20-26 settembre, morti settimanali da covid 2020-2021 – 459

ecco i dati sull’andamento della pandemia da covid nel nostro paese nell’ultima settimana, esaminato attraverso l’andamento del numero dei morti.

forse quello che uso non è il parametro migliore, dato che lo registra con un ritardo che si può calcolare in due- tre settimane; forse il numero dei ricoveri nelle terapie intensive oppure semplicemente in ospedale è più attuale, ma i dati giornalieri non sono così facili da trovare.

ecco comunque due grafici che riportano soltanto i dati settimanali, ma distribuiti con una cadenza diversa da quella che uso io, dal sito del GIMPE:

gli ultimi due grafici in basso si riferiscono all’andamento dei ricoveri e all’andamento dei ricoveri nelle terapie intensive.

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ma veniamo comunque a noi.

medie giornaliere degli ultimi sette giorni dei morti da covid.

settimana 20-26 settembre 2021 (totale morti: 376; 397 la settimana precedente)

57,9 – 57,1 – 56,3 – 55,7 – 53,7 – 52,7 – 55,3

la settimana è iniziata con una diminuzione di 2 morti nella media settimanale rispetto al lunedì della settimana precedente (era 59,9) ed ha continuando segnando un calo lento, ma costante; solo il dato di oggi, domenica, ha segnato una brusca inversione di tendenza facendo risalire il numero di quasi tre punti: comunque il risultato finale vede una lievissima diminuzione di morti giornalieri medi (55,3 di domenica rispetto a 56,7 la settimana scorsa) per cui possiamo considerare l’andamento della pandemia questa settimana sostanzialmente stabile – il che apre a diversi scenari per il futuro.

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il risultato però è tanto più significativo in quanto il periodo corrispondente del 2020 aveva visto invece una crescita decisamente allarmante in termini proporzionali (più che un raddoppio), anche se ancora contenuta in termini numerici; possiamo dire che quei 7 giorni avevano chiaramente indicato l’inizio della seconda ondata:

settimana 20-26 settembre 2020 (totale morti: 129; erano stati 63 la settimana precedente):

10,1 – 12,3 – 13 – 14,1 – 15,6 – 17,4 – 18,4 (9,4 punti in più rispetto al lunedì precedente, che aveva indicato una media di 9 morti settimanali).

se si vuole mettere in relazione questo valore con l’apertura delle scuole (ma a me sembra un poco arbitrario), possiamo dire che qui si vedeva un raddoppio del numero dei morti e quest’anno invece se ne vede un lieve contenimento.

il risultato è sicuramente positivo, anche se il numero dei morti della settimana quest’anno rimane quasi il triplo di quello dell’anno scorso.

e non si sa se attribuire la cosa alla maggiore aggressività della variante Delta, alle aperture, o a un’efficacia globale dei vaccini comunque minore di quella propagandata: purtroppo la pandemia viene gestita in Occidente dalla ferrea ed inestricabile alleanza tra Big Pharma e stato (per l’occasione rappresentato da noi da un ministro che proviene da un’area che si definisce di estrema sinistra e dunque tiene buoni i contestatori di vocazione) ed è totalmente illusorio attendersi una informazione obiettiva in questo contesto.

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a questo punto siamo in grado di prevedere come si svilupperanno le cose nei prossimi giorni?

chiaramente no, la pandemia dovrebbe averci abituato all’imprevedibilità, per l’intreccio di troppi fattori anche contrastanti, ma possiamo lanciare alcune ipotesi molto discutibili e senza nessuna pretesa di indovinare.

ma su questo lascio la parola ai miei due commentatori ben più esperti di me sulla questione (anche se non rinuncerò alla fine a dire anche la mia, perché sono un po’ meno pessimista di loro).

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Krammer: sono d’accordo con te nel dire che l’Italia si sta comportando bene rispetto ad altri paesi europei. – nel senso, dico io, che da noi le cose stanno andando un po’ meglio che in altri paesi europei: mi pare un dato oggettivo. – molti grossi paesi europei hanno patito una sostanziale ondata post vaccino, qualcuno più piccolo invece non l’ha sfiorata. l’Italia si vede che è stata colpita a metà luglio, come molti altri paesi, ma da noi i contagi sono rimasti contenuti, sostanzialmente costanti per un mesetto e da settembre in lieve decrescita.
la situazione attuale la trovo anzi sorprendente, significa che in un modo o nell’altro qualcosa ha funzionato, qualcosa abbiamo contenuto. quanto sia dipeso dal vaccino e quanto dalle dinamiche sociali è difficile dirlo. considerato che in altri paesi europei con analoga copertura vaccinale il picco dei contagi è stato ben più alto del nostro, verrebbe da concludere che la componente sociale da noi sia stata determinante nel contenimento. questo è di buon auspicio, anche perchè non mi pare ci fossero granchè controlli in questi mesi estivi.ma l’impressione sul futuro è negativa, aleggia questa sostanziale diminuzione di controlli ed è scontato che il virus tornerà a presto bussare con una nuova ondata. i contagi decrescono di poco e in qualsiasi momento potrebbero tornare a schizzare verso l’alto. temo questo, non sono affatto ottimista dal punto di vista dei contagi. penso che ci sarà un altro boom e mi auguro che non ricalchi quello dello scorso anno.
quello che credo, per cui sono ottimista, è che se i nuovi contagi non supereranno quelli dello scorso inverno, il numero di morti sarà sostanzialmente minore. di quanto lo scopriremo, e questo a mio avviso decreterebbe l’efficacia concreta dei vaccini.
anche se si possono nascondere una gran fetta di nuovi casi ad esempio diminuendo i tamponi, i morti in Italia non si nascondono facilmente. i decessi sono il parametro di riferimento, come le terapie intensive. se la mortalità per nuovo caso dovesse crescere rispetto alla media dello scorso inverno, significherebbe che ci sono un sacco di positivi non rilevati in più rispetto allo scorso anno. non dice bene sull’efficacia dei vaccini ma dice certamente malissimo sull’operato del governo.
viceversa, se il rapporto tra mortalità e nuovi casi dovesse crollare rispetto allo scorso inverno, significa che i controlli sarebbero migliorati e/o che i vaccini hanno funzionato bene.
come scrivevo, per me sarebbe un ottimo risultato se questo inverno, con un numero di contagi
che potrebbe anche essere analogo allo scorso, alla fine risultassero in proporzione un quarto dei morti o meno.
sono cautamente ottimista solo per quanto riguarda la riduzione del danno, non dell’andamento prossimo dei contagi.
temo la situazione in cui i morti non superano i 200 al giorno di media con 20mila nuovi contagi medi identificati: una situazione limite in cui il governo con un po’ di manipolazione mediatica potrebbe dichiararsi soddisfatto, mantenendo consenso.
un risultato sotto le aspettative per i vaccini ed un disastro governativo sarebbe, altroché.
è quella la strada che temo e che probabilmente si realizzerà. sai che devo sempre sparare sempre qualche numero, qualche proporzione.
  🙂

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commento: io non ritengo il numero dei contagi in se stesso un dato particolarmente significativo; anzi, penso che un contagio ben superato dia una protezione immunitaria migliore rispetto al vaccino e contribuisca ad aumentare la quota di popolazione stabilmente immunizzata rispetto al virus; dopotutto questo è il modo naturale nel quale si spengono le epidemie.

Krammer prevede come possibile una ripresa dei contagi e dei morti, auspicando che questi possano essere contenuti all’incirca in un numero pari ad un quarto dell’anno scorso, cioè arrivino ad un tetto massimo di 200 al giorno.

a me pare che si possa essere meno pessimisti: la brutta stagione porta certamente ad un aumento della vita sociale al chiuso, e dunque ad una diffusione del virus più ampia; però i vaccini – comunque li voglia valutare dal punto di vista dei rischi a media e lunga distanza – stanno svolgendo la loro azione di riduzione dei casi gravi ed è prevedibile un aumento della quota della popolazione vaccinata per via dei greenpass resi di fatto obbligatori per la maggior parte e soprattutto per i lavoratori.

è vero che i vaccini attuali diminuiscono progressivamente la loro efficacia, ma il governo contrasterà la cosa con l’azzardo della terza dose e i nodi non verranno al pettine prima della fine dell’anno: è a quel punto che io vedo qualche problema, ma che a quel punto potrebbe essere risolto con l’obbligo vaccinale.

per il momento non vedo entrare in campo fattori significativi di segno contrario e penso che i fatti favorevoli al rafforzamento della pandemia e quelli contrari possano equilibrarsi fra loro.

fra l’altro mi pare che non si vedano ancora effetti negativi della riapertura delle scuole.

in poche parole, credo che l’attuale allarmismo sull’andamento della pandemia sia strumentale: non mi piace una cinquantina di morti al giorno e neppure una quarantina, ma se questi non erano considerati un problema ad agosto, non vedo perché debbano diventarlo ad ottobre, quando saranno anzi probabilmente un po’ di meno.

in poche parole, secondo me, il governo e i media stanno facendo dell’allarmismo per smaltire i milioni di dosi di vaccino in scadenza, ma problemi immediati non dovrebbero essercene, almeno nel senso che non vedo le premesse per un rapido peggioramento della situazione.

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ma a questo punto lascio la parola ad afo, il secondo esperto che la sorte mi ha messo a disposizione:

Ormai manca poco e vedremo se tra una settimana succederà qualcosa. […] Manca una settimana al via dei balli autunnali. […] Il fatto che l’epidemia riprenda a inizio ottobre non è necessariamente un copia incolla dell’anno scorso. Si basa su una mia osservazione, le persone che starnutiscono perché raffreddate per via del clima diffondo anche il SarsCov2 anche se asintomatici. Se conti che per esempio più del 50% degli attuali sono asintomatici ecco spiegato il boost del Sars nei cambi repentini di temperatura con stabilizzazione sui 10/15° che preferisce di suo. […] La mia previsione si basa su un deja-vu, perché rivedo le stesse scene identiche dell’anno scorso. […] Tra l’altro vogliono di nuovo aprire discoteche, teatri, cinema ecc con massima capienza questa volta.

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ma io rispondo che le cose non si ripetono mai uguali: c’è sempre qualche nuova variabile, e questa è nientedimeno che la vaccinazione di massa, figurati.

non dobbiamo più guardare al dato di quanti si infettano, che è ballerino e poco attendibile, dato il criminale rifiuto di una seria politica del tracciamento in Italia, ma a quanti si ammalano e soprattutto muoiono.

qui c’è in effetti un cambio sostanziale di parametro dovuto comunque ai vaccini e nel non considerarlo sta, secondo me, l’errore di metodo.

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comunque, lettori, ognuno di noi si è sbilanciato non poco, e senza fare il Nostradamus ambiguo e buono per tutti gli usi: vedremo tra una settimana se sarà possibile perfezionare le nostre previsioni o abbandonarle subito perché palesemente sbagliate.

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