indubbiamente crucco vaccinale: cronachette pandemiche 2 – 437

non che abbia qualcosa di importante da dire, oggi.

solo che festeggio fra me e me, da vero a-sociale, il fatto di essere pensionato, di non dovere andare a prendere i nipotini a scuola quando i genitori non possono (dovrei fare 40 km) e che per ora le visite del dentista non mi sono inibite anche se non ho il greenpass.

quindi posso tenere alta almeno io la bandierina delle perplessità su una campagna vaccinale fatta calpestando ogni diritto civile, a partire dal consenso informato, senza rimorsi.

. . .

a proposito di rimorsi, un pensierino della sera: mi verranno soltanto quando e se mi sarò infettato, anche se tutti ragionano del problema con me partendo dal presupposto che dovrei considerare inevitabile che succederà: solo questione di tempo.

e io tra me penso alla prospettiva, un po’ science fiction un po’ pulp fiction, di un popolo di teste dure e di non gregari per principio che viene fatto fuori a poco a poco dalla selezione naturale, via coronavirus: moriremo tutti di covid, prima o poi, noi renitenti al vaccino fatto alla cieca? è solo questione di tempo…

quindi, cominciamo con lo scusarci in anticipo per il fastidio arrecato, equilibrato dal senso di sollievo per la sparizione progressiva dalla faccia della terra dei rompicoglioni, quelli che dovrebbero persino pagarsi l’ospedale, come già si fa – evidente sarcasmo mio! – con i fumatori, gli alcoolisti o diabetici che non rinunciano alla cioccolata…

ma per ora ho la vista corta e rimorsi non ne provo.

. . .

del resto tutti coloro che mi stanno rimproverando, lo fanno soltanto perché rischio io.

ma io dico che se non siamo neppure capaci di affrontare un rischio piccolo e ragionato…

qualcuno ricorda il rischio ragionato di cui parlava Draghi per le riaperture decise mesi fa?

se lui poteva accettare quel rischio per l’Italia, che oggi sono 55 morti al giorno, a parte le oscillazioni statistiche, cioè uno al giorno ogni milione di abitanti circa, e quindi almeno 365 all’anno per milione di abitanti…

e ha anche avuto ragione contro noi disfattisti a dire che lo potevamo permettere: fa più di 20 mila morti l’anno, non è un rischio ragionato?

ma io allora non potrò affrontare in proprio quello stesso rischio di ammalarmi, ogni giorno?

. . .

ma il mio calcolo è sbagliato, perché adesso i morti sono quasi tutti non vaccinati e il rischio per noi del rifiuto del greenpass è 10 volte più grande.

quindi, d’accordo: rischio ogni giorno di essere uno su centomila, non su un milione…

ma no, poi corro un rischio ancora più alto di ammalarmi soltanto, senza rimetterci le penne.

e se dicessi che, se fossi sicuro di prendermi il virus, ma di superarlo con le mie forze, come avvenuto forse a dicembre 2019, considererei questa una fortuna e non una disgrazia?

avrei degli anticorpi comunque più solidi…

. . .

ma non era veramente di questo che volevo parlare; volevo esprimere invece la mia sorpresa per il dato vaccinale del Sued Tirol, detto in italiano Alto Adige – con nome inventato, perché un vero nome italiano quella zona non ce l’ha, che non sia Tirolo meridionale, che già da solo suona un insulto al nazionalismo.

(se c’è una riforma toponomastica urgente da fare, sarebbe quella di chiamare così la provincia di Bozen/Bolzano e quella di anticipare lo storico nome originale tedesco di queste località a quello italiano e non viceversa: Brixen/Bressanone, ad esempio, e non Bressanone/Brixen, per un rispetto minimo della cronologia, almeno).

ma insomma gli abitanti di quel lassù, comunque vogliamo chiamarlo, sono i più refrattari alla vaccinazione, hanno tassi decisamente diversi da quello del resto d’Italia e, credo io, anche una coscienza civica ben diversa dalla nostra.

rifletto quindi sul fatto se ha qualche importanza per questa mia scelta ostinata e contraria l’essere cresciuto lì, l’avere respirato da bambino un’idea di senso del dovere decisamente diversa dalla nostra.

perché la coscienza dei diritti è strettamente collegata al senso del dovere (notate questo borforisma così nascostamente mazziniano).

. . .

sì, parlando l’altro giorno col mio medico che mi spingeva a vaccinarmi, mi è scappato detto: “dottore, mi perdoni, ma sa, io sono un po’ crucco”.

e lui mi ha risposto: Ma non è detto che i crucchi abbiano sempre ragione.

io intendevo dire con crucco soltanto ostinato, e la parola mi è uscita così, solo per antica abitudine linguistica infantile.

ma lui ha inteso che volessi dire: sono un po’ sudtirolese, e mi ha risposto nel modo più adeguato a questa interpretazione.

ma si può essere un poco sudtirolesi solo per il fatto di esserci vissuti solo da piccoli? per il fatto di sentire quella terra ancora come la propria patria mentale, da cui essere oggi esiliati? o per il fatto di essere vissuto sette anni in Germania, tornando a respirare l’etica tedesca fino a otto anni fa, sia pure come immigrato?

insomma, che nella mia decisione così crucca di non vaccinarmi c’entrino anche Kant e Schiller?

. . .

in Germania i vaccinati sono appena sopra al 60%, quindi molti meno che in Italia; ma l’isterismo vaccinale nostrano non trova spazio; i socialdemocratici tedeschi (che si preparano a vincere le lezioni fra dieci giorni) si sono opposti all’obbligo generalizzato del greenpass nei posti di lavoro: lo chiedevano le associazioni padronali, ma non sono passate.

anche la Merkel ha rifiutato con forza l’idea di un obbligo vaccinale: la certificazione dei vaccini potrà essere richiesta in alcuni luoghi ‘sensibili’ come le scuole, gli asili, gli ospedali, le carceri, i centri di accoglienza per i migranti o le case di riposo.

in sostanza il greenpass in Germania potrà essere richiesto soltanto in relazione a specifiche situazioni e la legge in discussione al Bundestag precisa che il lavoratore in nessun modo deve sentirsi obbligato a vaccinarsi.

ma che ci volete fare? sono crucchi anche loro…

3 commenti

  1. Dico un’assurdità che non lo è tanto: oggi conviene più ammalarsi più di Covid che di altro. Almeno ti curano!
    La madre di un mio conoscente è stato operata più di un anno fa all’anca; hanno sbagliato l’operazione o è andata male, comunque la donna che prima zoppicava ma era autonoma adesso non cammina più; dovrebbero rioperarla ma fanno finta di niente: all’inizio rispondevano alle telefonate e la tiravano in là, adesso non rispondono più nemmeno alle telefonate. Io gli ho proposto di farle prendere il Covid, almeno la guarderanno…

    A proposito di “crucchi”: stamattina leggevo che per prendere le sovvenzioni dello Stato per il Covid, destinate a chi aveva più del 70% delle terapie intensive, in Germania diversi ospedali hanno ridotto i posti letto… non male come soluzione! Strano che non sia venuto in mente ai Migliori. O sì?

    "Mi piace"

    • taci che io sono riuscito a farmi la gastroscopia e adesso a iniziare una terapia dentale che durerà un po’ (spero, se non si inventano che occorre il greenpass anche per andare dal dottore). avevo rinviato per mesi e mesi, ma alla fine ho dovuto cedere, ed è qui che corro i rischi più grandi.
      domani vado anche in laboratorio da mia figlia, che sta facendo una ricerca sul decadimento cerebrale; ti racconterò l’esperienza.
      in realtà sono questi i rischi più grossi che sto correndo.
      il malato di covid, vaccinato, qui in paese pare certo che se l’è beccato in ospedale…
      questo per dire che sei hai qualche magagna appena appena sopportabile, ti conviene tenertela…

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