schifato (dalla puzza di cammello) – 56

ammetto l’interesse oramai scarso, per non dire ridotto a nulla, di dichiarare le mie opinioni politiche qui o altrove:

un ostinato silenzio mi sembrerebbe il comportamento più adeguato da parte di qualcuno (io) che non riesce più a capire quello che sta succedendo.

forse arrendersi all’evidenza che il matto sono io, invece di pensare che matti sono tutti gli altri come credeva quel tale che aveva infilato l’autostrada contromano.

però trasformiamo ancora una volta questa depressa dichiarazione in una litote, visto che dirò ancora una volta la mia, e poi spero di riuscire a tacere per sempre.

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fisso, all’inizio, alcuni punti della mia opinione politica del tutto scombinata e forse fortemente legata ad elementi emotivi, che però mi sembrano gli articoli base di una grammatica istituzionale, nemmeno politici in senso stretto; piuttosto delle regole del gioco che dovrebbero essere condivise da tutti, prima ancora di sedersi per la partita.

1) Conte non può più fare il Presidente del Consiglio, nel mio pazzesco modo di vedere le cose, perché se un primo ministro si dimette subito dopo avere avuto la fiducia dei due rami del Parlamento, significa che non lo vuole più fare e lo ha ufficialmente dichiarato ai cittadini.

quindi, nessuno mi rompa le palle, per favore, con la manfrina Conte sì, Conte no, che serve unicamente a nascondere giochi di potere sostanziali sul programma e molto più sporchi: chiunque, ma non Conte, che si è chiamato fuori da solo.

2) per motivi analoghi non è neppure più proponibile la stessa maggioranza che si è dissolta a inizio mese ufficialmente davanti agli elettori: per favore, nessuno ci prenda in giro; se avevano dei dissensi, dovevano risolverli all’interno, secondo il vecchio detto sui panni sporchi; nel momento in cui hanno dichiarato agli elettori di non poterlo fare, basta, si volti pagina e si cerchi un’altra maggioranza.

3) il compito spetta ai 5Stelle, come partito di maggioranza relativa e compete a loro indicare il capo del governo; nel momento nel quale una maggioranza simile attorno a loro non emerge, si passi l’incarico al secondo partito in Parlamento, cioè alla Lega per Salvini, e se neppure questa ci riesce, al terzo partito, cioè al Partito Democratico; dopo di che, direi basta.

4) in caso di stallo si provi con un governo del Presidente, prendere o lasciare, sapendo che una bocciatura comporta il ritorno alle elezioni in un contesto di pandemia, cosa che sarebbe sommamente da evitare per un senso di responsabilità che la maggior parte dei partiti non dimostra.

5) e ho lasciato tra parentesi lo scandalo per il quale partiti che si sono presentati alle elezioni in coalizione, cioè in unico schieramento politico, subito si differenziano nelle scelte, dimostrando di avere preso in giro i loro elettori: se le loro scelte politiche sono incompatibili fra loro, facciano il favore di presentarsi separatamente, per permettere agli elettori di scegliere.

. . .

6) non sono così stupido da non capire che le elezioni in questo contesto saranno un plebiscito per la destra, direi perfino meritato in qualche modo, ma a questo punto dico chiaramente: e chi se ne frega?

se la cosiddetta sinistra ha dato ripetutamente negli anni questo spettacolo penoso, mi sembra giusto che venga bastonata, anzi che proprio si dissolva.

. . .

chiudo togliendomi gli ultimi sassolini dalle mie scarpe che sono evidentemente pazzoidi come me:

7) chi e come ha reso possibile che Renzi, un autentico criminale politico e un uomo spregevole dal punto di vista umano, diventasse segretario del Partito Democratico? qualcuno ricorda che non poteva concorrere alla carica di segretario a norma dello Statuto e che lo Statuto fu aggirato per consentirgli di diventarlo? chi gli ha lastricato la strada?

vero che si tratta di vecchi vizi, visto che la sinistra italiana, un secolo fa, spianò la strada al potere ad un suo uomo che si chiamava Mussolini, e non voglio paragonare un dittatore vero al miserabile propagandista prezzolato del rinascimento saudita e dell’islam sunnita come faro di civiltà.

8) in qualunque paese normale, dopo un’uscita simile, il responsabile sarebbe costretto alle dimissioni o cacciato dal parlamento con ignominia: sono cose che fanno sembrare bazzecole persino i reati psico-sessuali di Berlusconi e ci hanno fatto passare da una immaginaria nipote di Mubarak, un poco puttana fin da minorenne, ad un autentico principe ereditario arabo sanguinario.

9) e invece quella che dovremmo considerare sinistra (forse nel senso sinistro del termine) la vediamo seduta attorno ad un tavolo assieme a chi si è appena guadagnato un infame compenso lodando le mani immerse nel sangue degli yemeniti bombardati ogni giorno come quelle del protagonista del nuovo presunto Rinascimento islamista.

un uomo prezzolato da un assassino riconosciuto, benché principesco, dovrebbe suscitare un ribrezzo insuperabile ed un rifiuto assoluto di trattare con lui, qualunque sia la conseguenza.

Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Vangelo secondo Matteo

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10) perché la politica non è l’arte di conservare il potere a tutti i costi, ma la scienza che insegna come fare qualcosa di buono dal punto di vista sociale, per diminuire la sofferenza e migliorare la condizione degli uomini: di tutti gli uomini.

e non puoi farlo alleandoti con degli assassini né con dei farabutti, a meno che tu non sia un farabutto della stessa pasta.

. . .

11) tralascio ogni considerazione, in parte già fatta, sulle condizioni che Renzi pone per appoggiare un governo:

l’eliminazione del reddito di cittadinanza (lui che è l’inventore scellerato degli 80 euro!),

il ritorno alla prescrizione per i reati dei colletti bianchi,

e la nomina della Boschi all’economia per gestire in prima persona i 200 e passa miliardi fantasma dell’Unione Europea.

12) solo uno come Renzi, che ha ipnotizzato coloro che vuole distruggere ed è più pazzo scatenato del vostro blogger, può concepire un disegno simile dall’alto della scissione che ha generato un partitucolo personale pressoché fantasma e accreditato attorno al 2% di consensi reali.

chiunque fosse stato semplicemente in sé sarebbe andato a vedere questa partita a poker truccata e altrimenti avrebbe serenamente passato il testimone, in attesa di una rivincita in tempi migliori.

. . .

13) perché, vedete, qui mi comprometto, Salvini non è peggio di Renzi e tra vedere governare Renzi e veder governare Salvini, a questo punto non vedo tutta questa differenza e mi dichiaro neutrale.

fui neutrale quattro anni fa fra la Clinton e Trump; figuratevi se non posso esserlo fra le loro due varianti provinciali, Renzi e Salvini.

fra loro due che perda il peggiore e se la sbrighino fra loro: io mi tiro fuori, schifato da entrambi.

ma da Renzi forse persino di più.

16 commenti

    • motivo perché mi fa più schifo Renzi di Salvini.
      entrambi sono prezzolati: Salvini dai russi e Renzi dai sauditi; e dunque indegni di fare politica e di sedere in Parlamento.
      ma Salvini è un razzista e lo dichiara apertamente; e dei rapporti con i russi almeno si vergogna e li smentisce.
      invece Renzi è un razzista che finge di non esserlo e i rapporti con i sauditi li rivendica anche.

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  1. Ci danno da bere una medicina amara, dovremmo stare meglio. A me torna in mente l’olio di ricino. Cerco un po’ di cicuta, forse libera anche dalla peste bubbonica.
    La parte dei perdenti spetta a quasi tutti, esclusi gli ominicchi potenti e gli stronzi potenti e i criminali potenti.
    La scelta è inevitabile. Lascio ai peggiori la mia maledizione.
    E non esiste solo la Shoah. Condanno tutti i crimini contro l’umanità, i mandanti hanno nomi e cognomi
    Oltre allo schifo italiano provo dolore e orrore per quanto continua ad avvenire vicino e lontano.
    Ciao Mauro

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    • pare che non migliorasse affatto la salute l’olio di ricino, somministrato a forza ai dissidenti a suon di manganello un secolo fa…
      ora si usano altri strumenti e l’olio di ricino è virtuale, piuttosto.

      c’è uno che recita la parte del matto furioso, e gli altri gli credono, per mancanza di coraggio e di immaginazione.

      buon risveglio, Francesca.

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  2. Mastella l’aveva detto quasi subito che volevano fotterli ed usarli per far rientrare Renzi… comunque, se anche dovessero fare il governo, Renzi continuerà a rompere le scatole tutti i giorni, a Conte e soprattutto a noi. Aveva ragione Zingaretti già nel 2018, bisognava andare a votare allora…

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    • non ricordo che Zingaretti dicesse questo nel 2018: e a che titolo? era soltanto presidente della Regione Lazio, allora, e candidato alla segreteria del PD.
      in ogni caso, se l’ha detto, aveva torto – a mio parere, ovviamente, ma non mi va di ripeterlo ogni volta per non essere accusato di dogmatismo: mi pare ovvio che, quando uno parla, dice quel che pensa lui, no?
      le elezioni si devono fare alla scadenza, altrimenti le elezioni diventano una farsa.
      e se Zingaretti voleva le elezioni nel 2018, perché non le vuole adesso, allora?
      comunque nacque un governo, e poi un altro, e questo chiude ogni discorso.
      se adesso nasce un terzo governo, il discorso sulle elezioni è chiuso di nuovo; le elezioni costano parecchio, nel caso di una pandemia in corso sono un azzardo pericoloso e sono assolutamente inutili se riconsegnano un quadro simile al precedente.
      forse questo non sarebbe il caso attuale, ma non è che dobbiamo rifare il parlamento se la gente nel frattempo ha cambiato qualche opinione.
      le elezioni si fanno soltanto quando un parlamento non è assolutamente in grado di dare una maggioranza e il presidente della repubblica dovrebbe fare di tutto per arrivarci…

      quanto a Mastella, credo che sbagliasse: il tentativo vero era di costruire una maggioranza senza Renzi; il fatto è che questa maggioranza non c’è quando si tratta di fare dell’Italia un paese fondato su un certo grado di giustizia uguale per tutti.
      e lui non era certo disposto a fare una maggioranza per mantenere la riduzione della prescrizione…
      quindi ecco qualche alibi politicista per nascondere la sostanza.

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      • Scusa era il 2019, quando cadde il primo governo Conte, ma Renzi volle fare il governo. Le elezioni alla scadenza si fanno se si possono fare, non è che si debba fare un governo purchessia per rispettare la scadenza. Un governo tecnico o di larghe intese, magari con dentro ancora Forza Italia e perché no la Lega, proprio no grazie.Mastella è una vecchia volpe e conosce i suoi polli meglio dei vari Casalino & c., oltre che le macchinazioni della politica. Comunque a breve vedremo come va a finire, nemmeno vale la pena di agitarsi.

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        • non voglio fare il tignoso, ma nel 2019 non fu soltanto Renzi a voler fare il governo, ma anche i 5Stelle e Zingaretti. anzi, Zingaretti si trovò scavalcato di colpo da Renzi e gli andò dietro.
          se Zingaretti voleva le elezioni, bastava che dicesse di no: che discorsi sono questi?
          e se le vuole adesso, può ottenerle quando vuole.
          è un personaggio tremendamente mediocre, scelto per questo anche lui, per non dare ombra alle varie fazioni personali, ma dovrebbe smetterla di lanciare il sasso e nascondere la mano, di dire una cosa e farne un’altra.

          certo, noi continuiamo pure a non agitarci e a lasciare fare a questa gentaglia tutte le porcate che vogliono: oramai siamo assuefatti…

          (ogni tanto penso che tu mi provochi coscientemente, per farmele sparare più grosse…).

          le elezioni non si devono evitare per forza, ma neppure si devono fare per forza ad ogni cambio di casacca di questo o quello: gli elettori vanno rispettati.
          se poi un governo è assolutamente impossibile, ben vengano anche le elezioni anticipate, ma non sono certo un segno di buona salute del sistema.
          in questo caso sia la destra al governo prima coi 5Stelle, sia gli altri al governo dopo e sempre con loro, hanno dato prove di una inettitudine così devastante che le elezioni avrebbero senso solamente se ci fossero delle forze politiche nuove in campo.
          ora andare a votare, con una legge elettorale truccata e con le stesse marionette del teatrino politico, sa proprio di presa in giro dell’elettorato.
          qualche masochista andrà a votare, sicuramente; ma io non andrò certo a rischio di infettarmi al seggio per loro. dal 2008 annullo la scheda, ma questa volta non vado di sicuro neppure a votare: se la cantino e se la suonino fra loro.

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          • Hai detto bene, Zingaretti si trovò scavalcato o dovette andargli dietro, perché un bel pezzo di partito andava dietro Renzi. Non capisco in che senso gli elettori non sarebbero rispettati andando a votare: hanno votato, la loro scelta non ha portato ad un governo anzi a troppi governi, si rivota, qualcuno cambierà idea, qualcuno punirà o elogerà gli eletti. Può darsi che non cambi niente o cambi in peggio, però non ci vedo niente di scandaloso o addirittura eversivo. Non sarebbe il momento a causa della pandemia e dei problemi da gestire e risolvere, per i quali comunque dato che non siamo cinesi e ci sono troppi galli a cantare faremo pasticci, che si vada a votare o meno. Poi se non vai a votare di che ti preoccupi? Pensi che se si arriva nel 2023 non vinceranno Salvini e Meloni?

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            • certo, io sono cresciuto a Togliatti e Berlinguer, che erano dei leader, capaci di visioni strategiche (anche se non le condividevo), e guidavano ben altri partiti, coesi e attraversati da un profondo senso di disciplina – che oggi ritrovo ancora nei partiti tedeschi, peraltro; vedi la lotta recente nella CDU per la successione alla Merkel, la destra del partito ha perso per un soffio, ma rimane nel partito e segue la linea; lo stesso si vede nel Regno Unito, Partito Laburista: ne ha fatte di giravolte da Blair ad oggi, ma senza spaccarsi mai.
              indubbiamente Zingaretti non è un leader.
              e i nostri partiti sono diventati degli aggregati di feudi personali in lotta disordinata fra loro.
              ma sbaglio, oppure già nel 2018 il PD fece delle trattative per fare un governo con i 5Stelle a partire dalla posizione idiota che il capo del governo spettava a loro? loro PD intendo…

              non c’è nulla di scandaloso e neppure di eversivo nelle elezioni anticipate, figuriamoci; basta capire che senso hanno: le abbiamo fatte nel 1972, per seppellire definitivamente il centro-sinistra e riportare al potere il centro-destra di Andreotti; poi nel 1976 per rovesciare la frittata e prefigurare il compromesso storico e un governo DC-PCI; poi nel 1979, per seppellire definitivamente questa proposta, così sgradita agli americani, e dopo l’omicidio di Moro; poi nel 1983 per aprire l’era di Craxi; poi nel 1987, per provare a chiuderla, dopo la prova di forza con gli americani a Sigonella, ma senza riuscirci. elezioni anticipate anche nel 1994 dopo la crisi di Mani Pulite e nel 1996 per liberarsi di Berlusconi, che aveva vinto le precedenti; poi nel 2008, dopo il suicidio della sinistra che aveva vinto quasi per sbaglio quelle del 2016, per rimetterlo in sella.
              questo ripassino alla wikipedia, per dire che le elezioni anticipate corrispondono sempre a sostanziali svolte politiche o almeno al tentativo di farle. e lo stesso sarà per queste, ovviamente: è perfettamente logico che l’elettorato punisca chi ha avuto la possibilità di governare e non ci è riuscito, no? saranno le elezioni anticipate del trionfo della destra…
              nessun dubbio quindi che la destra stravincerà anche le prossime regolari del 2023, a maggior ragione dopo lo spettacolo immondo di questi giorni; resta da capire perché farle il regalo di anticiparne la vittoria di due anni, di permetterle di eleggere Berlusconi presidente della repubblica e di cambiare probabilmente anche la Costituzione, visto che la legge elettorale non è stata cambiata, nonostante la riduzione dei numero dei parlamentari.

              quanto alla tua ultima domanda un pochino polemica, io mi considero l’anti-fascista del ventennio che non andava a votare i plebisciti del regime; voto tranquillamente a regionali, comunali e, finché potevo, anche alle provinciali, cioè dove ci sono leggi elettorali pulite, ma non esprimo il mio consenso ad elezioni farsa.
              la Corte Costituzionale, non io, ha stabilito – nel 2014!!! – che le elezioni del 2006, del 2008 e del 2013 erano truccate.
              bene, tu sei andato a votare e hai espresso il tuo appoggio a che le truccava; io purtroppo ho votato nel 2006 perché la legge elettorale truffa concordata tra Berlusconi e Veltroni era stata appena fatta e non l’avevo capita bene, ma poi ho mangiato la foglia e almeno ho la coscienza personale politica pulita.
              continuerò così, fino a che non ci faranno votare liberamente: io le liste bloccate non le voto! queste sono elezioni di regime come quelle fasciste.

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  3. Tanto è una farsa di cui già si conosce l’epilogo, è ovvio che Conte si è dimesso per mantenere il posto, cioè per trovare un compromesso con Renzi senza essere sfiduciato, contando sul fatto che tra le forze di maggioranza nessuno vuole andare alle elezioni, e quindi accetteranno di tutto.
    Purtroppo Mattarella è complice di questo scempio della democrazia, quindi non farà nulla di quanto proponi ai punti 3 e 4.

    L’unica magra consolazione è che tutti questi farabutti alla prossime elezioni(sempre che non trovino qualche escamotage per evitarle) saranno spazzati via… a meno che non riescano a scialacquare i soldi europei per comprare voti, cosa che spero sarà impedita dall’Europa!

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    • sì, sono abbastanza d’accordo con te; e questo mi pare il disegno di Mattarella, che non dimentica di dovere l’elezione a Renzi.
      conservo soltanto la speranza che dentro i 5Stelle ci sia una reazione abbastanza forte da far fallire il compromesso indegno.
      che si passi, di conseguenza, a cercare il governo detto istituzionale, ma che il Partito Democratico resista all’idea folle di governare con Salvini, e lasci il cerino acceso in mano a Renzi.
      confido anche che pure la Meloni lo rifiuti.
      ma comunque anche un governo PD, Forza Italia e Lega avrebbe la metà dei seggi alla Camera e non avrebbe una maggioranza al Senato, salvo trovarsi i suoi responsabili.
      a questo punto un pezzo di Italia Viva potrebbe abbandonare il suo leader schizzato e nascere un governo, che purtroppo – dal mio punto di vista – sarebbe ancora presieduto da Conte.

      l’unico problema è che questa eventuale ammuìna porterebbe via tempo prezioso per la soluzione dei nostri problemi.

      però non credo che queste speranze personali siano troppo realistiche; tutto dipende da gente come Di Battista e puoi immaginare quanto mi pesi dover affidare delle residue speranze a loro.

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  4. Non mi viene da aggiungere altro al tuo sfogo, se non aggiungervi il mio personalissimo.
    Si potrebbe persino tornare al voto, per ripetere il copione degli ultime trent’anni. Vince la destra, casse dello stato in fallimento, quindi un governicchio tecnico sostenuto dai responsabili che riparano i danni, magari chiamando alla corresponsabilità il paese intero, nell’ora del sacrificio (oro alla patria). Che poi, papale papale, vuol dire bastonare i soliti nelle gengive che di denti non ne hanno più da un pezzo.
    Oppure no, ed assistere al mercato delle vacche che tanto di quello dei cammelli qualcuno s’è fatto edotto e sa come condurre il gioco.
    Comprendo il tuo disappunto, soprattutto perché mi sono fatto decenni di militanza a sinistra, quando i poveri disgraziati come me, che provavano a mettere assieme il pranzo con la cena e scaricavano cassette di pesce ammuffito per mettere su quei quattro soldi per studiare, credevano che quella di “esserci” era l’unica opzione possibile. Non è andata così.
    Col senno del poi mi sarei evitato di spendere le mie notti ad impiastricciarmi del piombo d’un Gestetner dismesso dalle Ferrovie. Avrei evitato di rovinarmi pezzi consistenti dei miei sistemi di relazione e non mi sarei rovinato il ginocchio buono. Oggi posso dirlo, poiché ho la consapevolezza di non avere spostato una virgola da quello stato di cose. Se non accampi prebende, poltrone, affaricchi, sei pazzo, pazzo sul serio. Se non diventi vassallo, valvassino o valvassore, pure scassapagghiaro, per dirlo alla Sciascia, lì non si capisce cosa ci stai a fare. Non l’ho capito io e non l’abbiamo capito in tanti.
    Dunque, si, pazzi, nella più ottimistica delle ipotesi. Ma io sono rimasto con la mente del pazzo d’autore, quasi mai più parlo di politica, rischio la camicia di forza a dire certe cose. Pure a pensarle.
    E proprio perché sono pazzo (ne sono certo) mi si stringe il cuore a vedere la strage di bambini nei Balcani, quelli magari trucidati da qualche altro faro di civiltà, e mi si ripresenta il riflusso gastrico da consultazione compulsiva.
    Una cosa sola mi concedo, così, anche per mantenere quella manifestazione di pazzia che sola passa inosservata: quella roba lì, magari non chiamiamola più sinistra, che in quella di pazzi e visionari ce ne sono stati a iosa.
    Scusa se mi sono dilungato e buon tutto.

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    • dilungato? se questo è dilungarsi, il male è comune anche a me e, come sai, lo rivendico anche come merito. a chi mi rimprovera di essere lungo in quel che scrivo, obietto sempre che le lungaggini sono in concetti poveri sbrodolati in mari di parole inutili; non è lungo chi ha molte cose da dire e le dice bene e le fa risuonare nette, come è nel tuo caso.

      lo scenario rischia di ripetersi? Berlusconi fu molto furbo, al momento di mollare, travolto, nove anni fa: votò un altro, per tirarci fuori dalla catastrofe, il buon Monti; e nessuno si ricorda o ricorda agli altri che fu Berlusconi a volerlo e indicarlo a Napolitano… così diffuse la leggenda del Monti cattivo voluto dalla sinistra.

      è incredibile quanto la gente è stupida, e quanto è stupida la sinistra che si precipitò a tirare fuori dalle peste la destra, facendosi carico dei suoi errori. per pura smania di potere.

      per questo ritengo che lo scenario possa anche ripetersi, purché sia chiaro che poi toccherà alla destra rimediare ai suoi errori. e forse dobbiamo anche smetterla di preoccuparci di salvare chi non vuole essere salvato.

      sulle nostre biografie, parzialmente parallele, posso soltanto dire di avere smesso, fortunatamente, la politica militante nel 1976, ma la scommessa che feci allora di una militanza culturale non ebbe molto più successo; lasciò il posto dal 1985 per me ad una militanza professionale, pure combattuta duramente proprio dalla cosiddetta sinistra, nel frattempo degenerata a cricca poco giudiziosa. lotta durissima e coronata da rivincite in sede giudiziaria e nell’immagine pubblica, ma dolorosa se condotta contro il proprio passato.

      ma l’avere avuto ragione è la cosa che assolutamente non può essere perdonata da chi ha avuto torto.

      scusa se resto abbastanza criptico.

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