il paradosso della privacy applicata alla politica – borforismi 113

sono uomini (e donne) che scelgono la vita pubblica.

ma poi vogliono che sia coperta da privacy.

compresi gli affari fatti sfruttando le cariche pubbliche…

che non sono tanto privati, proprio per questo.

8 commenti

  1. C’è una pagina molto salace in Saltatempo di Benni in cui si parla appunto della “privacy” del potente. A me sembra così ovvio che se un politico fa qualcosa che potrebbe interessare tutti (e se Renzi fosse in “rapporti amichevoli” con gli sceicchi arabi direi che la cosa ci interesserebbe), allora tutti devono saperlo…

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  2. Mi pare di aver sentito le tele sulla pubblicazione dei movimenti bancari. Ma se uno viene pagato dagli arabi, tanto per dire, quanto si darà da fare per ridurre la dipendenza dal petrolio? Ma soprattutto: cosa ha da insegnare Renzi per guadagnare due milioni in discorsi?

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    • non c’è stata nessuna pubblicazione da parte del Fatto Quotidiano dell’estratto conto bancario di Renzi, come blatera una propaganda palesemente asservita, ma solo la pubblicazione di ALCUNI movimenti bancari sospetti divenuti pubblicabili a seguito della conclusione delle indagini preliminari, che hanno eliminato il segreto sulle indagini svolte.
      anche l’Unione Europea ha stabilito (ovviamente) che per i personaggi che esercitano funzioni pubbliche i diritti alla privacy sono “attenuati”.

      le legge recente sulla presunzione di innocenza non vieta ovviamente ai giornali e ai media di divulgare notizie sulle quali venga tolto l’obbligo del segreto, vieta alle autorità pubbliche di divulgare notizie non necessarie (il caso di Renzi è diverso da quello del figlio di Grillo, per esempio, per il quale le indagini non si sono ancora concluse).
      https://corpus2020.wordpress.com/2021/11/06/presunto-innocente-discolpatevi-se-potete-che-fine-fa-in-italia-una-direttiva-europea-530/

      a me sembra evidente che l’opinione pubblica abbia il diritto di sapere che il senatore Renzi viene pagato da un assassino manifesto come il principe ereditario dell’Arabia Saudita o dai Benetton; semmai è incredibile che possa farsi pagare in questo modo senza violare nessuna legge.

      siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica; chi vuole che queste manovre restino segrete dimostra solo con questo che concezione della politica ha.
      ma il nostro popolo sembra abbastanza bue di suo o rincretinito dai media per accettare tutto questo.

      quanto ai discorsi di Renzi, pagati due milioni di dollari, mi domando – tanto è notorio quanto sono presuntuoso e quindi mi sputtano da solo senza esitazione – quanto dovrei essere pagato io allora, ma anche altri, per quel che scriviamo sui blog.
      troverei normale in casi come questi una legge che vieti di pagare il conferenziere più dell’incasso netto realizzato con la sua conferenza in base al biglietto di ingresso (in Germania avevo trovato che era normale che le conferenze fossero a pagamento molto spesso, in Italia no, perché allora non ci andrebbe nessuno).

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