12-19 settembre, morti settimanali da covid 2020-2021 – 445

medie giornaliere degli ultimi sette giorni dei morti da covid.

settimana 13-19 settembre 2021 (totale morti: 397)

55,4 – 55,6 – 56,1 – 57,3 – 57,9 – 57,9 – 56,7 – un punto e qualcosa in più rispetto all’inizio della settimana, ma un punto in meno rispetto a quello finale della settimana precedente (57,7), quindi prevale una lieve diminuzione.

settimana 13-19 settembre 2020 (totale morti: 63):

9,9 – 8,4 – 8,3 – 8,00 – 8,4 – 8,4 – 9,00 (quasi un punto in meno rispetto all’inizio della settimana e un valore finale (9) sempre un poco più basso di quello finale della settimana precedente (9,7); quindi anche l’anno scorso, di questi tempi, era in atto una lieve diminuzione del numero dei morti.

dall’elaborazione dei dati dell’ISS del Prof. Paolo Spada: https://public.flourish.studio/story/722265/

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questi sono i numeri, a quanto è dato sapere e con riserva di inventario che fra qualche giorno ci arrivi qualche ulteriore carrellata di morti “dimenticati”, soprattutto siciliani, come già successo.

quanto ai contagi e ai ricoveri, la fondazione GIMBE rileva, nella settimana 8-14 settembre, tutti i numeri in calo, compresi quelli di ricoveri e terapie intensive a causa del Covid.

in realtà 8-14 settembre è un periodo di 7 giorni da mercoledì a martedì; e se guardiamo i morti nel periodo, sono passati da 417, che erano stati nei 7 giorni precedenti, a 389 (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 precedenti.

confermo i numeri, che coincidono con quelli che ho calcolato anche io sulla base dei dati ufficiali, ma se dunque togliamo quei 52 casi comunicati in ritardo, allora i nuovi casi dell’8-14 settembre sarebbero solo 337; ma allora come la mettiamo col fatto che nella settimana dal 13 al 19 sono 397? significa forse che i contagi di due-tre settimane fa erano in significativa ripresa?

a conferma del fatto che ogni analisi seria di dettaglio è impossibile in un paese approssimativo per sua natura e cultura come l’Italia.

mi risparmio l’analisi degli altri dati, ancora più ballerini ed aleatori.

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dati credo più precisi la GIMPE fornisce sull’andamento delle vaccinazioni: il 68% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale; aggiungo io che si tratta di una delle percentuali più alte del mondo: ci battono in Europa il Portogallo (81%) e la Spagna (76,2%), ma non la Francia (64,2%), né la Germania (63%), e neppure il tanto decantato Regno Unito (66,6%), che non ha adottato il greenpass ed ha eliminato ogni restrizione.

ma allora da dove deriva tanta drammatizzazione vaccinista nel belpaese dove il sì suona?

nella settimana indicata sono stati distribuiti circa 1milione e 700mila vaccini, ma ne restano inutilizzati ancora 10 milioni.

mettete questo numero a confronto con quello dei 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, e questo spiega bene la polemica in corso: è urgente, molto urgente utilizzare quei vaccini prima che scadano e credo che la conservazione di Pfizer a meno 70 gradi sia piuttosto impegnativa.

anche la GIMPE si schiera contro l’attenzione crescente alle cure domiciliari – indiscutibili, anche per esperienza familiare diretta! -; dicono: è “inaccettabile” la presa di posizione di personaggi pubblici tra cui anche medici e politici che, sovvertendo il metodo scientifico, inducono le persone a rifiutare vaccini efficaci e sicuri e a fidarsi di protocolli terapeutici non autorizzati o di farmaci dannosi e controindicati.

troppo facile prendersela con certi ciarlatani che indubbiamente esistono; ma è antiscientifico anche fare di tutte le erbe un fascio, dichiarare efficaci e sicuri vaccini adottati in via emergenziale e in fase ancora sperimentale e cercare di distrarre l’attenzione da altre forme di intervento medico indubbiamente non sufficientemente studiate ancora, ma delle quali sarebbe urgente approfondire gli studi.

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ad esempio, una ricerca – per ora sperimentata in vivo solo sui criceti – condotta da immunologi della University of Pittsburgh School of Medicine ha verificato che in quegli animali dei “nanocorpi“, frammenti di anticorpo, più facili ed economici da produrre degli anticorpi monoclonali, e più stabili, inalati sotto forma di aerosol, grazie a un normale inalatore portatile, una volta arrivati nei polmoni possono bloccare l’azione della proteina “spike” del virus, in tutte le varianti finora note, compresa la Delta.

Ogni tipo di nanocorpo si lega a una regione differente della proteina “spike”: ciò significa che un cocktail di nanocorpi diversi può attaccarsi in diversi punti di una proteina spike contemporaneamente, così da prevenire una possibile “fuga” che la proteina spike potrebbe mettere in atto mutando.

Negli esperimenti sui criceti, che per il Covid sono un ottimo modello animale, un’inalazione riesce a ridurre di circa un milione di volte la quantità di particelle virali”. I nanocorpi possono essere usati anche per prevenire l’infezione e questa terapia può essere efficace nella prima fase dell’infezione (diciamo entro 8-9 giorni dai primi sintomi) perché l’effetto è bloccare la replicazione e proliferazione del virus. Invece quando il Covid si aggrava, il problema è la reazione eccessiva del nostro sistema immunitario e a quel punto è troppo tardi per usare questo farmaco.

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dicono i ricercatori autori della scoperta: In sostanza abbiamo trovato tre classi di nanocorpi.

Quelli della prima classe si legano alle regioni che la proteina Spike usa per fondersi ai recettori ACE2 delle nostre cellule. In questo modo fanno sì che la proteina spike non riesca più a connettersi alle cellule.

I nanocorpi della seconda classe, invece, vanno a neutralizzare delle parti della proteina spike che tendono a rimanere identiche in tutte le varianti finora osservate: questo significa che sono parti vitali del virus. Questa seconda classe di nanocorpi è quindi particolarmente preziosa anche in vista di potenziali nuove varianti.

La terza classe di nanocorpi riesce poi, grazie alle dimensioni minute, a raggiungere punti delle particelle virali che sono inaccessibili ai normali anticorpi umani. E riescono a compromettere il funzionamento della proteina spike, perché le impediscono di piegarsi nel modo necessario per invadere le cellule umane.

inoltre inalare i nanocorpi è un sistema più efficiente, che richiede quantità di farmaco molto minori. Quando si iniettano per via endovenosa anticorpi contro il Covid, solo lo 0,2% di ciò che è iniettato arriva nei polmoni: tutto il resto viene metabolizzato dall’organismo prima di arrivare ai polmoni. Quindi sono necessarie notevoli quantità di farmaco per poter avere un effetto sufficiente.

Questo sistema, a differenza dei vaccini, non richiede, per bloccare il virus, la stimolazione del sistema immunitario. quindi il farmaco potrebbe risultare molto utile a chi non si può vaccinare perché ha alcune malattie autoimmuni.

I siti a cui si attaccano i nanocorpi sono simili, ma non identici, a quelli che le cellule del nostro sistema immunitario usano per aggredire il virus. Questo significa che la nostra terapia può coadiuvare il vaccino.

I primi farmaci a nanocorpi sono stati già approvati nel 2018 per il trattamento di alcune malattie rare del sangue. Ad oggi ci sono circa 40 studi clinici, che hanno coinvolto migliaia di volontari, che mostrano come i nanocorpi siano sicuri quanto gli anticorpi umani. Anche l’inalatore che vorremmo usare è già approvato e usato per la terapia delle malattie polmonari ostruttive croniche.

Mentre gli anticorpi umani vanno prodotti da cellule umane, e quindi c’è un costo notevole, i nostri nanocorpi possono essere prodotti anche da un batterio come l’E.coli, che è facile e veloce da far riprodurre”.

ma la sperimentazione clinica non è ancora iniziata e gli scopritori sono alla ricerca di fondi.

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la Food and Drug Administration (FDA), l’ente regolatore statunitense per le autorizzazioni dei medicinali, ha espresso parere negativo sul piano per la terza vaccinazione con Pfizer-Biontech contro il Covid-19 per la popolazione da 18 a 65 anni, perché la ditta che lo produce ha fornito pochi dati sulla sicurezza, mentre ha approvato l’uso per le persone con più di 65 anni, mentre per i fragili, i trapiantati e gli immunodepressi la terza vaccinazione è già in corso.

è un parere negativo sul piano Biden di proporre il vaccino per la terza volta con Pfizer e Moderna a tutti gli americani sopra i 18 anni, otto mesi dopo la seconda dose.

Il messaggio principale che trasmettiamo è che dobbiamo dare a tutti due dosi, ha dichiarato un membro del comitato, e un’altra ha detto: In questo momento è chiaro che i non vaccinati stanno guidando la trasmissione negli Stati Uniti

in questo momento la percentuale USA dei vaccinati con seconda dose è del 55%; il problema politico è dunque che un’ampia fetta di cittadini non vuole vaccinarsi e quasi ovunque gli stati non hanno il coraggio di dichiarare la vaccinazione obbligatoria.

la FDA ha anche espresso preoccupazioni per le vaccinazioni della fascia più giovane della popolazione, dopo alcuni rari casi di infiammazione cardiaca nei giovanissimi dopo una seconda dose.

la Pfizer, nel richiedere l’autorizzazione, aveva fornito i dati di Israele, dove quasi 3 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose, per sottolineare che la percentuale di reazioni avverse è simile a quella dopo le seconde dosi, ma la documentazione è stata giudicata insufficiente.

sono di sicuro stupido, ma mi pare un poco macabra l’idea di vaccinare comunque i più fragili e per primi gli anziani in una situazione nella quale i dati sulla sicurezza vengono comunque giudicati insufficienti e non so perché mi viene in mente un ritornello che sento recitare in questi giorni sulla morte per covid di alcuni vaccinati con la seconda dose: dei quali si dice che però erano molto anziani e pieni di acciacchi.

se metto assieme queste dichiarazioni con quelle scelte, a me vengono i brividi: a me pare che sia in corso una spericolata sperimentazione a cominciare proprio dai più fragili; se poi quelli resistono, si potrà forse passare anche agli altri?

21 commenti

  1. Spericolata sperimentazione. Pensa che nelle radio di regime (sì ormai le chiamo così) passa il messaggio che la sperimentazione è finita e che questi cosi (sì ormai li chiamo così) sono già approvati definitivamente. Cito una trasmissione di Radio 1, intorno alla mezzanotte, in cui il conduttore ha detto “sono state vaccinate 5 miliardi di persone, come si può dire che siano sperimentali?”
    In realtà i vaccinati con due dosi nel mondo si aggirano sui due miliardi e mezzo che comunque è una cifra notevole, resta il fatto che l’informazione è fuorviante e non viene controbattuta.

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    • è evidente che siamo in un regime: gli italiani amano essere schiacciati da un capo e obbedirgli: hanno una lunga tradizione di Controriforma cattolica a condizionarli nei loro modi di pensare.
      vivendo all’estero anche solo per un periodo ti rendi conto come qui la gente abbia paura della proprie idee e ancora di più di quelle degli altri.

      sembra che se un gregge bela tutto assieme, quel belato abbia la forza di diventare la verità.
      a me la situazione ricorda vagamente quella dell’ingresso nella seconda guerra mondiale: tutti a gridare istericamente in piazza Viva! e intanto i nostri soldati partivano per la guerra con gli scarponi di cartone.

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        • la corsa al riarmo non la ferma neppure il covid.

          il bello è che una crisi finanziaria globale potrebbe rendere inutilizzabili i preziosissimi armamenti tecnologici.

          e vorrei ben vederci ad uno scontro all’arma bianca con i talebani.

          noi abbiamo interessi comuni con la Russia ben più che con gli americani, oramai; è da un pezzo che la nostra politica estera dovrebbe cambiare di segno: lasciamo pure l’Inghilterra agli USA, ma noi dovremmo convergere coin Russia e Cina, nel rispetto dei diversi modi di vivere e di pensare.

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  2. Ma sì, stanno usando i fragili come criceti… anche il fatto di vaccinare le donne incinta quando fino a pochi giorni prima era sconsigliato… spero sappiano quello che fanno, anche se ho molti dubbi.

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    • l’approssimazione è davvero spaventosa e pari soltanto all’arroganza con la quale stanno scommettendo sulla pelle della gente.
      questa sicurezza su medicinali di cui sappiamo davvero così poco, solo perché nell’immediato non evidenziano grandi disastri.
      ma stiamo davvero vivendo in una società che si dà una prospettiva di sei mesi e oltre non guarda? questo spiega tante altre cose.
      che dio li aiuti, siamo costretti a sperare che ci sia almeno una qualche fortuna sfacciata che assista loro e soprattutto noi.

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      • Tanto loro, anche se fra qualche tempo di dovesse scoprire di danni irreversibili (vaccinare le donne incinta a tappeto come stanno cercando di fare è ragionevole? Quando fino alla settimana prima era sconsigliato? Mah.) non rischieranno niente, nessuno pagherà. Non ha pagato nessuno per il G8 di Genova, e lì si sapeva da subito chi erano i responsabili, figurarsi. A me comunque preoccupa sì questo momento, ma ancora di più quello che potrà succedere domani… Quali altre emergenze, quali altre imposizioni, quali altri “green card è libertà?” (a me ha fatto accapponare la pelle. Mi ha ricordato tanto arbeicht macht frei…). E piove pure.

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        • siamo di fronte ad un’involuzione globale: il covid è soltanto un’emergenza superficiale. sta arrivando ben altro.
          qui ha grandinato per la sesta volta ieri, e praticamente non ci sono raccolti.
          guardo il mio orto con grande pena, ma i vicini mi invidiano perché io almeno ho raccolto due ciotole di fagioli; pare che nessun altro ne abbia raccolti affatto…
          ma naturalmente io sono fuori dal mondo… la produzione nelle serre continua…, fino a che ci sarà energia per riscaldarle.

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  3. L’intenzione è quella di rendere il virus inoffensivo ma non bloccarne la circolazione. Pare che i vaccinati possano prendere il virus e che la carica virale massima sia pari a quella di un non vaccinato, ma questa situazione permane per meno giorni e il virus è domato più in fretta.

    Vogliono trasformarlo in influenza ed è un azzardo bello e buono. Bisogna incrocciare le dita e sperare che non salti fuori alcuna variante che possa sfuggire completamente agli anticorpi. Allo stesso tempo stanno scommettendo che le varianti vadano per entropia verso maggiore velocità di diffusione e minore letalità. Mi pare di capire che questa sia una regola di virologia evolutiva… intuitiva.

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    • è possibile che sia stata proprio questa l’evoluzione naturale nell’epidemia russa di fine Ottocento (se era dovuta ad un coronavirus, come pare probabile), ma ci mise sei anni e soprattutto nessuno interferì con vaccini sull’evoluzione del virus.
      questa mi pare una grossissima incognita…, oltre che un bell’atto di arroganza e presunzione.

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        • sinceramente non mi pare che questa sia una grande novità. la novità assoluta è l’arroganza e la presunzione degli stupidi che fino a un paio di generazioni fa venivano costretti a nascondersi e vergognarsi.

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          • Sicuramente chi sbaglia al giorno d’oggi ha poche probabilità di pagare per le conseguenze. La società è migliorata nella protezione dell’individuo per via di medicine migliori, garanzie alimentari migliori, confort migliori ecc. Il problema è che l’individuo aumenta i suoi errori che sono compatibili con la nuova condizione di protezione. Questo però porta all’effetto contrario che per raggiungere la massima efficienza devi andare quanto più possibile vicino a quel nuovo limite. Sarà questa la società degli eccessi, compatibile con i limiti artificiali di sicurezza ma non sostenibile sul lungo periodo.

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