il finale è a scelta – borforismi 122

c’era una volta un pastore che scoprì che nei suoi pascoli era arrivato, chissà come, un animale feroce, forse sfuggito da uno zoo; faceva strage dei suoi animali, in particolare dei più fragili, ed era pericoloso anche per lui.

per un po’ il contadino si barricò in casa, cercando di uscire il meno possibile, lui e la sua famiglia, ma la situazione si faceva pesante da tutti i punti di vista; per questo fu ben contento quando venne a suonare alla sua porta un vicino, un tipo in realtà non troppo raccomandabile (si diceva che fosse un mafioso), che aveva saputo del suo problema ed era venuto a proporgli un’arma di nuova concezione per uccidere la fiera o almeno tenerla lontana.

il prezzo era caro, ma il pastore sentiva di non avere via di scelta: pagò per quello che non aveva neppure capito se fosse un lanciafiamme o un bazooka ed uscì coraggiosamente dal casolare; non passò molto tempo che la belva riapparve e il contadino fece subito fuoco, senza neppure prendere bene la mira; il frastuono era tanto, e la bestia feroce si allontanò.

contento, il pastore scese a valle per riempire di nuovo la dispensa e procurarsi del mangime per le sue pecore, ma, al ritorno, l’animale era già vicino a casa e sembrava aspettarlo, più affamato di prima: il contadino prese bene la mira questa volta e vide di averlo messo in fuga di nuovo; ma non sembrava che lo avesse ferito, soltanto spaventato: non c’erano altre tracce di sangue in giro che quelle delle numerose pecore squartate.

perplesso, l’uomo cominciò a chiedersi se quell’arma non sparasse soltanto a salve; e ne ebbe la prova poco dopo quando il pericolo riapparve; ma non sembrava la stessa bestia di prima, ora era più grossa e la si sarebbe detta anche più agile; anche il nuovo colpo sembrò spaventarla molto di meno, fece soltanto la finta di fuggire, ma cominciò ad avanzare ruggendo paurosamente.

il pastore avrebbe ben potuto rinchiudersi in casa di nuovo, ma era veramente una brutta prospettiva; in più sembrava impedirglielo proprio il fatto di avere speso tutti i suoi risparmi per acquistare quell’arma ciofeca; così, immobile, paralizzato dal terrore, insisteva a sparare colpi che non lanciavano nell’aria altro che fumo e rimbombo ed oramai sembravano eccitare l’animale più che spaventarlo.

ma papà, perché insisti a sparare a vuoto? piagnucolò suo figlio, ho paura; anche il pastore ne aveva, e molta, ma non poteva ammetterlo davanti a lui.

ora una nuova belva, molto più grossa, vorace ed aggressiva, aveva preso il suo posto, ed era oramai troppo vicina: sparare un ultimo colpo o tornare a rinchiudersi al sicuro? il contadino ebbe il suo ultimo attimo fatale di incertezza e…

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