in pieno fascismo vaccinista in Italia – 438

solo sotto un regime fascista si può minacciare il licenziamento di chi è dissidente rispetto alle decisioni (molto discutibili) del governo, e tanto più se il dissenso riguarda la libertà di gestione della propria salute.

che cosa pensare della democrazia di un paese come l’Italia dove gli ultimi difensori delle libertà individuali sono gli eredi del fascismo?

. . .

da Vallesabbianews ecco però una riflessione che bisogna considerare coraggiosa in questi tempi bui; ad essa va tutto il mio plauso per la difesa a viso aperto di fondamentali principi democratici (pur se a mia volta mi distinguo dall’autore di questa lettera in alcune valutazioni):

Buongiorno direttore, sono un insegnante di una scuola della Valle Sabbia e vorrei esprimere la mia opinione riguardo alla sospensione dal lavoro, cui potrà fare seguito l’eventuale licenziamento, di alcuni colleghi che hanno rifiutato il vaccino nella nostra provincia e nel mio stesso istituto.

Premetto che sono un sostenitore convinto del vaccino utilizzato come terapia per limitare i danni del COVID; ho fatto le due dosi, ho il certificato verde e se sarà necessario farò anche la terza, la quarta, la quinta e la decima dose.
Non condivido minimamente le tesi sostenute da coloro che rifiutano il vaccino e ritengo degli imbecilli quanti ricorrono all’insulto ed alla violenza.
Detto questo vorrei spiegare perché giudico profondamente sbagliato l’atteggiamento del Governo di ricorrere a soluzioni estreme come il licenziamento nei confronti di costoro.

Un governo autorevole quale l’attuale, sostenuto dalla quasi totalità dei partiti, non deve demonizzare chi la pensa in modo diverso e tanto meno deve ricorrere ad azioni discriminatorie e lesive della dignità dei lavoratori come il licenziamento.

Lo Stato Italiano, nato dalla sconfitta di una dittatura, ha sempre garantito ai propri cittadini, e non solo a costoro, una grande libertà di azione e di pensiero pur che siano esercitati entro i limiti della legge.
A chi giova allora mostrarsi aguzzino nei confronti di chi ha un  pensiero diverso, seppure su questioni che mettono in ballo la nostra salute?
Non c’erano provvedimenti meno discriminatori da imporre a costoro?
In fin dei conti si tratta di una effimera minoranza: non si potevano imporre loro le stesse misure di sicurezza adottate da tutti noi prima dell’utilizzo dei vaccini?

E poi che rischio di contagio c’è se la grande maggioranza dei cittadini è vaccinata?
Ho l’impressione che sui vaccini ci sia stata una forzatura eccessiva, condita da tante, troppe contraddizioni che sono sotto gli occhi di tutti (e lo testimonia uno che ha subìto questa estate di follia sul Garda).

Mi sarei aspettato anche un atteggiamento diverso dei sindacati e degli stessi dirigenti scolastici; invece i primi non hanno proferito parola, sebbene in passato si siano spesi per difendere esigue e non sempre giustificate minoranze.
I secondi si sono comportati, come spesso accade, da grigi esecutori delle direttive ministeriali lasciando a casa, senza tanti ripensamenti, validi insegnanti sprovvisti di certificato verde.

Da parte mia, pur non condividendo il pensiero di questi colleghi, auspico che essi possano sostenerlo senza discriminazioni, come è legittimo in una democrazia.

Come lavoratore esprimo tutta la mia solidarietà  nei confronti di altri lavoratori che rischiano di essere licenziati.

Luca Pelizzari

. . .

ma devo precisare l’area del mio dissenso:

1. non ritengo che tutti questi vaccini siano completamente sicuri, anche se indubbiamente diminuiscono i rischi immediati di contagio, malattia e morte e riducono la diffusione del virus, almeno in loco,

2. trovo del tutto evidente che sono stati selezionati per motivi geopolitici, rifiutando l’autorizzazione di vaccini di origine cinese o russa, che non erano considerati politicamente accettabili,

3. trovo incredibile che non sia concesso al cittadino di scegliere il vaccino che ritiene più sicuro o, date le circostanze, meno insicuro,

4. trovo grottesco che i vaccini siano considerati sicuri (relativamente) misurando i loro effetti entro il limite di sei mesi e sospendendo ogni indagine sui loro eventuali effetti successivi,

5. sono indignato per le false informazioni ampiamente diffuse dal governo su una presunta immunità di gregge da ottenere con la vaccinazione, dato che è sempre stata irraggiungibile, e per la colpevolizzazione di chi non si sente di vaccinarsi, come se fosse un novello untore,

6. trovo criminale che il governo e il ministro della Sanità rifiutino una campagna di tracciamento di massa dei contagi con tamponi gratuiti, perché questo ostacolerebbe la vaccinazione: cioè rifiutano un rimedio efficace e certo contro il contagio a favore di uno meno certo,

7. trovo illegale che ai cittadini venga carpita con sotterfugi una dichiarazione di consenso informato al trattamento, prevista dalla legge, quando si dovrebbe parlare piuttosto di consenso obbligato e disinformato per trattamenti che restano sperimentali,

8. sono indignato che l’obiettivo positivo di un’ampia vaccinazione della collettività sia perseguito non seguendo il dettato della Costituzione, che ammette la possibilità di rendere obbligatoria per legge la vaccinazione, assumendosi dunque anche la responsabilità dei risarcimenti per chi subisce dei danni, ma con azioni ricattatorie indegne di un paese civile,

9. guardo al resto dell’Europa civile, aliena da forzature autoritarie di questo tipo, e con tristezza ad un paese come il nostro che si vuole accodare a Turkmenistan, Indonesia e Micronesia, gli unici al mondo ad avere previsto un obbligo vaccinale, peraltro con semplici sanzioni amministrative (multa di 400 euro) e non certo col licenziamento.

10. trovo semplicemente fascista che l’allontanamento dal lavoro e perfino il licenziamento siano previsti oltretutto per il mancato possesso di un attestato di vaccinazione e non per uno stato verificato di contagiosità, che riguarda comunque anche circa un quinto dei vaccinati con doppia dose; in nessun caso comunque sarebbe tollerabile il licenziamento anche per chi risultasse infetto, cioè malato.

PRECISAZIONE IMPORTANTE delle ore 21: il licenziamento era appunto previsto dai media vaccinisti, che lo hanno prospettato per spingere il governo ad adottarlo, ma nel decreto varato dal governo non c’è, anche se lo auspicavano molti fascisti per bene, quelli che si dicono anti-fascisti. c’è SOLTANTO una sospensione SENZA STIPENDIO fino al 31 dicembre: chi ce la farà a tenere duro? –

in questo momento l’Italia appare in fondo alla classifica dei diritti civili fondamentali nel mondo intero.

“Il Green Pass è la nuova tessera fascista, una tessera politica che accerta il tuo allineamento al sistema accettando una vaccinazione che non ha le sufficienti garanzie di sicurezza, per dare un contentino a chi si espone al rischio del vaccino”, preferendolo al rischio maggiore del contagio.

. . .

quanto a me personalmente sono pensionato e dunque esente dal dovere morale di vaccinarmi – che comunque avrei sentito, se fossi stato ancora attivo nel campo scolastico -, e ritengo che chi lavora a contatto col pubblico debba in ogni caso sentire il dovere morale di proteggere gli altri nelle forme più idonee, vaccino compreso.

ma nella mia posizione attuale, che mi esenta da questi obblighi, mi vedo costretto in questo momento a rifiutare di vaccinarmi non tanto per valutazioni specifiche di tipo sanitario (che pure in parte ci sono), ma per dare una testimonianza diretta e responsabile di rifiuto della violenza di stato.

e intanto mi auto-impongo i comportamenti di isolamento prudenziale e di limitazione dei contatti sociali che si sono rivelati molto efficaci nel contrastare la diffusione dei contagi, ritenendo con questo di svolgere il mio buon dovere di cittadino consapevole e autenticamente democratico.

17 commenti

  1. Oggi ho sentito la notizia alla radio e non volevo crederci. Poi una ricerca sul web mi ha confermato tutto ma tuttora mi sembra una follia.
    Io sono bivaccinato ed anche disposto a continuare a vaccinarmi ma il nocciolo è appunto quello della lettera dell’insegnante che sottoscrivo in pieno.
    Per me questi governanti non sono fascisti ma solo imbecilli: non si rendono minimamente conto di quello che stanno facendo. Non hanno idea delle reazioni che scatenerà questo provvedimento. Mi verrebbe voglia di non vaccinarmi piu per protesta ma con la vita ed il lavoro che faccio il vaccino sarebbe il male minore.
    Conosco persone disposte a licenziarsi pur di non vaccinarsi…
    Sono mezzo sconvolto da questa notizia ed altre cose personali e faccio fatica a buttare giu qualcosa di organico e sensato, chiedo scusa.

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    • non è che tra l’essere fascisti e l’essere imbecilli ci sia poi una incompatibilità così profonda, per cui forse possiamo convergere sull’ipotesi che siano imbecilli e QUINDI fascisti, oppure fascisti e QUINDI imbecilli.

      sei stato chiarissimo e non devi scusarti di nulla, anzi.

      temo che non ci saranno grandi reazioni, chi non è d’accordo è molto depresso, ed è quello che succede quando qualche potere autoritario si afferma.
      l’unità nazionale in Italia sembra dovere assumere necessariamente la forma del fascismo sostanziale.
      l’alternativa è la rissa continua e inconcludente: dalla padella alla brace.

      c’è molta sofferenza in giro, e quello che dici su chi è disposto perfino a licenziarsi pur di non vaccinarsi è vero. tra l’altro vivo questo problema, davvero drammatico, anche nella mia cerchia familiare allargata. e non è l’ultima delle cose che fa soffrire anche me, che pure sono abbastanza fiori dalla mischia, per il momento.

      sono milioni gli ultra cinquantenni che non si vaccinano: metti che siano centinaia di migliaia quelli che lavorano ancora e che sono disposti ad andare fino in fondo.
      metti che siano tutti anche soltanto sospesi dal lavoro e non licenziati, come ha fatto Erdogan con i suoi dissidenti, a decine di migliaia, dopo il fallito colpo di stato.
      ci rendiamo conto delle conseguenze?

      ecco, forse il paragone con Erdogan tiene: stiamo vivendo un colpo di stato, è la stessa cosa.

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