Draghi e la progressività fiscale inversa – 554

Articolo 53 della Costituzione: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

riforma fiscale di Draghi:

area no tax, invariata a 8.174 euro, sui quali non si pagano tasse.

primo scaglione, redditi fino a 15mila euro l’anno: nessuna riduzione delle tasse, l’aliquota resta al 23%.

secondo scaglione, redditi da 15mila a 28mila euro l’anno: riduzione delle tasse del 2%, l’aliquota passa dal 27% al 25%.

terzo scaglione, redditi da 28mila a 55mila euro l’anno: riduzione delle tasse del 3%, l’aliquota passa dal 38% al 35%.

quarto e quinto scaglione vengono unificati all’aliquota del 43% che ora viene applicata anche ai redditi tra 55mila e 75mila euro l’anno; il vecchio quarto scaglione subisce quindi un aumento delle tasse del 2% sul reddito tra 55mila e 75mila euro, ma questo è compensato dalle riduzioni ricevute sui primi 55mila euro.

in sostanza viene beneficiato dalla riforma chi guadagna da 15mila a 55mila euro l’anno (lordi), ma di più chi in questo gruppo guadagna di più, perché lo scopo di queste riforma non è il benessere dei cittadini, ma lo sviluppo di certi consumi.

in tutta evidenza si tratta di una riforma che va contro la Costituzione, un bell’assaggio di che cosa sarebbe Draghi presidente di una repubblica di fatto semi-presidenziale; ma già oggi un presidente della repubblica che difendesse davvero la Costituzione dovrebbe rinviare la legge al parlamento, perché la legge cambia la Costituzione di fatto.

oppure dovrebbe fare presente che l’articolo della Costituzione andrebbe riscritto così: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità di evadere le tasse. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività inversa, cioè deve pagare di più chi guadagna di meno.

16 commenti

    • potresti avere ragione. certo mi scappa da ridere a leggere sui giornali di oggi tutta la sorpresa e la delusione di Draghi che dice di avere fatto tanto per ridurre le tasse, ma insiste a non dire a chi.

      peraltro questo blocco non l’ha certo creato Draghi, ma l’ha costruito Berlusconi, distruggendo l’interclassista Democrazia Cristiana, ed oggi in Italia è assolutamente trasversale e comprende tutti i partiti, a parte – a parole – i fantasmini litigiosissimi dell’estrema sinistra.
      anzi Draghi fa perfino trapelare qualche vaga aspirazione a tagliare le ali ai più ricchi: peccato che non lo lascino lavorare!

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