo hanno adottato in forma piu rigida.

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    • leggo oggi che Cacciari – le cui critiche alla gestione Draghi del covid sono analoghe alle mie – richiama il Regolamento (UE) 2021/953 del 14 giugno 2021 relativo all’introduzione del certificato COVID digitale che esclude l’obbligo vaccinale, stabilendo anzi il principio di non discriminazione di coloro che non sono vaccinati, specificando che il possesso di un certificato di vaccinazione non deve costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione.

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  2. Sottoscrivo ogni parola. Stavolta è il green pass, poi rotto l’argine cosa sarà? Il bello è che mentre parlano di terza dose parlano pure di allungare la durata del green pass a un anno. Ma come, fate la terza dose perché la copertura diminuisce e allungate la durata? Qualcosa non torna… sulla base di quali dati? Perché se dobbiamo avere fiducia nella scienza bisogna che le cose siano trasparenti, altrimenti è solo propaganda.

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    • colpa degli antichi romani, naturalmente. 😉

      del resto i fasci erano le insegne del potere assoluto dei consoli.

      aggiungi che siamo un popolo che valorizza più l’emotività che la logica; e serve la logica per capire che il green pass è un attestato di avvenuta vaccinazione, non una dichiarazione che non puoi infettare. così che viceversa non avere il greenpass non significa utomaticamente che puoi infettare.
      sono distinzioni logiche troooppo sottili…
      se tu aizzi l’emotività parlando di vigliacchi e violenti, chi vuoi che faccia caso a questi peli nell’uovo?

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        • l’impero romano fu l’equivalente nel mondo antico del regime hitleriano nel mondo moderno, con la differenza che vinse e durò alcuni secoli: dedito al genocidio sistematico di chi non si sottometteva, allo schiavismo, col diritto pieno di vita e di morte sullo schiavo da parte del proprietario, allo sfruttamento in ogni forma delle terre conquistate, che venivano colonizzate, oltre che sottomesse e saccheggiate.
          è al centro di un’ammirazione indiscutibile nei nostri programmi scolastici.
          aggiungi che, quando crollò, fu la Chiesa a raccoglierne l’eredità e molti riti, il papa cattolico è ancora l’erede del “pontifex maximus” romano, uno dei titoli che spettava all’imperatore.
          e la parola greca “evanghelion”, che indicava l’annuncio dell’ascesa al trono di un nuovo imperatore, ne ha fatta di strada fino al “nuntio vobis gaudium magnum”, con cui si proclama il nuovo papa.

          naturalmente gli italiani non sono ancora consapevoli di questa continuità, prima di tutto mentale, con un regime che era in origine del terrore puro: ma il gusto per il massacro dei gladiatori nel circo non l’hanno ancora perso; basta guardare i nostri dibattiti in tv. 😉

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