covid e nuova Costituzione, per il pan nudus – 444

la pandemia cambia la Costituzione.

art. 1

L’Italia è una repubblica (questo è ancora certo, al momento) fondata sul vaccino (direi) e in stato di emergenza, un po’ meno democratica, ma al momento importa poco.

. . .

la cosa tragica è che questo è, comunque, tremendamente necessario; la protesta è impotente, perché non riesce a cambiare il corso delle cose; non ne ha la forza.

ad uno ad uno, ciascuno si rassegna e va, parte per questa nuova guerra mondiale, la prima del nuovo secolo e del nuovo millennio, quello finale: consegna il suo corpo allo stato che lo reclama, per il nobile scopo di non sprecare le dosi di vaccino già acquistate e che rischiano di deteriorarsi nei frigoriferi a meno 70 gradi.

il cittadino è armato male, come succedeva ai soldati italiani anche nella prima e nella seconda guerra mondiale; ma pochi lo sanno, molti ne dubitano vagamente, ma preferiscono non saperlo; i vaccini sono fucili che sparano a salve, ma per ora spaventano il nemico.

o piuttosto i vaccini sono gli scarponi di cartone della nostra campagna di Russia, che dovranno resistere all’offensiva del generale inverno; potrebbero anche farcela, questa volta, ma non guardiamo più un là.

. . .

ci aspetta una quarta guerra mondiale, quella contro il riscaldamento globale, che nessuno stato ha ancora dichiarato, perché l’ha cominciata contro di noi il pianeta, senza troppo rumore.

si direbbe perfino che possa essere una manovra diversiva l’attacco in corso di questo nuovo virus, che molto probabilmente è sfuggito da qualche laboratorio di quelli che in rete nel mondo stavano giusto studiando i vaccini contro un possibile coronavirus, costruendo cellule umane chimera, cioè mescolate, di e pipistrello e pan sapiens

(non chiamiamoci più homo sapiens sapiens, non siamo ridicoli; nudus, cioè senza (troppi) peli sarebbe più adatto a definirci, e legate il primo aggettivo al genere dello scimpanzé, cioè a pan, per rendere evidente che è ironico, anzi sostituitelo col secondo).

noi ci dibattiamo per evitare che il nostro stramaledetto virus ci costringa a cambiare nel profondo e definitivamente un modo di vita demenziale e intollerabile biologicamente, ma forse anche psicologicamente, e temiamo il generale inverno; intanto il generale dell’eterna estate surriscaldata si prepara a sterminarci ben più alla grande e a inventarsi anche nuove malattie che saranno generate da un clima intollerabile per il nostro organismo fragile.

ma la riduzione di un miliardo di arroganti consumisti occidentali ad un tenore di vita pari ad una terzo a un quarto dell’attuale, che sarà comunque inevitabile, per motivi non solo climatici, ma geopolitici, sarà un bagno di lacrime e sangue.

servirà una nuova Costituzione: “L’Italia è una nazione guidata da non so chi e fondata sulla sopravvivenza climatica; ogni altra esigenza sarà accettata solo se non contrasta con l’obiettivo fondamentale di salvare gli italiani. viene abrogato ogni altro articolo della Costituzione precedente.”

. . .

potrebbe non bastare: intanto seguiamo pure, come pecore tremanti, i governi che si battono come draghi contro quel ritorno ad una povertà che – inguaribili utopisti – sogniamo possa essere ordinata e che solo potrebbe salvarci dal finire in una miseria irrimediabile e senza nome (forse, ma forse non siamo neppure più in tempo).

prima di sparire come civiltà e tornare ad essere del tutto pan nudus, gruppi sparsi di scimpanzé residui e in lotta fra loro nel pianeta infuocato.

23 commenti

            • impossibile, ti dico: la durata massima della vita di uno scimpanzé, se libero in natura, è di 33 anni; la metà in cattività. la vita dei primi uomini raccoglitori e cacciatori era poco diversa in durata: 37 anni, dicono.
              e il presidente della repubblica in Italia non può avere meno di 50 anni, art. 84 Costituzione.
              peccato per Renzi, che ne avrà 47 al momento della votazione: come scimmione presidente andava benissimo… ihih.
              Letta invece ne avrà 55 e la Bindi 70, per dire due che non diventeranno presidenti di sicuro…

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              • Bisogna fare un calcolo di equivalenza e vedrai che la Scimmia rientra di sicuro. Mica possiamo diventare così razzisti da escluderla. E poi tutta questa paura di gareggiare contro una scimmia la dice lunga sulla fiducia nelle nostre attuali guide supreme.

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                • mmm, questi calcoli di equivalenza li lascio fare agli ingegneri.

                  poi, altra difficoltà: occorre che lo scimpanzé abbia la cittadinanza italiana…

                  no, no, via libera agli scimmioni più longevi del posto… ;-(

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                  • In realtà è semplice. Considerando l’età media in Italia 82 anni e quella dello scimpanzé 33, basta fare 82/33=2,7. Per il Presidente della Repubblica servono 50, per cui lo scimpanzé basta che abbia 50/2.7=19 anni.

                    Ora però in effetti è difficile trovare qualche politico italiano che non sia minorenne mentalmente…

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                    • solo Augusto divenne di fatto imperatore, conquistando il potere, a 19 anni, e Alessandro Magno re della Macedonia a 20, probabilmente uccidendo il padre.
                      se mi trovi uno scimmione dalla capacità equivalenti: guarda, non mi importa neppure la specie…, io non sono razzista, ma… 😉

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                    • Per me uno scimmione qualunque va benissimo. Non deve mica conquistare il mondo come l’altro aspirante per la poltrona… che scalpita già…

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                    • ogni volta che sento la parola poltrona, sono sicuro che leggerò una pessima analisi, per usare un pietoso eufemismo.

                      Draghi non mi sembra stupido e credo abbia delle aspirazioni più grandi che di stare al Quirinale a fare la marionetta per sette anni. l’Italia non è una repubblica presidenziale, il ruolo del presidente non è politico, tanto è vero che è irresponsabile politicamente, come lo definisce la Costituzione; la carica può essere forzata, ma non più di tanto, a meno di non voler cambiare la Costituzione in senso presidenzialista. certo, con un prossimo parlamento spostato a destra la cosa potrebbe anche venire bene, ma secondo te i partiti di destra sono disposti davvero a dare il potere a Draghi, che chiaramente non è del tutto dalla loro parte?
                      credo che Draghi aspiri ad un ruolo di leader europeo, che come presidente del consiglio può svolgere, ma come presidente della repubblica dovrebbe necessariamente scordarsi.

                      e poi questa gente, come fu già Monti, non ha ambizioni grettamente economiche o di puerile prestigio; di solito si sente investita di una missione e guarda a quello. cose che chi parla di poltrona non riesce nemmeno a immaginare.

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                    • Niente poltrone d’ora in poi. Non sono convinto che in Europa avrà lo stesso successo. Se non altro per una certa concorrenza Francese e una certa antipatia Tedesca. Purtroppo l’Italia è abbastanza tagliata fuori dai progetti europei che contano, dove c’è più un asse Germania/Francia/Spagna, anche a giudicare da quello che seguo per interessi miei privati. Draghi in Europa ho paura che non lo vogliano, ma lo accetteranno come leader europeo se sta in Italia. Ma si sa che tu in queste analisi politiche mi superi ampiamente, per cui magari sono fuori strada.

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                    • ma no, sono abbastanza d’accordo con te che Draghi non avrà molto successo in Europa; brilla in questo momento, perché Macron è in crisi e la Merkel sul piede di partenza; ma non sono sicuro che la Merkel non si sia ritirata dal cancellierato proprio per svolgere un ruolo in Europa, per il quale sarebbe certamente molto più tagliata di Draghi, se non altro come leader del Partito Popolare Europeo, mentre Draghi non dietro nessuno. inoltre gli equilibri europei veri si vedranno dopo le elezioni francesi dell’anno prossimo, che mi pare disperato che Macron possa vincere; e occorrerà vedere alla prova il prossimo cancelliere, Scholz, socialdemocratico, che avrà bisogno in Italia di un appoggio più caratterizzato politicamente a sinistra, per non restare isolato tra un anno.
                      quella del grande profilo internazionale di Draghi a me pare una leggenda metropolitana italiana, che è come dire provinciale. Draghi non ha nessuna forza politica alle spalle e anche il suo successo italiano potrebbe seguire la rapida parabola di Monti, del quale gli consiglio di tenere una foto davanti sulla scrivania. gli italiani sono maestri nei calci in culo a chi li ha salvati da una situazione appena non c’è più bisogno di lui.
                      e continuo a credere che Draghi non sia particolarmente attirato dal fare il Ciampi della situazione: dopotutto potrebbe venirgli molto meglio, semmai, al prossimo giro, quando andrà per gli 80.

                      comunque, quanto ad analisi politiche mie, ti ringrazio della fiducia, ma direi che sono un maestro soprattutto di quelle sbagliate, ahaha! sono sempre troppo astratto ed ideologico.
                      però, per il resto, volevo dire che basare l’analisi politica sull’amore per la poltrona va bene per ominicchi come Renzi e Salvini o Zingaretti; per personalità politiche di calibro diverso è fuorviante ed occorrono analisi un po’ più complesse. l’ambizione muove anche loro, indubbiamente, ma ha una portata diversa e via via più ampia. tra l’altro Draghi ha rinunciato agli emolumenti e sta lavorando gratis.
                      ma poi, per rendere l’idea e spostandomi su un piano decisamente diverso, diresti mai che Giulio Cesare o Alessandro Magno agivano per amore della poltrona?
                      ma dico anche De Gasperi, o Moro, o Kennedy? per guardare a figure eminenti del secolo scorso…

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                    • Non amore per la poltrona, più che altro amore per il potere. Per me il Drago andrà per il colpo di stato totale, più che altro per dimostrare che è bravo. Ma tu lo vuoi spingere fuori… in Europa.

                      Sono curioso di vedere come andrà a finire questa agitazione generale europea. La Cina potrebbe farci saltare per aria prima:

                      https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/20/la-crisi-di-evergrande-e-lo-spettro-lehman-brothers-per-leconomia-della-cina-governo-al-bivio-tra-soccorrere-gli-speculatori-del-mattone-e-far-scoppiare-la-bolla/6325543/

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                    • ecco, appunto, ma il potere è tutt’altro che comodo: il potere è scomodissimo, significa impegno, tensione, responsabilità, rischio.
                      insomma proprio il contrario della poltrona. i grandi uomini di potere, tutto hanno fatto tranne che starsene in poltrona.
                      la metafora della poltrona traduce il concetto del peso del potere al livello mentale dei poveretti per i quali il massimo nella vita è starsene in poltrona a non fare niente.

                      ma allora se il potere è così scomodo perché tanti lo cercano? (non quelli della poltrona, comunque). ma per via dell’adrenalina. il potere è adrenalina e l’adrenalina piace e dà perfino dipendenza. chi vi si abitua non può farne a meno. il potere è una droga. senza scomodare il proverbio siciliano: cummannari è megghiu ca futtiri.

                      siamo in balia di giganti dai piedi d’argilla: la crisi cinese è preoccupante: ho visto con i miei occhi, sia pure anni fa, il delirio edilizio cinese, inimmaginabile nelle dimensioni.
                      e se la Cina crolla, chi riuscirà a non andarle dietro?
                      ma in fondo forse sarebbe perfino meglio, così gli americani non avranno neppure più i soldi per farle la guerra.
                      io mi sento ogni giorno di più sull’orlo dell’abisso.

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                    • Ma io intendevo la poltrona come simbolo del potete, un po’ ripescando l’idea del trono del re. Non avevo mai in mente l’idea della poltrona come modo per non fare nulla.

                      Quanto al nostro Drago lo sai che l’ho classificato come narcisista. Cioè un po’ dipendente dalla propria immagine e con la debolezza del potere, o adrenalina come hai spiegato tu.

                      La crisi cinese per loro è preoccupante per le ripercussioni politiche. È proprio il tipo di crisi che ti anticipavo sempre come possibile caduta del Partito: Il momento quando verrà infranto il sogno del ceto medio/emergente abbastanza benestante.

                      Per noi invece sul lato economico sarà l’apocalisse (per loro non tanto). E pensare che il mercato cinese era quello che avrebbe dovuto trainare i consumi del futuro.

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                    • la poltrona come simbolo del potere non funziona proprio: basta pensare alle raffigurazioni canoniche del potere, che sono di due tipi nella storia dell’arte: 1. il trono, che è una poltrona molto sui generis, dato che il suo elemento caratterizzante non è la comodità: un trono non deve essere comodo, deve essere imponente e ricco, per trasmettere un’idea di potenza; 2. il cavallo, che è poi il contrassegno specifico dello spirito guerriero: chi ha il potere è di solito raffigurato come un condottiero a cavallo, ed anche stare seduti a cavallo non è particolarmente comodo.
                      che poi chi esercita il potere, ami anche esercitarlo, mi sembra un requisito fondamentale minimo perché possa esercitarlo meglio. se chi ha il potere non lo amasse neppure, certamente non potrebbe governare bene; lo stesso dicasi da chi è attratto dal potere per i lussi e le comodità che potrebbe concedere.
                      ma chiudiamo questo argomento.

                      hai fatto bene a richiamare la mia attenzione sulla crisi cinese: è grave, e staremo a vedere; sarebbe sorprendente che la Cina, che sta uscendo da vincente dalla crisi del covid, vedesse la sua economia crollare per una cattiva programmazione edilizia: la cosa avrebbe un significato sorprendente.
                      ma non è detto che il partito non trovi una soluzione; e quindi non è neppure detto che il partito esca indebolito.
                      noi continuiamo ad applicare al mondo cinese le categorie del pensiero individualistico occidentale; ma i cinesi ragionano in modo radicalmente diverso, la dimensione collettiva è prevalente prima di tutto anche nel modo di pensare individuale. per un cinese è assurdo che qualcuno possa pensare di salvarsi da sé, e la soluzione di una crisi collettiva deve sempre essere collettiva.
                      è difficile che una situazione di crisi indebolisca il ruolo del partito: al contrario, lo rafforza comunque, come mostra la storia cinese dell’ultimo secolo, il secolo del Partito Comunista Cinese.

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  1. A mio giudizio il 2022 sarà l’anno, se non della rinascita, quantomeno della fine dell’emergenza. Cerco di spiegarti perché.
    Se non sarà possibile raggiungere l’immunità di gregge e quindi sconfiggere il virus con i vaccini, sono convinto che i governi di tutto il mondo si rassegneranno alla sua presenza, senza più combatterlo con misure drastiche. La gente non sopporterebbe di convivere in eterno con le mascherine, con le quarantene a seguito di un contatto con un positivo, con le chiusure generalizzate, con i divieti di spostarsi anche da comune a comune.
    Di conseguenza, a mio giudizio lo stato di emergenza è destinato a finire al massimo nel 2022, che il virus venga sconfitto o meno. E non solo in Italia, ma in tutto il mondo. La mia previsione ti trova d’accordo?

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    • a mio giudizio in una pandemia ogni previsione è impossibile, anche a medio termine: le variabili in gioco sono troppo numerose e non le conosciamo neppure bene tutte.

      ti faccio un esempio: mi sono occupato recentemente della epidemia di peste del 1630 in Val Sabbia: sulle basse montagne della media valle occidentale, nel paese di Livemmo, su 692 abitanti, ne morirono in tre mesi 620 e ne sopravvissero 72; a pochi chilometri di distanza, a Ono Degno, dove evidentemente avevano imparato la nobile arte del lockdown, non ci fu neppure un morto. ora, chi avrebbe potuto prevederlo?

      al momento ci si può spingere almeno in qualche previsione per il prossimo mese soltanto e per l’Italia? già queste sono azzardate. da un lato la variante delta è relativamente sotto controllo e se i non vaccinati sono circa 4 milioni, e dovrebbero anche scendere ulteriormente, potremmo guardare che cosa successe l’anno scorso in questa stagione in un paese di popolazione analoga, come la Croazia, ad esempio, pur mettendo nel conto la maggiore densità abitativa nostra: lì si arrivò ad una valore massimo di 80 morti il 21 dicembre. considerando che già oggi in Italia viaggiamo attorno ad una media di 55 morti al giorno e nessuno si scompone più di tanto, questo dovrebbe essere il nostro punto di riferimento nel caso di un peggioramento della situazione, che peraltro non è prevedibile in tempi rapidi, anzi piuttosto il contrario.

      ma le bocce resteranno ferme ad aspettare i nostri calcoli? difficile immaginarlo. la variante Mu (contro cui non stiamo facendo nulla!) aggira i vaccini, ma sembra meno contagiosa e più lenta; però, se continuiamo a non prevenirla, potrebbe fare danni simili a quelli che ha fatto in America Latina, dove ha impiegato mesi a diventare dominante e in questo caso lo scenario cambierebbe. in Perù, popolazione esattamente la metà della nostra, è arrivata a fare un massimo di 1.200 morti al giorno, ma attualmente è in completa remissione.

      occorre però anche mettere nel conto la riduzione di efficacia dei vaccini e la pericolosità della terza dose, su cui ci si sta lanciando alla cieca, e proprio sui casi più fragili.

      per una previsione a medio raggio, io guarderei alla epidemia cosiddetta di russa del 1889-95, iniziata dagli allevamenti della Siberia e diffusa poi in tutta Europa: durò sei anni, era dovuta probabilmente ad un coronavirus che, senza vaccini di mezzo, si trasformò probabilmente in uno dei normali virus che oggi provocano il raffreddore, dopo avere fatto un milione di morti su una popolazione mondiale che era circa un quinto di quella attuale; e noi oggi siamo a 4 milioni di morti nel mondo.

      quanto all’immunità di gregge per un virus simile è sempre stata una incredibile e vergognosa bufala: andrebbero messi alla gogna tutti i presunti virologi che l’hanno prospettata e continuano a prospettarla: il massimo che una vaccinazione di massa può indurre è una certa diminuzione della circolazione del virus e un colossale incremento delle vendite dei vaccini e dei profitti di Big Pharma.

      in ogni caso, se non vi sono di mezzo drammatici peggioramenti per nuove varianti più toste, io credo che la voglia di normalizzazione prevarrà comunque, dopo quasi due anni, e arriveremo a convincerci che 20mila morti l’anno di covid in Italia, non sono poi molto peggio dei 7-8mila annui di influenza o dei 3mila per incidenti stradali, e soprattutto se a morire continueranno ad essere soprattutto gli anziani.

      ma le mascherine e le precauzioni sociali che tu prevedi spariranno in fretta, dovranno continuare ancora a lungo, e almeno i più prudenti ed avveduti non ci rinunceranno così presto.
      per i no-vax in particolare resteranno come fondamentale alternativa ai vaccini.
      ma potrebbero anche diventare una condizione permanente della vita dei prossimi anni.
      l’epidemia di peste che mise in crisi l’impero romano durò vent’anni, dal 160 al 180 d.C.
      l’epidemia di peste detta di Giustiniano, nel VI secolo, durò, tra alti e bassi, almeno quarant’anni e secondo lo storico Procopio (che forse esagerava) ridusse la popolazione di Roma a 500 abitanti.
      la spagnola durò solo due anni, 1918-19, ma fece da 50 a 100 milioni di morti nel mondo di allora, dove gli esseri umani erano meno di due miliardi.

      e tu mi chiedi di prevedere qualcosa?

      grazie comunque della domanda…

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      • In realtà i novax spesso sono anche nomask, quindi credo che a portare le mascherine continueranno soprattutto i paranoici che temono di morire di covid anche dopo la doppia dose di vaccino. Grazie a te per la risposta! 🙂

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        • dimentichi chi non si vaccina con QUESTI vaccini, senza essere no-vax.

          ad esempio, io aspetto il novavax, di impianto tradizionale e valido anche contro le varianti; spero che arrivi in fretta l’autorizzazione e fino ad allora porterò le mascherine, ma credo anche dopo per un bel po’.

          d’inverno, poi, le trovo perfino piacevoli.

          grazie dei due commenti anche a te!

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