verso la crisi economica globale? – 474

smisurate misure economiche (perdonatemi l’espressione) sono state prese in tutto il mondo, per impedire che il covid portasse ad una crisi finanziaria mondiale; le stessa risposta sanitaria è stata condizionata dall’imperativo morale assoluto che il crollo della produzione fosse momentaneo e che il mondo riprendesse quella produzione parossistica che peraltro sta portando al suicidio ambientale questa razza di scimmie arroganti che siamo, e che però trascinerà con sé nella rovina la maggior parte delle specie viventi del pianeta.

tutto questo intervento è avvenuto attraverso la moltiplicazione del debito, che è il segnale economico evidente che si sta producendo e consumando più di quanto si potrebbe.

forse solo la Cina ha reagito in un altro modo alla pandemia, sia sul piano sanitario che su quello economico, e quindi non ha smesso di crescere per conto suo secondo altre modalità e ritmi ancora più intensi, ma comunque non potrà sfuggire alla catastrofe planetaria che incombe per i motivi che stiamo per dire.

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appartiene infatti al carattere beffardo della realtà che le stesse misure prese finora, cioè la stampa di denaro a volontà da parte degli stati, stanno producendo per forza propria gli stessi effetti economici che volevano evitare.

così la crisi economica mondiale, prodotta dal covid e dalla diminuzione della produzione legata alle forme di lockdown, si ripropone oggi, anzi aggravata, proprio ora che i lockdown sono stati sostanzialmente accantonati quasi ovunque e la produzione è ripresa, finalmente, si dice, cioè verso nuovi obiettivi sempre più folli e suicidi.

scusate se sono solo un poco apocalittico, ma forse è proprio così che si deve parlare, anche se il buonsenso sembra follia, in questi tempi di pazzia fuori controllo.

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ma la causa della crisi non è solo monetaria, è più profonda.

non solo c’è troppa moneta, il che significa che i prezzi aumentano e chi non può aumentare i profitti si impoverisce: l’inflazione è classista; ma non c’è neppure abbastanza energia.

così aumentano i prezzi di gas e carbone, e anche il prezzo del petrolio è in risalita.

per paradosso questo sta avvenendo soprattutto in Cina, il paese meno colpito del mondo dalla pandemia e forse proprio per questo: continuando a crescere, la Cina comincia a incontrare dei limiti oggettivi alla sua crescita, aggravati anche dalla scelta di cominciare a ridurre i consumi di carbone.

Black-out ad intermittenza, candele accese nelle case, negozi senza luce, semafori spenti e macchinari industriali costretti a fermarsi. “Se l’energia costa troppo, le fabbriche si fermano, come sta avvenendo nel nord-est del paese”.

Ne sanno qualcosa anche le grandi aziende americane che fanno affidamento sulla componentistica prodotta nell’ex Impero celeste, come Tesla di Elon Musk e, soprattutto, Apple: impegnato in questi giorni nel lancio dell’ultimo modello di iPhone, sta sperimentando continui ritardi lungo la propria catena di approvvigionamento in Asia.

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ma questo significa che anche “i rischi per l’approvvigionamento dell’Occidente e dell’Italia sono molto alti”.

Si sono già visti gli effetti sulle bollette di gas e luce, i cui prezzi schizzano verso l’alto con percentuali a doppia cifra e soprattutto in Italia, dove quasi la metà dell’energia elettrica utilizzata viene prodotta grazie al gas naturale.

naturalmente il governo è intervenuto d’urgenza con un decreto, assumendosi una parte dei rincari: come? grazie alla moneta stampata a volontà.

in sostanza nel 2021 la ripresa economica globale è stata più rapida delle previsioni, e dunque questo mette in crisi la ripresa economica.

ma la moneta non è in grado di produrre gas, se questo comincia a scarseggiare per eccesso di domanda: si va quindi verso un inverno con problemi di riscaldamento?

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non c’è santo che tenga: in tutti i modi la pandemia vuole farci ridurre i consumi e calare il PIL.

ma in nessun modo ne vogliamo sapere: troppo affezionati al modello psico-sociale del consumismo impossibile.

ma qui psico- non sta per psicologico, sta per psicotico.

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10 commenti

  1. Dato che la crisi è alle porte e che ha pure già messo un piede dentro, che fare? Riconoscere tutti che la crisi è sistemica dovuta al raggiungimento di limiti fisici sarebbe gia un bel passo aventi, ma poi, che fare? Perdona la domanda banale e fintamente ingenua ma prima o poi qualche drastico provvedimento andrà preso.

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    • carissimo, la tua è una domanda importante, anche centrale, ma se io volessi far credere che ho una soluzione, avrei fatto il politico di professione e non il blogger.

      come blogger ti dico che una soluzione non la vedo e forse non c’è neppure.
      ho fatto il liceo classico e poi lettere classiche all’università e mi viene quindi naturale guardare alla crisi della civiltà antica e dell’impero romano: gli uomini del tempo potevano soltanto guardare sgomenti la disgregazione del loro mondo che niente poteva impedire e si aggrappavano alla fede religiosa per dare un senso alla loro vita che lo stava perdendo.

      oggi ogni soluzione dovrebbe passare attraverso una riduzione del tenore di vita che ci riporti al livello degli anni Cinquanta, se non, peggio, a quello di un paio di decenni prima, cioè un secolo fa, dove la fame era ancora una esperienza conosciuta nel villaggio dove adesso vivo.
      ma è effettivamente vero che una riduzione dei consumi di questo tipo provocherebbe comunque il totale collasso del sistema in cui viviamo e una situazione sociale totalmente fuori controllo.
      quello che sta avvenendo ai primi blandi provvedimenti che cercano di correggere la situazione non lascia dubbi: ci sarebbero violenze, sommosse, attentati.

      la pandemia ci aveva dato una opportunità straordinaria, con una prima riduzione del PIL quasi del 10%; si poteva cercare di restare a quel livello ,rendendolo accettabile anche attraverso forme di redistribuzione della ricchezza a favore di chi non può permettersi di impoverirsi perché è già al livello della sussistenza o sotto.
      ma il lusso è ancora sentito come un diritto irrinunciabile.
      ci siamo giocati anche questa possibilità; la politica democratica ha fame di consenso e se lo crea, logicamente, con i consumi esagerati.
      se un politico dice la verità viene travolto da qualcuno che mente e aizza la plebaglia.

      ho pensato per qualche tempo che la strada fosse cercare almeno una salvezza individuale, tornando a forme almeno parziali di auto-consumo; di qui le mie scelte di vita.
      anche nella crisi antica si salvò chi tornò all’agricoltura di sussistenza, gli altri morirono, semplicemente, nelle carestie, nelle guerre, nelle epidemie e nei saccheggi. Roma, che aveva un milione di abitanti divenne un paesotto dove vivevano 5mila persone. gli altri erano semplicemente morti.
      ma qui la crisi è climatica e colpisce duro già adesso: sta andando verso la fine un anno che non ha dato frutti, non sta dando funghi, ma neppure noci né castagne. solo qualche patata, ma stenta e in misura molto inferiore al solito. il mio ettaro scarso riuscirebbe a mantenere solo me, parzialmente, in questi mesi, mentre l’anno scorso sovrabbondava anche rispetto alle esigenze della famiglia di mio figlio.
      solo un anno di carestia occasionale? l’anno prossimo lo dirà.

      e quindi, come vedi, davvero non ho davvero nessuna soluzione; e posso solo consolarmi dicendomi egoisticamente che in fondo non ne ho neppure bisogno, per il tempo che mi resta.
      perdona il tono desolato, ma che altro posso dire di onesto e sincero?

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  2. La Cina sta avendo dei blackout in alcune regioni perché, se non ricordo male, la produzione e di conseguenza il consumo di energia ha superato quanto stabilito centralmente per centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, nell’ottica di ridurre l’utilizzo di carbone. Certo ci sono delle proteste ma vengono giustamente (secondo me) stroncate, saltano i dirigenti politici delle regioni interessate e le industrie stesse vengono rimesse in riga. Forse dovremmo prendere esempio, invece di beatificare gli industriali…

    (A proposito – nel libro di Agnoletto sul covid ndr – sono arrivato al capitolo su Nembro e Alzano…
    se i giudici in questo paese invece di andare addosso a Lucano andassero a vedere quello che è successo in Lombardia col Covid, e appioppassero le giuste pene, altro che 13 anni ci vorrebbero…)

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    • ringrazio dell’integrazione di informazione, sempre molto utile dove i miei post sono un po’ troppo semplificati. la mia fonte informativa era una evidente velina ENI riportata su stampa compiacente; e non ti dico già quanto c’era voluto a raddrizzare il tiro, utilizzando ad altri fini le informazioni fornite dal nemico…
      condivido le tue osservazioni.

      condivido, eccome!, anche le tue osservazioni su Senza respiro di Agnoletto – che purtroppo non riuscirò a ricevere lunedì. mi fa piacere sapere che qualcuno di autorevole condivide e prova a diffondere delle valutazioni che mettono in evidenza gli autentici delitti compiuti a febbraio-marzo dell’anno scorso dalla nostra classe politica, in particolare lombarda, senza distinzione di colore, e con la sostanziale copertura di un Ministro della Sanità, Speranza, che era anche di ultra-sinistra!

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  3. La verità, di cui si era accorto persino Ricardo, è che il fondo del barile, per la caduta del saggio tendenziale del profitto, è scoperto. E nel capitalismo non c’è risposta nota se non nel raschiarlo. La Cina può fare altro perché può permettersi un capitalismo spurio a controllo statale. Cosa che sta facendo rafforzandolo enormemente.

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