Draghi, il re taumaturgo – 436

è davvero sconcertante la naturalezza con la quale si parla della possibilità di fare Draghi presidente della repubblica, perché possa continuare dal palazzo del Quirinale l’opera che ha intrapreso come presidente del consiglio.

l’ipotesi dovrebbe suscitare un sussulto stupefatto di spirito critico, di cui però non vedo traccia alcuna, neppure tra chi ripete sul suo operato quelle che per me sono le stanche litanie (perdonate la mia età) di un pensiero rattrappito che si sta facendo giaculatoria degna di un nuovo tipo di rosario, e cita la troika, il pensiero unico, l’ordoliberismo (senza neppure sapere davvero cos’è).

(viviamo in epoche di trasformazioni così rapide e travolgenti che ciascuno dovrebbe preoccuparsi di se stesso (parlo anche per me) se si accorge di riproporre le stesse analisi sei mesi dopo: potrebbe essere un segno evidente del fatto che ha deciso di chiudere gli occhi sul mondo.)

ma pensare a Draghi presidente della repubblica come garanzia verso l’Europa della buona gestione dei fondi assegnatici per la ripresa significa cambiare l’idea della presidenza della repubblica che ci ha guidato dalla nascita della Costituzione ad oggi.

significa abbandonare l’idea di un presidente di garanzia, simbolo dell’unità nazionale e custode penultimo della legalità costituzionale, per il resto affidata da ultimo alla suprema Corte, e passare con decisione all’idea di una repubblica presidenziale: quella abbozzata fra le righe da Napolitano, ma per fortuna abbandonata da Mattarella – salvo che per le improvvide uscite delle ultime settimane sulla pandemia, che lo ha reso presidente di parte vaccinista ad oltranza.

. . .

ma l’Italia è pronta per questo passaggio?

prima di tutto occorrerebbe evidenziare un’altra vistosa anomalia: con Draghi avremmo la prima repubblica presidenziale al mondo dove il presidente non è eletto dal popolo, ma da un parlamento, e per di più di autonominati.

ma la tranquillità con la quale gli italiani hanno digerito dal 2005 di essere praticamente privati della possibilità di scegliersi personalmente i loro rappresentanti fa ben capire che questo da noi non è un problema.

in California si sono appena svolte addirittura le elezioni dette recall, cioè per la revoca dell’incarico del governatore dello stato – e i trumpisti, che le avevano promosse, le hanno perse malamente (un terzo dei votanti, peraltro pochi, il 42%); da noi figuriamoci se sono ammesse forme di controllo autentico dell’elettorato sull’operato dei parlamentari., che dovrebbero essere i suoi.

quindi va benissimo all’Italia una repubblica presidenziale con un presidente nominato all’interno della cricca che si auto-attribuisce politicamente il potere, secondo le proporzioni decise dalla capacità di ciascuno di gestire la propaganda mediatica e registrate diligentemente dal gregge degli elettori…

del resto, lo stesso Draghi, come prima Conte, neppure è un parlamentare, e questa è un’altra anomalia altrettanto incredibile: il popolo vota e poi viene governato da qualcuno che neppure ha votato, ma che la cricca ha scelto.

però c’è da sottolineare come questa modalità politica di scelta di un capo con pieni poteri da parte di una cerchia ristretta di nominati è esattamente quella con la quale nel Vaticano si elegge il papa, a vita; e dunque corrisponde profondamente al nostro immaginario e alla nostra storia.

. . .

quindi è auspicabile che Draghi non diventi presidente della repubblica?

sì, se non vogliamo che questa figura cambi in senso autoritario, per non dire monarchico o addirittura ecclesiastico.

ma naturalmente questa dimensione del problema sfugge completamente a quei soloni della propaganda di regime che passano per analisti politici.

del resto lo slittamento autoritario delle forme del potere in Italia è un processo che non parte certo da Draghi: basta pensare che due anni fa i pieni poteri stava per averli Salvini, e siamo perfino costretti a dire che ci è andata bene.

e qui devo aprire una parentesi di scarso interesse su questo caso patologico; invito a passare al paragrafo successivo, dopo lo stacco.

per circa un anno, tra il 2018 e il 2019 mi è toccato sorbire la solfa di chi gridava al pericolo di una dittatura Salvini e mi è toccata la mia dose di impopolarità per non essermi mai associato ad una campagna che trovavo ridicola, data la evidente pochezza del personaggio, che non era all’altezza.

intendiamoci: la forza della dittatura come istituzione è tale in se stessa da riuscire a funzionare perfino quando diretta da personaggi in tutta evidenza fragili e inadeguati, come Hitler o Mussolini; il caso Trump ne è l’ultima incarnazione: uomini psicologicamente disturbati, di debole cultura e grossolana volontà di affermazione sono i dittatori perfetti; e queste qualità dittatoriali Salvini le ha tutte.

ma poi occorre anche un intuito politico furbastro e una capacità di manovra astuta, che a Salvini manca, mentre ne è dotato in sommo grado Renzi, ma poi gli mancano altri requisiti.

insomma Salvini non è capace di costituire una dittatura, come neppure Renzi e perfino neppure Berlusconi, che ha avuto i pieni poteri in mano per anni e ha dimostrato ampiamente di non saperli gestire.

“Draghi sì, soprattutto perché ha l’appoggio di chi veramente da il potere nei nostri giorni, il mercato” (questa è una citazione).

ma allora qualcuno mi spiega come mai quello che è in pratica il ministro degli esteri del Vaticano di papa Bergoglio ha appena deciso di puntare sul cavallo bolso Salvini, lo ha ricevuto alla sua corte e ha fatto sapere al mondo che si sono trovati molto bene assieme?

mossa evidentemente contro la Meloni, e qui mi fermo, perché so già che verrò linciato dai miei pochi lettori se dico che la Meloni è una interlocutrice più affidabile di Salvini e che il nuovo presidente della repubblica parlamentare è meglio concordarlo con lei…

ma avevo promesso una semplice divagazione e non un mezzo trattato, e torno al tema.

. . .

in realtà l’ascesa irresistibile di Draghi ha molto a che fare con la formazione dei poteri monarchici, piuttosto che con quelli presidenziali.

è nota da tempo la tesi che l’autorità dei re medievali veniva loro dalla attribuzione di poteri magici: la funzione del re era quella di garantire la buona salute e la sopravvivenza del regno e dei suoi abitanti.

non era raro il rito – efficace! – dell’imposizione delle mani regali per la guarigione dalle malattie.

di questo genere appunto è il potere attribuito oggi a Draghi e la base irresistibile della sua monarchia di fatto: Draghi è il re taumaturgo dei secoli bui e fa i suoi miracoli dove più contano: nell’economia.

. . .

Draghi è colui che ci salva in quello che abbiamo di più prezioso, che non è affatto la salute, come solo degli uomini del passato possono pensare, ma il portafoglio.

conta ben poco che la massa di prestiti europei, spropositata addirittura, l’abbia ottenuta Conte; Draghi è colui che ne garantisce l’effettiva erogazione e la gestione.

conta anche poco che Draghi, per interposta Cartabia, abbia fatto un clamoroso passo falso nella realizzazione della prima fondamentale riforma chiesta dai detentori del credito, cioè la revisione delle macchinose e bizantineggianti procedure giudiziarie italiane, per una riforma che ci porti ad essere un civile stato di diritto dove si possa investire contando sulla legge.

nulla di tutto questo nella riforma Cartabia, anzi l’opposto: un trucchetto da gioco delle tre carte che ha sostituito l’improcedibilità alla prescrizione, cancellata soltanto di nome, con un drammatico peggioramento della situazione della legalità nel paese.

perché la prescrizione lascia aperto almeno il processo civile e la possibilità del risarcimento al danneggiato che vede sfumare la causa penale; l’improcedibilità no, non gli consente neppure di rivalersi almeno dei danni economici subiti, una volta che il processo penale è insabbiato definitivamente.

e la gestione della pandemia mostra una simile inaffidabilità di Draghi anche in campo sanitario, anche grazie a un disastro di nome Speranza.

. . .

ma Draghi può fare qualunque errore: fino a che garantirà al popolo italiano taccagno di mantenere i propri redditi intatti, se non proprio crescenti, il suo potere è intoccabile.

la patologica avarizia della borghesia italica è giunta a punte paranoidi difficilmente immaginabili: il PIL è la parolina magica che copre la compulsiva protezione dei soldi, anche a costo della vita, come nella migliore tradizione del teatro comico e satirico; ma qui la caricatura umoristica è diventata truce realtà.

gente che guadagna diverse migliaia di euro al mese, se non la settimana, è pronta ad indignarsi per un aumento delle tasse che gliene tolga dieci o venti, di euro; la mobilitazione pre-covid di un paio d’anni fa o tre contro i sacchettini di plastica, obbligatori nei supermercati e del costo di UN CENTESIMO l’uno, fu il faro che illuminava di colpo la notte della ragione in cui è precipitato questo popolo.

e i media in queste ore non hanno pudore di scrivere, di fronte alla siccità di questo settembre, mentre laghi e fiumi sono ridotti ad un terzo o a un quarto della loro portata ordinaria (fenomeno che va lentamente peggiorando negli anni), e l’unica preoccupazione che esprimono è quella per la perdita dei guadagni dell’agricoltura.

. . .

quindi abbiamo comunque di fatto un re di denari, che speriamo non diventi anche un presidente.

qualche giorno fa scrivevo scherzosamente che la Costituzione non nega esplicitamente che chi è presidente della repubblica non possa anche esserlo del consiglio, ma sbagliavo: lo vieta all’art. 84: L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica; peccato, la doppia carica sarebbe stata perfetta per Draghi.

ma l’anomalia di Draghi a capo della repubblica, non come garante dell’unità nazionale, ma come presidente di garanzia economica, conviene anche a lui?

nessun dubbio che le forze politiche preferirebbero un promoveatur per toglierselo di mezzo dal governo per la gestione delle scelte politiche quotidiane, sbattendolo in una posizione in cui può contare qualcosa soltanto se loro glielo lasciano fare.

quindi, per il bene della monarchia draghesca e dei suoi attesi miracoli, meglio sarebbe che lo tengano dov’è.

ma anche per un ultimo decisivo motivo al quale voglio dedicare un paragrafetto a parte.

. . .

il rischio che corre Draghi e con lui tutta l’Europa, per non dire tutto l’Occidente, è che arrivi comunque la crisi economica di sistema, di cui la pandemia è stato il semplice preannuncio sanitario.

la cosa evidente a tutti è che il modello di vita iper-consumista dell’Occidente è incompatibile.

con che cosa? con tutto!

con la salute, con gli equilibri ambientali, con l’economia stessa.

un conto è realizzare un miglioramento lento ed equilibrato dalla povertà primigenia portando la popolazione al tenore di vita e dei consumi che può essere garantito da un reddito attorno ai 400 euro o dollari al mese, come è avvenuto in Cina, un conto ben diverso è se questa cifra si attesta a 5 o 10 volte tanto.

in questo caso il sistema esplode e, se non esplode subito, è ancora peggio, perché prepara una catastrofe climatica universale.

e ancora prima esplode il debito su cui si regge questo mostruoso apparato di consumi artificialmente dopati.

sacrificare la salute con l’adozione massiccia di vaccini predisposti in fretta con tecnologie non ancora ben note, rinviare il risanamento ambientale alle prossime generazioni, che tanto non votano oggi, pompare denaro stampato senza vincoli perché la gente si illuda che un impoverimento non è alle porte, si rivela alla fine una politica coerentemente drogata e potrebbe rivolgersi contro chi l’ha promossa.

l’aumento terrificante in corso delle materie prime, l’esplosione dei costi energetici, l’inflazione che riprende ovviamente a correre potrebbero costruire rapidamente un insieme di problemi ingestibile e la vittoria parziale sulla pandemia realizzata apparentemente a suon di vaccinazioni, rivelarsi una di quelle apparenti di Pirro, che erano poi invece delle reali disfatte.

e un re che perde i suoi poteri magici viene detronizzato.

. . .

ma il problema supera la dimensione, pur cospicua, del Drago che ci governa: riguarda l’intero Occidente.

neppure il vostro blogger ha la sfera di cristallo che preveda le conseguenze dettagliate qui o lì di uno tsunami.

io però se fossi in Draghi non mi sentirei tranquillo.

non mi sento sereno neppure sapendo di essere bortocal, figuratevi se fossi qualcuno.

11 commenti

  1. Le tue teorie su Draghi presidente della repubblica, tuttavia, puntano su un assunto che è tutto da dimostrare: ossia, che la borghesia italiana sappia che con Draghi al Quirinale arriveranno soldi europei a pioggia; dall’assunto, cioè, che la borghesia italiana sappia cosa succede fuori dalle porte (blindate) dei loro palazzi in centro, o anche che sappia fare una previsione per il futuro e comprendere che esiste un domani a cui pensare. La storia dimostra che non è così, mi pare. Mi sembra più probabile che, se lo stanno spingendo in quel ruolo, è appunto per un discorso di promoveatur ac removeatur.

    Solo un piccolo appunto su una questione laterale, quella delle buste di plastica: secondo me la protesta fu giusta, ma per i motivi sbagliati. Il punto è che bisognerebbe cancellare l’idea che siano i CITTADINI a dover salvare il pianeta. Per carità, a questo fine ci impegniamo e ci dobbiamo impegnare tutti: ma la responsabilità dell’inquinamento da plastiche ce lha chi la plastica la produce.

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    • sul primo punto sono d’accordo con te sull’aspetto sostanziale: vogliono spedire Draghi al Quirinale per toglierselo dai piedi, ma non perché non siano attenti ai soldi europei, ma perché anzi desiderano metterci le mani su direttamente per spartirseli con le loro clientele; ritengono che oramai l’affare sia fatto e che l’Europa non potrà tornare indietro: sottovalutano il peso dei cosiddetti paesi frugali.
      il destino di Draghi si gioca in realtà a fine settimana prossima nelle elezioni tedesche; il cancelliere prossimo potrebbe essere Scholz, socialdemocratico, ma dell’ala più conservatrice e soprattutto attuale ministro delle Finanze. io non credo che ci potrà essere un consenso europeo alla rimozione di Draghi e alla sua riduzione ad un ruolo di vaga testimonianza.
      si deve aggiungere anche il ruolo importante che Draghi sta svolgendo sul piano europeo, che non dico sia sempre gradito nelle scelte che fa, ma che è apprezzato comunque per le qualità personali: un discorso che in Italia non si comprende, ma che è un tipico modo di ragionare tedesco, ad esempio…

      sui sacchetti di plastica, hai ragione in linea di principio, ma in linea di fatto caricarne formalmente il costo sui supermercati temo che avrebbe avuto effetti pratici peggiori, perché si sarebbero rivalsi sui costi in maniera incontrollata. il cliente sarebbe sempre stato il terminale finale dell’aumento. fissarne la misura precisa a carico suo potrebbe anche essere vista come una mossa che lo proteggeva da aumenti più alti con quella scusa.
      in ogni caso la misura del balzello, anche a volerlo considerare così, non giustificava la virulenza delle proteste.
      guarda che qualcosa di simile si sta muovendo sottotraccia oggi sulle misure ben più consistenti di contrasto alla produzione di CO2, che provoca aumenti dei prezzi, e il tutto fa ben capire quanto sia difficile convincere oggi gli elettori ad accettare la riduzione del tenore di vita necessaria per salvare il pianeta dall’autodistruzione climatica.

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  2. Ma io lo toglierei volentieri anche dal ruolo che ha oggi… e fare una pulizia di tutti i partiti… non ne salvo nessuno, eccetto qualcuno che non ha purtroppo alcuna maggioranza in Parlamento

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    • sono un bel po’ più vecchio di te e quindi almeno un po’ più realista, considerando la politica come l’arte delle decisioni sociali possibili; quindi, meglio Draghi che altri peggiori di lui, come scrivo qui sotto anche a Fla.

      ho cominciato ad annullare la scheda nel 2008 quando ho capito che razza di beffa fosse la legge elettorale Calderoli; quella attuale non è migliore. quindi avrei comunque continuato a scrivere sulla scheda NON VOTO IN ELEZIONI INCOSTITUZIONALI.

      ora la gestione politica della pandemia mi rende comunque impossibile dare un consenso a qualunque partito (dico proprio a tutti), perfino se volessi.

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    • be’, in quel discorso di Mattarella che citi non trovo nulla di male, anzi, direi che come discorso astratto lo condivido.

      non capisco poi in che cosa sarei stato morbido su Draghi: questo non è un post sulla questione vaccinale, ma di carattere più generale e occorre esprimere un giudizio equilibrato fra vari fattori; certamente preferisco essere governato da lui che da Salvini, nonostante i dissensi sulla gestione dei vaccini.

      occorre peraltro dire che, se la democrazia si regge sul consenso, Draghi sta esprimendo il pensiero della maggioranza degli italiani per quello che è. occorrerebbe cambiare il modo di pensare di questo popolo, prima che pensare a cambiare lui.

      e se ci fosse stato, invece del ridicolo green pass, l’obbligo vaccinale per tutti? non so bene come mi sarei comportato.

      però occorre stabilire un concetto chiaro: lo stato può prendere decisioni per proteggere la salute collettiva, come prevede la Costituzione, non può sostituirsi al singolo per decidere se e come deve curarsi. quindi l’elemento davvero discriminante è quanto i vaccini limitano la diffusione del contagio, non quanta gente muore per non essersi vaccinata.
      questa rimane e deve rimanere una libera scelta.

      lo stato non può neppure limitare dei diritti fondamentali dei cittadini se non vi è l’evidenza chiara che i loro comportamenti sono pericolosi per la salute collettiva.

      per questo alla fine io sto con Landini, e finalmente qualcuno a sinistra si è accorto che i tamponi devono essere gratuiti.
      si stabilisca il diritto di tutti a fare i tamponi gratis nell’interesse della collettività e il dibattito sul greenpass si smonta da solo…

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      • Ma certo, anch’io sono d’accordo con lui, per interesse personale soprattutto 🙂 . Era solo per dirti che non è un fermacarte e anche a lui piace far volare gli aeroplanini.

        Per quanto riguarda Draghi purtroppo non potrò essere d’accordo con te. Ho estremamente poco stima verso di lui. Quindi probabilmente non potrò mai valutarlo positivamente nemmeno parzialmente.

        Sui tamponi gratis la proposta era già stata fatta all’inizio, se non gratis almeno calmierati sul livello di stipendi italiani. Ma se non ero Speranza disse che sotto 15€ le persone avrebbero preferito i tamponi alla vaccinazione mancando di fatto l’obiettivo del Green Pass.

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        • il primo “lui” del tuo commento è Mattarella, ovviamente-
          al quale sta capitando quello che è successo con tutti i presidenti della repubblica che ho visto all’opera dopo Pertini: verso la fine del mandato cominciano fare la voce grossa, forse per il peso psicologico di sentire di cominciare a perderlo; a Mattarella va dato atto di non esagerare troppo: Cossiga fece il matto per un paio d’anni, cioè con molto anticipo, e alla fine si dimise perfino qualche giorno prima pur di fare fracasso.

          sui tamponi gratis e sull’abominevole Speranza, hai detto tutto.

          io non sono affatto un nostalgico di Conte né di Gentiloni né soprattutto di Renzi; cerco di essere obiettivo sul conto di Conte (!), ma personalmente mi ha sempre dato un fastidio fisico, non lo dimentico al santuario di Padre Pio e per me è sempre stato uno stenterello voltagabbana.
          Draghi certamente esagera in decisionismo vaccinale e fa diversi errori politici, e soprattutto impersona la centralità del PIL. però questo non toglie che umanamente e perfino professionalmente sia diverse spanne al di sopra di tutta la gentaglia politicante che lo circonda.
          ovviamente questo giudizio dipende dal fatto che professionalmente sono sempre stato un decisionista anche io, probabilmente. poi sono anche percezioni umane di pelle che non sono molto razionali.
          non dico che Draghi mi faccia simpatia, anzi; però almeno non mi fa ribrezzo, come i Conte, i Salvini, le Meloni, i Di Maio, i Grillo, gli Zingaretti e lo Speranza.

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          • Diffende esclusivamente gli interessi del ceto medio alto. Gli altri se gli si presentasse la scelta sarebbe pronto a sacrificarli senza battere ciglio. Una persona così, può avere tutte le skill del mondo, ma non merita rispetto.

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            • bella scoperta! e chi altro ha mai fatto diversamente in questo paese? ma anche in tutto l’Occidente.

              è un killer ben educato e coi guanti bianchi.

              ma vuoi mettere il killer ubriacone e bacia-rosari? quello che manteneva le mignotte giurando sulla testa dei figli che non aveva mai pagato una donna? quello che se perdeva il referendum si ritirava dalla politica già sei anni fa? quelli che trafficavano con la Russia le tangenti di qualche miliardo? quelli che hanno fregato 49 milioni di contributi statali e li hanno nascosti chissà dove?

              ci sarà pure la libertà di scegliere l’albero a cui impiccarsi in questo paese – se almeno si ha il greenpass.

              ma se tu preferisci uno di quelli elencati sopra, prego accomodati.

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              • Devi però fare presto. Ho paura che per scegliere l’albero ti servirà il SuperGreenPass con la terza dose oppure l’abbonamento PremiumGreenPass per tutte le successive. Dopotutto in Italia se ne possono fare bene 12 dosi in un anno.

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