virus ed effetto serra: a proposito della pandemia presente e delle future – 483

c’è un trafiletto piccolo piccolo sull’ultimo numero delle Scienze: ricorda che il riscaldamento globale sta sciogliendo parti sempre più ampie del permafrost siberiano, la tundra perennemente ghiacciata che non è più tale.

e la cosa è pericolosa lì dentro ci sono, congelati, batteri, ma anche virus di altre ere, e l’organismo umano moderno non è più attrezzato per difendersene, in termini di immunità genetica.

quindi IL RISCALDAMENTO GLOBALE PRODURRA’ NUOVE EPIDEMIE: vi è un legame tanto stretto, quanto sottaciuto e sottovalutato, pur se intuitivo, tra cambiamento del clima e malattie.

la consapevolezza di questo pericolo nascosto rende la connessione ancora più evidente.

. . .

fino a qui l’articolino delle Scienze; ma io rilancio, fare ipotesi non costa nulla, anzi dovrebbe essere apprezzato, sempre che qualche grossolano non prenda le ipotesi per cosa certa.

sull’epidemia di covid in corso circolano due spiegazioni possibili:

1. lo spillover naturale, il salto di specie, che però al momento ha dalla sua parte soltanto il libro omonimo bellissimo di David Quammen sulle nuove malattie virali dovute negli ultimi decenni a fenomeni simili, ma sinora non ha trovato spiegazioni convincenti; niente di strano, anche per altri virus ci sono voluti a volte decenni per ricostruirne l’origine, e il libro di Quammen è bello proprio perché ricostruisce la storia appassionante di queste ricerche scientifiche.

2. la seconda spiegazione in ballo è quella dell’incidente di laboratorio, e si intende che il laboratorio, per antonomasia, sia quello di Wuhan, sia perché vi si facevano ricerche su coronavirus potenziati in vista della preparazione di vaccini, sia perché si dà per scontato che la prima gallina che canta sia quella che ha fatto l’uovo, ed è a Wuhan che il nuovo virus è stato identificato per la prima volta.

ma questa spiegazione è puerile, anche altri laboratori nel mondo facevano ricerche simili, e in particolare anche un laboratorio militare americano; e allora Wuhan avrebbe potuto esercitare un ruolo nella nascita della pandemia come sede non del laboratorio di ricerche virologiche, ma dei giochi militari internazionali di ottobre 2019; del resto, il virus circolava in Italia già tra novembre e dicembre e sembra strano o rimane comunque non spiegato come potesse essere arrivato da Wuhan in tempi così veloci, quasi immediati, per non dire che sembra quasi che si sia invertita per l’occasione la freccia del tempo.

quindi anche questa ipotesi, nonostante diverse rivelazioni (non si sa quanto attendibili) di persone che dicono di avere lavorato in quel laboratorio e anche indizi non trascurabili, come quelli che provengono dall’analisi del DNA del virus, non ha raggiunto una piena certezza.

metteteci di mezzo anche vari interessi geopolitici e diversi servizi segreti e la possibilità di capirci qualcosa è già morta.

certo, l’ipotesi rimane oggi sul tavolo, non più irrisa dai virologi prezzolati che se ne facevano beffe dal febbraio 2020 in poi, quando solo accennarla portava dritti all’accusa di complottismo demenziale anti-scientifico, e non bastava neppure che fosse un premio nobel a difenderla.

3. ma, in questa situazione di incertezza, perché non aumentare i dubbi, allora, e pensare che il covid19 sia l’avanguardia di un esercito di virus che, come in film fantascientifico dell’orrore, si sta risvegliando nelle tundre siberiane, preparandosi ad attaccarci?

questa ipotesi potrebbe sembrare totalmente campata per aria, e magari chi è del mestiere potrà dimostrarlo facilmente… però si combina bene con un altro scenario:

nel 1889-95 vi fu in Europa un’epidemia, rimasta misteriosa, fu chiamata russa, perché prese origine dai macelli della Siberia.

fece un milione di morti: morivano di polmonite, perdevano gusto ed olfatto; la medicina del tempo non riuscì ad identificarne la causa, neppure si sapeva, allora, che esistessero i virus; oggi si suppone che fosse provocata da un coronavirus e che si sia estinta naturalmente nel giro di sei anni, perché questo ebbe una evoluzione verso forme meno aggressive che si limitavano a produrre un raffreddore; ma non si hanno certezze.

ora non potrebbe essere che questo virus provenisse già allora appunto dal deposito del permafrost siberiano, in un tratto in cui questo venne a sciogliersi per la presenza e per le attività umane?

e che il virus attuale sia una forma simile di quel virus, egualmente emerso e diffuso CONTEMPORANEAMENTE in alcuni paesi, come la Cina e l’Italia?

. . .

questa mia domanda serve più a mettere in discussione ogni forma di falsa certezza che ad affermare qualcosa della quale non esistono prove.

però lo scioglimento in corso del permafrost siberiano è invece un fatto certo e quindi lo è altrettanto la conseguente liberazione di nuovi agenti patogeni, virus o batteri.

di conseguenza la crisi della nostra civiltà provocata dal riscaldamento globale passerà anche attraverso epidemie sempre più gravi e virulente, oltre che attraverso il crollo della produzione agricola, le migrazioni di massa per la fuga da territori diventati inabitabili, il crollo globale dell’economia del debito sotto l’evidenza del fatto che nessuna potenza al mondo sarà più in grado di restituirlo…

. . .

non basta questo scenario angosciante? ce n’è uno più tremendo ancora.

il permafrost contiene metano congelato, sciogliendosi lo libera nell’atmosfera e il metano produce un effetto serra più potente dell’anidride carbonica, e va ad unirsi a questa e al normale vapore acqueo che pure aumenta per il riscaldamento.

che se poi arrivassero a sciogliersi anche gli immani depositi di metano congelati nel fondo degli oceani, per il riscaldamento dei mari, allora l’effetto venusiano sarebbe rapido e certo e le temperature del pianeta schizzerebbero in poco tempo a centinaia di gradi: fine della partita.

ma, senza essere catastrofisti in modo così planetario, perché una mente normale si rifiuta anche solo di pensarle queste cose, basta anche il primo effetto dello scioglimento del permafrost a creare scenari cupi.

e noi siamo qui a litigare per delle sciocchezze mentre già la casa comune brucia.

11 commenti

  1. Sapevo da anni, almeno 10, della minaccia del permafrost siberiano con il metano ivi imprigionato ma era un’argomento talmente impattante sulle nostre sicurezze che nessuno aveva il coraggio di parlarne.
    Oggi si pensa di contenere la co2 ed il riscaldamento globale entro 1 o 2 o più gradi pensando al male minore ma come se la risposta del pianeta fosse sempre lineare rispetto alle piccole variazioni di questi parametri. Invece si omette di considerare che le piccole variazioni degli equilibri del globo potrebbero scatenare reazioni esplosive e devastanti per l’umanità tanto che una pandemia sarebbe una caramella al confronto.
    Quando apri delicatamente una bottiglia di spumante potrebbe non succedere nulla ma poi una piccola variazione della pressione o un’innesco meccanico, un piccolo colpetto, possono fare esplodere letteralmente i gas disciolti e spumeggiare violentemente.
    Nessuno di noi sa se questo mondo non sia come una bottiglia di spumante in un equilibrio critico e se con una piccola sollecitazione non possa esplodere in qualche modo. Certo è che l’uomo sta impegnandosi per scuoterlo con tutte le sue forze. Non escludo a questo punto che vedrò nella mia vita la fine dell’umanità.

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  2. Sembra che siano stati trovati anticorpi Covid in campioni di sangue di dieci anni fa. Segno che questa malattia non è nuova come sembrerebbe. Ora non riesco a mettere il link ma è notizia attribuibile a Remuzzi dell’istituto Mario Negri.

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    • ho letto anche io questa notizia: una spiegazione possibile sembra consista nel fatto che la immunizzazione naturale con qualche coronavirus potrebbe coprire uno spettro più ampio di virus simili. non sono in grado di valutare questa ipotesi, ma come l’ho letta te la vendo.

      potrebbe anche essere che il virus esistesse in qualche forma simile e poco pericolosa, ma che poi si sia improvvisamente attivato per qualche variante subentrata?
      con questa ipotesi non è incompatibile quella dell’intervento manipolatorio in qualche laboratorio per potenziare la pericolosità di un virus già esistente, con innesti di DNA alieno. in questo caso chi si era già immunizzato col virus originario potrebbe avere mantenuto l’immunizzazione anche col nuovo.
      così oggi, cercando gli anticorpi per questo virus nuovo, si trovano in realtà anticorpi simili per la sua forma precedente non manipolata, o comunque non mutata anche naturalmente.

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  3. Interessantissimo e tremendo articolo! Me lo sono salvata 👍
    Insomma, meglio non guarda al futuro che se no ci sale l’angoscia…
    Se vogliamo, anche nella Bibbia, prima della fine sono descritti tempi spaventosi tra pestilenze, carestie, guerre e eventi climatici catastrofici

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